Boris Johnson: «Putin minacciò di uccidermi con un missile»

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Il confronto tra Russia e Occidente sembra non avere fine, con la recente rivelazione dell’ex premier britannico Boris Johnson riguardo a una minaccia da parte del presidente russo Vladimir Putin.

Secondo Johnson, in una lunga telefonata avvenuta nel febbraio 2022, Putin avrebbe minacciato di attaccare la Gran Bretagna e lui personalmente, dicendo: “Non voglio farti del male ma, con un missile, ci vorrebbe solo un minuto”. La minaccia sarebbe stata pronunciata poco prima dell’invasione russa in Ucraina.

La conversazione tra i due leader si era svolta dopo una visita di Johnson a Kiev, in cui aveva cercato di scoraggiare l’azione militare di Mosca avvertendo Putin dei rischi di sanzioni e isolamento internazionale.

Tuttavia, Putin aveva continuato a negare l’intenzione di invadere l’Ucraina nonostante il continuo ammassamento di truppe vicino ai confini. La rivelazione di Johnson getta luce sulla crescente tensione tra Russia e Occidente e conferma le preoccupazioni internazionali riguardo alla politica aggressiva della Russia. L’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022 ha portato a un’escalation di violenza e alla morte di molti civili, oltre a causare una crisi umanitaria.

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Il re è tornato: Djokovic trionfa agli Australian Open. E’ il 22° Slam

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Novak Djokovic si prende la rivincita più bella. Dodici mesi dopo la grande esclusione (a causa della mancata vaccinazione anti-Covid), il campione serbo trionfa agli Australian Open 2023.

Un successo denso di significati per Nole, che in un colpo solo tocca i dieci successi nello Slam australiano, torna in vetta al ranking mondiale e appaia il suo rivale di sempre, Rafa Nadal, a quota 22 Slam vinti in carriera.

Un record che, c’è da scommetterci, proverà a far diventare soltanto suo al più presto, dando la caccia al titolo numero 23 di una carriera straordinaria.

In finale Tsitsipas ha provato ad arginare la furia serba, ma alla fine si è dovuto arrendere in tre set (6-3, 7-6, 7-6) dopo 2 ore e 56 minuti.

Significative anche le parole di Djokovic nella cerimonia di premiazione, nelle quali ha voluto sottolineare quanto sia stato duro per lui l’ultimo periodo: «Solo la mia squadra e la mia famiglia sanno cosa ho passato nelle ultime 4-5 settimane. Considerando tutte le circostanze penso che sia la vittoria più bella della mia vita».

Poi un pensiero rivolto ai più piccoli: «A tutti i bambini che ci stanno guardando: sognate in grande, perché tutto è possibile».

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Arrestato Messina Denaro dopo 30 anni: il boss in manette a Palermo

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Era riuscito sempre a far perdere le sue tracce. Era considerato l’ultimo vero boss della mafia. A gennaio 2023 però è arrivata la cattura.

I carabinieri del Ros e la procura di Palermo sono riusciti finalmente a trovare il covo del boss Matteo Messina Denaro, arrestato alla clinica Maddalena di Palermo. Dopo 30 anni di latitanza, è arrivata finalmente la sua agognata cattura.

L’inchiesta che ha portato a questa operazione di successo è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido.

Il boss, anche al momento della cattura, si è mostrato arrogante, pronunciando il suo nome verso il carabinieri incaricato di mettergli le manette. Finisce così la latitanza trentennale del padrino di Castelvetrano: Messina Denaro stava per iniziare la seduta di chemioterapia alla clinica Maddalena di Palermo, tra le più famose della città.

Ad un certo punto ha capito la situazione, non aveva più di fuga, di conseguenza ha accennato ad allontanarsi. Le forze dell’ordine l’aveva circondato.

I pazienti invece sono stati tenuti fuori dalla struttura per ore, poi una volta visto l’uscita del mafioso hanno applaudito per la cattura eseguita. Si tratta della fine di una delle pagine più tristi della storia italiana: questa volta nessuna fuga.

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Muore Papa Benedetto XVI: aveva dato le dimissioni dal suo pontificato

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Con le parole del direttore della sala stampa della Santa Sede Matteo Bruni viene annunciata a la morte del papa emerito Joseph Ratzinger, nome secolare di Benedetto XVI.

Assieme all’ora e luogo del decesso, viene reso noto che i funerali avranno luogo il 5 gennaio in Piazza San Pietro, presieduti da Papa Francesco, il primo ad essere informato della dipartita dall’arcivescovo e segretario personale del papa Ratzinger, Georg Gaeswein.

È stato ricordato con le sue parole, un invito a rimanere “saldi nella fede”, e nel riconoscere che “Gesù Cristo è la via, la verità e la vita”, contenute nel suo testamento pubblicato nel libro “Nient’altro che la verità.

