Luigi Esposito ucciso e dato alle fiamme a Eboli: il mistero dell’ultimo appuntamento del giornalista

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Luigi Esposito Eboli
Luigi Esposito, conosciuto nell'ambiente giornalistico come Luca, aveva 53 anni.

Il 53enne, noto volto del giornalismo sportivo campano, era diretto nella sua casa di Agropoli ma non è mai arrivato. Gli investigatori seguono la pista di un incontro nelle campagne di Eboli. La Procura indaga per omicidio

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Luigi Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato morto nelle campagne di contrada Cioffi, a Eboli, in provincia di Salerno. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita del pubblicista, conosciuto da tutti come Luca Esposito, per capire chi abbia incontrato prima di essere ucciso e perché.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata dal procuratore Raffaele Cantone, è affidata ai Carabinieri della Compagnia di Eboli e della Stazione di Santa Cecilia, che stanno passando al setaccio ogni elemento utile per individuare il responsabile o i responsabili del delitto.

L’ultima telefonata prima della scomparsa

Secondo quanto emerso dalle indagini, Luigi Esposito aveva lasciato la propria abitazione di Lancusi, nel comune di Fisciano, per raggiungere Agropoli, dove avrebbe dovuto trascorrere il fine settimana nella casa di cui era proprietario.

Il viaggio, della durata di circa un’ora e mezza, non è mai terminato.

L’ultimo contatto certo risale alle 22.30 di sabato sera, quando il giornalista ha parlato al telefono con un collega. Gli investigatori hanno già verificato quella telefonata attraverso i tabulati telefonici, che rappresentano uno degli ultimi elementi certi prima della sua scomparsa.

Da quel momento il cellulare del 53enne non avrebbe più fornito indicazioni utili a ricostruire i suoi movimenti.

L’ipotesi di un appuntamento nelle campagne di Eboli

La pista investigativa che al momento appare più solida porta a un incontro programmato nelle campagne di Eboli.

Secondo gli inquirenti, il giornalista avrebbe raggiunto volontariamente contrada Cioffi per incontrare una o più persone che conosceva e di cui si fidava.

A rafforzare questa ricostruzione c’è il ritrovamento della sua Lancia Y bianca, parcheggiata a poca distanza dal luogo del delitto.

L’automobile era chiusa e non presentava segni evidenti di colluttazione. Questo dettaglio lascia ipotizzare che Esposito sia sceso spontaneamente dal veicolo senza percepire alcun pericolo imminente.

Le telecamere e il giallo dell’assassino

Gli investigatori stanno analizzando anche le immagini delle poche telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Nei filmati finora acquisiti comparirebbe soltanto l’auto della vittima. Nessuna immagine avrebbe invece ripreso altri veicoli direttamente sulla scena del delitto.

Per questo motivo gli investigatori valutano diverse ipotesi. L’assassino potrebbe aver parcheggiato l’auto lontano dal luogo dell’omicidio per poi raggiungerlo a piedi. Non viene esclusa neppure la possibilità che il responsabile fosse già a bordo della vettura di Esposito o che abbia raggiunto il posto insieme al giornalista.

Ucciso a colpi di pistola e poi dato alle fiamme

I primi rilievi effettuati sul posto indicano che Luigi Esposito sarebbe stato raggiunto da uno o più colpi di arma da fuoco.

Durante il sopralluogo i Carabinieri hanno recuperato almeno un bossolo di pistola nei pressi del cadavere.

Successivamente, secondo la ricostruzione investigativa, il corpo sarebbe stato cosparso di liquido infiammabile e incendiato nel tentativo di eliminare le tracce del delitto e ritardare l’identificazione della vittima.

Sono stati i Vigili del Fuoco, intervenuti per spegnere un incendio tra la vegetazione dopo la segnalazione di una guardia giurata, a trovare il corpo completamente avvolto dalle fiamme.

L’autopsia dovrà chiarire la dinamica

Nelle prossime ore verrà eseguita l’autopsia presso l’obitorio dell’ospedale di Eboli.

L’esame medico-legale dovrà stabilire con precisione le cause della morte, il numero dei colpi esplosi e se il giornalista fosse già deceduto quando qualcuno ha dato fuoco al corpo.

Gli investigatori attendono inoltre gli esiti degli accertamenti balistici e scientifici per ricostruire ogni fase dell’omicidio.

La pista personale resta quella più seguita

Al momento gli investigatori mantengono aperte tutte le ipotesi investigative, ma la pista ritenuta più credibile resta quella legata alla vita privata della vittima.

L’eventualità che il delitto sia collegato direttamente alla sua attività giornalistica appare, allo stato attuale delle indagini, meno probabile.

