Richiesta del Napoli per spostare la gara con la Salernitana: domani si esporrà il Casms

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Cambio data per Napoli-Salernitana? Ancora nulla di ufficiale. La società di De Laurentiis aveva fatto richiesta ufficiale alla Lega di Serie A per lo slittamento del derby campano con la Salernitana, in programma questo sabato alle ore 15: il club azzurro vorrebbe giocare il giorno dopo, allo stesso orario di Lazio e Inter (12,30) perchè in caso di vittoria partenopea e pareggio o sconfitta laziale sarebbe scudetto. La riunione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Viminale si è infatti conclusa con il rinvio della questione al Casms, l’organico operativo che si riunirà domani mattina. Al momento il match che potrebbe assegnare lo scudetto agli azzurri resta dunque in programma per sabato pomeriggio alle ore 15. 

Resterebbe soltanto da capire l’orario. L’obiettivo è quello di far disputare il match domenica in contemporanea con Inter-Lazio che si giocherà alle ore 12.30: in caso di giornata favorevoli agli azzurri, partirebbero i festeggiamenti in città.

C’è stata comunque l’apertura della Lega di Serie A, infatti Lorenzo Casini ha dato il suo sostanziale via libera al posticipo del derby campano: “Siamo in contatto con l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno, se ci saranno motivi di ordine pubblico per spostare la partita la Lega si adeguerà”. Si attende solamente la decisione finale.

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Conflitto Ucraina-Russia: Zelensky accusato di non voler dialogare con il Cremlino

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Ci vorranno settimane per venire a conoscenza di tutti gli aspetti della conversazione telefonica fra il leader massimo della Cina Xi Jinping ed il Presidente ucraino Volodomyr Zelensky.

Nel mentre, l’Eliseo continua a sottolineare il proprio desiderio di trovare una soluzione alla guerra. In una nota, la Francia incoraggia ogni tipo di dialogo che possa contribuire a una risoluzione del conflitto, nel rispetto degli interessi di Kiev e del diritto internazionale. Mosca, invece, ha risposto con un due di picche. La Russia, infatti, accusa l’Ucraina di sabotare le iniziative di pace, rifiutando il dialogo con il Cremlino.

“Le autorità ucraine e i loro sostenitori occidentali hanno già dimostrato la loro capacità di sabotare le iniziative di pace”. Così un portavoce del Ministero degli Esteri moscovita. Questo atteggiamento di Putin potrebbe far trasparire il timore del Cremlino di non essere in grado di fronteggiare la preannunciata controffensiva ucraina e mettere le mani avanti rispetto al possibile, terrificante, ricorso ad ordigni nucleari tattici per stoppare l’avanzata delle truppe di Kiev.

Una minaccia più volte ripetuta dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Dmitrij Medvedev. Parole agghiaccianti che più che un delirio rappresentano un vero e proprio ricatto per scongiurare il crollo del regime di Putin.

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Autonomia differenziata, Calderoli: “Stiamo rispettando i tempi”

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Tante le polemiche sull’Autonomia differenziata. Per il ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, invece, si tratta di un successo come si evince nella sua nota: “La comunicazione odierna data in Aula dalla presidenza del Senato, che ha dato parere favorevole al ddl sulla Autonomia differenziata – rilevando che nulla osta e che ‘non contiene disposizioni estranee al proprio oggetto come espresso dalla legislazione vigente’- rappresenta un altro passo avanti che segue di pochi giorni il via libera della commissione Bilancio a Palazzo Madama, dove l’autonomia ha ricevuto il parere positivo in relazione alla sua natura di provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica. Questo via libera odierno permette di far approdare il provvedimento in prima commissione”.

“Sono molto contento, stiamo rispettando i tempi, stiamo procedendo passaggio dopo passaggio: avanti così verso l’autonomia differenziata!”. Ha concluso il ministro.

Un altro passo in avanti dunque per un decreto che sta facendo molto discutere, soprattutto al sud da dove partono contrasti e proteste su cosa comporterebbe questa Autonomia.

