Sudafrica, Pistorius è in libertà vigilata

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In un comunicato rilasciato dal Ministero della Giustizia del Sudafrica alle 06.30 si conferma che Oscar Pistorius, come previsto, è ufficialmente da oggi in libertà vigilata e che è stato rilasciato dalla prigione di Atteridgeville, a pochi chilometri dalla capitale Pretoria, dopo aver scontato oltre 6 anni di carcere per l’omicidio della fidanzata, Reeva Steenkamp.
L’ex campione paralimpico si trova già nella lussuosa villa dello zio Arnold Pistorius a Waterkloof, quartiere ricco di Pretoria.

occhio.com

Corea del Nord, Kim chiede un aumento della produzione lanciamissili

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Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha chiesto un aumento della produzione di lanciamissili durante una visita a una fabbrica di armi, in preparazione di uno “scontro militare” con la Corea del Sud e gli Stati Uniti.

Lo riferisce oggi l’agenzia statale Kcna.
La Casa Bianca ha dichiarato ieri che Pyongyang ha fornito a Mosca missili balistici e sistemi di lancio utilizzati nei principali attacchi degli ultimi giorni contro l’Ucraina.

“Le nostre informazioni indicano che la Corea del Nord ha recentemente fornito alla Russia sistemi di lancio e diversi missili balistici”, ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano John Kirby. Le forze russe hanno lanciato missili forniti da Pyongyang il 30 dicembre e il 2 gennaio verso l’Ucraina, ha detto il funzionario Usa. Alleati storici, Russia e Corea del Nord sono entrambi soggetti a sanzioni internazionali: la prima per l’invasione dell’Ucraina e la seconda per i suoi programmi missilistici e di armi nucleari vietati. Al termine di una riunione di cinque giorni del comitato centrale del Partito dei lavoratori della Corea alla fine di dicembre, Kim aveva già ordinato l’accelerazione dei preparativi militari per una “guerra” che potrebbe “essere lanciata in qualsiasi momento” nella penisola.

occhio.com

Cinto Caomaggiore, getta la figlia nel vuoto, poi cerca di suicidarsi

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Due tonfi nella notte in un paese avvolto dalla nebbia.

Subito dopo, il pianto disperato di una bambina.

E’ quanto hanno udito i residenti di un’arteria periferica di Cinto Caomaggiore (Venezia), paesino al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, attorno a mezzanotte di ieri. Si sono affacciati e hanno visto un uomo – un 43enne residente in paese – che stava pronunciando frasi sconnesse e girovagava nel giardino. A poca distanza c’era la figlia, di soli 5 anni, in lacrime, con una ferita alla testa.
Da quanto si è appreso, la piccola stava trascorrendo alcuni giorni delle vacanze natalizie dal padre, poiché i genitori sono separati.
L’ipotesi degli investigatori è che il papà abbia gettato nel vuoto la figlioletta, dal terrazzo della propria abitazione posta al primo piano, da un’altezza per fortuna limitata.
L’impatto al suolo sarebbe stato attutito dal giardino sottostante. Pochi istanti dopo il folle gesto, l’uomo si sarebbe buttato a propria volta, restando praticamente illeso, salvo alcune contusioni agli arti.
Subito è scattata la macchina dei soccorsi e, in pochi minuti, sono arrivati i carabinieri della vicina Portogruaro che hanno preso in custodia l’uomo il quale, secondo i testimoni, non era presente a se stesso e farfugliava parole senza senso.
La bimba è stata affidata all’equipe medica di un’ambulanza, poiché l’elisoccorso notturno non è potuto decollare per problemi di visibilità. E’ stata ricoverata d’urgenza, in codice rosso all’ospedale di Treviso, dove l’ha raggiunta la madre, che abita nel paese confinante a quello dove si è verificato l’inquietante episodio. In mattinata la prognosi è stata sciolta: se la caverà in trenta giorni.
Il papà è stato portato dai militari dell’Arma all’ospedale di Pordenone dove è stato sottoposto ad accertamenti. Al termine del consulto psichiatrico, nei suoi confronti è scattato il fermo di polizia giudiziaria come indiziato di delitto, per l’ipotesi di reato di tentato omicidio. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Pordenone.
Secondo quanto hanno potuto ricostruire gli investigatori, l’uomo non era seguito dai servizi sociali e non aveva mai palesato precedenti problemi psicologici.
I sindaci dei due comuni in cui vivono i genitori si sono messi immediatamente a disposizione della madre, per qualunque necessità si palesasse in queste ore convulse. 

occhio.com

Santa Maria Capua Vetere, rientrati i disordini in carcere

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Sono rientrati i disordini nel carcere di Santa Maria Capua Venere.

