Zelenski parla all’Ucraina: «Stiamo vincendo la guerra»

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Ucraina

La situazione in Ucraina continua a rimanere incerta e tesa, con i combattimenti tra le forze ucraine e quelle separatiste filorusse nella regione del Donbass che continuano a mietere vittime e a causare distruzione.

La proposta del Vaticano di istituire un tavolo per la pace tra Russia e Ucraina è stata accolta con favore da Mosca, ma il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che al momento non ci sono le condizioni per avviare un negoziato a causa del rifiuto di Kiev. Per Volodymyr Zelensky «è importante superare questo inverno», ma la missione non è impossibile.

Il leader ucraino dice: «Possiamo vincere e stiamo vincendo. Ma senza l’aiuto degli Stati Uniti, leader nel sostegno all’Ucraina, di cui avremo bisogno in futuro, sarebbe stato molto difficile per noi».

Nel frattempo, le sirene di allarme antiaereo continuano a risuonare in diverse regioni ucraine, mentre nella capitale Kiev si cerca di ripristinare completamente la rete elettrica dopo gli attacchi missilistici russi che hanno colpito il paese.

Secondo Oleksiy Kuleba, capo dell’Amministrazione militare della regione, il 40% della popolazione sarebbe ancora senza elettricità e dunque alle prese con il forte gelo e con l’inverno ormai in arrivo in maniera definitiva.

occhio.com

Omicidi di Prati, uccise tre donne: il killer scoperto grazie a una segnalazione

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Omicidi di Prati, una serie di eventi che ha scosso la comunità. Giandavide De Pau, fu catturato dalle forze dell’ordine poiché fortemente sospettato di aver ucciso tre donne, due cinesi e la colombiana Marta Castano Torres, tra via Riboty e via Durazzo.

Probabilmente un coltello. Un giallo sul quale indagava la polizia di Stato grazie anche all’aiuto degli investigatori della squadra mobile e della scientifica. C’era l’ipotesi che questa serie di omicidi erano collegati tra loro.

La conferma della svolta decisiva è arrivata dalla Questura di Roma che, pure nel più totale riserbo, con una nota ha tenuto a far sapere che ora i cittadini possono essere tranquilli.

L’uomo, 51 anni, è stato sottoposto ad un interrogatorio durato sette ore nel corso del quale ha ricostruito gli ultimi due giorni della sua follia.

Il sospettato è stato individuato a Primavalle, quartiere in cui risiede sua madre.

Ad aiutare gli investigatori, una segnalazione arrivata da uno stretto parente, una chiamata in cui si parlava di un fatto grave, e che ha portato il familiare dell’uomo a collegare il tutto agli omicidi e ad allertare le forze dell’ordine. Una strage incredibile, che ha segnato la città di Roma.

occhio.com

Bagnaia da sballo: è campione del mondo di MotoGp

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Francesco “Pecco” Bagnaia ha completato l’opera ed è Campione del Mondo MotoGP 2022.

Un traguardo straordinario per il piemontese della Ducati, che nell’ultimo Gran Premio dell’anno, il GP della Comunità Valenciana, ha dovuto solo gestire l’ormai ampio margine di vantaggio (23 punti prima del via) sull’unico rivale rimasto, Fabio Quartararo.

Tanto che gli è bastato un nono posto per completare il trionfo. Se l’ultimo atto è stato semplice, poco più di un pro forma, il resto del percorso stagionale di “Pecco” sa davvero di impresa, visto che, ad un certo punto della stagione, l’italiano si era trovato a ben 91 punti di distacco dalla vetta del Mondiale, occupata proprio dal campione del mondo uscente Quartararo.

Da quel momento in poi, però, Bagnaia ha cambiato marcia, la sua Ducati ha dimostrato di essere una spanna superiore alla concorrenza e gli equilibri sono rapidamente cambiati, fino al verdetto finale.

Un verdetto che riporta un italiano in vetta alla “top class” tredici anni dopo Valentino Rossi.

Ma forse fa ancora più impressione un altro dato, visto che una doppietta pilota italiano su moto italiana mancava addirittura da cinquant’anni, cioè dal titolo conquistato nel 1972 da Giacomo Agostini sulla sua MV Agusta.

occhio.com

Panico al Carrefour di Assago: cinque accoltellati e un morto

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Nella zona delle casse del Carrefour di Milanofiori ad Assago, un uomo, Andrea Tombolini, ha già cominciato la sua giornata di terrore. Da quello che si vede dalla telecamera, visionate dai carabinieri dopo l’arresto, si vede subito tutti clienti scappare dall’edificio. 

I clienti del Carrefour si stavano accorgendo della situazione, dopo aver visto quell’uomo armato di un coltello da cucina appena preso da uno scaffale. Prima di ciò, però, il killer ne ha già feriti quattro, tra cui il calciatore in forza al Monza, Pablo Mari.

 L’ultimo sciagurato obiettivo del killer Tombolini è Luis Fernando Ruggieri, che ha ricevuto un unico fendente, causandogli uno squarcio che poi si rivelerà letale: inutili i soccorsi, morirà prima dell’arrivo in ospedale.

