Prato, 13 indagati per fatture false

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Tredici indagati a Prato per un vasto repertorio di meccanismi di evasione fiscale basato su fatture false.

Ci sono sette italiani, considerati da procura e guardia di finanza gli organizzatori del sistema fraudolento in quanto titolari di società ‘cartolari’, per emettere fatture, e sei imprenditori (due italiani e quattro cinesi) a capo di imprese manifatturiere, realmente operative nel distretto tessile, utilizzatori dei flussi generati dalle fatture fittizie.

La procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Inoltre l’Erario ha già introitato 533.000 euro con le prime adesioni ai verbali di contestazione redatti dalla guardia di finanza a seguito dell’accertamento fiscale curato dall’Agenzia delle Entrate. L’indagine, viene evidenziato, è un importante risultato concreto nell’attuazione del protocollo d’intesa siglato a Prato a fine 2024 tra procura, guardia di finanza e Agenzia delle Entrate.
Numerosi i reati contestati a vario titolo in questa indagine: emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti; infedele e omessa dichiarazione fiscale in violazione del decreto legislativo 74 del 2000; riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. Per la GdF i 13 indagati hanno pianificato un articolato disegno criminoso finalizzato all’evasione di imposte dirette e Iva nel settore tessile facendo leva su diversi schemi fraudolenti. Scoperta una società ‘esterovestita’ di diritto bulgaro ma operante in Italia. I proventi dell’evasione fiscale venivano “ripuliti” con operazioni di autoriciclaggio gestite dagli stessi soggetti e, in alcuni casi, attraverso ulteriori attività di riciclaggio e reimpiego curate da terzi estranei alla frode.

Marco Gaudini
   

occhio.com

Roma, tredici arresti per droga

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Ordinativi via telefono, anche attraverso app di messaggistica istantanea, e consegne a domicilio spesso con veicoli presi a noleggio. Smantellata dai carabinieri un’organizzazione dedita allo spaccio di droga tra Roma e provincia.

Su delega della Dda della Procura, i militari della compagnia di Frascati hanno eseguito un’ordinanza del gip che dispone 13 arresti (8 in carcere e 5 ai domiciliari con braccialetto elettronico). Sono accusati, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti continuata e in concorso, aggravata dalla collaborazione di minori.
L’attività investigativa, che si è sviluppata tra novembre 2021 e maggio 2022, attraverso attività tecniche e numerosi servizi di osservazione e pedinamento ha accertato l’esistenza di un sodalizio criminale ben organizzato sul territorio, impegnato nella cessione, acquisto, trasporto, commercio, vendita ed illecita detenzione di cocaina e hashish nel comune di Roma, in quantitativi “all’ingrosso”, dai 100 grammi in su, in particolare nei quartieri Tor Bella Monaca, Borghesiana, Finocchio, Vermicino, Fidene e Spinaceto e nel comune di Guidonia Montecelio.
A rivestire un ruolo apicale la compagna del promotore, destinataria degli arresti domiciliari, che si occupava della contabilità e dell’adozione di eventuali misure repressive nei confronti degli associati. Accertato come alcuni indagati avessero la disponibilità di armi da fuoco.

Pasquale D’Ascoli
   

occhio.com

Sparatoria in una scuola in Austria, almeno nove vittime

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Si è verificata una sparatoria in una scuola di Graz, i Austria Secondo le prime informazioni riportate dai media locali almeno nove persone sono state uccise e diverse altre tra studenti e insegnanti sono gravemente ferite. A loro si aggiunge l’aggressore, che si è suicidato. “Il presunto autore è un ventunenne austriaco originario della zona di Graz”, ha detto il direttore della polizia della Stiria, Gerald Otner, durante la conferenza stampa in merito alla sparatoria.

Otto delle vittime sarebbero studenti, mentre l’ottava è un adulto, probabilmente un insegnante. Come riporta il Krone Zeitung i feriti ricoverati sarebbero 28, di cui quattro “in condizioni estremamente critiche”, e “alcune vittime sarebbero state colpite alla testa”. Sempre secondo il quotidiano austriaco il presunto autore del fatto avrebbe aperto il fuoco in due aule e poi si sarebbe tolto la vita in un bagno dell’istituto scolastico, dove è stato ritrovato dagli agenti che hanno evacuato stanza per stanza l’edificio. Sarebbe stato uno studente della scuola, la Borg Dreierschützengasse, e si considerava una vittima di bullismo.

