Per gli italiani, i videogiochi aiutano a combattere l’ansia

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Per 7 italiani su 10 i videogiochi aiutano a combattere lo stress.

Lo afferma l’associazione che raggruppa gli sviluppatori italiani I’idea sulla base di un sondaggio condotto in 12 paesi da Esa (Entertainment  Software Association), a cui è affiliata.

In particolare per il 58% degli italiani che hanno risposto al sondaggio i videogiochi riducono l’ansia e il 45% la solitudine.
Lo studio globale ‘The power of game’ (la potenza del gioco) è stato condotto su un campione di circa 13mila videogiocatori di 12 Paesi nel mondo, tra cui l’Australia, il Brasile, il Canada, la Corea del Sud, la Francia, la Germania, il Giappone, la Gran Bretagna, la Polonia, la Spagna, gli Stati Uniti e la stessa Italia. In Italia sono stati coinvolti circa mille giocatori che hanno affermato che i videogiochi  stimolano la mente (70%), connettono diversi tipi di persone (78%) e creano esperienze accessibili per persone con abilità diverse (75%). In Italia  poi i videogiochi hanno l’effetto di “ridurre la sensazione di stress” (69%), l’ansia (58%) e la solitudine (45%).

occhio.com

Gaza, migliaia di persone hanno lasciato le proprie abitazioni

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L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione dal nord al sud di Gaza entro 24 ore.  Molte migliaia di persone hanno già lasciato le proprie abitazioni a Gaza City e si stanno dirigendo a sud. Fonti locali riferiscono che chi non dispone di mezzi di trasporto sta procedendo a piedi con qualche bagaglio in mano. Si tratta di una marcia di almeno 10 chilometri, intrapresa da famiglie intere. Il ministero dell’Interno di Hamas a Gaza ha invitato la popolazione del nord della Striscia a non muoversi dalle proprie case definendo l’annuncio dell’esercito di Israele “propaganda”. 

L’Onu ha chiesto una revoca dell’ultimatum per motivi umanitari. Intanto pesanti bombardamenti israeliani nella notte hanno colpito la Striscia, in particolare nei pressi del confine. 

L’esercito di Israele ha annunciato di aver portato in salvo 250 ostaggi e “neutralizzato 60 terroristi”. Sale, intanto, il bilancio nella Striscia di Gaza dopo le operazioni israeliane seguite all’attacco di Hamas di sabato. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, sotto il controllo di Hamas, si contano almeno 1.537 morti e 6.612 feriti.

Intanto, è allerta in tutto il mondo per la chiamata di Hamas a manifestazioni volte a infiammare tutto il Medio Oriente e non solo. 

occhio.com

Ortona, lo sportello antiviolenza compie dieci anni

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Lo Sportello Antiviolenza dell’ospedale di Ortona (Chieti) ha tagliato il traguardo dei dieci anni di attività con centinaia di donne assistite.

Un invito per un caffè e, nell’occasione, ricordare a operatori sanitari e cittadini quanto sia importante l’attività dello Sportello Antiviolenza, è il senso dell’appuntamento voluto dall’associazione di promozione sociale “Donn.è”, all’ingresso dell’ospedale “Bernabeo” per celebrare un compleanno importante, alla presenza del responsabile della direzione medica, Fernando Di Vito, e della presidente Michela Leone insieme ad alcune socie.

Nei dieci anni di attività tante donne vittime di violenza sono state accolte, guidate, accompagnate nel percorso, sicuramente faticoso, di allontanamento da uomini maltrattanti, con lo Sportello che è, prima di tutto, luogo di ascolto, nel quale le operatrici, tutte con specifiche competenze, offrono aiuto gratuitamente, spiegando cosa fare per uscire dalla spirale della violenza. «Le donne devono mettere in campo una grande determinazione – sottolinea Michela Leone – ma possono contare sul nostro supporto e soprattutto su professioniste qualificate che le affiancano in tutto il percorso. Ne assistiamo una media di 40 l’anno e rappresentiamo per loro un rifugio, il luogo nel quale possano finalmente sentirsi un po’ al sicuro». In ospedale a Ortona lo Sportello si trova al 4’ piano, è attivo il lunedì e il giovedì dalla 9.00 alle 12.00. Per contatti è possibile chiamare il numero 351.5118474 oppure scrivere all’indirizzo centro.apsdonne@gmail.com.
   