Luigi Esposito era una figura molto conosciuta nel giornalismo sportivo campano. Collaborava con diverse testate locali, tra cui OttoChannel, ed era apprezzato per la competenza con cui seguiva la Salernitana e il calcio professionistico.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo per dare un nome a chi ha organizzato e portato a termine un omicidio che ha profondamente scosso la provincia di Salerno.

occhio.com

Caldo record a Napoli, ancora bollino rosso: temperatura percepita fino a 38 gradi

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Caldo Napoli piazza del Plebiscito
Persone cercano riparo dal sole in piazza del Plebiscito durante una giornata da bollino rosso a Napoli. (Foto Ansa)

Il Ministero della Salute conferma anche oggi il livello massimo di allerta per le ondate di calore. A rischio soprattutto anziani, bambini e persone fragili. Ecco le previsioni e i consigli per proteggersi

Non si allenta la morsa del caldo su Napoli, dove anche oggi resta in vigore il bollino rosso per le ondate di calore. Il Ministero della Salute ha confermato per il capoluogo campano il livello 3 di allerta, il più elevato previsto dal sistema di monitoraggio nazionale.

Secondo il bollettino ufficiale, la temperatura massima percepita raggiungerà i 38 gradi, mentre le temperature previste saranno di 25 gradi alle 8 e 32 gradi alle 14. L’elevata umidità contribuirà ad aumentare la sensazione di afa, rendendo ancora più difficili le condizioni soprattutto nelle ore centrali della giornata.

Bollino rosso: cosa significa il livello massimo di allerta

Il bollino rosso, corrispondente al livello 3, indica condizioni climatiche che possono avere effetti negativi sulla salute dell’intera popolazione e non solo delle persone più fragili.

Le ondate di calore si verificano quando temperature molto elevate persistono per più giorni consecutivi e si combinano con un alto tasso di umidità, una forte esposizione ai raggi solari e una ventilazione ridotta. Questi fattori aumentano il rischio di disidratazione, colpi di calore e malori.

Per questo motivo il Ministero della Salute pubblica ogni giorno bollettini dedicati a 27 città italiane, tra cui Napoli, con previsioni a 24, 48 e 72 ore.

Le categorie più esposte ai rischi

Le temperature elevate rappresentano un pericolo soprattutto per anzianibambini, persone affette da patologie croniche, donne in gravidanza e lavoratori impegnati all’aperto.

Anche chi pratica attività sportiva nelle ore più calde della giornata rischia di andare incontro a colpi di calore o episodi di disidratazione.

Per questo gli esperti raccomandano di limitare gli spostamenti nelle fasce orarie più critiche e di mantenere una corretta idratazione durante tutta la giornata.

I consigli del Ministero della Salute

Per ridurre gli effetti delle ondate di calore è consigliabile seguire alcune semplici precauzioni:

  • Evitare di uscire tra le 11 e le 18, quando il sole è più intenso.
  • Bere molta acqua durante la giornata, anche senza avvertire lo stimolo della sete.
  • Consumare frutta fresca e pasti leggeri, limitando bevande alcoliche e zuccherate.
  • Mantenere gli ambienti freschi utilizzando tende, persiane o climatizzatori impostati tra 25 e 27 gradi.
  • Indossare abiti leggeri, chiari e realizzati con fibre naturali.
  • Evitare attività fisica intensa durante le ore più calde.
  • Non lasciare mai bambini o animali all’interno delle automobili, neppure per pochi minuti.
  • Prestare particolare attenzione alle persone anziane che vivono sole e assicurare sempre acqua fresca agli animali domestici.

Caldo intenso anche nei prossimi giorni

Le previsioni indicano che il caldo continuerà a interessare Napoli anche nelle prossime giornate.

Per questo motivo le autorità sanitarie invitano la popolazione a seguire con attenzione gli aggiornamenti diffusi dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile, adottando tutti i comportamenti utili per limitare i rischi legati alle temperature elevate.

occhio.com

Napoli si tinge d’albiceleste per la finale dei Mondiali: migliaia di tifosi dell’Argentina nel nome di Maradona

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Tifosi Argentina Napoli
Bandiere, cori e maglie albicelesti nel centro storico di Napoli prima della finale dei Mondiali tra Argentina e Spagna.

Da piazza Dante ai Quartieri Spagnoli, il centro storico si riempie di bandiere, cori e maglie dell’Albiceleste in vista della finale contro la Spagna. Napoli si prepara a vivere una notte speciale nel ricordo di Diego Armando Maradona

Napoli torna a parlare argentino. In attesa della finale dei Mondiali 2026 tra Argentina e Spagna, in programma questa sera alle 21 al New York New Jersey Stadium, il centro storico del capoluogo partenopeo si è trasformato in una grande festa a cielo aperto nel nome di Diego Armando Maradona.

