Tragedia a Scampia, tredicenne precipita da un palazzo e muore

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Sette Palazzi Scampia luogo della morte della ragazzina
La zona dei Sette Palazzi di Scampia dove la 13enne ha perso la vita dopo la caduta dal decimo piano.

La giovane è caduta da un appartamento dei Sette Palazzi di via Labriola. Inutili i soccorsi del 118. Gli investigatori della Questura stanno ricostruendo la dinamica e non escludono alcuna ipotesi

Una tragedia ha sconvolto il quartiere Scampia, alla periferia nord di Napoli, dove una ragazzina di 13 anni, Denise, è morta dopo essere precipitata dal decimo piano di un edificio in via Labriola, nella zona conosciuta come quella dei Sette Palazzi.

L’allarme è scattato intorno all’ora di pranzo di oggi, mercoledì 8 luglio. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, ma per la giovane non c’è stato nulla da fare. Le gravissime lesioni riportate nell’impatto si sono rivelate fatali.

Ragazzina precipita dal decimo piano a Scampia

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, la 13enne si trovava nell’appartamento insieme alla madre quando, per cause ancora da chiarire, avrebbe raggiunto una finestra della propria camera da letto precipitando nel vuoto.

L’impatto al suolo è stato violentissimo. I soccorritori hanno tentato ogni possibile manovra di emergenza, ma la ragazza è morta sul posto a causa dei gravissimi traumi riportati.

La madre, distrutta dal dolore, è stata ascoltata dagli agenti della Questura di Napoli nelle ore immediatamente successive alla tragedia.

Indagini in corso sulla dinamica della caduta

Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto.

Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, effettuando rilievi nell’abitazione e acquisendo tutti gli elementi utili per chiarire la dinamica della caduta.

Al momento nessuna ipotesi viene esclusa. Tra quelle al vaglio degli inquirenti ci sono sia quella dell’incidente domestico sia quella di un possibile gesto volontario. Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime ore.

La 13enne era in casa con la madre

Secondo le prime informazioni emerse durante le indagini, la ragazzina si trovava in casa con la madre al momento della tragedia.

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori ci sarebbe anche il fatto che la giovane fosse stata privata temporaneamente del telefono cellulare come punizione. Si tratta di un particolare che gli inquirenti stanno verificando insieme a tutti gli altri elementi raccolti e che, allo stato attuale, non consente di trarre conclusioni sulle cause della tragedia.

La Procura competente coordina gli accertamenti per fare piena luce sull’accaduto.

occhio.com

Neonato precipita dal letto e muore a 10 mesi: tragedia a Bisceglie, indagano i carabinieri

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Neonato di 10 mesi morto dopo una caduta dal letto a Bisceglie
Tragedia a Bisceglie, un neonato di 10 mesi è morto dopo essere precipitato dal letto

Inutile la corsa in ospedale della madre. I medici hanno tentato di rianimare il piccolo per oltre un’ora, ma non sono riusciti a salvargli la vita. La Procura ha disposto gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica

Una tragedia ha sconvolto Bisceglie, dove un neonato di 10 mesi ha perso la vita dopo essere precipitato dal letto di casa. Il dramma si è consumato nel pomeriggio, quando quella che doveva essere una normale pausa di riposo si è trasformata in un evento irreparabile.

Secondo una prima ricostruzione, la madre aveva adagiato il bambino sul letto, sistemando alcuni cuscini ai lati per impedirgli di rotolare. Nonostante questa precauzione, il piccolo è riuscito a spostarsi ed è caduto a terra.

Neonato precipita dal letto: disperata corsa in ospedale

La donna ha immediatamente preso in braccio il figlio e lo ha trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Bisceglie.

All’arrivo, i sanitari hanno riscontrato condizioni gravissime. Il bambino presentava un quadro clinico critico, con cianosi e un’attività cardiaca ormai quasi assente.

L’équipe medica ha avviato subito le manovre di rianimazione, proseguite per circa un’ora. Nonostante ogni tentativo, il cuore del piccolo ha smesso di battere. Il neonato avrebbe compiuto un anno alla fine di agosto.

