Vela, Suzuki partner della Marina Militare Nastro Rosa Tour 2023

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Il Marina Militare Nastro Rosa Tour 2023, alla terza edizione, è prossimo al via. Fino al 2 agosto si svolgerà il Giro dell’Italia a vela in otto tappe organizzato dalla Marina Militare – in collaborazione con SSi Sports & Events, e con il supporto di Enit e della Federazione Italiana Vela – un’iniziativa che promuove l’Arma e, insieme all’Agenzia Nazionale del Turismo, il progetto “Valore Paese Italia”. Tutto ruoterà attorno alle regate, una serie di eventi velici multi-disciplina, che si svolgeranno in otto località lungo le coste italiane: Genova, La Maddalena, Napoli, Vibo Marina, Taranto, Vieste, San Benedetto del Tronto, PortoRosa (Slovenia) e Venezia/Arsenale. La promozione dei valori della marineria e della vela, oltre all’incentivazione del turismo nautico, sono stati accolti da Suzuki, che ha sposato l’iniziativa fornendo all’organizzazione tre gommoni Focchi motorizzati con fuoribordo Suzuki. Si tratta dei fuoribordo Suzuki DF40A installati sui gommoni Focchi 510 e Focchi 580, modelli che il brand ravennate realizza specificamente per le attività di coaching nella vela. Battelli dunque ad hoc per le regate del Marina Militare Nastro Rosa Tour 2023.

Suzuki sarà presente anche nel villaggio itinerante che seguirà il giro nelle sue tappe, con l’esposizione di un Suzuki DF2.5 e un Suzuki DF6A, modelli rivolti a chi utilizza i fuoribordo per motorizzare natanti a vela. Anche l’anima motociclistica sarà rappresentata grazie all’esposizione della Sport Tourer GSX-S1000GT, la moto sportiva con indole da vera viaggiatrice, dotata di un motore 4 cilindri in grado di erogare 152 cv e una coppia poderosa. «Questo evento rientra in quelle attività che fanno breccia nell’interesse di tutti e soprattutto dei ragazzi, per far germogliare e crescere la passione dell’andar per mare – sottolinea Paolo Ilariuzzi, direttore divisione Moto e Marine di Suzuki Italia, commentando la partecipazione al Nastro Rosa Tour 2023, che porta il nome della Marina Militare – La spettacolarità delle barche foiling in regata sarà d’aiuto alla causa di questa manifestazione che, per grado di interesse, è già fra le prime tre competizioni veliche conosciute in Italia. Siamo certi che questa terza edizione possa accrescere l’interesse del pubblico».

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Wimbledon, subito derby Berrettini-Sonego

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Sono sei gli azzurri nel tabellone principale di Wimbledon, terzo Slam stagionale che scatta lunedì sui prati dell’All England Club di Londra e che quest’anno – di nuovo aperto a tutti e con punti validi per il ranking mondiale dopo il pasticcio del 2022 – distribuirà un montepremi record: 44.700.000 sterline. Nella parte alta, presidiata da Carlos Alcaraz, vincitore al Queen’s, sono stati sorteggiati Cecchinato, Berrettini, Sonego e Arnaldi; in basso, con il 7 volte vincitore Novak Djokovic, sono capitati Sinner e Musetti, rispettivamente ottava e 14esima testa di serie.
L’altoatesino esordirà contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo, numero 110 del ranking, per Musetti c’è invece il peruviano Juan Pablo Varillas (n.60). Marco Cecchinato (n.88) è stato sorteggiato contro il cileno Nicolas Jarry, 25esima testa di serie, derby tricolore tra Matteo Berrettini, numero 37 Atp, e Lorenzo Sonego, numero 40 Atp, col torinese che si è aggiudicato nettamente l’unica partita giocata quest’anno da Berrettini sull’erba, a Stoccarda. Infine Matteo Arnaldi, numero 78 Atp, dovrà vedersela con lo spagnolo Roberto Carballes Baena, numero 53 del ranking.

occhio.com

Reggio Calabria, confiscati 3,5 milioni a un imprenditore

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La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di prevenzione patrimoniale della confisca di beni – per un valore complessivo stimato in circa 3,5 milioni di euro – riconducibili a un imprenditore reggino, operante nel settore del commercio carburanti.
Nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, condotta dal Gico del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, unitamente allo Scico, a contrasto dell’infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia legale e conclusa nell’aprile del 2021, erano stati eseguiti provvedimenti cautelari personali nei confronti di 23 persone, tra cui l’imprenditore, e reali per oltre 620 milioni di euro.
L’operazione avrebbe disvelato un “sistema di frode fiscale realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’IVA e le accise, nonché sull’impiego di false dichiarazioni di intento, istituto che consente di acquistare in regime di non imponibilità”, è spiegato in una nota.

