Delitto di Garlasco, verso la chiusura dell’inchiesta: Sempio resta in silenzio davanti ai pm

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Andrea Sempio all’uscita dalla Procura dopo l’interrogatorio
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Tre ore in Procura per Andrea Sempio: al centro delle nuove indagini intercettazioni, Dna, impronte e il possibile movente legato a Chiara Poggi

La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco si avvia verso la fase conclusiva. Nella giornata del 6 maggio, Andrea Sempio è rimasto per circa tre ore negli uffici della Procura di Pavia, dove è stato interrogato dai magistrati nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.

Il 38enne, unico indagato nel nuovo fascicolo aperto sul caso, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma durante l’interrogatorio gli sarebbero state fatte ascoltare alcune intercettazioni considerate rilevanti dagli inquirenti.

Le intercettazioni su Chiara Poggi

Secondo quanto emerso, nelle intercettazioni Andrea Sempio parlerebbe da solo in auto facendo riferimento a Chiara Poggi, a presunti video intimi della ragazza con Alberto Stasi e a un tentativo di approccio telefonico non ricambiato.

In uno dei passaggi contestati dagli investigatori, il 38enne ricorderebbe una breve telefonata in cui Chiara gli avrebbe risposto con un netto rifiuto.

Per la Procura, quelle parole potrebbero rafforzare l’ipotesi di un movente sentimentale maturato dopo avance respinte.

La nuova ipotesi investigativa

La nuova ricostruzione della Procura di Pavia ribalta il quadro processuale che aveva portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere.

Secondo gli inquirenti, sarebbe stato Andrea Sempio a entrare nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007 per aggredire Chiara Poggi con un oggetto contundente.

Nel capo d’accusa si parla di almeno 12 colpi inferti alla testa e al volto, con aggravanti legate alla crudeltà e ai motivi abietti.

Dna, impronta 33 e nuove verifiche

Tra gli elementi al centro dell’inchiesta ci sono:

  • il Dna trovato sotto le unghie della vittima
  • la cosiddetta impronta 33
  • le ricerche online effettuate anni dopo sul caso Garlasco
  • le intercettazioni ambientali

Gli investigatori ritengono compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio il materiale genetico repertato sotto le unghie di Chiara Poggi.

Sotto la lente anche l’impronta 33, che secondo la Procura apparterrebbe al 38enne, mentre la difesa continua a contestarne l’attribuzione.

Le nuove ipotesi sul tappetino e sull’arma del delitto

Nelle nuove analisi investigative assume importanza anche il tappetino della cucina della villetta Poggi, che secondo la Procura sarebbe stato spostato durante i primi sopralluoghi, alterando parte della scena del crimine.

Gli inquirenti ipotizzano inoltre che l’assassino si sia lavato nel lavabo della cucina prima di lasciare l’abitazione.

Secondo una delle ricostruzioni investigative, l’arma del delitto potrebbe essere un martello con coda di rondine scomparso dalla casa dopo l’omicidio e mai ritrovato.

La replica della difesa di Sempio

I legali del 38enne, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, sostengono che le intercettazioni siano state estrapolate dal contesto.

Secondo la difesa, Sempio sarebbe in grado di spiegare il contenuto di quelle conversazioni una volta completata la consulenza personologica affidata a uno psicoterapeuta.

Gli avvocati contestano inoltre la solidità degli elementi raccolti dalla Procura.

Verso la chiusura dell’inchiesta

Dopo gli interrogatori di Andrea Sempio, le audizioni di Marco Poggi e delle sorelle Paola Cappa e Stefania Cappa, la Procura sembra ormai vicina alla chiusura delle indagini.

A quel punto potrebbe arrivare una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio e aprirsi parallelamente la strada a una richiesta di revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi.

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