Uccide la moglie nel sonno e poi si suicida: Roberto Rizzioli spara a Gianna Galletti, la donna era gravemente malata

0
Polizia sul luogo dell'omicidio suicidio a Bologna
Le forze dell'ordine davanti all'abitazione dove si è consumato il dramma familiare.

La tragedia si è consumata in un appartamento di Bologna. L’uomo, 82 anni, avrebbe ucciso la moglie di 86 anni con due colpi di pistola prima di togliersi la vita. In casa trovato un biglietto d’addio. Gli investigatori valutano anche l’ipotesi di una scelta condivisa

Un dramma familiare ha sconvolto la città di Bologna, dove un uomo di 82 anni ha ucciso la moglie nel sonno prima di rivolgere l’arma contro se stesso. La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato 11 luglio in un appartamento al quarto piano di uno stabile in via Shakespeare.

Le vittime sono Roberto Rizzioli, 82 anni, e la moglie Gianna Galletti, 86 anni. Secondo i primi accertamenti, l’uomo avrebbe esploso due colpi di pistola contro la donna, gravemente malata, mentre dormiva nel letto, per poi suicidarsi con un terzo colpo.

La tragedia scoperta dai vicini di casa

L’allarme è scattato intorno alle 6.30 del mattino, quando alcuni vicini di pianerottolo hanno sentito dei rumori provenire dall’appartamento e hanno notato la porta dell’abitazione socchiusa.

Immediata la chiamata ai soccorsi.

Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, ma per la coppia non c’era ormai più nulla da fare. I medici hanno potuto soltanto constatare il decesso di entrambi.

Gianna Galletti era gravemente malata

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, alla base del gesto potrebbe esserci il grave stato di salute della donna.

Gianna Galletti, 86 anni, sarebbe stata affetta da una malattia importante che negli ultimi tempi avrebbe profondamente segnato la vita della coppia.

Gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi giorni vissuti dai due coniugi per comprendere il contesto che ha preceduto il dramma.

Trovato un biglietto d’addio

Nell’appartamento gli investigatori hanno rinvenuto un biglietto d’addio contenente alcuni riferimenti al testamento.

Il documento è stato acquisito dagli inquirenti e sarà analizzato nell’ambito delle indagini coordinate dall’autorità giudiziaria.

L’arma utilizzata, regolarmente detenuta dall’82enne, è stata sequestrata.

L’ipotesi di una scelta condivisa

Chi conosceva Roberto Rizzioli e Gianna Galletti descrive la coppia come molto unita.

I due non avevano figli ed erano conosciuti nel quartiere come persone riservate e cordiali.

Anche alla luce del contenuto del messaggio lasciato in casa, gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di una possibile decisione maturata insieme. Tuttavia, saranno gli accertamenti della Procura a chiarire con precisione quanto accaduto.

Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio della vicenda.

occhio.com

Incidente a Gioia Sannitica, auto si ribalta dopo lo schianto contro una vettura in sosta: Mariano Della Minerva muore a 26 anni

0
Mariano Della Minerva vittima dell'incidente a Gioia Sannitica
Mariano Della Minerva, 26 anni, ha perso la vita nel tragico incidente avvenuto sulla SP 290.

La tragedia sulla Strada Provinciale 290, nel Casertano. Il giovane di Alvignano viaggiava con un amico, rimasto ferito. Entrambi erano rimasti incastrati nell’abitacolo dopo il violento ribaltamento dell’auto

Un drammatico incidente stradale ha spezzato la vita di Mariano Della Minerva, 26 anni, residente ad Alvignano, in provincia di Caserta. Il giovane è morto nella serata di domenica 12 luglio lungo la Strada Provinciale 290, in località Contrada Auduni, nel territorio di Gioia Sannitica.

Il ragazzo viaggiava a bordo di un’auto insieme a un amico quando, per cause ancora in fase di accertamento, la vettura ha urtato un’auto in sosta per poi ribaltarsi violentemente al centro della carreggiata. Per il 26enne non c’è stato nulla da fare, mentre l’altro occupante è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale.

