Bastava una telefonata per ordinare cocaina o crack. La droga arrivava direttamente a casa, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Secondo gli investigatori, il sistema di delivery era organizzato nei minimi dettagli. Per mesi avrebbe rifornito decine di clienti a Maddaloni, in provincia di Caserta.
L’attività è stata interrotta dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta e del Commissariato di pubblica sicurezza di Maddaloni, che, al termine di una lunga indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno eseguito sette misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati.
Il sistema di spaccio tra consegne a domicilio e base operativa
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione aveva messo in piedi un sistema di spaccio particolarmente efficiente. Oltre alle consegne a domicilio, effettuate utilizzando scooter e automobili che si spostavano continuamente per le strade cittadine, gli acquirenti potevano recarsi direttamente in una base di spaccio ritenuta il punto di riferimento dell’attività.
La postazione fissa sarebbe stata individuata in un’abitazione situata nella zona delle case popolari di Maddaloni, trasformata, secondo l’accusa, in un punto di vendita di cocaina e crack.
Il servizio di consegna a domicilio avrebbe rappresentato il punto di forza dell’organizzazione, consentendo di soddisfare rapidamente le richieste dei clienti e di incrementare il volume degli affari.
Le indagini della Dda di Napoli
L’inchiesta è durata diversi mesi ed è stata sviluppata attraverso un’intensa attività investigativa. Fondamentali sono risultate le intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre ai servizi di osservazione e alle immagini raccolte mediante telecamere installate dagli investigatori.
Gli elementi raccolti hanno consentito di ricostruire l’organizzazione del gruppo e le modalità con cui veniva gestita la presunta attività di spaccio, documentando sia le consegne effettuate a domicilio sia i movimenti presso la base operativa.
L’indagine ha permesso così di delineare ruoli e responsabilità dei singoli componenti del gruppo.
Cinque persone in carcere e due ai domiciliari
Il provvedimento cautelare ha portato all’arresto di sette persone. Per cinque di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altri due sono stati posti agli arresti domiciliari.
Secondo gli investigatori, il gruppo aveva creato un sistema di spaccio molto efficiente. Le consegne venivano effettuate con scooter e automobili. I mezzi si spostavano continuamente tra le strade della città. In alternativa, i clienti potevano raggiungere una base di spaccio nella zona delle case popolari.
L’organizzazione, infatti, avrebbe operato con una precisa ripartizione delle mansioni, dalla gestione degli ordini alle consegne dello stupefacente fino alla raccolta del denaro.
L’accusa
Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire l’intera rete di contatti e clienti che avrebbe alimentato il traffico di droga nel territorio di Maddaloni.















