La Procura accelera verso la chiusura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: al centro le intercettazioni ascoltate da Andrea Sempio durante l’interrogatorio
La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco entra nella fase decisiva. Dopo tre ore trascorse in Procura a Pavia, Andrea Sempio ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti ai magistrati che indagano sull’omicidio di Chiara Poggi.
Durante l’interrogatorio, al 38enne sarebbero state fatte ascoltare alcune intercettazioni ambientali considerate centrali dagli inquirenti. Audio che, secondo la Procura di Pavia, potrebbero contribuire a riscrivere completamente il caso.
Le intercettazioni al centro dell’inchiesta
Secondo gli investigatori, nelle registrazioni captate da una microspia installata nell’auto di Sempio nel 2025, l’indagato farebbe riferimento ai video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, oltre a un tentativo di approccio telefonico respinto dalla ragazza.
In alcuni passaggi, ritenuti rilevanti dagli inquirenti, Sempio parlerebbe di una telefonata in cui Chiara avrebbe chiuso bruscamente la conversazione.
Per la Procura, quelle frasi potrebbero rafforzare il possibile movente legato a un rifiuto sentimentale.
La difesa: “Erano commenti a un podcast”
I legali del 38enne, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, stanno lavorando per smontare il peso investigativo delle intercettazioni.
Secondo la ricostruzione difensiva, Sempio non starebbe confessando nulla, ma starebbe semplicemente commentando un podcast o trasmissioni dedicate al caso Garlasco ascoltate mentre era in auto.
Gli avvocati sostengono inoltre che molte parti delle trascrizioni risultino segnate come “non comprensibile”, elemento che renderebbe più fragile l’interpretazione accusatoria.
La nuova ricostruzione della Procura
La Procura di Pavia porta avanti una ricostruzione completamente diversa rispetto a quella che aveva portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Secondo gli inquirenti, Andrea Sempio avrebbe sviluppato un interesse nei confronti di Chiara Poggi dopo aver visto alcuni video privati custoditi sul computer di casa Poggi.
Da lì sarebbero nate avance rifiutate e, successivamente, l’aggressione avvenuta il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli.
Nel capo di imputazione si parla di almeno 12 colpi inferti con un oggetto contundente, con aggravanti legate alla crudeltà e ai motivi abietti.
Dna, impronte e nuove verifiche
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori ci sono:
- il Dna trovato sotto le unghie della vittima
- la cosiddetta impronta 33
- le intercettazioni ambientali
- alcune ricerche online sul caso Garlasco
Secondo la Procura, questi elementi convergerebbero verso Sempio. La difesa continua invece a contestare la solidità del quadro accusatorio.
Marco Poggi e le sorelle Cappa ascoltati dai pm
Nelle stesse ore sono stati ascoltati anche Marco Poggi, oltre alle cugine della vittima Paola Cappa e Stefania Cappa.
Marco Poggi avrebbe preso atto delle intercettazioni contestate all’amico, ribadendo però la fiducia nei consulenti che sostengono la validità della ricostruzione originaria del delitto.
Verso la chiusura dell’inchiesta
Dopo gli ultimi interrogatori e le audizioni dei testimoni, la Procura sembra ormai vicina al deposito degli atti finali dell’indagine.
Se il quadro accusatorio dovesse essere confermato, potrebbe arrivare una richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio e aprirsi parallelamente la strada a una revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi.