Da piazza Dante ai Quartieri Spagnoli, passando per i vicoli del centro, centinaia di tifosi argentini e napoletani hanno iniziato a riunirsi già nel pomeriggio tra cori, bandiere e musica. L’obiettivo è uno solo: accompagnare la Selección verso la conquista del titolo mondiale.

Corteo di tifosi nel cuore di Napoli

L’atmosfera è diventata sempre più intensa con il passare delle ore. A piazza Dante si sono ritrovati decine di sostenitori dell’Argentina, ai quali si sono uniti tantissimi napoletani cresciuti nel mito di Maradona.

Bandiere albicelesti, maglie con il numero 10 e cori dedicati al Pibe de Oro hanno colorato il centro cittadino, trasformando le strade in una piccola Buenos Aires.

Il corteo ha poi attraversato il centro storico, mentre turisti e residenti si fermavano a fotografare una scena che, a Napoli, si ripete ormai ogni volta che l’Argentina scende in campo nelle grandi competizioni.

I Quartieri Spagnoli diventano il cuore della festa

Il punto di ritrovo più atteso resta quello dei Quartieri Spagnoli, dove migliaia di persone seguiranno la finale tra Argentina e Spagna.

Nei pressi del celebre murale di Diego Armando Maradona, bar, pub, pizzerie e locali hanno predisposto televisori e maxischermi privati per consentire ai tifosi di assistere insieme all’incontro.

Anche il locale La Bodega de D10S 2, a pochi passi dal Largo Maradona, è diventato uno dei principali punti di riferimento della comunità argentina presente in città.

Napoli sceglie Messi nel nome di Maradona

Se in tutta Italia il tifo sembra orientarsi leggermente verso l’Argentina, a Napoli il sostegno alla squadra di Lionel Messi appare ancora più evidente.

Il legame costruito da Diego Armando Maradona negli anni trascorsi in maglia azzurra continua infatti a unire la città all’Albiceleste, trasformando ogni partita della Selección in un evento particolarmente sentito.

Secondo un’analisi delle conversazioni sui social network realizzata da Spin Factor, il 55% degli utenti italiani che ha espresso una preferenza sostiene l’Argentina, contro il 45% favorevole alla Spagna.

Attesa per una nuova notte di festa

Il Comune non ha organizzato maxischermi pubblici, ma la finale verrà trasmessa praticamente ovunque.

Bar, pub, ristoranti e pizzerie del centro storico, di Chiaia e dei Quartieri Spagnoli accoglieranno migliaia di tifosi per seguire insieme la sfida mondiale.

In caso di vittoria dell’Argentina, la festa potrebbe ripercorrere quanto accaduto nel 2022: da piazza Dante ai Quartieri Spagnoli, fino al murale di Maradona, Napoli è pronta ancora una volta a vivere una lunga notte a tinte albicelesti.

occhio.com

Ischia, sei minorenni in ospedale dopo una serata in discoteca: tre in coma etilico, indagini sul locale

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Ospedale Anna Rizzoli Ischia ricovero minorenni
L'ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno ha accolto i sei minorenni soccorsi nella notte dopo i malori accusati durante una serata tra Casamicciola Terme e Ischia Porto.

Momenti di paura tra Casamicciola Terme e Ischia Porto. I giovani sono stati trasportati all’ospedale Anna Rizzoli dopo aver accusato malori provocati dall’abuso di alcol, aggravato dal caldo e dall’elevata umidità. La Polizia verifica anche il possibile sovraffollamento della discoteca

Notte di paura sull’isola d’Ischia, dove sei minorenni sono finiti in ospedale dopo aver accusato un malore durante una serata trascorsa tra una discoteca di Casamicciola Terme e un disco bar di Ischia Porto.

In un primo momento si era parlato di sette giovani coinvolti. Gli accertamenti successivi hanno però confermato il ricovero di sei ragazzi. I sanitari li hanno trasportati tutti all’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno, dove i medici li hanno sottoposti agli accertamenti del caso. Nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita.

L’allarme nella notte e l’evacuazione della discoteca

L’allarme è scattato intorno alle 2.30, quando un ragazzo ha accusato un malore nei pressi del bar della discoteca di Casamicciola Terme. Gli addetti alla sicurezza lo hanno accompagnato all’esterno, ma poco dopo altri giovani hanno iniziato a sentirsi male e alcuni hanno perso conoscenza.

Sul posto era già presente una pattuglia del Commissariato di Ischia, impegnata in un controllo programmato. Gli agenti hanno subito compreso la gravità della situazione, hanno fatto interrompere la musica e hanno disposto l’evacuazione del locale per permettere ai soccorritori di operare in sicurezza.