Indagini in corso per ricostruire la dinamica

Come previsto nei casi che coinvolgono la morte di un minore, la Procura ha disposto il sequestro della salma per consentire tutti gli accertamenti medico-legali necessari.

carabinieri hanno avviato le indagini per chiarire con precisione quanto accaduto.

Gli investigatori dovranno verificare diversi elementi, tra cui l’altezza della caduta, la superficie su cui il bambino ha impattato e i tempi intercorsi tra l’incidente e l’arrivo in ospedale.

Al momento non emergono ulteriori dettagli e gli accertamenti proseguono per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.

occhio.com

Attentato Monaco, trovata morta la sospettata Anastasiia Berezovska: due arresti in Ucraina

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Luogo dell'attentato di Monaco con il volto della sospettata Anastasiia Berezovska (Foto Ansa)
L'esplosione del 29 giugno nel Principato di Monaco e la sospettata Anastasiia Berezovska, trovata morta vicino Kiev.

La donna era ricercata per l’esplosione che ha ferito gravemente l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la sua famiglia. Il corpo è stato trovato vicino a Kiev, mentre le autorità hanno fermato un ufficiale del GUR e un ex agente delle forze dell’ordine

Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sull’attentato Monaco del 29 giugno. Gli investigatori hanno trovato morta Anastasiia Berezovska, la donna di 39 anni ricercata come principale sospettata dell’esplosione che ha ferito gravemente l’imprenditore ucraino Vadim Ermolaev, la compagna e il figlio tredicenne. Contemporaneamente, le autorità ucraine hanno fermato due persone con l’accusa di averla uccisa: un funzionario della Direzione principale dell’intelligence militare ucraina (GUR) e un ex appartenente alle forze dell’ordine.

La svolta aggiunge nuovi interrogativi a un’indagine che continua ad allargarsi. Gli investigatori, infatti, non escludono il coinvolgimento di una rete più ampia e proseguono gli accertamenti per chiarire chi abbia organizzato e finanziato l’attentato.

Attentato Monaco, Anastasiia Berezovska trovata morta vicino Kiev

Secondo quanto riferito da Ukrainska Pravda, che cita fonti investigative, gli agenti hanno trovato il corpo di Anastasiia Berezovska nella tarda serata di lunedì 6 luglio in un’area alla periferia di Kiev.

La donna, cittadina ucraina residente in Germania, risultava ricercata dalle autorità del Principato di Monaco. L’Interpol aveva diffuso un mandato di ricerca internazionale con le accuse di tentato omicidio, collocamento di un ordigno esplosivo in luogo pubblico e associazione a delinquere.

Il tabloid britannico The Sun, riportando informazioni provenienti da fonti ucraine, sostiene che alcuni killer l’abbiano uccisa con diversi colpi d’arma da fuoco.

Attentato Monaco, due arresti per l’omicidio della sospettata

Le autorità ucraine hanno fermato due persone durante le prime fasi dell’inchiesta.

Secondo Ukrainska Pravda, uno dei fermati presta servizio nella Direzione Generale dell’Intelligence Militare (GUR), mentre il secondo è un ex appartenente alle forze dell’ordine ucraine.

Gli investigatori ritengono inoltre che Berezovska non abbia organizzato da sola l’attentato di Monaco. Per questo motivo continuano le verifiche per individuare eventuali complici e possibili mandanti.

Attentato Monaco, l’esplosione che ha ferito Vadim Ermolaev

L’esplosione si è verificata la sera del 29 giugno all’ingresso di un condominio in Rue Révérend-Père-Louis-Frolla, nel Principato di Monaco, dove vive Vadim Ermolaev con la famiglia.

L’imprenditore ucraino di 58 anni resta ricoverato in condizioni critiche.

L’attentato ha provocato gravissime conseguenze anche per la compagna Anna Nasobina, 46 anni. Secondo The Sun, i medici hanno dovuto amputarle entrambe le gambe e la donna continua a lottare tra la vita e la morte.

Nell’esplosione è rimasto ferito anche il figlio tredicenne della coppia.