L’auto si ribalta dopo l’urto contro una vettura in sosta

L’incidente è avvenuto intorno alle 20 sulla SP 290, una strada che attraversa il territorio di Gioia Sannitica.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle forze dell’ordine, l’automobile sulla quale viaggiavano i due giovani avrebbe urtato una vettura parcheggiata lungo la strada. Dopo l’impatto, il mezzo avrebbe perso il controllo fino a ribaltarsi, terminando la corsa al centro della carreggiata.

La violenza dello schianto ha intrappolato entrambi gli occupanti all’interno dell’abitacolo.

Inutili i soccorsi per Mariano Della Minerva

Sul posto sono intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco, provenienti dai distaccamenti di Teano e Telese Terme, oltre ai sanitari del 118.

I soccorritori hanno lavorato a lungo per liberare i due giovani dalle lamiere.

Uno dei ragazzi è stato estratto vivo e affidato al personale sanitario, che lo ha trasportato in ospedale per le cure necessarie.

Per Mariano Della Minerva, invece, ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Il 26enne era già deceduto a causa delle gravissime ferite riportate nell’impatto.

Intervento dei Vigili del Fuoco a Gioia Sannitica per liberare i due giovani rimasti incastrati nell’abitacolo dopo il violento incidente

Indagini sulla dinamica dell’incidente

Sul luogo della tragedia sono stati eseguiti i rilievi necessari per ricostruire con precisione la dinamica del sinistro.

Gli investigatori stanno verificando tutti gli elementi utili a chiarire le cause dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

La notizia della morte di Mariano Della Minerva ha profondamente colpito la comunità di Alvignano, dove il giovane era molto conosciuto.

occhio.com

Incendio sulla Nola-Villa Literno, scoppia la valvola di un serbatoio GPL: paura a Frignano, vigili del fuoco al lavoro

0
Incendio distributore GPL sulla Nola Villa Literno
I vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza del distributore interessato dall'emergenza.

L’emergenza è scattata all’interno di un distributore di carburanti durante le operazioni di rifornimento di un serbatoio da 8mila litri. Sul posto anche il nucleo NBCR dei vigili del fuoco. Al momento non si registrano feriti

Momenti di grande paura nella mattinata di oggi lungo la strada Nola–Villa Literno, all’altezza dell’uscita di Frignano, nel Casertano, dove un incendio è divampato all’interno di un distributore di carburanti dopo un guasto a un serbatoio di GPL. L’area è stata immediatamente messa in sicurezza mentre decine di vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni di contenimento dell’emergenza.

Secondo le prime informazioni, non si registrano feriti, ma la situazione resta particolarmente delicata a causa della presenza di gas nell’area circostante.

Guasto durante il rifornimento del serbatoio GPL

L’allarme è scattato in via Limitone, all’uscita di Frignano, durante le operazioni di rifornimento del deposito del distributore.

Per cause ancora in corso di accertamento, una valvola di un serbatoio GPL da circa 8mila litri, appena riempito, avrebbe subito un guasto tecnico provocando una fuoriuscita di gas seguita da un principio d’incendio.

Le fiamme hanno immediatamente fatto scattare il piano di emergenza.

Rischio elevato per la presenza di sacche di gas

La criticità principale riguarda la possibile formazione di sacche di GPL nell’area circostante.

Secondo i primi riscontri, proprio la dispersione del gas rende particolarmente complesse le operazioni di messa in sicurezza, aumentando il rischio di un eventuale innesco.

Per questo motivo i soccorritori stanno operando con la massima cautela, monitorando costantemente la situazione.

Sul posto anche il nucleo NBCR dei vigili del fuoco

Sul luogo dell’emergenza sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Aversa, supportate da due autobotti provenienti dai comandi di Aversa e Caserta.

È stato inoltre richiesto l’intervento del Nucleo NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico) proveniente da Napoli, specializzato nella gestione di incidenti che coinvolgono sostanze pericolose.

Gli operatori stanno monitorando la concentrazione del gas nell’aria e collaborano alle operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’impianto.

Accertamenti in corso sulle cause

L’intera area è stata isolata per consentire ai soccorritori di lavorare in sicurezza.