Tre ragazzi in coma etilico

Il 118 ha impiegato tutte e tre le ambulanze disponibili sull’isola per trasferire rapidamente i giovani all’ospedale.

I medici hanno diagnosticato a tre minorenni un quadro clinico compatibile con il coma etilico. Gli altri ragazzi hanno accusato malori provocati dall’abuso di alcol. Le elevate temperature e l’alto tasso di umidità presenti nei locali hanno aggravato le loro condizioni.

Dopo le cure ricevute, nessuno dei sei giovani risulta in pericolo di vita. Tutti restano comunque sotto osservazione.

Sotto esame la capienza della discoteca

La Polizia di Stato ha avviato una serie di verifiche per chiarire quanto accaduto durante la serata.

Secondo alcuni testimoni, all’interno della discoteca erano presenti diverse centinaia di persone. La documentazione comunale indica invece una capienza autorizzata compresa tra 100 e 150 posti, circostanza che gli investigatori stanno verificando.

Le forze dell’ordine controlleranno il numero effettivo degli ingressi e il rispetto delle norme di sicurezza previste per il locale.

Accertamenti anche sulla vendita di alcol ai minorenni

Gli investigatori stanno verificando anche come i ragazzi abbiano ottenuto le bevande alcoliche durante la serata.

L’obiettivo è accertare se i gestori abbiano rispettato il divieto di somministrare alcol ai minori e se siano state osservate tutte le disposizioni previste dalla normativa vigente.

Se gli accertamenti dovessero evidenziare irregolarità, le autorità potranno adottare i provvedimenti previsti nei confronti dei responsabili.

Le indagini proseguono per ricostruire con precisione l’intera vicenda e chiarire ogni eventuale responsabilità.

occhio.com

Cadavere carbonizzato a Eboli, la vittima è il giornalista Luigi Esposito: aveva 53 anni

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Luigi Esposito giornalista
Luigi Esposito aveva 53 anni ed era un conosciuto giornalista sportivo campano.

Il corpo è stato scoperto durante lo spegnimento di un incendio in un terreno agricolo. Il ritrovamento dell’automobile del 53enne ha indirizzato le indagini. La Procura di Salerno lavora per ricostruire la dinamica e individuare il movente

È Luigi Esposito, giornalista sportivo di 53 anni, l’uomo trovato carbonizzato in un terreno agricolo a Eboli, nel Salernitano. Il corpo, devastato dalle fiamme e inizialmente non identificabile, è stato scoperto durante le operazioni di spegnimento di un incendio divampato tra la vegetazione.

La svolta nelle indagini è arrivata dopo il ritrovamento, nella stessa zona, di un’automobile intestata al giornalista. Gli accertamenti hanno quindi permesso di ricondurre il cadavere a Luigi Esposito, conosciuto nell’ambiente dell’informazione sportiva anche come Luca Esposito.

Il corpo trovato in un terreno agricolo a Eboli

A individuare il corpo sono stati i Vigili del Fuoco, intervenuti per domare le fiamme sviluppatesi in un’area agricola di Eboli.

Le condizioni del cadavere non avevano consentito inizialmente di determinarne l’identità e neppure il sesso. Poco distante, però, gli investigatori hanno rinvenuto l’automobile di Esposito, elemento decisivo per indirizzare gli accertamenti.

Saranno gli esami medico-legali e gli ulteriori riscontri investigativi a fornire la conferma definitiva dell’identificazione.

L’ipotesi dell’omicidio e i bossoli rinvenuti

Secondo le prime ipotesi, Luigi Esposito sarebbe stato ucciso prima che il corpo venisse dato alle fiamme. Nell’area sarebbero stati recuperati alcuni bossoli, ora al vaglio degli investigatori.

La Procura di Salerno, guidata dal procuratore Raffaele Cantone, coordina le indagini. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire gli ultimi spostamenti del giornalista, chiarire la dinamica e individuare il possibile movente.

Al momento non risultano escluse piste investigative, ma ogni ricostruzione dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti tecnici e medico-legali.

Chi era Luigi Esposito

Luigi Esposito, 53 anni, era un giornalista pubblicista conosciuto soprattutto nell’ambito dell’informazione calcistica. Nel mondo professionale e televisivo era noto anche come Luca, nome con il quale firmava articoli e interventi.

Dirigeva il sito di informazione sportiva Tuttosalernitana.com e collaborava come opinionista televisivo, seguendo in particolare la Salernitana, il calciomercato e le squadre impegnate nei campionati di Serie C.

Nato il 4 luglio 1973, era iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 2012. Aveva conseguito una laurea in Biologia e una seconda laurea in Lettere. Sui social era seguito da circa 15mila persone.

