Sanità, 3 milioni di italiani rinunciano a curarsi

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Secondo una ricerca dell’Ordine dei Medici, circa 3 milioni di italiani rinunciano a curarsi.

Il 21% degli italiani risparmia denaro per poter effettuare prestazioni sanitarie mentre 1 italiano su quattro (23%) “drammaticamente non riesce a risparmiare denaro per far fronte alle spese sanitarie”. Intanto “la spesa privata, messa di tasca propria da parte dei cittadini, oramai supera i 40 miliardi”. E sono tornate ad affacciarsi le assicurazioni: il 17% della popolazione ne ha sottoscritta una. A fronte di questo, emerge che investire sul Servizio sanitario nazionale è redditizio per l’Italia. Ogni euro di risorse pubbliche impiegato in sanità ne genera, infatti, quasi due di produzione in valore. Non solo: se l’investimento pro-capite di risorse fosse pari a quello della Germania, si creerebbero 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro.

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Decaro: “Pnrr, venuta meno la fiducia istituzionale”

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“È stata una doccia fredda apprendere la volontà di spostare i soldi europei dai programmi che interessano i comuni. C’è stato un momento, dico la verità, in cui la fiducia istituzionale si è incrinata”. Lo ha detto Antonio Decaro, presidente di Anci, all’assemblea nazionale a Genova. “Ci siamo sentiti sul banco degli imputati pur sapendo di aver fatto di più e meglio degli altri. Se fossimo davvero inefficienti, non saremmo da anni il primo comparto per investimenti nel Paese, spendendo il 25% delle risorse per opere pubbliche – ha continuato Decaro -. Non avremmo visto crescere la nostra capacità di spesa dal minimo storico di 8,5 miliardi nel 2017 fino ai 15 miliardi che spenderemo fino alla fine di questo 2023, non avremmo bandito 147mila gare con fondi Pnrr, per intenderci più di tutti gli altri enti attuatori messi insieme. E tutto questo partendo da una condizione di difficoltà pazzesca, avendo perso negli anni oltre un decimo degli organici delle amministrazioni comunali”.

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Raid contro Hamas: liberati altri due ostaggi

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L’esercito israeliano ha aumentato l’intensità dei bombardamenti sulla Striscia di Gaza nelle scorse ore in vista di una probabile invasione di terra contro Hamas, nonostante i timori della Casa Bianca sull’allargamento del conflitto su scala regionale. Le forze armate dello Stato ebraico hanno dichiarato di aver colpito più di 400 obiettivi legati ad Hamas durante la notte e di aver ucciso decine di miliziani islamisti, tra cui tre vice comandanti di battaglione. Tra i bersagli anche un tunnel che avrebbe permesso ad Hamas di infiltrarsi in Israele per via mare e centri di comando del gruppo all’interno di alcune moschee.

Nel frattempo, lunedì sera il gruppo terrorista ha liberato due anziane signore israeliane che erano tra i circa 220 prigionieri rapiti durante i raid del 7 ottobre contro diverse città del sud di Israele. Le due donne – Yocheved Lifshitz, 85 anni, e Nurit Cooper, 79 anni – sono state trasportate fuori da Gaza presso il valico egiziano di Rafah, dove sono state caricate su ambulanze, secondo i filmati mostrati dalla TV egiziana.
Le prigioniere erano state rapite insieme ai loro mariti nel kibbutz di Nir Oz, vicino al confine con Gaza. I due uomini mariti risultano peraltro ancora nelle mani del gruppo islamista.

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Bombardieri: “Il Governo continua perdere contro le multinazionali”

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“Sono oltre 1.000 i miliardi che le multinazionali hanno trasferito nei paradisi fiscali nel corso del 2022. Risorse che finiscono in Paesi con tassazioni agevolate, come Olanda e Irlanda, e che sono sottratte ai nostri sistemi sanitari e sociali. È quanto emerge dal Report sull’evasione globale, pubblicato dall’EU Tax Observatory. Nella prefazione al rapporto, Stiglitz sostiene che l’elusione e l’evasione fiscale non sono inevitabili, ma sono frutto di scelte politiche precise”. Lo afferma Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil.

“Ecco perché, da anni, la Uil rivendica una riforma del fisco più equa, che punisca gli evasori e riduca il peso della tassazione sui lavoratori dipendenti e sui pensionati. Secondo alcune stime, che la Uil ha elaborato con Eures, per quanto concerne il nostro Paese, ogni anno 26 miliardi di profitti delle imprese vengono trasferiti nei paradisi fiscali”, aggiunge.

