Caso Mario Roggero, Meloni: «Chi delinque non può essere risarcito da chi si è difeso». Il riferimento al gioielliere condannato

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Giorgia Meloni ddl Sicurezza
Il messaggio diffuso dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul nuovo ddl Sicurezza

La premier rilancia il nuovo disegno di legge Sicurezza e rivendica una stretta sui risarcimenti per chi subisce danni mentre commette un reato. Sullo sfondo il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva dopo la sparatoria durante una rapina

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna a intervenire sul tema della legittima difesa e dei risarcimenti ai responsabili di reati, annunciando una delle novità contenute nel nuovo ddl Sicurezza.

Attraverso un messaggio pubblicato sui social, la premier ha ribadito la posizione del Governo: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non dovrà più poter chiedere un risarcimento economico alla persona che si è difesa. Un riferimento che, pur senza essere esplicitato, richiama il caso del gioielliere Mario Roggero.

Il messaggio di Giorgia Meloni

Nel post pubblicato sui propri canali social, Giorgia Meloni ha scritto:

«Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari».

Il messaggio è accompagnato da un’immagine con la scritta:

“Basta paradossi! Chi commette un reato non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque”.

La presidente del Consiglio ha poi aggiunto:

«Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali».

Il riferimento al caso di Mario Roggero

Sebbene il nome non venga citato nel post, il riferimento è al caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.

Nel 2021 Roggero sparò contro tre rapinatori che stavano fuggendo dopo aver assaltato la sua gioielleria. Due di loro morirono, mentre un terzo rimase ferito.

La vicenda giudiziaria si è conclusa con la condanna definitiva del commerciante a 14 anni e 9 mesi di reclusione per omicidio volontario e tentato omicidio.

La richiesta di risarcimento dei familiari

Sul fronte civile, i familiari dei due rapinatori uccisi hanno avanzato una richiesta di risarcimento complessiva pari a 3,3 milioni di euro.

Già prima della sentenza di primo grado, Mario Roggero aveva versato 300 mila euro come offerta reale di risarcimento.

Successivamente si sono aggiunti 480 mila euro riconosciuti a titolo di provvisionale per il danno morale, portando l’importo complessivo già corrisposto a 780 mila euro.

Cosa prevede il ddl Sicurezza

La modifica annunciata dal Governo punta a escludere la possibilità di ottenere un risarcimento per chi riporti danni mentre è impegnato nella commissione di un reato.

La disposizione, nelle intenzioni dell’esecutivo, mira a evitare che chi reagisce a un’aggressione possa essere chiamato a risarcire economicamente l’autore del reato o i suoi familiari.

L’iter parlamentare del provvedimento proseguirà nelle prossime settimane.

occhio.com

Donna arrestata per l’omicidio di Rolando D’Ulizia a Modena: sequestrato il coltello del delitto

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Modena, arrestata 44enne con l'accusa di omicidio
Accoltellato a morte a Modena, arrestata una 44enne

Svolta nelle indagini sull’omicidio avvenuto all’alba di oggi a Modena. Una donna di 44 anni è stata arrestata in quasi flagranza di reato con l’accusa di aver ucciso Rolando D’Ulizia, suo coetaneo, trovato senza vita all’interno di un appartamento in via Tignale del Garda.

La Procura della Repubblica ha reso noto che la donna è gravemente indiziata del reato di omicidio volontario. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti subito dopo il ritrovamento del corpo della vittima.

Sequestrata la presunta arma del delitto

Inoltre, nel corso delle indagini, i militari dell’Arma hanno recuperato e sequestrato quella che ritengono essere la presunta arma utilizzata per l’aggressione: un coltello con una lama di 19 centimetri, sul quale sono state riscontrate evidenti tracce di sangue.

L’arma sarà ora sottoposta agli accertamenti tecnici disposti dagli investigatori per confermare il suo eventuale coinvolgimento nell’omicidio.