La polizia ha confermato lo svolgimento di un’importante operazione per mettere in sicurezza l’istituto scolastico nel quartiere di Lend, dove studenti e insegnanti sono rimasti barricati nelle classi in attesa di essere evacuati. “La scuola è stata evacuata e tutti sono stati condotti in un punto di incontro sicuro”, ha riferito la polizia. “La situazione è sicura. Non si prevedono ulteriori pericoli”, hanno aggiunto le forze dell’ordine austriache.

Il comando operativo ha attivato il cosiddetto sistema Manv, una procedura per gestire un afflusso massiccio di feriti. Tutti gli ospedali della Stiria sono stati allertati e hanno dovuto segnalare la propria capacità. Anche i medici degli ospedali regionali e universitari sono presenti sul posto e due centri di assistenza sono stati allestiti nei pressi della scuola per le persone colpite.

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Saronno, anziano ucciso in casa: fermata la nuora

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Ancora non si capisce perché lo abbia fatto ma gli inquirenti sono convinti che ad uccidere Romolo Baldo sia stata la compagna di vita del figlio, Elena Pagani, che per questo è stata fermata. Il pensionato di 86 anni viveva con la coppia in una villetta di Saronno, in provincia di Varese, dove è stato ucciso a coltellate.

Per il pubblico ministero di Busto Arsizio Roberto Bonfanti è stata la quarantunenne ad uccidere a coltellate il suocero nella mattinata di oggi in casa una villetta a schiera tra l’arancio e il marrone, alla periferia della cittadina, dove oggi si votava il ballottaggio per l’elezione del sindaco. L’omicidio si sarebbe consumato in mattinata.

Secondo le prime informazioni, non sarebbe stato un delitto premeditato. Dopo aver assassinato Baldo, Pagani avrebbe chiamato il compagno che, a sua volta, ha allertato il 112. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto avrebbero trovato la donna seduta sul divano in soggiorno, il coltello ancora in mano. Il movente resta un mistero. Almeno per quanto trapela, visto che Pagani è stata immediatamente portata in caserma dai carabinieri di Saronno. In serata è arrivata la conferma del fermo. L’ottantaseienne ha lavorato una vita come operaio poi, rimasto vedovo, si è dedicato all’orto e ha iniziato a frequentare i centri per anziani. Una persona attiva, quella descritta dai vicini. Cosa sia accaduto oggi non è dato saperlo. Non c’erano segnali apparenti di una fatica nella convivenza e sul movente gli inquirenti hanno spiegato che è “in fase di accertamento”. Pagani, portata in caserma, sta rispondendo alle domande dei militari. I vicini di casa parlano di vita tranquilla. Nessun litigio particolare rilevato. “Non abbiamo sentito mai grida o altro”, raccontano. Salutavano tutti, erano gentili, non gridavano mai in casa. Nemmeno questa mattina si sono sentite grida. Nessuno si è accorto di nulla. “Ci siamo resi conto che era successo qualcosa di grave quando abbiamo visto carabinieri e ambulanza arrivare qui. Ma mia avremmo immaginato una cosa del genere. Per noi non c’erano state avvisaglie”. Gi accertamenti da parte della Scientifica e della medico legale di Pavia proseguono. Per il momento non si contestano aggravanti gravi come la premeditazione. Nei prossimi giorni il fermo dovrà essere convalidato davanti al gip.

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Crotone, arrestato 41enne trovato con 160 grammi di cocaina in casa

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Un 41enne è stato arrestato dalla Polizia a Crotone per detenzione ai fini di spaccio di sostanza di cocaina nell’ambito di servizi di controllo del territorio predisposti dal questore Renato Panvino. Nel corso di un’attività condotta da personale delle volanti, gli agenti hanno acquisito elementi tali da ritenere che nell’abitazione dell’indagato potesse trovarsi dello stupefacente.