In particolare, l’associazione avrebbe “gestito l’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero dal deposito fiscale fino ai distributori stradali finali, interponendo tra queste due estremità della catena una serie di operatori economici – imprese ‘cartiera’ di commercio di carburante, depositi commerciali e brokers locali – con lo scopo di evadere le imposte in modo fraudolento e sistematico, attraverso l’emissione e l’utilizzo delle citate dichiarazioni di intento”.
Nel mese di luglio 2022 la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il sequestro del patrimonio riconducibile all’imprenditore e al rispettivo nucleo familiare e, successivamente, l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di due società di capitali operanti nel commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, quote di partecipazione al capitale di una società attiva nel settore della consulenza tecnica, 1 fabbricato, 2 terreni, 1 motoveicolo e denaro contante per 2,1 milioni di euro, trovato dai finanzieri, suddiviso in mazzette cautelate con del cellophane ed occultato in due valigie nascoste in un garage nella disponibilità dell’imprenditore.

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Prato, lo Stato incassa 4 milioni per vendita di tessuto confiscato

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Quattro milioni di euro incassati dallo Stato a seguito della vendita di 8,7 milioni di metri lineari di tessuto confiscati in via definitiva.
La Guardia di Finanza di Prato, con la direzione della Procura Europea – Ufficio di Bologna, ha concluso un’attività investigativa nel settore del contrabbando di tessuti all’interno del distretto industriale pratese, che ha portato al versamento al Fondo Unico Giustizia di una somma complessiva pari a circa 4 milioni di euro.
Dalle attività svolte è emerso «un collaudato sistema di complesse triangolazioni commerciali – è spiegato in una nota – attuate allo scopo di evadere le imposte ed i tributi doganali dovuti. Il meccanismo fraudolento scoperto prevedeva l’introduzione dei tessuti sul territorio italiano attraverso false operazioni di cessione intracomunitarie verso ditte nazionali tramite società fornitrici situate in Ungheria e Germania».

Le indagini sono scaturite da attività di analisi nei confronti di alcune imprese che risultavano formali destinatarie di spedizioni di tessuti di provenienza estera, rivelatesi in realtà inesistenti o inattive. I tessuti, di provenienza extra UE, venivano importati, a più riprese, da altre imprese dislocate in Ungheria e Germania che, oltre a operare in settori economici totalmente differenti (ad esempio nel commercio all’ingrosso di ricambi di auto), non avevano posto in essere alcuna effettiva transazione commerciale.
Nella realtà, le merci, provenienti dal porto di sdoganamento, giungevano direttamente nel distretto pratese ed erano stoccate presso i vari capannoni per essere poi smistate ad altre ditte impiegate nella lavorazione dei tessuti.
Nel corso delle indagini è stato eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 8.701.253 metri lineari di tessuto e di una somma in denaro per un importo superiore a 300 mila euro, oltre a diversi automezzi in uso alle aziende attenzionate.
La merce sequestrata è stata messa in vendita tramite asta giudiziaria, in attuazione della conversione del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria dai tessuti alla somma di denaro derivata dalla vendita, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro, confluiti al Fondo Unico Giustizia.

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Modena, sequestro per oltre 2,3 milioni a società d’abbigliamento

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Sarebbe emerso che “gli indagati, mediante la produzione di documentazione falsa e attestante informazioni non veritiere sulla situazione finanziaria delle società del gruppo di appartenenza, riuscivano a far percepire alla società un finanziamento erogato da un istituto di credito con la garanzia di SACE”, spiegano i finanzieri in una nota.
“La società, dopo aver ottenuto indebitamente i 3 milioni di euro, ha impiegato gran parte della somma per finalità difformi da quanto previsto” dal decreto liquidità. Inoltre, “i più ampi approfondimenti svolti sui conti correnti societari hanno fatto emergere – si legge ancora nella nota – operazioni distrattive per oltre 6 milioni di euro attuate mediante bonifici privi di giustificazione a favore della controllante francese, che versava in una situazione di difficoltà finanziaria, nonché attraverso spese personali effettuate a mezzo carta di credito dall’Amministratore unico”.

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Spunta la pista del debito sull’omicidio di Michelle a Primavalle

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Michelle Causo sarebbe stata uccisa a seguito di una lite, nata a causa di un piccolo debito. Spuntano delle ipotesi forti riguardanti l’omicidio di Primavalle.

Michelle avrebbe combattuto con tutte le sue forze – segnala l’edizione online di Repubblica – nell’appartamento di via Dusmet, ma poi ha dovuto arrendersi alle almeno sei coltellate sferrate dal 17enne che l’avrebbe uccisa per poi nascondere il cadavere in una busta della spazzatura e piazzare il corpo su un carrello accanto a dei cassonetti, abbandonandola in strada.

La mamma della povera Michelle, affranta, intanto è convinta che l’omicidio non possa essere opera di una sola persona, perché “Mia figlia era troppo forte, si menava pure con i maschi”.

Per qui inquirenti, però, il 17enne avrebbe agito da solo e sotto l’effetto di stupefacenti, lunedì sarà interrogato mentre sul corpo della giovane sono stati disposti esami tossicologici per capire se stessero consumando droghe insieme.