Le telecamere hanno ricostruito la fuga della sospettata

Gli investigatori del Principato hanno identificato la sospettata grazie alle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna avrebbe atteso su una panchina di Place des Moulins indossando abiti maschili per non attirare l’attenzione.

Successivamente avrebbe lasciato l’ordigno davanti all’ingresso del palazzo prima di allontanarsi a piedi verso il confine con la Francia.

Le autorità monegasche hanno quindi emesso un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti.

Gli investigatori seguono anche la pista dei servizi segreti

Fin dall’inizio dell’inchiesta, la Procura del Principato di Monaco ha preso in considerazione anche un possibile coinvolgimento dei servizi di intelligence ucraini.

Secondo questa ipotesi investigativa, Vadim Ermolaev, sanzionato da Kiev nel dicembre 2023 per presunte attività economiche in Crimea, avrebbe rappresentato un bersaglio simbolico del cosiddetto “Battaglione Monaco”, formato dagli oligarchi ucraini trasferitisi nel Principato dopo l’invasione russa.

L’arresto di un funzionario del GUR, se confermato dalle indagini, potrebbe rafforzare questa ricostruzione. Gli investigatori continuano intanto a lavorare per identificare tutti i responsabili e chiarire chi abbia commissionato l’attentato.

occhio.com

Autobus si ribalta vicino a Formia: un passeggero morto e due feriti, tra le ipotesi un malore dell’autista

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Autobus ribaltato dopo l'incidente avvenuto a Formia
Il pullman uscito di strada e ribaltato nella zona di Castellonorato-Trivio, in provincia di Latina.

Il pullman è uscito di strada nella zona di Castellonorato-Trivio, in provincia di Latina. La polizia sta ricostruendo la dinamica dell’incidente

Tragedia nella giornata di oggi a Formia, in provincia di Latina, dove un autobus è uscito improvvisamente di strada e si è ribaltato lungo la carreggiata nella zona di Castellonorato-Trivio. Il bilancio provvisorio è di un passeggero morto e due persone rimaste ferite in modo lieve.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, che hanno soccorso i passeggeri e messo in sicurezza l’area.

Incidente autobus a Formia, si indaga sulle cause

Secondo una prima ricostruzione degli agenti del Commissariato di Polizia di Formia, il mezzo avrebbe improvvisamente perso la traiettoria, uscendo dalla carreggiata prima di ribaltarsi.

Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di un possibile malore accusato dall’autista poco prima della perdita di controllo del pullman.

Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime ore per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Un morto e due feriti dopo il ribaltamento del pullman

La vittima è uno dei passeggeri che viaggiavano a bordo dell’autobus. Altre due persone hanno riportato ferite lievi e hanno ricevuto le cure del personale sanitario intervenuto sul posto.

Le autorità stanno lavorando per identificare la vittima e ricostruire l’esatta sequenza dei fatti.

occhio.com

Donna trovata morta in casa a Sanremo: gli investigatori indagano per omicidio, sospetti sul figlio

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Carabinieri e RIS intervenuti dopo il ritrovamento della donna morta a Sanremo
I carabinieri e gli specialisti del RIS impegnati nei rilievi dopo il ritrovamento della 59enne.

La 59enne è stata trovata senza vita nella sua abitazione di via Hope. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Imperia, stanno ricostruendo la dinamica del delitto

Una donna di 59 anni è stata trovata morta nella serata di lunedì all’interno della sua abitazione di via Hope, a Sanremo. Fin dai primi accertamenti gli investigatori hanno escluso l’ipotesi della morte naturale e stanno lavorando per fare piena luce su quello che ritengono un omicidio.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli specialisti del RIS, che hanno effettuato i rilievi nell’appartamento per raccogliere ogni elemento utile alle indagini.

Omicidio a Sanremo, indagini coordinate dalla Procura

Le indagini sono affidate ai carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Imperia, che sta ricostruendo le ultime ore di vita della donna.

Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze ed esaminando tutti gli elementi disponibili per chiarire il movente e individuare con precisione il responsabile del delitto.

Al momento gli accertamenti sono ancora in corso e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’inchiesta.

Sotto esame la posizione del figlio della vittima

Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è anche la posizione del figlio della 59enne, che viene indicato come il presunto autore dell’omicidio.