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Gaza, morto l’ultimo dei tre italo-israeliani dispersi

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“Purtroppo anche Nir Forti è deceduto. Era l’ultimo dei 3 italo-israeliani dispersi. Mi stringo al dolore dei suoi genitori, li avevo incontrati durante la visita a Tel Aviv. Morire a 29 anni, barbaramente ucciso dai terroristi, è profondamente ingiusto. Prego per te, giovane Nir”. Lo ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Volker Turk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha chiesto un “immediato cessate il fuoco umanitario” a Gaza, invitando i leader a fare “scelte coraggiose”. “Il primo passo deve essere un cessate il fuoco umanitario immediato, che salvi le vite dei civili fornendo aiuti umanitari rapidi ed efficaci a Gaza”, ha dichiarato Turk.

Le due donne anziane liberate da Hamas sono arrivate al terminal del valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto. Lo riferiscono media egiziani affiliati allo Stato. “Due donne detenute a Gaza sono arrivate al valico di Rafah”, ha riferito Extra News TV, dopo che il gruppo militante aveva dichiarato che erano state liberate con la mediazione dell’Egitto e del Qatar per “impellenti motivi umanitari”.

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Sgravi alle madri e adeguamento pensioni minime, la bozza della Manovra

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Adeguamento pieno all’inflazione per le pensioni fino a 4 volte il minimo, sotto cioè 2.000 euro circa, al 90% per quelle tra 4 e 5 volte il minimo, e al 22% (con un taglio rispetto al 32% delle norme in vigore quest’anno) per quelle più alte. Ovvero sopra 10 volte il minimo, pari a circa 5.000 euro al mese. Lo prevede una prima bozza della manovra.

La nuova indicizzazione sale quindi dall’85% (previsto nella precedente legge di bilancio) al 90% per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (tra 2.000-2.500 euro circa). Viene confermata al 53% per gli assegni pari a 5-6 volte il minimo. Al 47% per quelli tra 6 e 8 volte; al 37% per quelli tra 8 e 10 volte. Viene infine ridotta dal 32% al 22% per i trattamenti superiori a 10 volte il minimo. Uno sgravio contributivo al “100%” fino comunque a un “massimo di 3000 euro annui”, senza limiti di reddito. Quindi per tutte le lavoratrici madri a esclusione del “lavoro domestico”. E’ quello previsto nella bozza della manovra tra le misure per favorire la natalità.

Lo sconto sui contributi per la quota a carico del lavoratore dipendente è legato al numero di figli. Per le mamme con due figli dura fino ai 10 anni del bimbo più piccolo, per chi ne ha tre lo sconto sui contributi dura più a lungo. Fino ai 18 anni del figlio più piccolo. Sale a 91 articoli, rispetto alle prime anticipazioni dell’indice circolate, la legge di Bilancio. Nella prima bozza dell’articolato c’è la conferma del taglio del cuneo con una proroga della misura attuale per tutto il 2024.

Nel testo compaiono i macro capitoli sanità, pensioni, Pa, famiglia e la revisione della spesa. Per i lavoratori che hanno cominciato a versare contributi dal 1996 sale l’importo minimo maturato necessario per poter accedere alla pensione tre anni prima dell’età di vecchiaia. La soglia – secondo quanto prevede la bozza della manovra – a fronte di almeno 20 anni di contributi versati sale da 2,8 a 3,3 volte l’assegno sociale. In pratica, secondo i valori riferiti al 2023 da 1.409 euro a 1.660. Salta invece il limite di 1,5 volte l’assegno sociale per l’accesso alla pensione a 67 anni una volta raggiunti i 20 anni di contributi. Basterà avere raggiunto l’importo dell’assegno sociale (503,27 euro nel 2023).

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Maltempo e piogge forti sull’Italia, è allerta meteo

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E’ arrivato il previsto fronte depressionario sull’Italia e il tempo è già peggiorato fortemente. Sono infatti in atto piogge e anche veri e propri nubifragi, specialmente al Nord, ma non solo. Il peggio, tuttavia, potrebbe arrivare nelle prossime ore, sia come intensità dei fenomeni, sia come diffusione degli stessi.

La causa è da ricercare nel transito di una perturbazione che viaggia nel letto di correnti molto umide e miti, sospinte verso l’area del Mediterraneo da una vasta e profonda circolazione ciclonica. Si pensi che per vedere il suo centro motore bisogna addirittura uscire dallo scacchiere europeo, visto che esso è collocato sulla parte più settentrionale dell’Oceano Atlantico. Per la precisione poco a Sud della Groenlandia. In queste ore il maltempo sta imperversando su buona parte del Nord. Piove sulla Liguria, su alcuni tratti di Piemonte e Lombardia, sull’Emilia occidentale ma anche su diverse zone del Veneto. Le precipitazioni in qualche caso stanno risultando di forte intensità.