La mia vita al fianco di Benedetto XVI”. Un lascito che però non si riduce a questo: negli anni Joseph Ratzinger è stato riconosciuto per essere uno dei più prolifici teologi e teorici della fede cristiana, in particolar modo con la sua enciclica “Deus Caritas Est”.

Non sono mancate però le criticità e i problemi durante il suo pontificato, come gli scandali di pedofilia tra i curati, e l’opposizione ai matrimoni omosessuali, problemi che deve aver sentito troppo gravosi: è conosciuto per essere stato il primo papa dopo secoli a dare le dimissioni per il suo pontificato

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Casinò in Cambogia divorato dalle fiamme, è strage

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Un vasto incendio ha devastato un casinò nella città di Poipet, in Cambogia, provocando almeno 12 morti e oltre 30 feriti, secondo un bilancio provvisorio riportato dalle testate cambogiane.

Il casinò era frequentato da oltre un centinaio di clienti al momento dell’incendio e diverse persone sarebbero rimaste intrappolate all’interno della struttura in fiamme, trovando purtroppo la morte.

Alcuni clienti hanno tentato di salvarsi salendo sul tetto del casinò, ma altri sono rimasti chiusi all’interno dopo che le scale sarebbero crollate. Le cause dell’incendio non sono ancora state accertate, ma si ritiene che le fiamme siano divampate intorno alle 23.30 ora locale.

I soccorsi hanno avuto difficoltà ad evacuare la struttura e a prestare soccorso a causa della velocità di propagazione delle fiamme. Il rogo sarebbe scoppiato al primo piano dell’hotel casinò e si è rapidamente propagato agli altri piani dell’edificio.

Al momento, le autorità stanno cercando di tenere a bada le fiamme, ma il bilancio delle vittime potrebbe essere destinato a crescere nelle prossime ore. I video che arrivano dalla zona sono terribili e danno l’idea dell’inferno in cui si sono trovati i circa cento clienti più il personale.

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Maxi fuga dall’istituto per minori Beccaria di Milano

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L’istituto pelle per minorenni Cesare Beccaria di Milano sale agli onori della cronaca, visto che sette detenuti erano evasi in un pomeriggio dal cortile passeggi.

Subito sono sono scattate le ricerche: in primis, furono subito riacciuffati du dei sette ragazzi: il primo recuperato grazie al compito degli agenti della polizia penitenziaria, mentre il secondo sarebbe sarebbe stato ‘tradito’ da una famigliare, dato che è stato portato indietro dalla suocera.

Dopo la clamorosa evasione (4 ragazzi minorenni e 3 maggiorenni) , ne è conseguita una violenta protesta nella struttura. Il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece, aveva così detto: «Incredibile quello che sta succedendo, Alcuni hanno dato fuoco alle celle, mentre un reparto detentivo non è agibile e manca la luce. Diversi agenti sono rimasti intossicati e la situazione è ad altissima tensione». 

I detenuti fuggiti avrebbero approfittato di un momento di ‘relax, vale a dire dei lavori in corso, che si svolgevano da svariato tempo, per poi aprirsi un varco nella recinzione e poi scavalcare il muro di cinta. La Polizia penitenziaria si è subito messa a lavoro coordinandosi con le altre forze dell’ordine. Negli istituti minorili (in questo caso non a Milano), per ragioni dovute anche al sovraffollamento penitenziario nelle carceri, l’età degli ‘ospiti’ può arrivare fino 25 anni.

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Panico a Fidene: sparatoria durante riunione di condominio, tre feriti

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In un bar in via Monte Giberto nel quartiere romano di Fidene, era in corso la riunione di condominio del consorzio Valleverde, un comprensorio residenziale sul lago di Turano, dove i proprietari, quasi tutti originari di Roma, avevano le seconde case.

Claudio Campiti, l’autore della strage, era da anni sempre litigioso con amministratori e inquilini del Valleverde.

Questa volta la rabbia l’ha portato a un gesto estremo. L’uomo, al quale tempo fa era stato negato il porto d’armi proprio per questi rapporti tesi con gli altri, ha aperto il fuoco con un’arma da fuoco rubata poche ore prima in un poligono di Tor di Quinto, poi posto sotto sequestro: almeno otto i colpi esplosi, poi la pistola fortunatamente si è inceppata.

Il sessantenne colpito di striscio al volto , e poi ricoverato al Gemelli di Roma, insieme ad altri condomini è intervenuto per disarmare l’aggressore evitando che continuasse la strage.

Campiti era armato fino ai denti, infatti è stato trovato in possesso di svariati proiettili e anche un secondo caricatore. L’uomo è stato poi consegnato ai carabinieri e portato nella caserma del Nucleo Radiomobile di Roma.