E’ stata quindi effettuata una perquisizione nel corso della quale sono stati trovati e sequestrati circa 160 grammi di cocaina pronta per essere immessa sul mercato.

Oltre alla sostanza stupefacente, è stato trovato e sequestrato anche materiale per il confezionamento delle dosi.
 L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza e portato nella Casa circondariale di Crotone a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
   

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Vicenza, 16enne accoltellato al petto in una zona limitrofa al centro storico

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Un ragazzo di 16 anni è stato accoltellato al torace nella tarda serata di ieri a Vicenza, in una zona limitrofa al centro storico, e si trova ora ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di terapia intensiva pediatrica all’ospedale.

Secondo una prima ricostruzione da parte delle forze dell’ordine, a colpirlo sarebbe stato un altro giovane, forse un suo coetaneo, per motivi ancora da chiarire. Una delle ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti è quella di una tentata rapina finita nel sangue, ma non si escludono altre piste.

Per avere un quadro più preciso potrebbero essere utili le dichiarazioni del ferito, residente in città, quando sarà in grado di rispondere alle domande. A lanciare l’allarme sono stati alcuni passanti; la zona dove è avvenuto il fatto, via Cattaneo, è densamente abitata e frequentata anche perchè dotata di un grande parcheggio. Dopo le chiamate nel luogo del fatto è arrivata un’ambulanza del Suem 118, i cui medici hanno prestato al giovane le prime cure sul posto per poi trasportarlo nel nosocomio cittadino. 
   

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Marina di Varcaturo, 18enne ucciso durante una lite in spiaggia

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Nicola aveva 18 anni e tanti sogni da realizzare davanti a sé.

La sua breve storia è terminata poco dopo le 13 di una domenica di giugno sulla spiaggia che aveva scelto per il primo bagno di stagione quando un altro ragazzo, di un anno più grande, le ha posto fine accoltellandolo con due fendenti al torace al termine di una lite scoppiata per motivi che adesso neanche lui – fermato dalla polizia – è in grado bene di spiegare tanto sono esili nella loro struttura.


Teatro della lite un lido di Marina di Varcaturo, striscia di confine tra il Napoletano e il Casertano, a metà tra i comuni di Giugliano e Castel Volturno: è qui che intorno alle 13,15 Nicola, originario di Mugnano, un grosso centro a nord di Napoli, e il suo aggressore di un anno più grande, ingaggiano una colluttazione. Dalle parole si passa ai fatti, spunta un coltello, e uno dei due contendenti si accascia in una pozza di sangue. Che Nicola abbia avuto la peggio è subito chiaro a tutti. Un’ambulanza privata di passaggio in zona lo carica a bordo e lo accompagna all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove il giovane muore dopo circa un’ora di agonia. Fatali i due fendenti al torace. Inevitabili le scene di disperazione da parte di amici e parenti, sia in spiaggia che dopo in ospedale, per un epilogo che nessuno avrebbe mai immaginato.
Il suo aggressore, 19 anni, viene fermato con l’accusa di omicidio. Ora gli inquirenti, che lo stanno interrogando, vogliono capire se quella lite sia stata davvero occasionale o sia invece il frutto di un piano studiato a tavolino. Si scava, in particolare, nel passato dei due giovani per capire se non ci fossero dei dissapori pregressi tra loro. Le indagini sono condotte dagli uomini del commissariato di polizia di Castel Volturno che stanno sentendo anche numerosi testimoni.
Sull’omicidio si fa sentire la politica. “Deponete le armi” è l’appello dell’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo. Parla di tragedia che lascia attoniti il deputato di Avs Francesco Borrelli, mentre dalla maggioranza Gimmi Cangiano (Fdi) invoca una “seria riflessione che non può e non deve lasciarci indifferenti”.


Ottocento chilometri più a nord un’altra violenza ingiustificata, questa volta a Vicenza: a farne le spese un ragazzo di 16 anni accoltellato al torace nella tarda serata di ieri, in una zona limitrofa al centro storico. Il giovane è ricoverato in prognosi riservata ma non sarebbe in pericolo di vita. Attraverso i video delle telecamere sorveglianza presenti in zona, la Polizia sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Nel frattempo sarebbero già stati ascoltati alcuni testimoni, anche se un quadro più preciso lo si avrà quando il ferito potrà parlare dal letto di ospedale. Tra le piste al vaglio, anche quella di un diverbio degenerato. Dopo l’accoltellamento il sedicenne, pur sanguinante, è riuscito a percorrere alcune centinaia di metri a piedi, chiedendo aiuto in un locale pubblico. 