Il cordoglio dei colleghi

La morte di Luigi Esposito ha provocato sconcerto nel mondo del giornalismo campano. Colleghi e collaboratori lo hanno ricordato come un professionista diretto, capace di difendere con decisione le proprie opinioni e di animare il dibattito sportivo.

Il direttore di OttoChannelPierluigi Melillo, lo ha descritto come un opinionista «scomodo ma mai banale», sempre coraggioso nel sostenere le proprie posizioni sul mondo del calcio.

Anche l’Ordine dei Giornalisti della Campania ha chiesto che venga fatta piena chiarezza sulla morte del 53enne, definendo quanto accaduto un fatto di estrema gravità.

Le indagini sul movente

Gli investigatori stanno verificando le frequentazioni e gli ultimi contatti di Luigi Esposito, oltre agli spostamenti compiuti prima del ritrovamento del corpo.

Al momento non sono emersi elementi sufficienti per collegare il delitto alla sua attività giornalistica. Il 53enne si occupava prevalentemente di calcio e informazione sportiva, ma la Procura mantiene aperte tutte le piste.

Gli accertamenti dovranno chiarire perché Esposito si trovasse a Eboli, territorio con il quale non sembravano emergere legami particolari, e chi possa averlo condotto o incontrato nel terreno agricolo.

occhio.com

Tragedia al Rama Beach, Carmine Saccone muore a 27 anni dopo un malore in discoteca: disposta l’autopsia

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Carmine Saccone Rama Beach
Carmine Saccone, il giovane di 27 anni morto dopo un malore durante una serata al Rama Beach di Varcaturo.

Il giovane, residente a Castello di Cisterna e per alcuni anni vissuto a Cancello Scalo, si è sentito male mentre ballava nel locale di Varcaturo. Inutili i tentativi di rianimazione del 118 durati circa un’ora. Indagano i Carabinieri

Una serata trascorsa con gli amici si è trasformata in tragedia nella notte tra sabato e domenica al Rama Beach di Varcaturo, sul litorale di Giugliano in Campania, dove Carmine Saccone, 27 anni, ha perso la vita dopo essere stato colto da un improvviso malore.

Il giovane era residente a Castello di Cisterna e, per alcuni anni, aveva vissuto anche a Cancello Scalo, frazione di San Felice a Cancello, dove era molto conosciuto. Nella notte si trovava nel locale insieme a quattro amici, tutti originari della zona della Valle di Suessola.

Il malore mentre ballava al Rama Beach

Secondo le prime ricostruzioni, erano circa le 3 del mattino quando Carmine Saccone, mentre si trovava in pista, ha accusato un malore.

Il 27enne si sarebbe allontanato per raggiungere il bagno e cercare di rinfrescarsi. Poco dopo si sarebbe seduto su una sedia, ma le sue condizioni sono peggiorate rapidamente fino a quando è crollato a terra, perdendo conoscenza.

L’allarme è stato lanciato immediatamente dagli amici e dal personale del locale.

Inutili i soccorsi del 118

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, arrivati da Pozzuoli con un’ambulanza e un’automedica.

I soccorritori hanno tentato di rianimare il giovane per circa un’ora, senza però riuscire a salvargli la vita.

Nonostante il lungo intervento del personale sanitario, per Carmine Saccone non c’è stato nulla da fare e il decesso è stato constatato sul posto.

Tragedia Rama Beach
I soccorsi intervenuti nel parcheggio del Rama Beach dopo il malore che è costato la vita a un giovane di 27 anni.

Chi era Carmine Saccone

La vittima aveva 27 anni ed era residente a Castello di Cisterna.

Il padre è originario di Santa Maria a Vico, ma vive da tempo in Veneto. La notizia della morte del giovane ha colpito profondamente non solo Castello di Cisterna, ma anche la Valle di Suessola, dove Carmine aveva vissuto per alcuni anni e dove aveva mantenuto numerose amicizie.

Carabinieri al lavoro, disposta l’autopsia

Dopo la tragedia sono intervenuti i Carabinieri, che hanno effettuato i rilievi e raccolto le testimonianze delle persone presenti nel locale.

Su disposizione del pubblico ministero di turno, la salma è stata sequestrata e sarà sottoposta ad autopsia.

L’esame autoptico servirà a chiarire le cause del decesso e ad accertare l’origine del malore che ha colpito il giovane durante la serata.