La relazione tra la vittima e l’indagata

Secondo le informazioni emerse nelle prime fasi dell’inchiesta, tra la donna arrestata e Rolando D’Ulizia esisteva una relazione sentimentale. L’indagata è stata interrogata nel pomeriggio dagli inquirenti, in un lungo confronto durato circa un’ora e mezza.

Al momento la Procura non ha fornito dettagli sul contenuto dell’interrogatorio né ha reso noto il possibile movente del delitto.

occhio.com

Incendio in un orfanotrofio ad Algeri: almeno 11 morti e 19 feriti

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Algeri, incendio in un orfanotrofio: almeno 11 morti
Algeria, almeno 11 morti e 19 feriti nell'incendio di un orfanotrofio

Almeno 11 persone hanno perso la vita e altre 19 sono rimaste ferite in un incendio divampato in un orfanotrofio alla periferia di Algeri, capitale dell’Algeria. Il bilancio, diffuso dalla Protezione civile algerina, è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi con il proseguire delle operazioni di soccorso.

Le fiamme hanno interessato la Fondazione per l’infanzia assistita, situata nel comune di Mohammadia, nella periferia orientale della capitale. I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente e sono ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento dell’incendio e di messa in sicurezza della struttura.

La Protezione civile: “Bilancio ancora provvisorio”

In una nota ufficiale, la Protezione civile ha confermato che il rogo ha provocato almeno 11 vittime e 19 feriti. Le autorità, al momento, non hanno fornito informazioni sull’età delle persone coinvolte né sulle loro condizioni di salute.

Le squadre di emergenza continuano a lavorare sul posto per completare le operazioni di soccorso e verificare l’eventuale presenza di altre persone all’interno dell’edificio.

Indagini in corso sulle cause dell’incendio

Le autorità algerine hanno avviato un’indagine per accertare l’origine dell’incendio. Al momento non sono state rese note le possibili cause del rogo e non è stato escluso alcuno scenario.

Nelle prossime ore sono attesi ulteriori aggiornamenti da parte della Protezione civile e delle autorità locali, che potrebbero fornire nuovi dettagli sulla dinamica dell’incidente e sull’identità delle vittime.

occhio.com

Tragedia in piscina, è morta la bambina rimasta incastrata nel bocchettone: aveva 11 anni, donati gli organi

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Soccorsi e Guardia Costiera nell'area della piscina di Sestri Levante dopo il tragico incidente che ha coinvolto una bambina di 11 anni.
L'area della piscina di Sestri Levante durante le operazioni di soccorso e gli accertamenti successivi all'incidente.

La piccola era stata ricoverata in condizioni disperate all’ospedale Gaslini di Genova dopo il drammatico incidente avvenuto nella piscina di Sestri Levante. Il decesso è stato dichiarato nella notte

Non ce l’ha fatta la bambina di 11 anni rimasta gravemente ferita dopo il drammatico incidente avvenuto nella piscina di Sestri Levante, in provincia di Genova. La piccola era rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di aspirazione, venendo trattenuta sott’acqua. Dopo il ricovero in condizioni disperate all’ospedale pediatrico Gaslini, è morta nella notte.

La notizia ha sconvolto l’intera comunità. In un gesto di straordinaria generosità, i genitori della bambina hanno autorizzato la donazione degli organi, offrendo una speranza di vita ad altri bambini in attesa di trapianto.

La tragedia nella piscina di Sestri Levante

L’incidente si è verificato mentre l’11enne stava trascorrendo alcune ore nella piscina.

Secondo quanto emerso, i capelli della bambina sarebbero rimasti impigliati nel bocchettone di aspirazione dell’impianto, che l’avrebbe trattenuta sott’acqua.

Le persone presenti si sono accorte immediatamente di quanto stava accadendo e hanno dato l’allarme. Dopo essere stata liberata, la piccola è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in ospedale, dove i medici hanno tentato in ogni modo di salvarle la vita.

Il decesso dopo il ricovero al Gaslini

Le condizioni della bambina sono apparse gravissime fin dal suo arrivo in ospedale.

