E’ morta Aurora Maniscalco, l’hostess palermitana di 24 anni, precipitata a Vienna dal terzo piano di un palazzo nella notte tra sabato e domenica, intorno all’una. La ragazza, che era ricoverata in ospedale, è deceduta ieri per le gravi ferite riportate nella caduta. La polizia austriaca, che sta indagando, sospetta che possa non essersi trattato di un incidente.
La 24 enne, da tre anni residente nella capitale austriaca, si trovava in compagnia del fidanzato, un 27enne anche lui palermitano, già ascoltato dagli investigatori. I genitori hanno subito raggiunto la figlia e sono stati ricevuti dall’ambasciata italiana. Maniscalco lavorava alla Lauda Air. Il fidanzato, invece, è impiegato come assistente di volo in un’altra compagnia aerea.
Identico contesto lavorativo, dinamica simile e stesso drammatico epilogo.
A un’ora di distanza, due operai sono morti in Lombardia all’interno di una cava di marmo: a Botticino, in provincia di Brescia, e a Faloppio, nel Comasco. Nel paese bresciano, dove l’estrazione del marmo è tra le prime fonti di guadagno, Adriano Mazzelli, 53 anni, è stato parzialmente travolto da un blocco di marmo durante le fasi di estrazione. È morto poco dopo l’arrivo in ospedale. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta e disposto il sequestro della cava dove l’uomo stava lavorando con altri colleghi. Nato a Gardone Valtrompia, ma trasferitosi da tempo a Prevalle, era conosciuto anche per il suo impegno nel calcio dilettantistico. Da anni infatti era allenatore di formazioni giovanili. “Non era solo un allenatore, ma un esempio” ricorda il Prevalle calcio sui social. “Un uomo che, dopo una lunga giornata trascorsa nelle cave di marmo, trovava ancora la forza e la voglia di indossare pantaloncini e scarpette per allenare i nostri ragazzi. In quei momenti, sporco di polvere ma pieno di entusiasmo, ci ricordava cosa significhi amare questo sport e trasmetterne i valori più autentici”. Quasi in contemporanea a Faloppio, in località Fornace, un altro operaio moriva all’interno di una cava. Anche in questo caso schiacciato dai massi di circa due tonnellate e mezzo durante le fasi di lavorazione. Antonio Giuseppe Patitucci, 57enne originario di San Lorenzo del Vallo, in Calabria, era in compagnia di altri due colleghi, che lo hanno liberato dai blocchi di marmo in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Ma il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Non sono gli unici incidenti sul lavoro avvenuti ieri in Italia. Un geometra bresciano 50enne è ricoverato in gravissime condizioni, in prognosi riservata, all’ospedale San Matteo di Pavia dopo essere rimasto schiacciato a Lodi da un rimorchio che era stato sganciato dalla motrice. Tre feriti, di cui due gravi, è invece il bilancio dell’infortunio sul lavoro avvenuto in mattinata a Santa Margherita Ligure, in via Solimano. I tre, dipendenti di una ditta del Tigullio di edilizia acrobatica, sono caduti dopo aver perso l’equilibrio per cause ancora da accertare. “Il settore delle cave, come quello dell’edilizia, è tra i più esposti al rischio di infortuni. È urgente garantire una formazione adeguata e intensificare i controlli”, hanno commentato Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Lombardia in una nota congiunta. Anche l’Ugl ha ribadito la necessità di potenziare i controlli ispettivi.
Ancora un grande successo per l’Equipe Lucioli, gemma del tennis campano che al culmine di una splendida stagione festeggia il ritorno in Serie C della squadra femminile.
“Ancora una scalata, ancora un successo, ancora una volta la passione vince su ogni sacrificio” si legge sui social dell’Equipe Lucioli che ringrazia le allieve della scuola tennis, così come fondamentale è stato il supporto di Reforma Lavoro di Luciano Pastore, appassionato di tennis e socio del circolo di via Vincenzo de Giaxa a Napoli, che ha sostenuto questo gioioso cammino che ha portato alla vittoria del campionato regionale di Serie D.
Applauso intenso per le protagoniste della scalata: Serena Pignieri, Giorgia Squillace, Francesca Improta, Maria Arena, Caterina Tartaglia. La loro firma sulla promozione, così come quella delle maestre Elena Bertamino e Adele Amiranda. “Grazie infinite a chi ha un mare di esperienza, in cui gli anni sono solo un dato anagrafico, ma sempre giovani nella mente, nel corpo e soprattutto nel braccio” si legge ancora sui social dell’Equipe Lucioli che nella prossima annata con la squadra femminile sarà protagonista in C, torneo che partirà con una prima fase regionale e che termina, per chi si qualifica, con una fase nazionale che mette in palio la B.
