Villammare Film&Friends: il rapper Lucariello e Ciccio Merolla in concerto

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Al Villammare Festival Film&Friends non mancherà la serata dedicata alle musiche da cinema, questa volta pensata in maniera sperimentale per aprirsi alle nuove generazioni e al loro linguaggio dei social. 

Il 25 agosto il festival ospiterà Lucariello, rapper napoletano con una lunga carriera alle spalle, autore di “Nuje Vulimme ‘Na Speranza” (la sigla che chiude sin dalla sua prima stagione tutte le puntate della serie tv  Gomorra) e di musiche realizzate per diverse fiction come Sotto Copertura.

La sua accoppiata vincente con Ciccio Merolla percussionista musicista napoletano attivo nel panorama musicale italiano dagli anni Ottanta, regalerà un concerto attesissimo che non potrà non approdare alla colonna sonora dell’estate Malatìa, brano diventato virale su TikTok in seguito alla vittoria dello scudetto del Napoli nel campionato di Serie A 2023. 

Il 26 agosto arriverà sul palco di Villammare Festival Anna Mazzamauro, la storica Signorina Silvani. L’attrice racconterà il suo Fantozzi come sta facendo nei teatri con il recital di parole e musica Com’è ancora umano lei.

Inoltre, a chiudere la 22esima edizione, ci sarà anche Giampaolo Morelli, uno dei volti esploso negli ultimi anni tra cinema e tv. Interprete de L’ispettore Coliandro, di film di grande successo come Song‘e Napule e Ammore e malavita.

Infine, attesissimi Giovanna Sannino (Carmela) e Gaetano Migliaccio (Salvo), giovani protagonisti della serie di successo Mare fuori.

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Jet si schianta in Russia, a bordo c’era Prigozhin

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Un jet con dieci persone a bordo si è schiantato in Russia: a bordo c’era il generale Yevgeny Prigozhin. Nessun superstite, secondo i servizi di emergenza russi. La cerchia ristretta di Prigozhin non riesce a mettersi in contatto con lui, riporta il media russo Fontanka. Sono otto i corpi finora ritrovati, riferiscono fonti dei servizi d’emergenza citati dall’agenzia Ria Novosti. Il jet era di proprietà del generale russo. Media, “Nell’aereo precipitato nella regione di Tver, in Russia, Evgeny Prigozhin era elencato tra i passeggeri”, riferisce Rosaviatsia, l’agenzia federale del trasporto aereo russo, citato dai media russi. Tra i passeggeri ci sarebbe stato anche il suo numero due e co-fondatore del gruppo mercenario, Dmitry Utkin. Lo scrive il Kyiv Post che cita canali Telegram russi, anche se non ci sono conferme ufficiali.

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Missione compiuta, la sonda indiana atterra sulla Luna

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Missione compiuta, la sonda indiana, in perfetto orario, è atterrata sulla Luna. Un successo pieno quello raggiunto dall’operazione Chandrayaan-3. Dopo una discesa automatizzata durata circa venti minuti, il lander Vikram (che trasporta a bordo il rover Pragyan) ha completato, senza alcun intoppo, il planaggio morbido nella regione del polo sud lunare. A confermarlo è stata l’Organizzazione indiana per la ricerca spaziale (Isro). A pochi giorni dallo schianto della missione russa Luna-25, l’India si afferma così come la quarta potenza al mondo ad aver toccato il fondo lunare (dopo Unione Sovietica, Usa e Cina) e la prima ad atterrare nel polo sud del satellite, in una regione potenzialmente ricca di ghiaccio d’acqua utile per le future missioni umane.

L’allunaggio di oggi cancella il ricordo del fallimento della precedente missione Chandrayaan-2 del 2019, di cui si persero i contatti pochi minuti prima del touchdown. Anche per questo, nelle ultime ore, l’Isro ha pubblicato una serie di immagini che dimostravano il buon funzionamento degli strumenti ottici che hanno assistito il lander di Chandrayaan-3 nella discesa, ovvero lo strumento Lpdc (Lander Position Detection Camera), che ha determinato la posizione, e lo strumento Lhdac (Lander Hazard Detection and Avoidance Camera), che invece è servito a localizzare un’area di atterraggio sicura, priva di grandi rocce o avvallamenti profondi.

Kateryna Fruttaldo

occhio.com

Meteo, in arrivo la tempesta Betty: temperature in picchiata

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Quello che in Italia è stato battezzato come ciclone Poppea, nel Regno Unito, dove ha già causato diversi danni, è stato chiamato con l’appellativo di tempesta Betty. Ed è in arrivo anche da noi dalla fine di questa settimana.