occhio.com

Pedopornografia, 3 persone arrestate e 24 indagate

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Tre persone sono state arrestate, e altre 24 risultano indagate, in una maxi operazione della polizia di Stato di contrasto alla pedopornografia. Coinvolti otre 100 investigatori, tra cui agenti sotto copertura che si sono infiltrati nelle chat di scambio di materiale pedopornografico. 

Le indagini, condotte dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Piemonte e Valle D’Aosta, con il coordinamento del Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale, si sono svolte nell’arco di diversi mesi con l’obiettivo di individuare i soggetti dediti alla pubblicazione e divulgazione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento di minorenni. Dalle indagini è emerso lo scambio in rete di materiale di diversa natura, che riproduceva anche vere e proprie violenze sessuali. Gli utenti, che utilizzavano accorgimenti tecnici per mantenere l’anonimato e una serie di pseudonimi, avevano un linguaggio “in codice” per avanzare le proprie richieste, come ad esempio “Ciao, cerco cucciole” oppure “Hai min?” riferendosi a minori.

Eseguite inoltre 30 perquisizioni disposte dalla procura di Torino che hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer, account email e profili social. Sono stati identificati gli account utilizzati dagli indagati per la richiesta del materiale pedopornografico e, sui supporti informatici, è stato rinvenuto un notevole quantitativo di materiale illecito. Le operazioni hanno coinvolto 24 diversi uffici della Polizia Postale in tutta Italia: Piemonte, Lazio, Lombardia, Liguria, Toscana, Veneto, Puglia, Sicilia, Sardegna, Campania e Calabria.

occhio.com

Napoli, ambulanza resta bloccata nei vicoli: la denuncia

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Ai Quartieri Spagnoli un’ambulanza è rimasta incastrata in un vicolo per la sosta selvaggia. Lo segnala una residente al deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli. “Mentre mi recavo a casa ai Quartieri Spagnoli al Vico Canale a Taverna Penta, un’autoambulanza è rimasta bloccata prima di arrivare dal paziente. Tra un palazzo dove ci sono dei ponteggi e il lato opposto dove erano parcheggiate auto e moto senza il minimo criterio.

La strada è già stretta di suo e con questo modo di sostare si ostacolano i mezzi di soccorso. Anni fa un’intera famiglia morì durante un incendio nel proprio appartamento per impossibilità dei vigili di arrivare in tempo a causa proprio della sosta selvaggia. L’autoambulanza è rimasta bloccata molto tempo a sirene spiegate”.

“Ai Quartieri Spagnoli serve un Intervento Alto Impatto per contrastare la sosta selvaggia ed eliminare i paletti abusivi utilizzati per creare dei posti auto privati su suolo pubblico. Serve anche vigilanza costante e chi viola le regole va punito duramente. Interrompere un servizio pubblico è grave, lo è ancora di più se si blocca un mezzo di soccorso in azione. Prima di un’altra tragedia, occorre intervenire.”, ha detto Borrelli.

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Anziano picchiato e rapinato in pieno centro, nessuno interviene

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Gianpaolo Matteuzzi, 91 anni, è stato picchiato in strada durante una rapina in pieno centro a Firenze. I fatti, raccontati dal Corriere Fiorentino, risalgono a qualche giorno fa. All’uomo è stato rubato un orologio che la polizia ha nel frattempo già ritrovato ad Arezzo.