Il palcoscenico si prepara ad accogliere “LuiLei”, uno spettacolo che promette di ridefinire i confini del teatro tradizionale, aprendosi a nuove forme di espressione e, soprattutto, all’inclusione.
Scritto da Maria Sofia Palmieri e Massimo Crescimbene, e portato in scena dalla regia e interpretazione della stessa Maria Sofia Palmieri e di Tommaso Arnaldi, “LuiLei” si presenta come un’esperienza unica nel suo genere, interamente concepita per essere accessibile sia a persone udenti che sorde.
Rientrando a pieno titolo nella categoria del Teatro Sperimentale, “LuiLei” trascende la semplice narrazione, intrecciando sapientemente prosa, danza, giochi performativi ed esperienze sensoriali. L’obiettivo primario di questa produzione è abbattere le barriere comunicative, rendendo l’arte fruibile a tutti.
Un elemento distintivo dello spettacolo sarà infatti la proiezione in simultanea di gran parte del testo su un grande schermo, accompagnando l’interpretazione degli artisti e garantendo una piena comprensione anche al pubblico sordo.
L’impegno verso l’inclusività ha trovato risonanza in importanti realtà associative, che hanno scelto di patrocinare “LuiLei”. Tra queste spiccano Emergenza Sordi APS, l’Associazione Sordi Irpinia APS, Accessibilità & Eventi Deaf APS ETS, Perchè io segno APS, Movimento Lis. Lo spettacolo gode inoltre del patrocinio dell’INGV.
Questo sostegno non solo testimonia la rilevanza e l’importanza del progetto, ma rafforza anche la sua missione di promuovere una cultura teatrale più aperta e accessibile.
Ad arricchire ulteriormente l’esperienza artistica, si uniranno agli interpreti principali il cantante Marco Profeta, la danzatrice Sabina Domanico e il chitarrista Alessandro Borgo Caratti.
“LuiLei” non è solo uno spettacolo, ma un vero e proprio manifesto artistico che celebra la diversità e dimostra come l’arte possa fungere da potente strumento di connessione tra mondi diversi.
L’unione di linguaggi differenti – visivi, uditivi e sensoriali – crea un’esperienza immersiva e coinvolgente, capace di toccare le corde più profonde di ogni spettatore, indipendentemente dalla propria capacità uditiva.
Con “LuiLei”, Maria Sofia Palmieri e Tommaso Arnaldi, insieme agli autori e agli artisti coinvolti, si fanno pionieri di un teatro che non lascia indietro nessuno, dimostrando che l’innovazione e la sensibilità possono coesistere per creare opere d’arte significative e profondamente umane.
Sono state trovate con un consistente quantitativo di droga che erano intenzionate a portare in una località sconosciuta della Sicilia. Due donne sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni mentre si accingevano a salire su un traghetto diretto a Messina perché erano in possesso di un chilo di cocaina e di un chilo e mezzo di hascisc. L’operazione che ha portato ai due arresti è scattata nell’ambito di un servizio mirato di controllo attuato nei pressi della stazione ferroviaria e degli imbarchi dei traghetti. Le due donne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono state tradotte in carcere.
Sono almeno 15 i morti nell’attacco alla chiesa di Mar Elias a Damasco, in Siria, secondo un primo bilancio dei soccorritori.
Il ministero degli Interni siriano afferma che l’attentatore della chiesa di Damasco apparteneva al “gruppo terroristico Daesh”, ossia all’Isis. Ha poi aggiunto che il “terrorista suicida” avrebbe sparato all’interno della chiesa prima di farsi esplodere
Un ragazzino di 13 anni, Manuel Sandu, di origine rumena e residente a San Ferdinando di Puglia è morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di San Giovanni Rotondo dove era stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato soccorso nelle acque antistanti un lido di Margherita di Savoia.
L’adolescente era in acqua con alcuni amici quando, a causa del mare agitato, si è trovato in difficoltà non riuscendo a riemergere dalle onde e a tornare a riva.
E’ stato soccorso da personale del 118 che quando è arrivato ha trovato i bagnini che già stavano eseguendo le manovre salvavita con defibrillatore. E’ stato rianimato sul posto per un’oretta e poi portato in elisoccorso nell’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo dove è morto. Sulla dinamica dell’accaduto sono in corso accertamenti.
naldo Pomodoro si è spento ieri sera, domenica 22 giugno, a Milano alla vigilia del compimento dei suoi 99 anni, nella sua casa.
Lo comunica la Fondazione che porta il suo nome, diretta da Carlotta Montebello.
Lo scultore, noto tra l’altro per le sue iconiche sfere di bronzo, era infatti nato il 23 giugno del 1926 a Montebello di Romagna. ”Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie. Il Maestro lascia un’eredità immensa”, lo ricorda la direttrice generale della Fondazione.
