Decreto Sicurezza, Meloni apre ai correttivi ma difende la norma sugli avvocati

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Giorgia Meloni decreto Sicurezza dichiarazioni
Giorgia Meloni durante l’intervento alla Milano Design Week
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La premier alla Milano Design Week: “Non è un pasticcio, il principio resta”. Scontro con le opposizioni sugli incentivi per i rimpatri volontari

Il Governo è pronto a intervenire con modifiche tecniche, ma senza cambiare l’impianto della norma. Sul decreto Sicurezza, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiarisce la linea: ci saranno correttivi, ma il punto sugli incentivi agli avvocati resterà.

Intervenendo alla Milano Design Week, la premier ha respinto le critiche parlando di un provvedimento che non considera un errore, ma che necessita di alcuni aggiustamenti tecnici.

Decreto Sicurezza, Meloni: «Non è un pasticcio»

«Non considero il decreto un pasticcio», ha dichiarato Meloni, spiegando che il Governo sta raccogliendo le osservazioni tecniche arrivate dal Quirinale e dagli operatori del settore.

Le modifiche saranno inserite in un provvedimento ad hoc, anche perché i tempi per intervenire direttamente sul decreto in fase di conversione non erano sufficienti.

Una precisazione che mira a ridimensionare le polemiche politiche emerse negli ultimi giorni.

La norma sugli avvocati resta centrale

Il punto più discusso riguarda l’incentivo economico per gli avvocati che assistono i migranti nei rimpatri volontari.

Su questo aspetto, la posizione del Governo è netta: la norma non verrà cancellata.

Meloni ha sottolineato come il principio sia coerente con quanto già avviene nel sistema italiano, dove viene riconosciuto il gratuito patrocinio per chi assiste i migranti nei ricorsi contro i decreti di espulsione.

Secondo la premier, è quindi logico riconoscere anche il lavoro dei professionisti che seguono procedure di rimpatrio volontario.

Decreto Sicurezza, scontro con le opposizioni

La presidente del Consiglio ha espresso sorpresa per le critiche ricevute dalle opposizioni.

«Non mi è chiara la ragione per cui si debba riconoscere il lavoro in un caso e non nell’altro», ha affermato, evidenziando quella che considera una contraddizione nel dibattito politico.

Il tema dei rimpatri volontari assistiti, ha aggiunto, è uno strumento richiesto anche a livello europeo e sul quale, fino a poco tempo fa, sembrava esserci un consenso più ampio.

Una posizione che conferma la volontà dell’esecutivo di andare avanti senza modificare la sostanza della norma.

I rimpatri volontari e la linea del Governo

Il Governo intende rafforzare i rimpatri volontari assistiti, considerati uno strumento centrale nella gestione dei flussi migratori.

Secondo Meloni, si tratta di una misura di buonsenso che consente di gestire le situazioni in modo più ordinato e meno conflittuale rispetto ai rimpatri forzati.

Per questo motivo, ha ribadito, l’esecutivo non intende fare passi indietro su una norma ritenuta strategica.

Non solo sicurezza: i dossier aperti

A margine dell’intervento sul decreto Sicurezza, la premier ha affrontato anche altri temi di politica interna ed estera.

Sul fronte internazionale, ha parlato della situazione nello Stretto di Hormuz, sottolineando la necessità di una copertura Onu per eventuali missioni e ribadendo che una decisione italiana dovrà passare dal Parlamento.

Per quanto riguarda il tema delle accise, ha spiegato che eventuali proroghe saranno valutate in base agli sviluppi dei negoziati internazionali in corso.

Infine, si è soffermata anche sul caso relativo alla governance delle partecipate pubbliche, evidenziando la necessità di una scelta chiara tra incarichi e indennità.

Decreto Sicurezza, verso le modifiche tecniche

Il percorso del decreto prosegue quindi con una doppia direzione: da un lato l’apertura ai correttivi tecnici, dall’altro la difesa dell’impianto politico.

Il Governo punta a intervenire sui dettagli senza modificare la sostanza, mantenendo ferma la linea sui rimpatri volontari e sugli strumenti di gestione dell’immigrazione.

Una strategia che punta a chiudere il fronte delle polemiche e a rafforzare il provvedimento nelle prossime fasi parlamentari.

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