L’anticiclone africano che ha colpito il nostro Paese non allenterà la morsa prima di domenica prossima. Per tutta questa settimana, quindi, ci saranno giorni di caldo e afa e anche notti tropicali.

Da domenica prossima è previsto che l’anticiclone africano perderà forza e si scontrerà con l’aria più fresca del ciclone in arrivo dal Nord Europa. Le temperature, prima al Nord e poi successivamente al Centro e al Sud, scenderanno drasticamente, di altri 10°C. Ma preoccupa ciò che potrebbe succedere con lo scontro tra l’anticiclone africano e il ciclone Poppea. Violenti temporali e grandinate sono attesi da domenica al Nord.

Gli effetti della tempesta Betty sono già ben visibili nel Regno Unito e in Irlanda. Allagamenti e danni, spesso ingenti, con un record di precipitazioni: in un’ora, sono caduti 36,2 mm di pioggia. “Non abbiamo mai assistito a nulla di simile“, sostengono non solo i residenti, ma anche i meteorologi d’Oltremanica.

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Imbrattano Corridoio Vasariano a Firenze, fermati turisti tedeschi

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I carabinieri hanno individuato le due persone che la notte scorsa avrebbero danneggiato le colonne del Corridoio Vasariano con una scritta inneggiante a una squadra di calcio tedesca militante in terza lega.

I due, in vacanza a Firenze, sono stati rintracciati dai carabinieri in un appartamento che ospitava altre nove persone. Sono tutti tedeschi e adesso si trovano al comando provinciale dei carabinieri in borgo Ognissanti per l’identificazione. Uno dei due individui indossava ancora la maglietta che portava la notte scorsa mentre disegnava sul monumento. A immortalarlo sono state le telecamere di videosorveglianza.

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Stupro di Palermo, i sei giovani chiedono di cambiare carcere

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I sei giovani che si trovano in carcere a Palermo accusati di violenza sessuale di gruppo su una 19enne hanno chiesto di essere allontanati dalla struttura penitenziaria per via delle minacce ricevute. Nei giorni scorsi i ragazzi hanno risposto in lacrime ai magistrati, hanno detto di essersi rovinati la vita. Ma non hanno cambiato la loro linea di difesa: “Lei era consenziente”. Dopo avere rigettato i ricorsi di Angelo Flores e Gabriele Di Trapani, ieri i giudici hanno respinto anche la richiesta dei difensori di Cristian Barone confermando l’arresto in carcere.

Un settimo responsabile, minorenne al momento del fatto e ora 18enne, è stato scarcerato dal gip del tribunale per i minorenni e affidato a una comunità. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per trovare altri cellulari e video che avrebbero immortalato lo stupro. Il fatto è avvenuto nel cantiere del collettore fognario, al Foro Italico, dove la ragazza è stata poi soccorsa da un’ambulanza. E il Garante della Privacy avverte: “Conseguenze penali per chi diffonde il video”.

I legali dei ragazzi che sono nel carcere palermitano domani andranno dai giovani per verificare la vicenda delle minacce ricevute. Gli avvocati hanno anche riferito di aver ricevuto una richiesta ufficiale da parte della polizia penitenziaria del carcere Lorusso di Pagliarelli. Potrebbe essere stata presentata perché nella struttura non ci sono tante sezioni protette. Gli arrestati sono sei e non si riesce sempre a garantire il divieto di incontro imposto dall’autorità giudiziaria. È probabile che per questo motivo alcuni degli arrestati saranno spostati in altre carceri in Sicilia.

occhio.com

Addio a Toto Cutugno

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Nato nel 1943 a Tendola, frazione di Fosdinovo in provincia di Massa Carrara, Toto Cutugno (nato Salvatore) con oltre cento milioni di copie vendute, oltre 400 canzoni scritte per artisti italiani e internazionali, 15 partecipazioni (e una vittoria) al Festival di Sanremo, una vittoria all’Eurovision Song Contest e una quindicina di partecipazioni o conduzioni di programmi televisivi, è stato tra gli artisti musicali italiani di maggior successo. Ma, soprattutto, ha rappresenato il simbolo della melodia italiana nel mondo. A soli nove anni inizia a suonare la tromba nella banda di La Spezia nella quale il padre suona lo stesso strumento. Seguono la batteria e la fisarmonica. E
inevitabilmente, una volta cresciuto, i primi gruppi: Toto & i Rockers, Toto e i Tati, gli Albatros. Con questi ultimi inizia a anche a cantare e partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, prima, e al Festivalbar poi. Il primo successo arriva nel 1977: è “Donna donna mia”, brano che diventa la sigla del programma “Scommettiamo?”, condotto da Mike Bongiorno.