Un diciassettenne è morto dopo essere stato investito da uno intorno alle tre scooter condotto da un coetaneo a Pontedera (Pisa), dove si è svolta la manifestazione notte bianca che ha richiamato migliaia di visitatori da tutta la provincia di Pisa e non solo.
Sulla dinamica in corso accertamenti dei carabinieri. “Una tragedia che investe di sgomento e tristezza la nostra comunità e per cui abbiamo deciso di rimandare ogni evento o iniziativa patrocinata e programmata per oggi”.
Così in un post sulle sue pagine social il sindaco di Pontedera (Pisa), Matteo Franconi, dopo avere appreso della morte di un diciassettenne la notte scorsa nella città della Vespa. Il ragazzo è stato investito da un coetaneo che guidava uno scooter. “Stanotte – ha aggiunto -, in un incidente le cui dinamiche sono ancora da accertare ha perso la vita un ragazzo di 17 anni. Con profondo cordoglio ci stringiamo intorno al dolore della famiglia e dei suoi affetti”.
Era partita per il Canada confidando negli sforzi per tenere aperta la via del dialogo, torna in Italia con la guerra tra Iran e Israele che rischia di fare un salto di livello.
Prima di lasciare Kananaskis dopo la due giorni di G7 Giorgia Meloni ha analizzato con evidente preoccupazione l’escalation, convinta però che sia “possibile uno scenario diverso in cui si arriva a negoziazioni”. E sottolineando che è “il momento giusto, spingendo adeguatamente, per arrivare a un cessate il fuoco a Gaza”, un riferimento entrato nella dichiarazione finale come ha rivendicato con soddisfazione.
Il bilancio è stato concentrato in un punto stampa di un quarto d’ora, con un po’ di pioggia e sorrisi in fondo, quando ha giurato di “non ricordare” quali affermazioni di Emmanuel Macron hanno suscitato le sue smorfie al tavolo dei leader, immortalate in foto che hanno fatto il giro del mondo. L’obiettivo “condiviso” al G7 è “evitare” che Teheran “diventi una potenza nucleare”, ha chiarito, altrimenti rappresenterebbe “una minaccia non solo per Israele ma per tutti noi”: lo scenario ideale sarebbe un rovesciamento del regime da parte del “popolo oppresso”, ma “si deve fare il pane con la farina che si ha”, il commento al monito del presidente francese contro un cambio con la forza. L’intervento americano è uno scenario che ora dopo ora è diventato meno remoto. L’Italia metterebbe a disposizione le sue basi? “Non posso rispondere adesso – ha detto Meloni -. Quando accadrà convocheremo le persone che dobbiamo convocare e prenderemo le nostre decisioni”.
Si attendono le mosse di Donald Trump, la premier lo sa. Ne ha parlato con il presidente degli Usa anche nel colloquio su una panchina di legno a Kananaskis. Cosa pensa dell’idea del tycoon di un Putin mediatore, lo ha chiarito davanti alle telecamere: “Affidare a una nazione in guerra la mediazione su un’altra guerra, non mi sembra l’opzione migliore. Ma non è un’opzione sul campo, anche dalle parole che ho ascoltato personalmente in questi giorni”. Per Roma, Mosca rimane il principale ostacolo alla pace per l’Ucraina. “Ogni volta che si cerca di fare qualche passo in avanti la Russia provoca con attacchi sulla popolazione civile”, la constatazione di Meloni, che incontrando Volodimir Zelensky in Canada gli ha espresso solidarietà per le vittime dell’ultima pioggia di missili a Kiev. Al G7 “non era prevista una dichiarazione sull’Ucraina”, ha assicurato, smentendo le ricostruzioni sullo stop di Trump al documento proposto dai partner, su cui invece ha glissato il padrone di casa, il primo ministro Mark Carney. Tra i sei leader rimasti al tavolo nella giornata finale, c’è stato “accordo sui punti principali” della crisi ucraina. C’è il “sostegno agli sforzi del presidente degli Stati Uniti per una pace giusta e duratura”, ha spiegato Meloni, secondo cui il sostegno a Kiev va accompagnato con la pressione su Mosca, “particolarmente con le sanzioni”.
Tra una settimana tutti questi temi saranno in cima all’agenda del vertice Nato. Il 9 luglio è invece il termine entro cui si lavora per un accordo Usa-Ue sui dazi. La premier pensa che “alla fine una soluzione si troverà” e rivendica la mediazione italiana per la costruzione di un dialogo “costante, franco ma sicuramente sereno e aperto”. Tra gli aspetti positivi del summit la presidente del Consiglio annovera anche la dichiarazione sul contrasto all’immigrazione irregolare: “L’Italia è stata la prima a porre il tema al G7, e tutti riconoscono la nostra leadership, data anche dai risultati”. Inoltre, ha raccontato, “sono contenta dell’interesse che gli altri, quando si parlava di economia, hanno manifestato sulle performance che l’Italia sta registrando”.