Le cause dell’incidente, secondo le prime ipotesi, sarebbero riconducibili a un problema tecnico della valvola del serbatoio, ma saranno gli accertamenti a stabilire con precisione l’origine del guasto.

Al momento non risultano persone coinvolte né feriti.

occhio.com

Gemelle coinvolte in un drammatico incidente sul viale Carlo III: Rosa Rossetti muore a 21 anni, ferita la sorella

0
Auto ribaltata nell'incidente sul viale Carlo III a Marcianise
La Fiat 500 ribaltata nell'incidente costato la vita alla 21enne Rosa Rossetti.

La tragedia nella notte tra Marcianise e San Marco Evangelista. La giovane viaggiava a bordo di una Fiat 500 insieme alla sorella gemella quando l’auto si è ribaltata. In famiglia c’è anche un terzo fratello gemello. Indagano i carabinieri

Una notte che doveva essere come tante si è trasformata in una tragedia. Rosa Rossetti, 21 anni, ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto nelle prime ore di oggi sul viale Carlo III, nel tratto compreso tra Marcianise e San Marco Evangelista, in provincia di Caserta. La giovane viaggiava a bordo di una Fiat 500 insieme alla sorella gemella Alessandra, rimasta ferita ma non in pericolo di vita.

L’auto, per cause ancora in corso di accertamento, si è ribaltata all’altezza della sede della GLS. Per Rosa non c’è stato nulla da fare: è morta sul colpo nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori.

L’auto si ribalta sul viale Carlo III: morta Rosa Rossetti

L’incidente si è verificato intorno alle 3 della notte lungo uno degli assi stradali più trafficati del Casertano.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, la Fiat 500 grigia sulla quale viaggiavano le due sorelle avrebbe perso il controllo, ribaltandosi violentemente sulla carreggiata.

L’impatto si è rivelato devastante.

Quando sul posto sono arrivati i sanitari del 118, per Rosa Rossetti non c’era ormai più nulla da fare. La sorella gemella Alessandra, invece, è stata soccorsa e trasportata in ospedale. Fortunatamente le sue condizioni non sarebbero gravi.

Rosa Rossetti aveva 21 anni e avrebbe compiuto 22 anni il prossimo ottobre

Indagini affidate ai carabinieri

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di San Nicola la Strada, che hanno eseguito tutti i rilievi necessari per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire cosa abbia provocato la perdita di controllo della vettura ed eventuali altri fattori che possano aver contribuito al ribaltamento.

La salma della giovane è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti previsti.

Chi era Rosa Rossetti

La notizia della morte di Rosa Rossetti ha sconvolto l’intera comunità di Marcianise, dove la giovane era molto conosciuta.

Avrebbe compiuto 22 anni il prossimo ottobre. Coltivava una grande passione per il mondo dell’estetica e stava seguendo un percorso di specializzazione per trasformare quel sogno nel proprio lavoro.

La tragedia assume contorni ancora più dolorosi perché Rosa viaggiava insieme alla sorella gemella. In famiglia, inoltre, c’è anche un terzo fratello gemello, colpito insieme ai genitori e ai familiari da un dolore immenso.

Sono centinaia i messaggi di cordoglio che in queste ore stanno invadendo i social, dove amici e conoscenti ricordano la giovane con affetto e incredulità.

occhio.com

È morto Peppino di Capri: addio alla leggenda della musica italiana

0
E' morto Peppino Di Capri
E' morto Peppino Di Capri, icona della musica italiana

L’Italia piange Peppino di Capri, storico interprete della canzone italiana e autore di brani che hanno attraversato intere generazioni. Il cantante si è spento questa mattina nella sua amata Capri dopo una lunga malattia. Aveva 87 anni.

Con lui scompare uno degli artisti più rappresentativi della musica leggera italiana, capace di unire eleganza, talento pianistico e una voce che ha accompagnato la storia del nostro Paese per oltre sei decenni.

Chi era Peppino di Capri

Nato a Capri il 27 luglio 1939 con il nome di Giuseppe Faiella, Peppino di Capri dimostrò un talento straordinario fin da bambino. Cresciuto in una famiglia di musicisti, iniziò prestissimo a suonare il pianoforte, trasformando quella passione in una carriera destinata a lasciare un segno indelebile nella musica italiana.