Gli inquirenti stanno verificando il suo eventuale coinvolgimento attraverso i rilievi scientifici e le attività investigative svolte nelle ultime ore.

La ricostruzione dei fatti è ancora in fase preliminare e saranno gli ulteriori accertamenti a chiarire l’esatta dinamica della vicenda.

Come previsto dalla legge, la persona coinvolta nelle indagini deve considerarsi presunta innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

occhio.com

De Laurentiis indagati, perquisizioni a Bari e Napoli: nel mirino i bilanci del club biancorosso

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Aurelio e Luigi De Laurentiis indagati dalla Procura di Bari
Aurelio e Luigi De Laurentiis sono indagati nell'inchiesta della Procura di Bari sui bilanci della SSC Bari.

La Procura di Bari indaga Aurelio e Luigi De Laurentiis per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. La Guardia di Finanza acquisisce documenti nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro

Nuovo fronte giudiziario per la famiglia De Laurentiis. La Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli e legale rappresentante della Filmauro, e il figlio Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda i bilanci della società pugliese.

Su disposizione dei magistrati, la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di perquisizioni nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro per acquisire documentazione ritenuta utile alle indagini.

De Laurentiis indagati: le accuse della Procura di Bari

L’inchiesta ipotizza, a vario titolo, i reati di false comunicazioni sociali, in relazione al bilancio d’esercizio 2024 della SSC Bari, e di bancarotta fraudolenta, collegata alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale per l’insolvenza della società.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, gli accertamenti sono partiti dall’analisi dei bilanci, delle note integrative e delle relazioni sulla gestione del club biancorosso, supportati da consulenze tecniche disposte dalla Procura.

Bilanci della SSC Bari sotto esame

Dalle verifiche sarebbe emerso un quadro economico particolarmente critico. Secondo la Guardia di Finanza, la SSC Bari avrebbe registrato perdite complessive di circa 30 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025.

Gli investigatori evidenziano inoltre un rilevante deficit patrimoniale e una consistente esposizione debitoria, in assenza di un piano concreto di riequilibrio finanziario.

La documentazione acquisita durante le perquisizioni servirà ora agli inquirenti per approfondire la gestione economica della società e verificare eventuali responsabilità.

Al momento il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e vale, per tutti gli indagati, il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

occhio.com

Anziano spara alla moglie a Savona: donna in condizioni gravissime, indagini sul movente

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Savona, centenario spara alla moglie, donna ferita gravemente
Centenario spara alla moglie, donna in ospedale in condizioni critiche

Un grave episodio di cronaca ha scosso Savona nelle prime ore del mattino. Un uomo di quasi 100 anni è accusato di aver sparato alla moglie di 86 anni all’interno della loro abitazione. La donna è stata trasportata d’urgenza in ospedale e si trova ricoverata in terapia intensiva in condizioni critiche.

La ricostruzione dei fatti

L’allarme è scattato poco prima delle 7, quando alcuni vicini hanno sentito una violenta lite seguita da uno o due colpi di arma da fuoco. Dopo aver avvisato i familiari della coppia, è stato contattato il numero di emergenza 112.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i carabinieri e la polizia locale. Una volta entrati nell’appartamento, i militari hanno trovato la donna ferita a terra e il marito con alcune escoriazioni alle braccia e al volto.

La vittima è stata stabilizzata dai soccorritori e trasferita d’urgenza all’ospedale, dove resta ricoverata in prognosi riservata. L’uomo è stato invece accompagnato in ospedale per le cure necessarie e successivamente ascoltato dagli investigatori.

Sequestrata la pistola

Durante i rilievi nell’abitazione, i carabinieri hanno sequestrato una pistola semiautomatica Beretta. Secondo quanto emerso, l’arma era detenuta con regolare autorizzazione al possesso, ma l’anziano non era titolare di porto d’armi.

Al termine dell’interrogatorio, l’uomo è stato accusato di tentato omicidio e affidato ai familiari, in attesa degli ulteriori sviluppi dell’inchiesta.