“Apprendiamo che, grazie alla professionalità e all’inventiva del Reparto del Corpo di polizia penitenziaria e al tempestivo intervento del magistrato di sorveglianza, sono rientrati, dopo alcune ore, i gravissimi disordini di oggi pomeriggio presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere”, riferisce Gennarino De Fazio, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria, in una nota.

“La protesta dei detenuti pare sia originata dalla mancata concessione, a uno di loro, di un permesso per la partecipazione al funerale di un congiunto vittima di omicidio nel casertano”, spiega il segretario della UILPA PP.

La stessa Uil poco prima aveva riferito di “gravissimi disordini, con detenuti che avrebbero asserragliato alcune sezioni detentive dopo averle vandalizzate e, sembrerebbe, aver temporaneamente trattenuto un paio di operatori del corpo di polizia penitenziaria, nel carceregià teatro in passato di gravissime vicende di cronaca. I disordini, stando alle ancora disarticolate notizie che pervengono, sarebbero da qualificare come vera e propria rivolta e interesserebbero l’intero reparto Volturno con circa 250 detenuti presenti”

“Nella speranza, per quanto abbastanza utopistica, che alla fine di tutto i danni siano solo materiali, ribadiamo che non bastano le parole e i buoni propositi”, aveva sottolineato Fazio. “Servono subito un decreto carceri che affronti l’emergenza deflazionando la densità detentiva e rinforzando tangibilmente gli organici della Polizia penitenziaria, mancanti di oltre 18mila unità, e un progetto di riforma complessiva del sistema d’esecuzione penale, con anche la reingegnerizzazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la riorganizzazione del Corpo di polizia penitenziaria. Lo ribadiamo, il resto rischia di essere solo un palliativo, se non addirittura un placebo”.

Uspp: da tempo denunciamo carenze 

“E’ da tempo che denunciato come sindacato che a Santa Maria Capua Vetere c’è una carenza di agenti di 70 unità. Dopo i fatti del 2020 niente è cambiato. Sono rimasti i problemi di sovraffollamento, di carenza di organico e strutturali. bisogna inasprire le pene e togliere i benefici di legge previsti dall’ordinamento penitenziario per i detenuti che si rendono protagonisti di aggressioni e rivolte”.

Così, in una nota, il presidente e il segretario regionale dell’Uspp Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, commentano i disordini che si stanno verificando nel carcere casertano di Santa Maria Capua Vetere. “Chiediamo anche l’intervento del Gruppo Operativo Mobile (GOM) per il supporto al personale di polizia penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere a cui il sindacato esprime solidarietà”.

occhio.com

Modena, 14enne si uccide con la pistola del padre

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Lo cercavano da alcune ore nei campi vicino a casa e lo hanno trovato riverso in un fosso, ucciso con un colpo di pistola.

L’arma è del padre, regolarmente detenuta, e il ragazzo, 14 anni, evidentemente sapeva dove la metteva il genitore, un funzionario amministrativo in servizio alla Questura di Modena.

La polizia non ha dubbi sul fatto che si tratti di un suicidio, anche se le motivazioni del gesto sono al momento oscure.
Un altro episodio, con esito ben più tragico, dopo quanto accaduto a Rosazza di Biella, mantiene al centro il tema del porto d’armi. Anche qui si valuterà, da prassi, la eventuale omessa custodia e saranno svolti accertamenti per ricostruire il contesto di quanto accaduto. Villa Sorra, un grande parco intorno a una antica residenza nelle campagne di Castelfranco Emilia, solitamente luogo di passeggiate e picnic, questa mattina è stata sfondo di una tragedia ancora insondabile.
L’allarme per la sparizione del giovane, che frequenta un istituto superiore a Modena, un ragazzo sportivo, senza problemi o disagi apparenti, è scattato nella giornata di ieri. La famiglia ha presentato denuncia e il padre si sarebbe accorto quasi subito dell’assenza dell’arma da casa.
Le ricerche si sono concentrate nei dintorni nell’abitazione, nella frazione di Gaggio di Piano, nella zona della villa che il 14enne ben conosceva: sentieri, specchi d’acqua, boschetti, battuti da squadre di forze dell’ordine e di soccorso, con l’aiuto dall’alto di un elicottero dei vigili del fuoco e di droni.
L’avvertimento ai cittadini, da parte dell’amministrazione comunale, è stato quello di evitare la zona, non ostacolare il passaggio dei mezzi. Un’attività seguita da due Procure, quella ordinaria di Modena e quella per i minorenni di Bologna, che proseguiranno a interessarsi entrambe del caso, ciascuno per propria competenza.
Verso le 11, il ritrovamento del corpo, in via Prati. Il sopralluogo di Scientifica e medico legale non ha lasciato incertezze sulla dinamica del gesto: il ragazzino si è sparato.
Non risultano messaggi o biglietti di spiegazione. Il suo telefono, sempre rimasto raggiungibile, è stato preso in custodia e verrà analizzato, per mettere in fila e decifrare gli ultimi contatti avuti dal 14enne. Saranno sentiti testimoni, amici e familiari, ancora sotto choc, per capire quello che dai primi accertamenti non trova un senso.
“L’unica dichiarazione che mi sento di fare sono le condoglianze e l’abbraccio di tutta la città alla famiglia davanti a questa tragedia che colpisce tutta la comunità”, dice il sindaco di Castelfranco Emilia Giovanni Gargano. E sconvolti sono anche i colleghi del padre, accorsi sul luogo del ritrovamento dove lo stesso genitore era presente. L’uomo è un dipendente “civile” del ministero dell’Interno, non un poliziotto dunque, e riveste un incarico in un ufficio amministrativo della Questura. Oltre al telefono, anche l’arma sarà sequestrata. 