Il suo stile, influenzato dal rock’n’roll americano ma profondamente legato alla tradizione melodica italiana e napoletana, gli permise di conquistare il pubblico fin dagli anni Sessanta.

I grandi successi di una carriera straordinaria

Il nome di Peppino di Capri resterà per sempre legato a canzoni diventate autentici classici della musica italiana. Tra queste spiccano Champagne, Roberta, E mo’ e mo’, St. Tropez Twist e Let’s Twist Again, brani che ancora oggi continuano a essere trasmessi e cantati da diverse generazioni.

La sua capacità di interpretare canzoni romantiche e melodie leggere lo rese uno degli artisti più amati del panorama musicale italiano, ottenendo successo anche all’estero.

Le vittorie al Festival di Sanremo

Nel corso della sua lunga carriera Peppino di Capri partecipò numerose volte al Festival di Sanremo, conquistando due vittorie: nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più.

Le sue esibizioni sul palco dell’Ariston hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle della storia della manifestazione, consacrandolo tra i grandi protagonisti della musica italiana.

L’ultimo saluto

Peppino di Capri lascia i figli Nico, nato dal primo matrimonio, ed Edoardo e Daria, avuti con Giuliana Gagliardi.

L’ultima apparizione pubblica risale a circa un anno fa, durante una serata organizzata in suo onore. Accolto da una lunga standing ovation, il cantante volle esibirsi ancora una volta insieme ai Capri Rockers, la band guidata dal figlio Edoardo, regalando al pubblico una commovente interpretazione di Champagne e Il sognatore.

L’eredità di Peppino di Capri

Con la scomparsa di Peppino di Capri se ne va un simbolo della musica italiana. Le sue canzoni continueranno a vivere nel repertorio della canzone d’autore e nella memoria di milioni di italiani che hanno cantato, amato e celebrato i suoi successi.

Il suo nome resterà indissolubilmente legato alla sua Capri e a un patrimonio musicale che ha attraversato il tempo senza perdere fascino, emozione e autenticità.

occhio.com

Luigia Fortunato uccisa dall’ex a 33 anni: chi era la giovane mamma, l’ultima foto con il suo assassino prima della tragedia

0
Luigia Fortunato vittima del femminicidio di Loreto
Luigia Fortunato, 33 anni, uccisa dall'ex compagno nella sua abitazione di Loreto.

La 33enne viveva a Loreto e lavorava come cameriera. Lascia un figlio di 8 anni. Amici e conoscenti la ricordano come una donna solare e piena di energia. L’ex compagno ha confessato il femminicidio dopo l’ennesima lite

Si chiamava Luigia Fortunato, ma per tutti era semplicemente “Gina”. Aveva 33 anni, un figlio di 8 anni e una vita ricostruita lontano dalla sua Foggia, nelle Marche, dove lavorava come cameriera e cercava di guardare avanti dopo la fine della relazione con l’ex compagno. Quella vita si è spezzata nella serata di giovedì 9 luglio, quando è stata uccisa a coltellate all’interno del suo appartamento di Loreto, in provincia di Ancona.

Per il delitto è stato fermato l’ex compagno, Sami Khemaies, 38 anni, che dopo l’aggressione avrebbe confessato il femminicidio ai passanti e successivamente ai carabinieri.

Chi era Luigia Fortunato

Originaria di Foggia, Luigia Fortunato viveva da diversi anni a Loreto, dove aveva costruito la sua nuova vita insieme al figlio di 8 anni.

Lavorava come cameriera, professione svolta anche in passato a Castelfidardo, ed era molto conosciuta nella comunità locale. Partecipava attivamente alla vita cittadina, era iscritta ai gruppi dedicati alla scuola frequentata dal figlio e prendeva parte alla tradizionale Corsa del Drappo, rappresentando il Rione Pozzo.

Chi l’ha conosciuta la descrive come una donna solare, generosa e sempre sorridente, capace di trasmettere entusiasmo a chiunque le stesse accanto.

Dopo la diffusione della notizia della sua morte, i social si sono riempiti di messaggi di dolore.