Il 6 ottobre alle ore 17 circa Matteuzzi andava verso la stazione. Un ragazzo sui trenta anni lo ha avvicinato. Poi lo ha afferrato per le spalle e ha cominciato a spintonarlo: «Ho reagito. Gli ho assestato un paio di colpi con la busta, mentre un terzo è andato a vuoto. Poi siamo caduti sul marciapiede». A quel punto gli ha strappato l’orologio ed è scappato. «Molto furbescamente si è mosso senza fretta. Solo quando è arrivato all’angolo con via della Scala, ha iniziato a correre. C’era gente per strada, ma nessuno mi ha aiutato», dice Matteuzzi.

Nel filmato l’uomo chiede aiuto e dice che gli hanno rubato l’orologio, ma nessuno interviene. Una coppia si ferma con stupore a guardare il pensionato e poi prosegue la passeggiata. La stessa cosa la fanno un ragazzo con uno zaino e una signora con un trolley. Un giovane segue con lo sguardo Matteuzzi ma continua a parlare al telefono. La scena dura 55 secondi: la riprende la telecamera di sorveglianza di un albergo.

Il 10 ottobre la bella sorpresa: «La mattina con una telefonata mi convocano in Questura. E lì ho ritrovato l’orologio: era finito ad Arezzo, la squadra mobile ha risolo il caso in tre giorni. Ma c’è qualcosa che mi turba: non riesco a rassegnarmi all’idea che Firenze sia cambiata. Ciò che colpisce è l’indifferenza della gente. Rivedo la scena dell’altro giorno come fosse un film. Nessuno è intervenuto».

occhio.com

Si salva dal compagno violento grazie a un’emoticon

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Anzio

Salvata da un’emoticon su WhatsApp. Per essere certa che qualcuno potesse chiamare aiuto in caso di pericolo, vivendo con un uomo violento, aveva ideato un simbolo preciso, un messaggio in codice da inviare via a un’amica. Erano d’accordo che se lo avesse ricevuto, lei avrebbe dovuto avvisare la polizia. Poco prima che il piano scattasse, nell’abitazione della donna, una 58enne di Como, sono arrivati gli agenti della Squadra mobile per eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’uomo, 60 anni, tunisino, firmata dal sostituto procuratore di Como Antonia Pavan.


Il 50enne nell’agosto scorso aveva lasciato il lavoro e si era trasferito a casa della compagna, pretendendo che lo mantenesse in tutto, nonostante la donna non navigasse nell’oro. La 58enne riusciva a garantirgli il minimo per tenerlo calmo. L’uomo le aveva vietato di frequentare le sue amiche e anche gli amici perché riteneva che avessero delle mire su di lei. Secondo le indagini, la vittima viveva nella paura degli attacchi d’ira del compagno, che spesso esagerava con l’alcol.

Ha subìto minacce, insulti, violenze psicologiche e fisiche, fino al tentativo di soffocarla. A dicembre dello scorso anno, racconta Il Giorno, si era verificato uno degli episodi più angoscianti: l’uomo era tornato a casa ubriaco, aveva inserito uno straccio in una bottiglia di alcol e gli aveva dato fuoco, minacciando di distruggere la casa. Era stata la stessa donna ad avventarsi sulla bottiglia e a riuscire a metterla sotto il getto dell’acqua, impedendo il peggio. La donna ha presentato denuncia due mesi fa.

occhio.com

Gaza, stop di Israele a luce e acqua: si prepara l’offensiva

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Sirene di allarme continuano a risuonane nella zona centrale di Israele per i razzi lanciati da Gaza. Mentre Tel Aviv si prepara all’«offensiva totale» contro Hamas. La priorità delle forze di difesa israeliane – stando alle parole del portavoce dell’Idf (Israel Defense Forces, ndr) – è «l’attacco contro i comandanti» di Hamas, il gruppo terroristico che sabato 7 ottobre ha lanciato un attacco a sorpresa contro Israele provocando la morte di circa 1.300 persone.

«Attacchiamo quando abbiamo informazioni che indicano la posizione di un comandante di alto rango», spiega il tenente colonnello Jonathan Conricus. E aggiunge che, da quando il gruppo terroristico ha preso il controllo della Striscia di Gaza, ha costruito una rete di tunnel sotto Gaza City fino a Khan Yunis e Rafah. Intanto il ministro dell’Energia israeliano Israel Katz dice: «Non sarà fornita elettricità, né acqua, né entreranno camion di benzina (a Gaza) finché gli ostaggi israeliani non torneranno a casa». E ancora: «Umanitarismo per umanitarismo. E nessuno ci può fare prediche sulla moralità».

