Nuovi dettagli nelle carte dell’inchiesta su Chiara Poggi: per la Procura Andrea Sempio avrebbe fatto riferimento all’orario in cui entrò nella villetta di Garlasco
Emergono nuovi dettagli nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia.
Secondo la Procura di Pavia, una vecchia intercettazione ambientale del 2017 conterrebbe un possibile riferimento all’orario in cui Sempio sarebbe entrato nella casa della giovane il giorno dell’omicidio.
Nelle trascrizioni dell’audio, l’uomo pronuncia infatti la frase:
«È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però cazzo (…) alle nove e mezza».
Per gli inquirenti, quel passaggio potrebbe rappresentare un riferimento diretto al momento del delitto.
L’accusa dei pm: «Aggressione cieca e sproporzionata»
Nel corso dell’interrogatorio del 6 maggio scorso, i pubblici ministeri di Pavia hanno contestato a Sempio una ricostruzione molto dura dei fatti.
Secondo l’accusa, dopo un presunto approccio sessuale respinto da Chiara Poggi, l’aggressione sarebbe degenerata in una violenza estrema.
I pm parlano infatti di:
«Un’aggressione che diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e la testa».
Per la Procura, l’intento dell’assassino sarebbe stato quello di “cancellare ogni traccia della persona che si era opposta”.
Durante l’interrogatorio Andrea Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Le nuove accuse contro Andrea Sempio
Secondo gli inquirenti, i nuovi elementi raccolti negli ultimi mesi smonterebbero la pista del cosiddetto “movente pornografico” attribuito in passato ad Alberto Stasi.
La Procura sostiene invece che emergano “solidi elementi” relativi a un tentativo di approccio sessuale da parte di Sempio nei confronti della vittima.
Gli investigatori ritengono inoltre che l’indagato avrebbe mentito per anni su diversi aspetti chiave dell’inchiesta, tra cui:
- lo scontrino del parcheggio usato come alibi;
- le telefonate effettuate a casa Poggi;
- le chiamate al fratello della vittima il giorno del delitto;
- alcuni movimenti successivi all’omicidio.
Il video intimo e la chiavetta usb
Tra gli elementi al centro delle nuove indagini c’è anche un video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi custodito in una chiavetta usb nella casa della vittima.
Secondo gli inquirenti, Andrea Sempio avrebbe potuto accedere a quel contenuto grazie all’amicizia con Marco Poggi, fratello di Chiara.
Marco Poggi, ascoltato dagli investigatori, ha dichiarato:
«L’unica spiegazione plausibile è che Sempio abbia preso una penna usb che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa».
La Procura ipotizza che proprio quel materiale possa avere rappresentato la scintilla che avrebbe scatenato il delitto.
Il foglietto gettato nell’isola ecologica
Un altro elemento citato nelle carte riguarda un foglio che Sempio avrebbe gettato in un’isola ecologica il 26 febbraio dello scorso anno mentre veniva seguito dai carabinieri.
Secondo i pm, il foglio conteneva annotazioni sospette con parole come:
- “campanello”;
- “finestra da fuori”;
- “colpi”;
- “assassino”.
La difesa ha però respinto ogni interpretazione accusatoria.
L’avvocato Liborio Cataliotti ha spiegato che si trattava semplicemente di appunti per uno spettacolo teatrale richiesto al suo assistito.
La ricostruzione del delitto
Secondo la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, il delitto si sarebbe consumato in più fasi.
La colluttazione tra Chiara Poggi e il suo assassino sarebbe durata tra i 15 e i 20 minuti.
Per i magistrati, gli elementi raccolti non costituiscono ancora una prova definitiva, ma contribuirebbero a rafforzare il quadro accusatorio complessivo.