Le indagini sono tuttora in corso e gli investigatori stanno ricostruendo ogni fase dell’accaduto.

occhio.com

Strage di via D’Amelio, Mattarella: «Borsellino e Falcone simboli della riscossa civile del Paese»

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Il presidente Sergio Mattarella durante le commemorazioni della strage di via D'Amelio
Sergio Mattarella ricorda Paolo Borsellino e gli agenti della scorta nel 34° anniversario della strage

Nel 34° anniversario dell’attentato mafioso di Palermo, il presidente della Repubblica ricorda il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta. Meloni: «Ci ha lasciato un’eredità di coraggio, amore per la Patria e fiducia nei giovani»

L’Italia si ferma per ricordare una delle pagine più drammatiche della sua storia. A 34 anni dalla strage di via D’Amelio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio a Paolo Borsellino e ai cinque agenti della scorta uccisi nell’attentato mafioso del 19 luglio 1992, sottolineando come il magistrato e Giovanni Falcone rappresentino ancora oggi «i simboli della riscossa civile del Paese».

Alle commemorazioni si è unita anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ricordato l’eredità morale lasciata dal magistrato, mentre a Palermo istituzioni, forze dell’ordine e cittadini hanno partecipato alle celebrazioni in memoria delle vittime.

Il messaggio di Sergio Mattarella

Nel suo messaggio per il 34° anniversario della strage, Sergio Mattarella ha ricordato come l’attentato di via D’Amelio, avvenuto appena due mesi dopo la strage di Capaci, abbia segnato profondamente la coscienza nazionale.

«La strage di via D’Amelio, due mesi dopo quella di Capaci, ha segnato in profondità la coscienza del Paese. Rappresentò il culmine di un disegno eversivo che mirava a piegare le istituzioni democratiche e la stessa libertà degli italiani», ha dichiarato il Capo dello Stato.

Mattarella ha poi sottolineato che, grazie all’impegno della magistratura, delle forze dell’ordine e delle istituzioni, quel progetto criminale è stato sconfitto.

“Borsellino e Falcone simboli della riscossa civile”

Il presidente della Repubblica ha ricordato il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, uccisi nell’esplosione dell’autobomba in via D’Amelio.

«Borsellino e Falcone sono simboli della riscossa civile del Paese», ha affermato Mattarella, evidenziando come il loro lavoro abbia contribuito a rafforzare gli strumenti dello Stato nella lotta contro la criminalità organizzata e a diffondere tra i giovani una cultura fondata sulla legalità.

Il magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992

Il ricordo di Giorgia Meloni

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dedicato un messaggio alla memoria del magistrato.

«Il 19 luglio è una data che ha segnato la storia d’Italia. E ha segnato anche la mia vita», ha scritto sui social.

La premier ha ricordato le parole di Paolo Borsellino rivolte ai giovani:

«Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo».

Meloni ha quindi ribadito l’impegno del Governo nel contrasto alla criminalità organizzata e nella difesa della legalità.

Le commemorazioni a Palermo

Le celebrazioni ufficiali si sono svolte a Palermo, dove alle 10.30 il trombettiere della Polizia di Stato ha eseguito il Silenzio durante la deposizione di una corona di fiori alla Caserma Lungaro.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili, militari e giudiziarie, oltre ai familiari delle vittime. Presente anche Antonio Vullo, unico agente sopravvissuto all’attentato del 19 luglio 1992.

Successivamente, in via D’Amelio, il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino ha promosso l’iniziativa “Coloriamo via D’Amelio”, coinvolgendo decine di bambini in attività dedicate alla memoria, alla legalità e all’impegno civile.

L’area di via D’Amelio dopo l’esplosione dell’autobomba che uccise Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta

La strage che cambiò la storia d’Italia

Il 19 luglio 1992, una Fiat 126 imbottita di tritolo esplose sotto l’abitazione della madre di Paolo Borsellino, in via D’Amelio a Palermo.

L’attentato provocò la morte del magistrato e dei cinque agenti della scorta: Emanuela LoiAgostino CatalanoVincenzo Li MuliWalter Eddie Cosina e Claudio Traina.

La strage arrivò appena 57 giorni dopo quella di Capaci, nella quale furono assassinati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.

Ancora oggi quelle due tragedie rappresentano uno dei momenti più dolorosi della storia della Repubblica e un simbolo della lotta dello Stato contro la mafia.

occhio.com

Incidente sull’A1, muore Noemi Balzanelli a 16 anni: la famiglia era diretta al Sud per le vacanze. Sequestrati i cellulari

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Noemi Balzanelli, la giovane di 16 anni morta nel tragico incidente sull'autostrada A1
Noemi Balzanelli aveva 16 anni ed era capitana della formazione Under 18 di pallavolo del Castellucchio.

La giovane pallavolista è morta nello schianto avvenuto tra Caianello e Capua. Restano ricoverati il padre, la madre e il fratellino, mentre la Procura indaga per ricostruire la dinamica dell’incidente. Tra le ipotesi anche un colpo di sonno o la manovra del camion

Doveva essere l’inizio delle vacanze estive, ma il viaggio della famiglia Balzanelli si è trasformato in una tragedia. Noemi Balzanelli, 16 anni, è morta nella mattinata di sabato 19 luglio in un drammatico incidente sull’A1 avvenuto nel tratto compreso tra Caianello e Capua, all’altezza del chilometro 704,5, nei pressi dell’area di servizio Teano Ovest.

