
Nel 34° anniversario dell’attentato mafioso di Palermo, il presidente della Repubblica ricorda il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta. Meloni: «Ci ha lasciato un’eredità di coraggio, amore per la Patria e fiducia nei giovani»
L’Italia si ferma per ricordare una delle pagine più drammatiche della sua storia. A 34 anni dalla strage di via D’Amelio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio a Paolo Borsellino e ai cinque agenti della scorta uccisi nell’attentato mafioso del 19 luglio 1992, sottolineando come il magistrato e Giovanni Falcone rappresentino ancora oggi «i simboli della riscossa civile del Paese».
Alle commemorazioni si è unita anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ricordato l’eredità morale lasciata dal magistrato, mentre a Palermo istituzioni, forze dell’ordine e cittadini hanno partecipato alle celebrazioni in memoria delle vittime.
Il messaggio di Sergio Mattarella
Nel suo messaggio per il 34° anniversario della strage, Sergio Mattarella ha ricordato come l’attentato di via D’Amelio, avvenuto appena due mesi dopo la strage di Capaci, abbia segnato profondamente la coscienza nazionale.
«La strage di via D’Amelio, due mesi dopo quella di Capaci, ha segnato in profondità la coscienza del Paese. Rappresentò il culmine di un disegno eversivo che mirava a piegare le istituzioni democratiche e la stessa libertà degli italiani», ha dichiarato il Capo dello Stato.
Mattarella ha poi sottolineato che, grazie all’impegno della magistratura, delle forze dell’ordine e delle istituzioni, quel progetto criminale è stato sconfitto.
“Borsellino e Falcone simboli della riscossa civile”
Il presidente della Repubblica ha ricordato il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, uccisi nell’esplosione dell’autobomba in via D’Amelio.
«Borsellino e Falcone sono simboli della riscossa civile del Paese», ha affermato Mattarella, evidenziando come il loro lavoro abbia contribuito a rafforzare gli strumenti dello Stato nella lotta contro la criminalità organizzata e a diffondere tra i giovani una cultura fondata sulla legalità.

Il ricordo di Giorgia Meloni
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dedicato un messaggio alla memoria del magistrato.
«Il 19 luglio è una data che ha segnato la storia d’Italia. E ha segnato anche la mia vita», ha scritto sui social.
La premier ha ricordato le parole di Paolo Borsellino rivolte ai giovani:
«Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo».
Meloni ha quindi ribadito l’impegno del Governo nel contrasto alla criminalità organizzata e nella difesa della legalità.
Le commemorazioni a Palermo
Le celebrazioni ufficiali si sono svolte a Palermo, dove alle 10.30 il trombettiere della Polizia di Stato ha eseguito il Silenzio durante la deposizione di una corona di fiori alla Caserma Lungaro.
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili, militari e giudiziarie, oltre ai familiari delle vittime. Presente anche Antonio Vullo, unico agente sopravvissuto all’attentato del 19 luglio 1992.
Successivamente, in via D’Amelio, il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino ha promosso l’iniziativa “Coloriamo via D’Amelio”, coinvolgendo decine di bambini in attività dedicate alla memoria, alla legalità e all’impegno civile.

La strage che cambiò la storia d’Italia
Il 19 luglio 1992, una Fiat 126 imbottita di tritolo esplose sotto l’abitazione della madre di Paolo Borsellino, in via D’Amelio a Palermo.
L’attentato provocò la morte del magistrato e dei cinque agenti della scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
La strage arrivò appena 57 giorni dopo quella di Capaci, nella quale furono assassinati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.
Ancora oggi quelle due tragedie rappresentano uno dei momenti più dolorosi della storia della Repubblica e un simbolo della lotta dello Stato contro la mafia.