Il decesso è stato dichiarato nella notte, al termine del periodo di osservazione previsto dai protocolli clinici e dopo tutti gli accertamenti necessari.

La direzione sanitaria dell’ospedale ha confermato la morte della piccola, esprimendo profondo cordoglio e vicinanza ai familiari.

Il gesto dei genitori: donati gli organi

Nel momento più doloroso, la famiglia ha scelto di autorizzare la donazione degli organi della figlia.

Una decisione di grande altruismo che consentirà ad altri bambini di ricevere una concreta possibilità di cura e di vita.

In una nota, l’ospedale ha espresso la propria vicinanza ai genitori, ringraziandoli per una scelta che rappresenta un segno di speranza in un momento segnato da un dolore immenso.

Proseguono le indagini sull’incidente

Nel frattempo continuano gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente.

Gli investigatori stanno verificando il funzionamento dell’impianto di aspirazione della piscina e il rispetto delle norme di sicurezza previste per questo tipo di strutture.

L’obiettivo è ricostruire ogni fase della tragedia e accertare eventuali responsabilità.

occhio.com

Meteo, sabato il picco del caldo: 19 città da bollino rosso, in Sardegna sfiorati i 47 gradi

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Una donna si rinfresca in una fontana mentre l'Italia affronta il picco dell'ondata di caldo.
Una donna si rinfresca in una fontana mentre l'Italia affronta il picco dell'ondata di caldo.

L’ondata di calore raggiunge il momento più critico con temperature eccezionali in tutta Italia. Aumentano le città in allerta, cresce il rischio incendi e salgono i decessi tra gli anziani. Da lunedì atteso un graduale calo delle temperature

L’Italia si prepara ad affrontare il giorno più difficile dell’ultima ondata di caldo. Sabato 18 luglio sarà infatti la giornata con le temperature più elevate, mentre salgono a 19 le città da bollino rosso per il rischio legato alle ondate di calore.

L’anticiclone africano continua a dominare la scena meteorologica, portando valori ben oltre le medie stagionali. Le punte più elevate sono attese in Sardegna, dove il termometro ha già raggiunto i 47,2 gradi, mentre in molte zone del Centro-Sud si supereranno abbondantemente i 40 gradi.

Caldo record: Sardegna fino a 47 gradi

La regione più colpita continua a essere la Sardegna, dove si registrano le temperature più alte dell’intero Paese.

Nella stazione meteorologica di Ollastra sono stati rilevati 47,2 gradi, mentre a Orani, nel Nuorese, si sono raggiunti i 46 gradi. Valori superiori ai 45 gradi anche nel Sulcis.

Temperature eccezionali sono previste anche in numerose città del Centro e del Sud Italia, dove l’afa renderà ancora più elevata la temperatura percepita.

Diciannove città in allerta rossa

Il Ministero della Salute ha esteso il livello massimo di allerta a 19 città italiane, invitando la popolazione, in particolare anziani, bambini e persone fragili, a limitare le attività all’aperto durante le ore più calde della giornata.

Le autorità raccomandano di:

  • Bere frequentemente acqua, anche senza avvertire la sete.
  • Evitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 18.
  • Limitare gli sforzi fisici nelle ore centrali della giornata.
  • Rinfrescare gli ambienti domestici quando possibile.
  • Prestare particolare attenzione alle persone anziane che vivono sole.

Aumentano i decessi tra gli over 65

L’emergenza caldo sta producendo effetti anche sulla salute pubblica.

I dati elaborati dal Ministero della Salute evidenziano che, tra il 25 maggio e il 30 giugno, si è registrato un aumento del 3% della mortalità tra gli over 65, con un impatto ancora più significativo tra gli ultraottantacinquenni.

Tra le città più colpite figura Torino, che nello stesso periodo ha registrato 23 giorni di allerta per le ondate di calore, risultando una delle realtà urbane maggiormente interessate dall’emergenza.