Dello stesso anno è un altro successo, “Soli”, che però viene cantata da Adriano Celentano per il quale, nel 1980, scrive un’altra hit: “Il tempo se ne va”. La carriera prosegue alterando la scrittura per altri (da Johnny Hallyday a Mireille Mathieu, da Miguel Bosè a Luis Miguel) e quella per se stesso, aggiudicandosi la prima (e unica) vittoria a Sanremo nel 1980 con “Solo noi”.
Tre anni dopo è di nuovo sul palco dell’Ariston. Non lo vince ma la canzone, che in realtà è stata pensata per l’interpretazione di Celentano, è quella che diventerà il suo successo per antonomasia, vendendo milioni di dischi e arrivando a ben 200 versioni in tutto il mondo: “L’italiano”. Il brano, infatti, scala le classifiche europee (in Italia raggiunge la prima posizione e rimane nella Top 10 per settimane), viene poi inciso e tradotto da vari artisti in diverse lingue, vendendo milioni di dischi. Seguono, negli anni successivi, altri brani celebri cantati da lui (“Serenata”, “Azzurra malinconia”, “Emozioni”, “Le mamme”, “Gli amori”) o da altri.

Tra questi “Noi ragazzi di oggi” (Luis Miguel), “Io amo” (Fausto Leali), “Il sognatore” (Peppino Di Capri), “Canzone d’amore” (I
Ricchi e Poveri), “Io per le strade di quartiere” (Franco Califano), “Per noi” (Fiordaliso). Dopo i quattro secondi posti sanremesi come cantante (più uno come paroliere), Cutugno ottenne una rivincita vincendo l’Eurovision Song Contest 1990 a Zagabria con Insieme: 1992 (secondo trionfo per l’Italia). Nel frattempo arrivano anche le conduzioni dei programmi televisivi, da “Domenica in” a “Piacere Raiuno”, “La Vela d’oro” (con Raffaella Carrà e Fabrizio Frizzi), “Stasera mi butto… e tre!” (con Giorgio Faletti), “I Fatti vostri”. Gli anni 2000 sono particolari per Cotugno che, da un lato, vede accrescere il suo successo all’estero, soprattutto nei Paesi dell’Est ma, dall’altro, viene temporaneamente fermato da un tumore alla prostata che lo costringe a subire un intervento chirurgico seguito da apposita terapia. L’ultima partecipazione televisiva è quella al programma di Amadeus “Ora o mai più”, in veste di coach di Annalisa Minetti, mentre l’ultima intervista tv, a “Verissimo” di Silvia Toffanin, risale al 2020.

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Violenza Donne, Cgil a Schifani: «Serve task force»

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Anzio

I reiterati casi di violenza sulle donne, femminicidi e stupri, mostrano un volto oscuro della Sicilia su cui occorre intervenire. Sono crimini gravi che impongono alla politica di passare dalle parole ai fatti con iniziative per la prevenzione”. Lo scrivono in una nota congiunta Gabriella Messina ed Elvira Morana, rispettivamente segretaria confederale Cgil Sicilia e responsabile regionale per le politiche di genere, Rosaria Leonardi, della segreteria della camera del lavoro di Catania e Gabriella Gianformaggio, segretaria della Cgil di Caltagirone. Le sindacaliste elencano i fatti più gravi avvenuti in un solo mese: dal femminicidio nell’ennese il 20 luglio a quello, il 20 agosto, nella provincia di Catania a cui si aggiunge lo stupro di massa a Palermo. Al Presidente della Regione la Cgil Sicilia e la Cgil di Catania chiedono di “assumere la presidenza di una task force con la partecipazione di parti sociali, rappresentanti dei centri antiviolenza e procure, per superare i limiti nell’attuazione delle leggi regionali contro la violenza sulle donne”. “Il Presidente della regione – sottolineano le rappresentanti della Cgil -, che ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel processo per lo stupro, dia un segno di netta volontà di difesa preventiva delle donne. Sta emergendo un quadro di inaudita violenza ai danni della donne nella nostra regione – concludono – che ne sfregia il volto e che va arginata e combattuta con forza”.
Il 13 settembre, a Catania, la Cgil terrà una manifestazione pubblica sul tema delle politiche di genere, nel corso della quale si discuterà anche delle iniziative da mettere in campo per arginare la violenza sulle donne. L’iniziativa è nell’ambito della campagna #laviamaestra che condurrà alla manifestazione nazionale del 7 ottobre prossimo.