«Piena di euforia, sempre con la carica giusta», scrive un’amica. Altri la ricordano come una mamma amorevole e una persona disponibile con tutti.

L’ultima foto con l’ex compagno

Sul profilo Instagram della giovane mamma era rimasta pubblica un’unica fotografia insieme al suo ex compagno, oggi accusato del femminicidio.

L’immagine risale al periodo della gravidanza: lui le bacia il pancione mentre attendevano la nascita del loro bambino. Uno scatto che oggi assume un significato drammatico dopo quanto accaduto.

Immagine di Luigia Fortunato insieme all’ex compagno durante l’attesa del figlio, pubblicata sui social prima della tragedia

La lite e il femminicidio

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il delitto si è consumato intorno alle 22.30 nell’appartamento di via Bramante.

La relazione tra Luigia Fortunato e Sami Khemaies era terminata da tempo, ma l’uomo non avrebbe mai accettato la fine del rapporto.

All’origine dell’ennesima discussione ci sarebbe stata la gestione del figlio della coppia. Il bambino, fortunatamente, al momento dell’aggressione non si trovava nell’abitazione perché era con la nonna materna.

Durante il litigio, il 38enne avrebbe preso un coltello dalla cucina e avrebbe colpito più volte l’ex compagna, ferendola soprattutto all’addome e agli arti inferiori.

Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, la donna era ancora viva ma in condizioni disperate. I tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili.

La confessione ai passanti e il fermo

Dopo il delitto, l’uomo è uscito in strada con gli abiti sporchi di sangue.

Alcuni residenti lo hanno visto vagare in evidente stato di shock. Sarebbe stato lui stesso a raccontare di aver appena ucciso l’ex compagna, facendo scattare le chiamate al 112.

I carabinieri lo hanno rintracciato e fermato poco dopo senza che opponesse resistenza.

Secondo quanto ricostruito, una volta condotto in caserma avrebbe ammesso le proprie responsabilità dicendo: «Ho ucciso mia moglie».

Le indagini dei carabinieri

Le indagini sono coordinate dalla Procura e affidate ai Carabinieri, che stanno ricostruendo nel dettaglio gli ultimi momenti di vita della 33enne.

Sull’uomo, secondo quanto emerso, gravavano già precedenti legati agli stupefacenti e in passato sarebbe stato allontanato dall’abitazione familiare per episodi di violenza.

Gli investigatori stanno verificando ogni elemento utile per chiarire la dinamica dell’omicidio e ricostruire il contesto in cui è maturato l’ennesimo femminicidio.

occhio.com

Cadavere in mare sul lungomare di Napoli: recuperato il corpo di un giovane, indagini sull’identità

0
Recupero cadavere in mare sul lungomare di Napoli
I sommozzatori dei Vigili del Fuoco recuperano il corpo senza vita trovato nelle acque del lungomare di Napoli.

Macabra scoperta nei pressi della statua di Nazario Sauro. Il corpo è stato recuperato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco dopo la segnalazione di un passante. Disposta l’autopsia per chiarire le cause della morte

Macabra scoperta sul lungomare di Napoli, dove il corpo senza vita di un giovane è stato trovato in mare nella mattinata di oggi, giovedì 9 luglio, nei pressi della statua di Nazario Sauro.

A dare l’allarme è stato un passante che ha notato il cadavere galleggiare in acqua e ha immediatamente contattato la Guardia Costiera. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

Cadavere in mare sul lungomare di Napoli

La Guardia Costiera ha raggiunto rapidamente il punto della segnalazione con un gommone, ma la presenza della scogliera ha impedito l’avvicinamento dell’imbarcazione.

Per questo motivo è stato richiesto l’intervento del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco, che ha recuperato il corpo e lo ha riportato a riva.

Le operazioni sono state coordinate dal responsabile della squadra sommozzatori, Salvatore Colella, consentendo alle autorità di avviare i primi rilievi.

La vittima potrebbe avere tra i 20 e i 30 anni

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, la vittima sarebbe un uomo di età apparente compresa tra i 20 e i 30 anni, di corporatura esile e carnagione caucasica.

Gli investigatori non escludono che possa trattarsi di uno straniero.