Consumi energetici ai massimi dell’anno

Il caldo eccezionale sta mettendo sotto pressione anche la rete elettrica nazionale.

Nelle ultime 36 ore il fabbisogno energetico ha raggiunto il valore più elevato del 2026, trainato soprattutto dall’utilizzo continuo di condizionatori e sistemi di raffrescamento.

Il picco dei consumi rappresenta uno dei più alti mai registrati negli ultimi anni durante il periodo estivo.

Da lunedì arriva una tregua

Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, già dalla prossima settimana la situazione dovrebbe iniziare lentamente a migliorare.

L’arrivo di correnti più fresche da nord favorirà un graduale abbassamento delle temperature, inizialmente sulle regioni settentrionali e successivamente anche sul Centro Italia.

Al Sud e sulle Isole il caldo continuerà a farsi sentire, ma con valori progressivamente più vicini alle medie stagionali e con un clima meno afoso rispetto ai giorni precedenti.

occhio.com

Antonio Greco accoltellato dopo una lite in strada: pensionato di 80 anni ucciso, fermato il presunto aggressore

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Carabinieri sul luogo dell'omicidio di Antonio Greco a Collegno
I carabinieri durante i rilievi sul luogo dove Antonio Greco è stato ucciso dopo una lite in strada

L’omicidio nella tarda serata del 16 luglio in provincia di Torino. L’anziano è stato colpito mortalmente al culmine di un violento diverbio nato per motivi di viabilità. Ferito anche il figlio della vittima. Un uomo di circa 60 anni è stato fermato dai carabinieri

Una banale discussione per il passaggio di un’auto si è trasformata in un drammatico episodio di violenza costato la vita a un uomo di 80 anni. La vittima è Antonio Greco, pensionato residente a Collegno, in provincia di Torino, morto dopo essere stato accoltellato nella tarda serata di giovedì 16 luglio al culmine di un acceso litigio scoppiato in strada.

Il presunto responsabile, dopo essere fuggito subito dopo l’aggressione, è stato rintracciato e fermato dai carabinieri nel corso della notte. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

La lite degenerata in omicidio

L’aggressione è avvenuta intorno alle 23, quando Antonio Greco si trovava in strada insieme a un’altra persona.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, una Citroën avrebbe raggiunto il punto in cui si trovava il pensionato. Il conducente avrebbe suonato il clacson per chiedere di passare, dando origine a una discussione che, in pochi istanti, sarebbe degenerata.

Dalle parole si sarebbe passati agli insulti, fino a quando l’automobilista sarebbe sceso dal veicolo impugnando un coltello e avrebbe colpito mortalmente l’80enne.

L’uomo è morto sul posto a causa delle gravissime ferite riportate.

Ferito anche il figlio della vittima

Durante l’aggressione è rimasto coinvolto anche il figlio di Antonio Greco, che ha riportato alcune lesioni nel tentativo di intervenire.

L’uomo è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato in ospedale. Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non sarebbero gravi.

Per il pensionato, invece, i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

La fuga e il fermo del presunto aggressore

Subito dopo l’accoltellamento il presunto aggressore è risalito a bordo dell’auto ed è fuggito prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti i carabinieri delle compagnie di Collegno e Rivoli, insieme agli specialisti della Scientifica e alla polizia locale, che hanno avviato i rilievi.

Le indagini sono partite immediatamente.

Determinanti si sono rivelate le testimonianze dei presenti e le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, che hanno consentito agli investigatori di ricostruire gli spostamenti del veicolo utilizzato per la fuga.

Nel corso della notte i militari hanno individuato e fermato un uomo di circa 60 anni, ritenuto il presunto autore dell’omicidio.

Indagini in corso sulla dinamica

Il fermo è stato eseguito d’intesa con il pubblico ministero della Procura di Torino, che coordina le indagini.

Gli investigatori stanno ora ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto e accertando le responsabilità del fermato, la cui posizione dovrà essere valutata nelle prossime fasi dell’inchiesta.