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Marotta: “Pavard siamo messi bene”

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“Nel mercato devi sempre cercare di fare un giusto mix fra giovani e meno giovani. Siamo soddisfatti del nostro mercato ma dobbiamo poi sempre confrontarci sul campo con i nostri avversari. Partiamo alla pari con le altre squadre della vetta della Serie A”, ha aggiunto l’ad dell’Inter.
“Correa? Ha chiesto più spazio. Con lui sta dialogando Ausilio.
Vedremo in questi giorni cosa vorrà fare il giocatore. Sanchez ha mandato segnali per un possibile ritorno e questo è di certo un fatto positivo. Onana? Lo abbiamo preso a parametro zero, grazie a una intuizione di Ausilio, e lo abbiamo venduto per circa 50 milioni. Queste sono le operazioni che rendono forti e solide le società”, ha detto ancora Marotta.
“”Berardi resta al Sassuolo? Concordo con Carnevali: lui è indispensabile nel gioco del suo club ed è un po’ tardi per sostituirlo”, ha poi spiegato l’ad dell’Inter, a proposito del possibile acquisto da parte della Juve dell’asso neroverde.

Infine, un giudizio su Sensi, un parere sul tecnico dell’Inter e un messaggio ai tifosi nerazzurri. “Sensi può darci molto. Ha grandi mezzi ma dobbiamo preservarlo perchè è reduce da problemi fisici. Con Simone Inzaghi ci sono sintonia e condivisione della strategia. I tifosi dell’Inter hanno una grande passione. Devono avere fiducia nel lavoro che stiamo facendo”, ha concluso Marotta.


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Djokovic trionfa a Cincinnati, battuto Alcaraz

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Dopo quasi 4 ore di autentica lotta, il vecchio leone Novak Djokovic, nella prima parte della gara pure ferito per via di un “colpo di sole”, ha avuto la meglio sulla giovane gazzella Carlos Alcaraz, che ha pagato un po’ di inesperienza, distraendosi quando era avanti di un set e un break. Tutto questo, e molto altro, è successo nella finale del “Western & Southern Open”, settimo torneo Atp Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi complessivo pari a 6.600.000 dollari, disputato sui campi in cemento di Mason, un sobborgo di Cincinnati, in Ohio (combined con un Wta 1000). Il serbo, 36enne, numero due del mondo e del seeding, si è imposto sullo spagnolo, numero uno del ranking Atp e primo favorito del tabellone, col punteggio di 5-7 7-6 (7 7-6 (4), prendendosi una bella rivincita dopo la finale persa un mese fa a Wimbledon, al quinto set, proprio contro il 20enne, nuova stella del tennis iberico e internazionale.

l match è durato esattamente 3 ore e 50′: è stata la partita più lunga nella storia del torneo ma anche la finale al meglio dei tre set più lunga nella storia dei Masters 1000. Un match altalenante, iniziato con Djokovic avanti di un break, 4-2 al primo set, prima di subire il classico “colpo di sole”. A ruota Alcaraz ha strappato due volte il servizio all’avversario, chiudendo la prima frazione sul 7-5 in suo favore. Poi il serbo ha chiesto un lungo toilet break ed è tornato in campo dopo circa 7 minuti ma è apparso non nelle migliori condizioni, affaticato per il caldo di Cincinnati e per il fatto di giocare per la prima volta di pomeriggio, dopo tanti incontri di fila disputati negli orari serali. Lo spagnolo ne ha approfittato e si portato avanti di un break. Djokovic ha chiesto quindi l’intervento del medico e del fisioterapista. Quando tutto sembrava ormai finito, col serbo in chiara difficoltà, Alcaraz ha perso la battuta sul 4-3 in suo favore, rimettendo in gioco il “vecchio leone”.

Si è arrivati quindi al tie break e Djokovic, dopo aver annullato un match ball ad Alcaraz sul 6-5 per lo spagnolo, si è imposto per 9-7. La partita ha quindi cambiato volto: il break nella terza frazione l’ha fatto il serbo. Qui sembrava cosa fatta per Djokovic e invece l’iberico ha annullato 4 match ball all’avversario: due sul 5-3 e altrettanti sul 5-4 in favore di Djokovic. Così si è giunti al tie break decisivo, giusta conclusione di una sfida epica, definita da Djokovic “una delle finali più belle e intense della mia carriera”. Anche questa volta a vincere il tie break, e quindi l’incontro, è stato il più esperto tennista serbo, il quale, nell’esultare per il successo, si è strappato la maglietta, in stile Hulk. Per il serbo è il 95esimo titolo della carriera, il 39esimo in un Masters 1000, il terzo a Cincinnati e il quarto del 2023.

Lacrime e qualche problema alla mano destra per Alcaraz a fine match. Per lo spagnolo è la prima finale persa a livello di Masters 1000, dopo i successi nelle prime quattro giocate nella sua breve ma intensa carriera.
Nella nuova classifica Atp i due restano rispettivamente al primo e al secondo posto con lo spagnolo adesso avanti di una manciata di punti. Appuntamento ora agli Us Open, dove Alcaraz deve difendere il titolo vinto lo scorso anno.

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