Al momento del ritrovamento il giovane indossava un costume da bagno e aveva ancora le scarpe ai piedi. Un particolare che lascia ipotizzare che possa essere entrato in acqua poco prima della tragedia.

Dai primi accertamenti emerge inoltre che il corpo potrebbe essere rimasto in mare già dal giorno precedente.

Disposta l’autopsia, nessun segno evidente di violenza

I primi rilievi eseguiti sul posto non hanno evidenziato ferite o segni riconducibili a un’aggressione o a una caduta dagli scogli.

Sarà l’autopsia, disposta dall’autorità giudiziaria, a chiarire le cause del decesso e a stabilire con precisione il momento della morte.

La salma è stata trasferita al Policlinico di Napoli, dove verranno effettuati tutti gli esami medico-legali.

Proseguono le indagini per identificare il giovane

La Guardia Costiera continua le ricerche lungo il litorale napoletano per individuare eventuali effetti personali appartenenti alla vittima.

Gli investigatori stanno inoltre verificando eventuali segnalazioni di persone scomparse e raccogliendo ogni elemento utile per risalire all’identità del giovane e ricostruire le sue ultime ore di vita.

occhio.com

Ciclista travolto e ucciso sulla Circumvallazione Esterna: traffico paralizzato tra Mugnano e Melito

0
Incidente sulla Circumvallazione Esterna tra Mugnano e Melito
I carabinieri eseguono i rilievi dopo il mortale investimento sulla Circumvallazione Esterna.

La vittima, un uomo di 62 anni residente a Napoli, stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando una Renault Clio lo ha investito. Inutili i soccorsi. Lunghe code e strada chiusa per consentire i rilievi

Drammatico incidente stradale sulla Circumvallazione Esterna tra Mugnano e Melito, dove un ciclista di 62 anni ha perso la vita dopo essere stato investito da un’automobile mentre attraversava la carreggiata sulle strisce pedonali.

La tragedia si è consumata all’altezza del distributore Tamoil, in un tratto particolarmente trafficato dell’arteria. L’impatto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo all’uomo.

Ciclista investito sulla Circumvallazione Esterna

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri, il 62enne stava attraversando la strada con la propria bicicletta sulle strisce pedonali quando una Renault Clio lo ha travolto.

Dopo l’urto, la vittima è rimasta incastrata sotto l’autovettura. Sul posto sono intervenuti rapidamente i vigili del fuoco, che hanno lavorato per liberare il corpo dalle lamiere.

I sanitari del 118, giunti poco dopo, hanno potuto soltanto constatare il decesso dell’uomo.

Indagini affidate ai carabinieri

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Marano, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’investimento.

Gli accertamenti serviranno a chiarire la velocità del veicolo, la posizione della bicicletta e le eventuali responsabilità del conducente.

Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle cause dell’incidente.

Traffico in tilt tra Mugnano e Melito

L’incidente ha provocato pesanti ripercussioni sulla viabilità.

La Circumvallazione Esterna è rimasta chiusa per circa due ore per consentire i soccorsi e le operazioni di rilievo, causando lunghe code in direzione Napoli.

Sul posto è intervenuta anche la Polizia Municipale, che ha gestito la circolazione e predisposto le deviazioni necessarie fino alla riapertura della strada.

occhio.com

Quasi 5 kg di cocaina sequestrati nel Novarese: tre arresti, scoperto un laboratorio della droga

0
Novarese, tre arresti per droga
Novarese, tre persone arrestate per droga

Quasi cinque chilogrammi di cocaina sequestrati e tre persone arrestate. È il bilancio di un’operazione antidroga condotta dalla Polizia di Stato tra Ferrara e il Novarese, che ha portato alla scoperta di un laboratorio utilizzato per la lavorazione della sostanza stupefacente.

L’intervento ha permesso di sottrarre al mercato della droga circa 4,8 chilogrammi di cocaina, un quantitativo che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto generare oltre 20mila dosi destinate allo spaccio.

L’indagine partita da un controllo a Ferrara

Le attività investigative si sono concentrate nel Basso Novarese. Qui i tre avevano preso in affitto un’abitazione. Gli agenti hanno quindi organizzato servizi di osservazione e pedinamento.