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Scano Montiferro, muore il vicesindaco travolto da un’auto pirata

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E’ rimasto con la moto senza benzina e la spingeva su ciglio della strada in attesa che arrivasse un amico ad aiutarlo quando è stato sfiorato da una prima auto, una seconda l’ha travolto ed è fuggita e una terza ha centrato la due ruote.

Sarebbe morto sul colpo Antonio Pietro Ghiaccio, 54 anni, vicesindaco di Scano Montiferro (Oristano) travolto e ucciso da un’auto pirata durante la notte lungo la strada provinciale 10 a San Vero Milis, sempre nell’Oristanese.
Il primo e il terzo automobilista si sono fermati e hanno dato l’allarme.

I carabinieri stanno cercando di rintracciare il conducente che non si è fermato a soccorrerlo.

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Chieti, quattro morti in un terribile incidente stradale

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Sale a quattro il bilancio delle vittime del grave incidente stradale avvenuto nel pomeriggio a Chieti, sulla SS 656, nella zona dello stadio ‘Angelini’.

E’ morto all’ospedale di Pescara uno degli automobilisti rimasti coinvolti nell’incidente: si tratta di un ragazzo di 27 anni. Il giovane, trasportato in Pronto soccorso in condizioni disperate, è deceduto dopo quasi un’ora di tentativi di rianimazione. Le altre tre vittime dello scontro, invece, sono morte sul posto. 

Una Bmw che invade la corsia opposta e si scontra prima con una Toyota, che nell’impatto vola sopra al guardrail, poi con una Ford Fiesta e ancora contro il muro di cemento che delimita la carreggiata, arrestando la sua corsa circa 80 metri dopo. Sembra questa la dinamica del terribile incidente nel quale sono morte quattro persone, a metà pomeriggio, a Chieti; altre due persone sono rimaste miracolosamente illese. Tutto è successo su un rettilineo lungo la statale 656 dir, nei pressi dello stadio Angelini. Sul posto la Polizia Locale di Chieti, l’elisoccorso e due ambulanze del 118 insieme ai vigili del fuoco, che hanno lavorato per liberare i corpi dalle lamiere contorte.

La violenza dell’impatto non ha lasciato scampo ai tre occupanti della Toyota, Sergio Liberatoscioli alla guida e le sorelle Bianca e Maria, tutti ultraottantenni di Guardiagrele (Chieti), morti sul colpo, e al conducente della Bmw, il 27enne Thomas Bojano di Lettomanoppello (Pescara) che, trasportato al Pronto soccorso di Pescara in condizioni disperate, è poi deceduto dopo quasi un’ora di tentativi di rianimazione. Gravemente danneggiata la terza auto, una Ford Fiesta su cui viaggiavano un ragazzo e una ragazza, rimasti illesi. Le tre auto e il telefono del 27enne sono stati posti sequestro. 

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Denisa, il killer confessa anche un altro omicidio

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Il killer reo confesso di Maria Danisa Adas ha confessato in un secondo interrogatorio di aver ucciso un’altra donna, circa un anno fa, Si tratta di Aana maria Andrei, un’altra prostituta scomparsa l’1 agosto 2024 a Montecatini Terme, in provincia di Pistoia. E’ quanto emerge da un nuovo interrogatorio fatto nel pomeriggio dalla procura di Prato.

In seguito alla nuova confessione gli inquirenti hanno ritrovato i resti di un’altra donna. Gli inquirenti ritengono che si tratti di Ana Maria Andrei, la donna di cui una parente segnalò la scomparsa alle autorità l’1 agosto 2024. Il cadavere è stato ritrovato su indicazione del reo confesso: era stato nascosto più o meno nella stessa zona nel territorio di Montecatini Terme dove è stato trovato il corpo decapitato di Denisa. Per l’identificazione certa sarà disposto un esame del Dna.  

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