Saranno gli ulteriori accertamenti e gli elementi raccolti dagli investigatori a chiarire con precisione la dinamica dell’omicidio.

occhio.com

Ragazzo muore folgorato al luna park mentre gioca al punching ball: aveva 15 anni, si indaga sul corto circuito

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Ambulanza e soccorritori al luna park di Spotorno dopo la morte del ragazzo di 15 anni.
I soccorritori intervenuti al luna park di Spotorno dove un ragazzo di 15 anni è morto dopo essere stato colpito da una scarica elettrica.

La tragedia nella tarda serata a Spotorno, in provincia di Savona. Il giovane è stato colpito da una violenta scarica elettrica nell’area delle attrazioni. La Procura ha aperto un’inchiesta e il luna park è stato chiuso

Doveva essere una serata di divertimento con gli amici, ma si è trasformata in una tragedia. Un ragazzo di 15 anni è morto dopo essere stato folgorato mentre si trovava al luna park di Spotorno, in provincia di Savona. Il dramma si è consumato nella tarda serata di ieri, quando il giovane è stato colpito da una violenta scarica elettrica mentre utilizzava una macchina punching ball, la classica attrazione che misura la forza dei pugni.

Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori e il lungo tentativo di rianimazione in ospedale, per il quindicenne non c’è stato nulla da fare.

La tragedia al luna park di Spotorno

L’allarme è scattato intorno alle 23, quando alcune persone presenti nell’area delle attrazioni hanno assistito all’incidente e hanno immediatamente chiesto l’intervento dei soccorsi.

Sul posto sono arrivati in pochi minuti i volontari della Croce Bianca di Spotorno e il personale sanitario del 118 con l’automedica di Savona.

Le condizioni del ragazzo sono apparse fin da subito disperate. Dopo le prime cure sul posto, il giovane è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Paolo di Savona, dove i medici hanno tentato di salvargli la vita con oltre due ore di manovre rianimatorie. Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile.

L’ipotesi del corto circuito

La dinamica dell’accaduto è ancora al vaglio degli investigatori.

Secondo le prime ricostruzioni, il quindicenne sarebbe stato colpito da una potente scarica elettrica mentre si trovava davanti alla macchina tirapugni.

Tra le ipotesi principali c’è quella di un corto circuito, forse provocato dalla presenza di acqua sul terreno o da alcune pozze che avrebbero favorito la dispersione della corrente elettrica.

Saranno gli accertamenti tecnici disposti dagli inquirenti a chiarire con precisione cosa abbia provocato la scarica risultata fatale.

Area sequestrata e inchiesta della Procura

La Polizia Locale di Spotorno ha immediatamente posto sotto sequestro l’area del luna park interessata dall’incidente per consentire tutti i rilievi tecnici.

Anche la Procura di Savona ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità e ricostruire ogni fase della tragedia.

Gli investigatori dovranno verificare lo stato dell’impianto elettrico, il funzionamento dell’attrazione e il rispetto delle norme di sicurezza previste per questo tipo di strutture.

Luna park chiuso per motivi di sicurezza

Nella mattinata di oggi il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, ha firmato un’ordinanza con cui ha disposto la chiusura dell’intero luna park.

Il provvedimento resterà in vigore fino al completamento degli accertamenti tecnici e giudiziari.

L’obiettivo è garantire la sicurezza dei cittadini e consentire agli investigatori di svolgere tutte le verifiche necessarie per chiarire le cause dell’incidente che è costato la vita al giovane.

occhio.com

Incidente mortale sulla statale Appia a Cisterna di Latina: due persone perdono la vita

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Grave incidente stradale sull'Appia, morte due persone
Auto contro un albero sull'Appia, morti un uomo e una donna

Grave incidente stradale sulla strada statale Appia, nel territorio di Cisterna di Latina, in località Le Castella, a pochi chilometri dal comune di Velletri. Il bilancio è drammatico: due persone hanno perso la vita dopo che il fuoristrada su cui viaggiavano è uscito di strada, terminando la propria corsa contro un albero.