La giovane viaggiava insieme ai genitori e ai due fratelli a bordo di una Citroën C3 Aircross, partita nella notte da Campitello di Marcaria, in provincia di Mantova, con destinazione Sud Italia. L’impatto contro un mezzo pesante non le ha lasciato scampo. Restano ricoverati il padre Alessandro, la madre Liviana e il fratellino più piccolo, mentre il secondo fratello ha riportato ferite meno gravi.

La dinamica dell’incidente sull’A1

Secondo una prima ricostruzione della Polizia Stradale, l’auto della famiglia avrebbe tamponato violentemente un autotreno che la precedeva lungo la carreggiata in direzione Napoli.

L’urto è stato devastante e ha trasformato la vettura in un ammasso di lamiere. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco e gli agenti della Polizia Stradale, che hanno estratto i feriti dall’abitacolo prima del trasferimento negli ospedali del Casertano.

Le cause dell’incidente sono ancora al vaglio degli investigatori e nessuna ipotesi viene esclusa.

Le operazioni di soccorso e i rilievi della Polizia Stradale sul luogo del tragico incidente costato la vita a Noemi Balzanelli

Chi era Noemi Balzanelli

La vittima è Noemi Balzanelli, 16 anni, residente con la famiglia a Campitello di Marcaria, nel Mantovano.

La ragazza era molto conosciuta nel mondo sportivo locale ed era la capitana della formazione Under 18 di pallavolo del Castellucchio. Avrebbe compiuto 17 anni a breve.

La sua morte ha sconvolto la comunità mantovana e il mondo della pallavolo, dove era apprezzata per il talento e l’impegno dimostrati dentro e fuori dal campo.

Le condizioni dei familiari feriti

Tra i feriti più gravi c’è il padre Alessandro, ricoverato in una struttura sanitaria del Casertano. Anche la madre Liviana ha riportato diverse lesioni, ma le sue condizioni sarebbero meno critiche.

Resta ricoverato all’ospedale Santobono di Napoli il fratellino di Noemi, trasportato in elisoccorso dopo essere stato estratto dalle lamiere dell’auto.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il bambino resta in condizioni serie ma non sarebbe in pericolo di vita, anche se i medici continuano a monitorarlo costantemente.

Cellulari sequestrati e autopsia: le ipotesi degli investigatori

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un fascicolo per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente.

Gli investigatori hanno disposto il sequestro dei telefoni cellulari delle persone coinvolte, che saranno analizzati per verificare cosa sia accaduto nei minuti precedenti allo schianto.

Nel frattempo è stata disposta anche l’autopsia sul corpo della giovane, trasferito all’Istituto di Medicina Legale di Caserta.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi sono un possibile colpo di sonno del conducente oppure una diversa dinamica legata ai movimenti del mezzo pesante, che potrebbe essersi immesso in autostrada poco prima dell’impatto uscendo dall’area di servizio Teano Ovest.

Si tratta, al momento, di ipotesi investigative che dovranno essere confermate dagli accertamenti tecnici, dall’esame dei mezzi e dalle eventuali immagini di videosorveglianza presenti lungo il tratto autostradale.

occhio.com

Facebook e Instagram down in tutto il mondo, migliaia di utenti senza accesso: cosa sta accadendo

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Facebook Instagram down
Le piattaforme Facebook e Instagram interessate da un malfunzionamento che ha impedito l'accesso a migliaia di utenti.

Disservizio su scala globale per le piattaforme di Meta. Dalle prime ore della mattina aumentano le segnalazioni di problemi di accesso, soprattutto dalla versione desktop. Nessun attacco hacker: si tratterebbe di un guasto tecnico ai server

Difficoltà di accesso per migliaia di utenti in tutto il mondo. Facebook e Instagram stanno registrando un nuovo disservizio che impedisce a molti iscritti di utilizzare regolarmente le piattaforme. In particolare, chi tenta di effettuare il login da computer visualizza una schermata bianca accompagnata dal messaggio: “Account non disponibile al momento. Prevediamo che il problema venga risolto a breve. Riprova tra pochi minuti”.

L’anomalia ha inizialmente generato preoccupazione tra gli utenti, che hanno ipotizzato un possibile attacco informatico o la sospensione del proprio profilo. Tuttavia, le prime informazioni indicano che si tratta di un problema tecnico riconducibile ai server di Meta.

Cosa sta succedendo a Facebook e Instagram

Il disservizio sembra interessare soprattutto la versione desktop delle due piattaforme, dove numerosi utenti non riescono ad accedere ai propri account o visualizzano il messaggio di errore rilasciato da Meta.