Stando alle ipotesi, i due avrebbero ad un certo punto iniziato a litigare per soldi, un piccolo debito, e da lì l’aggressione del 17enne che nell’ultimo mese e mezzo era spesso in compagnia di Michelle.

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Arrestati Galtier e il figlio: “Sospetta discriminazione”. L’ombra del razzismo

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Scandalo in Francia, dove l’allenatore del Paris Saint Germain, Christophe Galtier, insieme a suo figlio John Valovic-Galtier è “in custodia presso la polizia giudiziaria di Nizza dalle 8.45 di venerdì”.

La notizia arriva dall’agenzia di stampa francese Afp che cita il procuratore di Nizza Xavier Bonhomme. Alla base ci sarebbe una “sospetta discriminazione” che risalirebbe all’esperienza al Nizza nella stagione 2020-21 dell’attuale tecnico dei parigini.

Stando a quanto racconta il sito de La Gazzetta dello Sport, già a metà aprile era stata aperta un’indagine preliminare per sospetti di “discriminazione basata su una presunta razza o affiliazione religiosa”.

Anche l’ex direttore sportivo del Nizza, Julien Fournier che era stato poi ascoltato in aula a maggio, aveva riportato le parole di Galtier che però il tecnico aveva sempre smentito, sporgendo persino sporto denuncia. Diversi giocatori e dirigenti del Nizza, tra cui il presidente del club Jean-Pierre Rivère, sono già stati interrogati dagli inquirenti.

Una brutta storia che arriva dalla Francia e che vede coinvolto un tecnico che era stato anche in orbita Napoli, prima che Aurelio De Laurentiis scegliesse poi per la panchina azzurra l’ex romanista Rudi Garcia.

Nicola Meneghetti

occhio.com

Meloni, sull’immigrazione «Non siamo riusciti a far cambiare alla Ue». E parla anche della Santanchè

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BRUXELLES. Sull’immigrazione «quello che oggi c’è scritto nelle conclusioni del Consiglio era probabilmente impensabile 8 mesi fa. Siamo davvero riusciti a cambiare punto di vista, anche con il contributo di altre nazioni, ma tra l’annosa divisione tra Paesi di primo approdo e di movimenti secondari si è trovato un approccio unico che risolve il problema di tutti, che è quello sulla dimensione esterna». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a margine dei lavori del Consiglio europeo a Bruxelles.  L’ordine del giorno sulla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, «non va interpretato politicamente. Santanchè sarà in Aula mercoledì e quello è il giorno in cui chiarirà la sua posizione»” Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a margine dei lavori del Consiglio europeo a Bruxelles.

occhio.com

Wimbledon: Arnaldi vola nel Main Draw

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LONDRA. Matteo Arnaldi ha ottenuto il pass per il tabellone principale del singolare maschile di Wimbledon, terzo torneo del 2023 del “Grande Slam”. Sui campi in erba di Roehampton, a Londra, il tennista ligure, numero 78 del mondo e primo favorito del tabellone cadetto, ha sconfitto, nel match che valeva un posto nel main draw, il portoghese Frederico Ferreira Silva, 188 del ranking Atp, col punteggio di 7-5 6-4 6-4.
Nulla da fare, invece, per il romano Matteo Gigante, numero 254 del mondo, che si è arreso per 6-4 6-2 6-2 di fronte al francese Harold Mayot, 180 del ranking internazionale, nell’ultimo turno del tabellone di qualificazioni del Major britannico.

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Arresto pusher dei vip a Palermi, tra i clienti forse anche ex presidente dell’Assemblea regionale Sicilia

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PALERMO. Sei persone sono state raggiunte da misura cautelare a Palermo con l’accusa di spaccio di droga. Il gip Antonella Consiglio ha convalidato le richieste della Procura di Palermo e ha disposto la reclusione in carcere di Gioacchino e Salvatore Salamone, già noti alle forze dell’ordine, e gli arresti domiciliari per Mario Di Ferro, lo chef di Villa Zito già fermato dalle forze dell’ordine a inizio aprile in flagranza di reato mentre cedeva sostanze stupefacenti sotto casa a un dipendente dell’Ars. Obbligo di firma, invece, per tre dipendenti del ristorante sito in via Libertà. A coordinare l’inchiesta il procuratore Maurizio de Lucia e il pm aggiunto Paolo Guido.
Numerose e in doppia cifra le compravendite di dosi di cocaina addebitate allo chef e agli altri cinque indagati, quasi tutte nei confronti di una clientela altolocata. Tra i clienti, secondo quanto riferisce Repubblica, ci sarebbe stato anche l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micciché, che non risulta comunque indagato.
Massimo riserbo dalla Procura di Palermo e dallo stesso procuratore capo Maurizio De Lucia che, contattato dall’Italpress, non ha rilasciato dichiarazioni.

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