occhio.com

Giappone, donna 80enne estratta viva dalle macerie

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Una donna di 80 anni è stata tirata fuori viva dalle macerie della sua casa crollata in Giappone, 72 ore dopo il terremoto di magnitudo 7.5 che ha colpito il versante centro-occidentale del Paese a Capodanno.

Lo riferisce la Bbc on line. Secondo una prima ricostruzione, l’anziana era rimasta intrappolata al piano terra della sua casa dopo il terremoto. L’agenzia di stampa statale ha mostrato il video della donna salvata dalla sua casa nella città di Wajima mentre si avvicina la finestra di tempo delle 72 ore, entro la quale si riducono le possibilità di ritrovare persone ancora in vita sotto le macerie. Il bilancio delle vittime è di 84, ma molte persone sono rimaste intrappolate sotto le loro case crollate, soprattutto nelle città di Suzu e Wajima. Decine di migliaia di residenti sono ancora senza elettricità e acqua, mentre centinaia rimangono isolati dagli aiuti a causa delle frane e delle strade bloccate.
Il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha fatto sapere oggi che finora sono state salvate 150 persone e che i soccorritori continueranno con i loro sforzi su vasta scala per salvarne il maggior numero possibile.

occhio.com

Cinquefrondi, uomo muore schiacciato dal trattore

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Un trentenne, Davide Tropeano, ha perso al vita stamattina poco dopo le 9 rimanendo schiacciato dal trattore sul quale si trovava mentre era in terreno di proprietà della famiglia in una zona periferica di Cinquefrondi.
L’uomo, nato a Cinquefrondi ma residente a San Giorgio Morgeto, era in compagnia di un altro fratello quando, a bordo del trattore, ha cercato di spostarsi nel terreno seguendo una stradina interpoderale a ridosso di un piccolo dislivello.

Al passaggio dell’automezzo il terreno è franato facendo capovolgere il mezzo guidato da Tropeano che è finito sotto il trattore.

Il fratello, che lo stava aspettando nella parte inferiore del terreno, non vedendolo arrivare è risalito trovandosi davanti la scena. Immediatamente ha chiamato i soccorsi.
Sul posto sono arrivati mezzi dei vigili del fuoco, della polizia e dei carabinieri, oltre ai sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare la morte dell’uomo. E per i rilievi del caso è giunta la polizia scientifica. Immediata la vicinanza dell’amministrazione comunale che ha sospeso le manifestazioni già programmate per questo periodo natalizio.

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Iran, la prima esplosione causata da un kamikaze

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La prima delle due esplosioni che hanno provocato la morte di 84 persone ieri a Kerman, in Iran, è stata causata da un attentatore suicida. Lo riporta Irna, citando una fonte informata.Sebbene siano ancora in corso le indagini riguardo alla seconda esplosione, secondo la fonte anche in questo caso si sarebbe trattato di un altro kamikaze.
Per ora, nessuno ha rivendicato le esplosioni di ieri a Kerman.
   

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Kiev, salgono a 32 le vittime dell’attacco del 29 dicembre

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Il bilancio delle vittime dell’attacco russo a Kiev il 29 dicembre ha raggiunto 32 morti, secondo le autorità ucraine, che già la settimana scorsa avevano giudicato questo bombardamento il più mortale per la capitale in due anni di guerra.
Il conteggio precedente era di 30 morti.

“Le squadre forensi della Direzione generale del Ministero degli Interni hanno identificato due nuove vittime” trovate tra le macerie di un magazzino, ha scritto su Telegram il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Sergiy Popko, sottolineando che “il numero totale delle persone uccise (…) il 29 dicembre ammonta ora a 32”.

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Usa, nuova sparatoria in una scuola in Iowa

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La polizia di Perry, in Iowa, conferma che c’è stata una sparatoria al liceo locale, il Perry High School, senza però fornire al momento dettagli. Lo riportano i media americani.

L’incidente è avvenuto nel primo giorno di scuola dopo le feste. La scuola si trova a 50 chilometri da DesMoines, nella contea di Dallas.
   

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