Anche sull’applicazione per smartphone sono stati segnalati rallentamenti, difficoltà nel caricamento del feed e problemi nell’aggiornamento dei contenuti, anche se in misura minore rispetto alla versione web.

Al momento Meta non ha segnalato problemi legati alla sicurezza degli account, motivo per cui gli utenti non devono modificare password o effettuare procedure particolari.

Boom di segnalazioni su Downdetector

A confermare l’estensione del problema è Downdetector, la piattaforma che monitora in tempo reale i malfunzionamenti dei principali servizi online.

Poco prima delle 9.00 è stato registrato un improvviso aumento delle segnalazioni provenienti da diversi Paesi, con utenti che lamentano:

  • impossibilità di effettuare il login;
  • errori di connessione ai server;
  • schermata bianca dopo l’accesso;
  • feed che non si aggiorna;
  • rallentamenti nella navigazione.

Il numero delle segnalazioni è cresciuto rapidamente, confermando che il problema non riguarda singoli account ma un malfunzionamento più esteso.

Come comportarsi durante il disservizio

Poiché il problema sembra dipendere direttamente dall’infrastruttura di Meta, non esistono interventi che gli utenti possano effettuare per risolverlo.

Gli esperti consigliano di:

  • non cambiare la password del proprio account;
  • non eliminare l’applicazione;
  • evitare tentativi ripetuti di accesso;
  • attendere il ripristino del servizio.

Nella maggior parte dei casi, infatti, questi disservizi vengono risolti direttamente dai tecnici della società nel giro di pochi minuti o, nei casi più complessi, entro alcune ore.

Quando torneranno online Facebook e Instagram

Al momento non è stata comunicata una tempistica ufficiale per il completo ripristino del servizio.

I tecnici di Meta sono al lavoro per individuare la causa del malfunzionamento e riportare le piattaforme alla piena operatività.

Ulteriori aggiornamenti saranno disponibili non appena la società fornirà comunicazioni ufficiali o il servizio tornerà completamente operativo.

occhio.com

Marianna Bonavolontà conquista il Social World Film Festival 2026: eleganza, nuovi progetti e tanta energia

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Marianna Bonavolontà
Marianna Bonavolontà durante il Social World Film Festival 2026.

La giornalista, influencer e comunicatrice protagonista a Vico Equense tra cinema, nuovi progetti editoriali e un look che omaggia le grandi dive del grande schermo

Vico Equense si conferma ancora una volta palcoscenico di volti e storie che sanno raccontare l’Italia che lavora, crea e sogna. Tra gli ospiti più seguiti dell’edizione 2026 del Social World Film Festival, grande attenzione per Marianna Bonavolontà, arrivata con l’energia e il sorriso che la contraddistinguono.

Dai grandi eventi aeronautici al Social World Film Festival

Dopo il ruolo di madrina e membro di giuria alla MAV – Manifestazione Aerea Virtuale e dopo la partecipazione a importanti saloni aeronautici, dove ha portato la sua immagine, il suo impegno e consolidato le prestigiose collaborazioni con FlyEuropeTv, Marianna approda al Social World con la stessa grinta che la rende riconoscibile.

Giornalista, influencer, comunicatrice: il suo percorso tocca mondi diversi e li unisce con una cifra stilistica precisa, fatta di autenticità ed eleganza.

Il nuovo look ispirato alle icone del cinema

Marianna ha conquistato il pubblico con un nuovo look firmato dai parrucchieri Identity Mood di Modena. Un hairstyling sofisticato, vero omaggio alle grandi dive del cinema italiano e internazionale. Capelli, luce e portamento: un tributo glamour che ha fatto subito il giro dei profili e delle stories della serata.

I nuovi progetti editoriali in arrivo

Sul palco e fuori, Marianna non si ferma. È attualmente impegnata nella scrittura di due nuovi libri e in un progetto editoriale che vedrà la luce in autunno. Anticipazioni top secret, ma la promessa è quella di un lavoro che unisce narrazione, volo e ispirazione femminile.

Una presenza che conquista il pubblico

Marianna ha intrattenuto gli ospiti con i suoi sorrisi, la sua disponibilità e quella capacità unica di adattarsi e brillare in ogni contesto. Camaleontica ed eclettica come sempre, ha saputo passare dalla chiacchiera all’intervista, lasciando a tutti la sensazione di aver incontrato una professionista vera e una donna solare.

Il Social World Film Festival 2026 si conferma così non solo una vetrina per il cinema, ma anche un punto d’incontro per personalità che, come Marianna Bonavolontà, rappresentano talento, lavoro e bellezza italiana a 360°.

occhio.com
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