Secondo quanto riportato dal Times of Israel, inoltre, che cita una fonte egiziana anonima, il governo egiziano avrebbe rifiutato qualsiasi proposta di creare corridoi per i palestinesi in fuga da Gaza. Nel frattempo, l’esercito israeliano ha confermato l’uccisione di Muhammed Abu Shamala. Un agente senior – spiegano i militari – delle forze navali del gruppo terroristico palestinese nella parte meridionale della Striscia di Gaza. «La casa di Abu Shamala veniva utilizzata anche per immagazzinare armi destinate ad essere utilizzate in operazioni terroristiche contro Israele», ha riferito l’esercito. Il portavoce ha, inoltre, affermato ai media israeliani che i militari hanno ucciso anche Mustafa Shahin. Ovvero un agente di Hamas che sabato ha filmato e trasmesso l’attacco omicida del gruppo terroristico nel sud di Israele.

Marco Gaudini

occhio.com

Tragedia di Mestre, tre persone indagate

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Ci sono tre persone indagate per il grave incidente di Mestre di martedì 3 ottobre. Ossia quando un autobus è caduto da un cavalcavia, ribaltandosi e causando la morte di 21 persone e 15 feriti (13 dei quali ancora ricoverati in ospedale). Sono i primi indagati nell’inchiesta per omicidio plurimo stradale aperta pochi giorni dopo dalla procura di Venezia, in quel momento contro ignoti. La notizia è stata data dal Gazzettino, quotidiano locale della zona.

I tre indagati sono due dipendenti del comune di Venezia, Roberto Di Bussolo e Alberto Cesaro. Il primo è un dirigente del settore Mobilità e viabilità della terraferma, il secondo un funzionario del settore Manutenzione. La terza persona è Massimo Fiorese, l’amministratore delegato di La Linea. Si tratta della società che gestisce il servizio di navetta in cui nel momento dell’incidente era impegnato l’autobus. Il mezzo stava trasportando alcuni turisti da Venezia al camping Hu di Marghera, vicino a Mestre.

occhio.com

Tajani: «Manca all’appello un terzo cittadino italo-israeliano»

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«Purtroppo abbiamo appena appreso, su segnalazione dei genitori, che manca all’appello un terzo cittadino italo-israeliano, Nir Forti. Ho appena parlato con la famiglia a cui ho garantito massima assistenza».

Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani su X.

«Ho ribadito la durissima condanna del governo italiano» per gli attacchi di Hamas e ho trovato «orecchie attente contro il terrorismo anche da parte dei vertici egiziani. L’Egitto ha un ruolo importante per la de-escalation e sosterremo tutte le iniziative per potrà svolgere per una soluzione positiva degli ostaggi, tra cui probabilmente due cittadini italo-israeliani» . Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa con il collega egiziano Sameh Shoukry al Cairo.

Tajani ha informato le autorità egiziane della decisione della Corte costituzionale italiana sul caso Regeni: «Il processo penale proseguirà per la ricerca della verità e della giustizia». Lo ha detto il titolare della Farnesina durante la conferenza stampa con il collega egiziano Sameh Shoukry al Cairo.

«Emerge la volontà comune di combattere i trafficanti di esseri umani», ha detto il ministro degli Esteri al Cairo parlando della firma di una dichiarazione congiunta con l’omologo egiziano Sameh Shoukry. Nella dichiarazione i due Paesi si impegnano a «rafforzare ulteriormente il dialogo e la cooperazione sulle questioni migratorie, anche promuovendo percorsi legali e combattendo la migrazione irregolare, esprimendo la loro preoccupazione per la crescente pressione della migrazione irregolare attraverso il Mediterraneo, e il prezzo inaccettabile in termini di vite umane», si legge nel testo.

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