Al momento non si segnalano particolari criticità, eccezion fatta per la Liguria dove già nella giornata di ieri si sono registrati alcuni allagamenti nella zona di Genova. Sul resto del Paese la situazione si mantiene piuttosto tranquilla con cieli addirittura sereni su parte del Centro e su tutto il Sud.

Marco Gaudini

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Finti incidenti stradali, maxi truffa alle assicurazioni: 23 indagati e 4 arresti

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Incidenti stradali simulati ad arte per incassare i soldi delle assicurazioni. Una maxi truffa è stata scoperta dai carabinieri di Napoli. Quattro persone sono state arrestate (una è in carcere, tre sono ai domiciliari), stati interdetti dalla professione due avvocati e sei medici. Ma ci sono altri 23 indagati a piede libero tra Napoli, Aversa (Caserta), Minturno (Latina), Melito di Napoli, Curti, Piano di Sorrento e Servigliano (Fermo).

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alle truffe assicurative con fraudolento danneggiamento di beni assicurati e ricorso a certificati medici falsi rilasciati da medici compiacenti, riciclaggio, indebita percezione del reddito di cittadinanza e furto aggravato. Le indagini nascono dalla prosecuzione di una precedente inchiesta.

Secondo gli inquirenti, nel gruppo i ruoli erano ben definiti: capo, promotori e partecipi e tra i quali figurano due avvocati e diversi medici. Tra questi, 4 sono in servizio presso i reparti di pronto soccorso degli ospedali di Marcianise e San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, mentre altri due in centri diagnostici privati.

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Rissa nel Milanese, un morto e due feriti gravi

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Un uomo è morto accoltellato e due sono rimasti feriti, uno per un colpo di pistola, a seguito di una rissa tra due gruppi di persone. E’ successo a Sesto San Giovanni (Milano), in via Pisa.

A quanto emerso, si potrebbe trattare di un “regolamento di conti” in materia di stupefacenti, data la scelta del luogo. Una strada chiusa alle spalle del cimitero, dalla quale alcuni testimoni hanno visto fuggire un gruppo di uomini con in mano delle mazze da baseball.

Si erano dati appuntamento per una contrattazione legata a dello stupefacente. Poi il tentativo di rubare denaro o le stesse dosi, ha trasformato l’incontro “di affari” tra Sesto San Giovanni e Cologno Monzese in un violento scontro a colpi di coltello, pistola e bastone. Ad avere la peggio è stato un 30enne straniero, presumibilmente nordafricano, morto dopo aver ricevuto una coltellata alla gola. Ferito, ma non seriamente, un secondo giovane, raggiunto a un polso da un colpo di arma da fuoco.

È stato brutalmente picchiato un terzo uomo, trasferito in ospedale con traumi e contusioni in tutto il corpo, presumibilmente dopo essere stato colpito con una mazza da baseball, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sulla dinamica degli eventi e l’identità dei partecipanti sono al lavoro i carabinieri del Comando Provinciale di Milano

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Ucciso da un cacciatore “Bambotto”, la mascotte di Pecol

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Indignazione e tristezza nel borgo dolomitico di Pecol, nel comune di San Tomaso Agordino (Belluno), dopo la morte violenta, per mano di un cacciatore, di “Bambotto”, un esemplare di cervo di sette anni che era la ‘mascotte’ del paese e viveva in simbiosi con la gente.

Lo raccontano i giornali locali.

Il cervo era anche assurto alla notorietà televisiva, grazie alla trasmissione Rai “Linea Bianca”. Era noto per affacciarsi alle finestre delle case per nutrirsi e farsi accarezzare. Nella pagina Facebook animalista ‘Claretta’ si ricorda che “l’opinione pubblica condanna il gesto senza se e senza ma. Il cacciatore anonimo locale codardo non ci mette nemmeno la faccia. Ma si dice che nel paese tutti sanno chi è l’autore del spregevole gesto”.

Bambotto – ricorda un commento di una residente – era nato 7 anni fa a Pecol ed era stato portato dalla mamma sullo zerbino di un’abitazione. Da allora è diventato il cervo di Pecol, e lo si poteva incrociare per strada tra le frazioni limitrofe.

Alcuni cacciatori avrebbero dichiarato di averlo ucciso dopo aver ricevuto segnalazioni, negli ultimi tempi, di una sua presunta aggressività.

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