Successivamente, gli investigatori hanno concentrato le verifiche nel Basso Novarese. I tre avevano preso in affitto un’abitazione nella zona.

Il blitz nel Basso Novarese

Successivamente, le indagini si sono quindi spostate nel Basso Novarese, dove i tre avevano preso in affitto un’abitazione.

Dopo alcuni giorni di osservazione, la Polizia è intervenuta. Gli agenti hanno bloccato i sospettati mentre salivano su un’auto a noleggio.

Durante la perquisizione del veicolo sono stati rinvenuti quattro panetti di cocaina e un sacchetto contenente pasta di coca ancora da lavorare, nascosti tra gli effetti personali. Il peso complessivo della droga sequestrata è risultato pari a circa 4,8 chilogrammi.

Scoperto un laboratorio per la lavorazione della cocaina

La perquisizione è stata successivamente estesa all’abitazione utilizzata dai tre uomini.

All’interno gli investigatori hanno trovato un vero e proprio laboratorio clandestino, completo di prodotti chimici e attrezzature per la lavorazione della pasta di coca, una pressa per il confezionamento dei panetti e una macchina conta-banconote.

Il materiale è stato sequestrato insieme alla sostanza stupefacente.

Arresti convalidati dal Gip

I tre cittadini colombiani sono stati arrestati con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e trasferiti nella casa circondariale di Novara.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Novara, su richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato gli arresti e disposto per tutti la custodia cautelare in carcere.

occhio.com

Incidente sull’A1 a Parma, bimba di 8 anni muore dopo il ribaltamento dell’auto: feriti i genitori

0
Roncopascolo, bimba di otto anni muore in un incidente stradale
Auto si ribalta in A1 nel Parmense, muore una bimba di 8 anni

Tragedia sull’autostrada A1 nel Parmense. Una bambina di 8 anni ha perso la vita nel pomeriggio di oggi in un grave incidente stradale avvenuto lungo la carreggiata sud dell’Autosole, all’altezza del chilometro 106, nei pressi di Roncopascolo, poco distante dall’uscita di Parma Centro.

La vittima è Marie Loraine Mendoza, residente con la famiglia a Corcagnano, alle porte di Parma. La piccola viaggiava insieme ai genitori a bordo di un’utilitaria quando, per cause ancora in fase di accertamento, il veicolo è uscito di strada ribaltandosi più volte e terminando la corsa fuori dalla carreggiata.

Bimba morta nell’incidente sull’A1: inutili i soccorsi

L’allarme è scattato poco dopo le 14. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e la polizia stradale. Nonostante il rapido intervento dei soccorritori, per la bambina non c’è stato nulla da fare: è morta sul colpo a causa delle gravi ferite riportate nell’impatto.

Secondo i primi accertamenti, nell’incidente non sarebbero rimasti coinvolti altri veicoli. La dinamica è ora al vaglio degli agenti della polizia stradale, che stanno effettuando tutti i rilievi necessari per chiarire le cause dell’uscita di strada.

Feriti i genitori: il padre ricoverato in gravi condizioni

Nello schianto sono rimasti feriti anche i genitori della piccola, una coppia di origine filippina residente da diversi anni nel Parmense.

La madre, 51 anni, ha riportato lesioni di media gravità ed è stata trasportata all’Ospedale Maggiore di Parma. Più serie le condizioni del padre, 53 anni, ricoverato nell’area codici rossi del pronto soccorso. I medici lo hanno giudicato in condizioni gravi ma stabili.

Indagini in corso sulla dinamica dell’incidente

L’incidente è avvenuto lungo la corsia sud dell’A1, in direzione Bologna, a pochi chilometri dall’uscita di Parma Centro. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica del sinistro e di capire cosa abbia provocato la perdita di controllo dell’automobile.

Al momento, dalle prime informazioni disponibili, non risultano altri mezzi coinvolti. Saranno gli accertamenti della polizia stradale a stabilire le cause del tragico incidente che è costato la vita alla piccola Marie Loraine Mendoza.

occhio.com
Avviso sui cookie di WordPress da parte di Real Cookie Banner