L’incidente si è verificato intorno a mezzogiorno. Per cause ancora in fase di accertamento, una Mitsubishi Pajero è finita fuori dalla carreggiata, impattando violentemente contro un albero situato sul margine della strada.

Chi sono le vittime

A bordo del veicolo si trovavano un uomo di 57 anni, alla guida, e una donna di 55 anni. La violenza dell’impatto è stata devastante e per entrambi non c’è stato nulla da fare.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 con ambulanze e un’auto medica, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Presenti anche i vigili del fuoco del comando provinciale di Latina, che hanno collaborato nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area.

Indagini in corso sulla dinamica dell’incidente

Gli agenti della polizia locale di Cisterna di Latina hanno eseguito i rilievi sul luogo dell’incidente per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Al momento non sono state rese note le cause che hanno provocato l’uscita di strada del veicolo.

Le indagini proseguono per accertare se all’origine dello schianto possano esserci un malore del conducente, un guasto meccanico o altri fattori. Eventuali aggiornamenti saranno comunicati dalle autorità competenti.

Traffico rallentato e rilievi delle forze dell’ordine

A seguito del violento incidente, il tratto della strada statale Appia interessato dallo schianto ha registrato rallentamenti alla circolazione per consentire l’intervento dei mezzi di soccorso e lo svolgimento dei rilievi da parte della polizia locale. Le operazioni si sono concentrate sulla ricostruzione dell’esatta dinamica dell’accaduto e sulla messa in sicurezza dell’area, con il supporto dei vigili del fuoco. Al termine degli accertamenti, la viabilità è tornata progressivamente alla normalità, mentre proseguono le indagini per chiarire le cause che hanno provocato l’uscita di strada della Mitsubishi Pajero.

occhio.com

Incendio in un pub a Bangkok: almeno 27 morti e oltre 30 feriti, indagini in corso

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Bangkok, vasto incendio in un locale: almeno 27 morti
Bangkok: un incendio devasta un pub, almeno 27 morti e 30 feriti

Almeno 27 persone hanno perso la vita e oltre 30 sono rimaste ferite in un violento incendio che ha colpito un pub nel quartiere di Chatuchak, a Bangkok. L’area è nota per ospitare il più grande mercato della capitale thailandese ed è frequentata ogni giorno da residenti e turisti.

Le autorità locali hanno avviato un’indagine per chiarire le cause del rogo, mentre i soccorritori hanno lavorato per diverse ore tra le macerie del locale.

Le possibili cause dell’incendio

Secondo quanto riferito dal premier thailandese Anutin Charnvirakul, è ancora presto per stabilire l’origine dell’incendio. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e prove per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Un musicista presente nel pub al momento della tragedia ha raccontato di aver notato del fumo provenire da un interruttore elettrico vicino al palco. Poco dopo si sarebbe verificato un blackout seguito da un’esplosione, mentre un denso fumo ha invaso rapidamente l’intero locale, rendendo estremamente difficile la fuga.

Molte vittime trovate nei bagni del locale

Secondo la stampa locale, la maggior parte delle vittime è stata rinvenuta nei pressi dei bagni o al loro interno. L’ipotesi è che, a causa dell’interruzione dell’energia elettrica e della scarsa visibilità provocata dal fumo, molte persone non siano riuscite a individuare le uscite di emergenza.

Nel tentativo di trovare riparo, alcuni clienti si sarebbero rifugiati nei servizi igienici, rimanendo intrappolati e morendo per soffocamento o a causa delle gravi ustioni riportate durante l’incendio.

Il bilancio delle vittime

Il bilancio provvisorio diffuso dalle autorità parla di almeno 27 morti e oltre 30 feriti. Tra le vittime risultano 9 uomini e 18 donne. Alcuni dei feriti sono stati trasportati negli ospedali della capitale, mentre proseguono le operazioni di identificazione delle persone coinvolte.