Il movente è ancora da chiarire

Le indagini sono ora concentrate sulla ricostruzione dell’esatta dinamica e sulle motivazioni del gesto. Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi: da un lato la possibilità che lo sparo sia avvenuto al culmine di una lite domestica, dall’altro che possa essere stato legato alle gravi condizioni di salute della donna, affetta da una forma avanzata di demenza.

L’anziano avrebbe dichiarato agli inquirenti di aver pensato di togliersi la vita dopo aver sparato, elemento che sarà valutato nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura.

Indagini in corso

Gli accertamenti proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando tutti gli elementi disponibili per ricostruire con precisione quanto accaduto nell’abitazione della coppia.

Solo al termine delle verifiche sarà possibile stabilire con certezza il movente e le eventuali responsabilità penali dell’uomo.

occhio.com

Spaccio di droga a Maddaloni, consegne a domicilio di cocaina e crack: sette arresti

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Spaccio di droga a Maddaloni, 11 arresti
Delivery della droga a Maddaloni, sette arresti

Bastava una telefonata per ordinare cocaina o crack. La droga arrivava direttamente a casa, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Secondo gli investigatori, il sistema di delivery era organizzato nei minimi dettagli. Per mesi avrebbe rifornito decine di clienti a Maddaloni, in provincia di Caserta.

L’attività è stata interrotta dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta e del Commissariato di pubblica sicurezza di Maddaloni, che, al termine di una lunga indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno eseguito sette misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati.

Il sistema di spaccio tra consegne a domicilio e base operativa

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione aveva messo in piedi un sistema di spaccio particolarmente efficiente. Oltre alle consegne a domicilio, effettuate utilizzando scooter e automobili che si spostavano continuamente per le strade cittadine, gli acquirenti potevano recarsi direttamente in una base di spaccio ritenuta il punto di riferimento dell’attività.

La postazione fissa sarebbe stata individuata in un’abitazione situata nella zona delle case popolari di Maddaloni, trasformata, secondo l’accusa, in un punto di vendita di cocaina e crack.

Il servizio di consegna a domicilio avrebbe rappresentato il punto di forza dell’organizzazione, consentendo di soddisfare rapidamente le richieste dei clienti e di incrementare il volume degli affari.

Le indagini della Dda di Napoli

L’inchiesta è durata diversi mesi ed è stata sviluppata attraverso un’intensa attività investigativa. Fondamentali sono risultate le intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre ai servizi di osservazione e alle immagini raccolte mediante telecamere installate dagli investigatori.

Gli elementi raccolti hanno consentito di ricostruire l’organizzazione del gruppo e le modalità con cui veniva gestita la presunta attività di spaccio, documentando sia le consegne effettuate a domicilio sia i movimenti presso la base operativa.

L’indagine ha permesso così di delineare ruoli e responsabilità dei singoli componenti del gruppo.

Cinque persone in carcere e due ai domiciliari

Il provvedimento cautelare ha portato all’arresto di sette persone. Per cinque di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altri due sono stati posti agli arresti domiciliari.

Secondo gli investigatori, il gruppo aveva creato un sistema di spaccio molto efficiente. Le consegne venivano effettuate con scooter e automobili. I mezzi si spostavano continuamente tra le strade della città. In alternativa, i clienti potevano raggiungere una base di spaccio nella zona delle case popolari.

L’organizzazione, infatti, avrebbe operato con una precisa ripartizione delle mansioni, dalla gestione degli ordini alle consegne dello stupefacente fino alla raccolta del denaro.

L’accusa

Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire l’intera rete di contatti e clienti che avrebbe alimentato il traffico di droga nel territorio di Maddaloni.

occhio.com

Tragico scontro tra auto e moto, Giorgia Del Vecchio muore a 23 anni

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Agenti della Polizia Locale durante i rilievi dell'incidente mortale in viale Papiniano a Milano
Agenti della Polizia Locale durante i rilievi dell'incidente mortale in viale Papiniano a Milano

La giovane è rimasta coinvolta in un violento incidente nella notte in viale Papiniano. In corso gli accertamenti della Polizia Locale per ricostruire l’esatta dinamica

Un drammatico incidente stradale è costato la vita a Giorgia Del Vecchio, una ragazza di 23 anni, morta nella notte tra giovedì e venerdì dopo uno scontro tra il suo scooter e un fuoristrada a Milano. La tragedia si è consumata intorno alle 2.30 in viale Papiniano, all’altezza di piazza Sant’Agostino.

Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, la giovane è arrivata già senza vita al Policlinico.

Lo schianto all’incrocio con il semaforo lampeggiante

Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli agenti del Radiomobile della Polizia Locale, la 23enne stava percorrendo viale Papiniano in sella al proprio scooter quando, durante la svolta verso via Modestino, è avvenuto il violento impatto con un fuoristrada.

All’ora dell’incidente il semaforo era in modalità lampeggiante. In base ai primi rilievi, la giovane non avrebbe rispettato la precedenza, mentre il fuoristrada proveniva da piazzale Aquileia.

L’urto è stato violentissimo e Giorgia è stata sbalzata sull’asfalto.

Inutili i soccorsi per la 23enne

I sanitari del 118 sono intervenuti rapidamente sul posto e hanno trasportato la giovane d’urgenza al Policlinico di Milano.

Per la 23enne, però, non c’è stato nulla da fare. I medici hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

Conducente del fuoristrada negativo all’alcol test

Alla guida del fuoristrada c’era un uomo di 71 anni, sottoposto agli accertamenti previsti dalla legge.

L’alcol test ha dato esito negativo.

Gli agenti della Polizia Locale hanno effettuato tutti i rilievi necessari per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

occhio.com

Omicidio a Civitanova Marche, Marco Pennesi ucciso in casa: la compagna confessa e viene arrestata

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Civitanova Marche, donna 34enne uccide il compagno di 62 anni
Uccide il compagno a coltellate dopo una lite, donna confessa e viene arrestata

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Marco Pennesi, il 62enne trovato morto nella sua abitazione di viale Matteotti, sul lungomare nord di Civitanova Marche. La compagna dell’uomo, una 34enne, è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario. Durante l’interrogatorio ha confessato il delitto.

La Procura di Macerata coordina le indagini, mentre la Squadra Mobile sta ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto nelle ore precedenti alla morte dell’uomo.

Il ritrovamento del corpo nell’appartamento

Il corpo di Marco Pennesi è stato trovato all’interno dell’abitazione, riverso in una pozza di sangue. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini, che hanno riferito di aver sentito urla e forti rumori provenire dall’appartamento.

Preoccupati per la situazione, hanno contattato un familiare della vittima che, una volta entrato in casa, ha scoperto il cadavere e ha richiesto l’intervento dei soccorsi. All’arrivo del personale sanitario del 118, però, per il 62enne non c’era ormai più nulla da fare.

Le prime ricostruzioni degli investigatori

Secondo i primi accertamenti medico-legali, la vittima sarebbe stata colpita con una profonda coltellata al braccio, una ferita che avrebbe provocato una grave emorragia risultata fatale. Sul corpo sarebbero state riscontrate anche altre lesioni, che sono attualmente oggetto di ulteriori verifiche da parte degli inquirenti.

Gli investigatori stanno inoltre analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo le testimonianze utili a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

La confessione della compagna e l’arresto

La compagna della vittima, presente nell’abitazione al momento dell’intervento delle forze dell’ordine, è stata ascoltata dagli investigatori per diverse ore. Durante l’interrogatorio avrebbe confessato l’omicidio, portando al suo arresto con l’accusa di omicidio volontario.

Secondo la ricostruzione investigativa, il delitto sarebbe maturato al culmine di una violenta lite tra i due conviventi. Il movente è ancora al vaglio della Procura, che prosegue gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Indagini ancora in corso

L’inchiesta dovrà stabilire con precisione la sequenza degli eventi e verificare se eventuali episodi pregressi che avevano coinvolto la coppia possano avere avuto un ruolo nella tragedia. Al momento, gli investigatori non escludono alcuna ipotesi compatibile con gli elementi raccolti, mentre proseguono gli accertamenti tecnici e testimoniali.

Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli utili a ricostruire le circostanze che hanno portato alla morte di Marco Pennesi e a definire il quadro investigativo.

occhio.com
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