Tre i feriti feriti, due in gravi condizioni: una signora di 80 anni trasportata in codice rosso con una ferita al torace e di un’altra donna, trasportata in condizioni gravissime. Una quarta persone invece a causa dello choc ha avuto un malore.

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Medico aggredito con un’accetta: morto per le gravi lesioni

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Giorgio Falcetto è il medico 76enne ferito a colpi d’accetta nel parcheggio del Policlinico di San Donato Milanese lil 13 dicembre. Il suo assassino, Benedetto Bifronte, 62 anni di Rozzano, l’aveva colpito proprio con l’accetta alla testa.

Le sue condizioni erano gravissime: in seguito i medici del San Raffaele, dove era stato trasportato d’urgenza, avevano tentato il tutto per tutto pur di salvarsi. Le lesioni però erano troppo gravi e l’uomo è morto.

Il killer è poi stato fermato dai carabinieri. Il medico lasciava cinque figli. Dopo il turno di notte, dato che lavorava ormai a contratto, è stato colpito poi mortalmente.

Il suo assassino aveva dei precedenti ed era arrivato a colpire il medico per motivi un po’ banali: il colpevole poi era riuscito a prelevare dalla sua auto l’arma del delitto, un’accetta, e a colpire il malcapitato dottore all’altezza della testa.

Secondo la sua d’esposizione, Falcetto non gli aveva risolto i suoi problemi, curandolo male. Però qualcosa non quadrava: infatti, il killer ha fatto davvero un accesso in ospedale in quella data, ma Falcetto non era in servizio.

Inoltre, il killer risultava non essere mai stato in cura. Un omicidio per motivi banale, un’azione che ha portato alla morte un padre di famiglia.

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Il derby è di Perugia: Sir Safety campione del mondo di volley

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La Sir Safety Susa Perugia è sul tetto del mondo. Lo squadrone umbro, già vincitore della Supercoppa italiana e fin qui dominante in Superlega con 11 vittorie in altrettante gare, ha trionfato infatti nel Mondiale per Club, battendo in una finale tutta italiana l’Itas Trentino.

Tre set a uno il finale, con i neo campioni che sono riusciti a imporsi in rimonta dopo aver perso il primo set (20-25, 25-23, 27-25, 25-19 i parziali). Quello conquistato a Betim, in Brasile, è un successo storico per Perugia, che non solo è al suo primo Mondiale per Club, ma addirittura al primo trofeo internazionale di una società che solo negli ultimi anni, grazie a patron Gino Sirci, si è affacciata ai livelli più alti del volley nazionale ed internazionale.

Eppure, come detto, la finale non si era messa bene, con Trento che parte meglio e chiude il primo parziale 25-20 grazie a un ottimo Michieletto. Nel secondo set Anastasi prova allora a cambiare qualcosa, fa entrare Plotnytskyi e con l’ucraino in campo le cose pian piano cambiano, fino al 25-23 che pareggia i conti.

Il terzo set è probabilmente quello decisivo, con Trento che allunga ma viene ripresa nel finale da Perugia, che la spunta 27-25 e mette la freccia. Nel quarto non c’è storia, Leon inizia a martellare e gli umbri la chiudono 25-19.

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Frane e fango a Ischia: spazzati via fabbricati abusivi, più di dieci i morti

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Un secolo di crolli e d tragedia per Ischia, dovuti anche all’abusivismo edilizio e cambio climatico. Il 26 novembre è stata ritrovate l’ultima vittima: 12 morti, uno dei disastri ambientali più gravi che ha colpito l’isola nell’ultimo secolo. Ma di certo non è l’unica, se si pensa anche recentemente al terremoto.

Tra la mezzanotte e le sei del mattino di sabato 26 novembre la tragedia. Un nubifragio ha fatto franare la montagna situata sopra Casamicciola Terme, che ha portato alla distruzione di case e alla morte dei residenti.

L’ondata di fango ci mette pochissimo a mettersi in moto, dato che subito raggiunge il mare. A causa della sempre più forte spinta della grande quantità di acqua arrivano colate e dal distacco in cima cede e man mano che la massa scende verso il basso si ingrossa sempre di più travolgendo tutto in pochi minuti.

Una tragedia che probabilmente si poteva evitare ma da quel momento l’isola di Ischia non sarà più la stessa. Infatti, sull’isola sono state registrate almeno seicento case abusive, mentre sono 27mila il numero di pratiche di condono presentate per le tre leggi nazionali (pratiche divise tra Forio, Casamicciola e Lacco Ameno).

Inoltre, dopo il Decreto Genova del 2018, è arrivato un altro aumento di fabbricati dovuti al condono per il terremoto: ovviamente un altro tassello che ha favorito questa immane tragedia.

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