Le autorità thailandesi hanno assicurato che verranno effettuati tutti gli accertamenti necessari per individuare eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle norme di sicurezza all’interno del locale.

occhio.com

Meteo, torna l’anticiclone africano: Italia nella morsa del caldo, fino a 42 gradi e rischio incendi

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Persone cercano refrigerio nelle fontane durante la nuova ondata di caldo in Italia
L'anticiclone africano riporta temperature superiori ai 40 gradi in molte regioni italiane.

L’anticiclone africano riporta temperature estreme su gran parte del Paese. La fase più intensa è attesa tra martedì e mercoledì con picchi di 42 gradi in Sardegna e oltre 40 al Centro-Sud. Cresce anche l’allarme incendi in Italia e nel resto d’Europa

L’estate torna a mostrare il suo volto più estremo. L’anticiclone africano è ormai in espansione su tutta la Penisola e darà il via a una nuova intensa ondata di caldo, destinata a far schizzare le temperature ben oltre le medie stagionali.

Secondo le previsioni, il picco arriverà tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, quando in diverse regioni del Centro-Sud si supereranno i 40 gradi, mentre nelle aree interne della Sardegna il termometro potrà raggiungere addirittura i 42 gradi. Anche le temperature minime resteranno elevate, con notti particolarmente afose soprattutto nelle grandi città.

Quando arriva il picco del caldo africano

L’alta pressione di origine subtropicale garantirà giornate caratterizzate da cielo sereno, assenza di precipitazioni e un progressivo aumento delle temperature.

Le condizioni più critiche interesseranno le Isole Maggiori, il Centro Italia e gran parte del Sud, dove il caldo intenso sarà accompagnato da un elevato tasso di umidità che farà percepire temperature ancora superiori rispetto a quelle reali.

L’ondata di calore dovrebbe proseguire per gran parte della settimana, con un possibile lieve calo soltanto nella seconda parte dei prossimi giorni.

Bollino rosso e rischio incendi

Le temperature elevate stanno facendo aumentare anche il rischio incendi, favorito dalla vegetazione ormai secca dopo settimane di siccità.

In diverse città italiane restano attive le misure di prevenzione previste per le giornate di caldo estremo, mentre le autorità invitano la popolazione a limitare gli spostamenti nelle ore più calde e a prestare particolare attenzione alle persone più fragili.

L’elevata stabilità atmosferica, unita alle temperature elevate e al vento in alcune aree, rappresenta infatti una combinazione particolarmente favorevole allo sviluppo di incendi boschivi.

L’Europa alle prese con gli incendi

L’emergenza caldo non riguarda soltanto l’Italia.

In Francia, un vasto incendio ha già devastato circa 800 ettari della foresta di Fontainebleau, mentre dall’inizio dell’anno sono andati distrutti oltre 25 mila ettari di vegetazione.

Situazione ancora più drammatica in Spagna, dove il violento incendio sviluppatosi nella provincia di Almería ha provocato 12 vittime e decine di dispersi prima di essere stabilizzato dalle autorità locali.

L’eccezionale caldo che sta interessando gran parte dell’Europa occidentale continua infatti ad alimentare nuovi focolai e ad aumentare il rischio di incendi di vaste proporzioni.

Come proteggersi durante l’ondata di calore

Con temperature così elevate, gli esperti raccomandano alcune semplici precauzioni:

  • Bere frequentemente acqua, anche in assenza dello stimolo della sete.
  • Evitare l’esposizione al sole tra le ore centrali della giornata.
  • Limitare l’attività fisica all’aperto nelle ore più calde.
  • Indossare abiti leggeri e di colore chiaro.
  • Prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone fragili.
  • Non accendere fuochi nelle aree verdi e segnalare tempestivamente eventuali principi di incendio.

L’anticiclone africano continuerà a dominare lo scenario meteorologico italiano almeno per i prossimi giorni, mantenendo temperature elevate e condizioni di forte stabilità atmosferica su gran parte del Paese.

occhio.com
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