Nelle immagini della telecamera, non viene registrato questo assalto: il carnefice scivola e viene poi fermato da due uomini che lo bloccano, in attesa dell’arrivo dei militari della Compagnia di Corsico: il primo è un altro uomo vicino al calcio, vale a dire Massimo Tarantino, ex terzino dell’Inter, che disarma Tombolini dandogli un calcio alla mano; l’altro è un dipendente Carrefour, che aiuta a immobilizzare l’assassino.

Le ultime immagini immortalano l’arrivo dei carabinieri e l’arresto in flagranza di Tombolini.

Gianmarco Pone

occhio.com

Crolla ponte pedonale in India: almeno 78 vittime

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Una tragedia ha colpito la città di Morbi, nello Stato del Gujarat, in India, dove un ponte pedonale è crollato provocando la morte di almeno 78 persone.

L’incidente è avvenuto durante il pomeriggio, mentre centinaia di persone si trovavano sulla struttura. Le immagini che circolano sui social media mostrano il momento esatto del crollo, con le persone che cadono in acqua e altre che cercano disperatamente di aggrapparsi a qualcosa per non cadere.

La situazione è stata immediatamente segnalata alle autorità locali, che hanno inviato squadre di soccorso sul posto. Il primo ministro Narendra Modi, che si trovava nel Gujarat per una visita di tre giorni, ha espresso profondo dolore per la tragedia e ha promesso di fornire assistenza e supporto alle famiglie delle vittime.

Al momento, le autorità locali stanno indagando sulle cause del crollo del ponte pedonale. Tuttavia, diversi media locali hanno suggerito che il ponte potrebbe essere crollato a causa del sovraccarico causato dalla grande folla che si trovava sulla struttura al momento dell’incidente.

La tragedia dovrebbe essere un forte richiamo per le autorità locali affinché rafforzino le norme di sicurezza e garantiscano che tutte le infrastrutture pubbliche siano adeguatamente mantenute e sicure per il pubblico.

occhio.com

Ciclismo, Ganna è un treno: record dell’ora sbriciolato

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56,792. Sono i numeri con cui Filippo Ganna bussa alle porte della storia del ciclismo.

I numeri, espressi in chilometri, del nuovo record dell’ora, che il campione verbanese ha messo insieme in sessanta minuti di pedalate folli sulla pista del Velodrome di Grenchen in Svizzera.

Ganna ha tolto il record al suo compagno di squadra alla Ineos Granadiers Dan Bigham, che appena un paio di mesi fa aveva percorso 55,548 km.

L’azzurro continua così la sua impressionante serie di trionfi nelle varie specialità a cronometro, siano esse in pista o su strada.

Il fiore all’occhiello è indubbiamente l’oro olimpico di Tokyo nell’inseguimento a squadre, ma a questo (e al fresco record dell’ora) vanno aggiunti quattro titoli iridati nell’inseguimento individuale e due titoli mondiali a cronometro su strada.

Per quanto riguarda l’Italia, poi, Ganna rinverdisce i fasti di una tradizione che si stava sbiadendo, riportando l’Italia al record dell’ora dopo Giuseppe Olmo, Fausto Coppi ed Ercole Baldini, mentre i record di Francesco Moser (come tutti quelli ottenuti in quel periodo) furono “cancellati” dall’Uci per il tipo di bicicletta utilizzata.

«E’ la giusta soddisfazione per tutti questi mesi di lavoro – ha detto Ganna dopo il record – Il momento più difficile sono stati gli ultimi 5 minuti, quando non ho avuto la forza per arrivare a 57 km».

occhio.com

Verstappen si prende tutto: trionfa in Giappone e si conferma campione

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Max Verstappen concede il bis. L’olandese della Red Bull è campione del mondo di Formula 1 per il secondo anno consecutivo.

Campione con pieno merito e con largo margine rispetto a tutti i rivali, visto che l’incoronazione avviene addirittura con quattro Gran Premi di anticipo, anche se il verdetto è arrivato dopo una cervellotica interpretazione del regolamento da parte della Fia, al termine del Gran Premio del Giappone.

Gran Premio vinto, per l’appunto, da Verstappen, 12° trionfo personale su 18 Gran Premi fin qui disputati. L’incertezza è iniziata nel post corsa, perché a Suzuka la gara è stata interrotta (e dichiarata conclusa) dopo soli 28 dei 53 giri previsti.

Il che avrebbe fatto immaginare un’attribuzione dimezzata dei punti, invece la Fia ha optato per il punteggio pieno, che ha di fatto reso irraggiungibile Verstappen.

Poco sarebbe cambiato, in ogni caso, visto l’autentico dominio dell’olandese e della sua Red Bull, dopo che i primi tre Gran Premi dell’anno sembravano poter lanciare Charles Leclerc e la sua Ferrari.

Così non è stato, tanto che probabilmente già dal prossimo Gran Premio delle Americhe, sul circuito di Austin il prossimo 23 ottobre, la Red Bull potrebbe festeggiare anche il titolo costruttori.

occhio.com

Rinaldi: «Megapress, dal cartaceo al web una copertura totale»

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Gianni Rinaldi, direttore dell’agenzia di stampa Megapress e imprenditore, vanta nel mondo del giornalismo un’esperienza più che ventennale.

Nel 2013 insieme all’amico e collega Gianluca Letizia, amministratore delegato della società, decide di dar vita ad una società che potesse affiancare spalla a spalla tutti i più grandi gruppi editoriali italiani e così è stato: «Siamo nati nel 2013 e vantiamo ormai dieci anni di esperienza nel settore – spiega il direttore Rinaldi – che ci consentono di guardare con soddisfazione a quanto fatto e con entusiasmo a quanto ancora potremmo fare. Nati da una felice intuizione, utilizziamo tecnologie di ultima generazione che ci consentono di affrontare qualsiasi sfida giornalistica. Vantiamo un database di proprietà e una rete di collaboratori che tra giornalisti professionisti e pubblicisti arriva quasi alle 500 unità ed è una grande soddisfazione nonché un ottimo punto di partenza per guardare a nuove sfide».

Megapress è un service giornalistico in partenariato con i più grandi editori italiani, dal Gruppo Caltagirone a Rai e Mediaset. Una vetrina che fa della società un’eccellenza del settore: «Abbiamo due rami d’azienda – continua il direttore Rinaldi – uno riguardante il cartaceo e l’altro il web che a sua volta si divide in articoli e aggiornamenti live per i maggiori eventi sportivi a portata internazionale, nazionale e regionale. Poter disporre di giornalisti professionisti ci assicura la qualità giusta richiesta dalla nostra clientela e una copertura del territorio nazionale praticamente totale. Tra i nostri collaboratori possiamo vantare esperti di sport, politica, cronaca e tutto ciò che concerne il mondo dell’informazione a 360 gradi e la soddisfazione dei nostri partner è, come detto, una grande soddisfazione quanto un trampolino che ci permetterà sempre di guardare al futuro con fiducia e lungimiranza».

Da dieci anni ormai partner dei maggiori gruppi editoriali italiani, le sfide per Megapress sono appena cominciate.

Gianmarco Pone

occhio.com

Addio alla Regina Elisabetta, è la fine di una lunga era

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La scomparsa della Regina Elisabetta II ha suscitato profondo dolore e commozione in tutto il Regno Unito e nel mondo intero.

La sovrana, che ha regnato per 70 anni, rappresentava per molti non solo un simbolo della monarchia britannica, ma anche una figura di grande rispetto e ammirazione.

Il decesso è avvenuto nella residenza in Scozia, la regina aveva 69 anni. Il suo regno è stato caratterizzato da numerosi eventi storici e cambiamenti politici, tra cui la fine dell’impero britannico e l’ingresso del Regno Unito nell’Unione Europea.

Ha sempre svolto il suo ruolo con grande dedizione e senso del dovere, mantenendo un profilo discreto ma sempre presente, rappresentando anche il Commonwealth in numerose occasioni ufficiali.

Con la sua morte, il figlio Carlo diventa il nuovo sovrano del Regno Unito, prendendo il nome di Carlo III. Sua moglie Camilla diventa la nuova regina consorte.

Il passaggio di consegne avviene in un momento delicato per il Regno Unito, con ancora aperti numerosi problemi politici, economici e sociali, tra cui la questione della Brexit e la pandemia di Covid-19.

Nonostante ciò, il nuovo sovrano ha il compito di rappresentare e guidare il Regno Unito in questi momenti difficili, e ci si aspetta che lo faccia con lo stesso impegno e la stessa dedizione della Regina Elisabetta II.

occhio.com

È morto Gorbaciov, il papà della Perestrojka

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La notizia della morte di Mikhail Gorbaciov ha scosso il mondo intero.

L’ex presidente dell’Unione Sovietica è stato uno dei personaggi più influenti del ventesimo secolo, noto per le riforme che ha tentato di avviare durante il suo mandato.

Con la “perestrojka” e la “glasnost”, Gorbaciov ha cercato di modernizzare l’economia sovietica e di aprire il paese alla trasparenza e alla democrazia.

Le riforme dell’allora presidente sovietico hanno portato alla fine della guerra fredda tra con Stati Uniti e alla caduta del Muro di Berlino.

Tuttavia, il suo tentativo di salvare l’Unione Sovietica è fallito e nel 1991 il Paese è stato sciolto nei tanti Stati oggi diventati autonomi.

Nato in una famiglia di agricoltori nel sud della Russia, Gorbaciov si è laureato in giurisprudenza a Mosca e ha iniziato la sua carriera politica come segretario del partito a Stavropol.

Dopo aver ottenuto la nomina a segretario generale del Partito Comunista, è diventato il più giovane leader sovietico della storia.

La morte di Gorbaciov è un evento di grande rilevanza storica, che segna la fine di un’epoca e la scomparsa di uno dei personaggi più influenti del XX secolo. La sua eredità, tuttavia, vive ancora oggi, con la sua visione di apertura e trasparenza che ha ispirato molti leader in tutto il mondo.

Gianmarco Pone

occhio.com
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