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Berlusconi, altro bollettino medico

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Nuovo bollettino medico sulle condizioni di salute di Silvio Berlusconi, diramato dall’ospedale San Raffaele di Milano a firma dei professori Alberto Zangrillo e Fabio Ciceri. “Nel corso degli ultimi quattro giorni, le risposte alle terapie hanno reso possibile il raggiungimento di un quadro clinico stabile, caratterizzato da una ottimale e convincente ripresa delle funzionalità d’organo”. In merito alla festa della liberazione, aveva detto: “Siamo un grande popolop. Ricordo che dopo il terribile terremoto nell’Aquila, mi recai a Onna per celebrare il 25 aprile. Quel piccolo comune poiché teatro di una tremenda strage operata dai nazisti durante la guerra e che aveva subito profondi danni e gravi perdite per il terremoto, un riscatto di solidarietà che aveva unito tutti gli italiani alle popolazioni colpite, lo stesso spirito che tanti anni prima aveva consentito all’Italia di risorgere dalle rovine della guerra. In quella occasione avevo rievocato l’amore per la patria che animò tutti i protagonisti della resistenza che seppero accantonare le differenze più profonde, politiche, religiose, sociali, per combattere insieme una battaglia di civiltà e di libertà per se stessi e per i loro figli”.

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Atalanta, polemiche per post social di De Roon

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La foto con il dito medio e una frase in inglese che non ammette repliche: Marten De Roon è finito nel mirino della critica dopo la vittoria nel posticipo dell’ultima giornata di Sere A.

“Quando le tue radici sono a Rotterdam e batti la Roma”. Una caduta di stile che ha fatto infuriare i tifosi giallorossi. Il 32enne centrocampista dell’Atalanta si è lasciato andare ad un post su Instagram che potrebbe anche mettere al lavoro la Procura Federale. Perchè un post del genere? Molto semplice, non è un caso il riferimento al Feyenoord, appena eliminato dalla Roma nei quarti di Europa League, club che lo ha fatto giocare nelle sue giovanili per sei anni.

Una sorta dunque di vendetta sportiva, quella di De Roon, con un’appendice che ha istigato una serie di risposte social da parte dei fans della Lupa. Una reazione quantomeno inelegante da parte del giocatore Oranje, che potrebbe non cavarsela con delle semplici scuse.

La rabbia social dei tifosi della Roma però si è riversata anche nei confronti di Palomino, reo del fallo ai danni di Dybala che ha riportato un problema alla caviglia. Sul profilo Instagram del giocatore della Dea sono arrivati tantissimi insulti da parte dei supporters giallorossi.

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Riunione ministri degli Esteri UE: Lettonia ed Estonia contro la Cina

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C’è stata la riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea a Lussemburgo. Cina e Ucraina tra le protagoniste, senza dimenticarsi le reazioni alle parole dell’ambasciatore cinese in Francia Lu Shaye: parole che hanno trovato l’indignazione dei rappresentanti dei Paesi baltici, perché l’emissario di Pechino è sembrato mettere in discussione la legittima sovranità degli Stati.

“Secondo il diritto internazionale, anche i paesi dell’ex Unione Sovietica non hanno uno status effettivo ai sensi del diritto internazionale perché non esiste un accordo internazionale per concretizzare il loro status di Paese sovrano”. Così aveva detto Lu Shaye il 21 aprile alla televisione francese Lc.

Margus Tsahkna, ministro degli Esteri estone, non è di certo rimasto ad ascoltare: “Penso sia ovvio e chiaro a tutti che l’Estonia e gli altri Stati baltici sono paesi sovrani indipendenti, nonchè membri dell’Unione Europea e della Nato, proprio per questo vogliamo delle spiegazioni adeguate”.

Non sono mancate le dichiarazioni di Gabrielius Landsbergis, ministro degli Esteri lituano: “Non siamo paesi post-sovietici, siamo Ppesi occupati illegalmente dall’Unione Sovietica, è un discorso diverso”. In seguito, la Cina ha ritrattato le dichiarazioni del suo ambasciatore.

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Mattarella: “25 aprile, la rivolta di quella generazione contro il fascismo”

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Sergio Mattarella è intervenuto al teatro Toselli. Il presidente della Repubblica ha visitato Cuneo per la festa della liberazione del 25 aprile: “La Resistenza nasceva come rivolta morale dei nostro patrioti contro il fascismo per riprendersi il paese. Un moto di popolo che coinvolse la vecchia generazione degli antifascisti”.
“Ci fu la chiamata per i soldati mandati a combattere al fronte e che si rifiutarono di porsi – continua – sotto il comando della potenza straniera tedesca, pagando con l’internamento in terra teutonica, senza dimenticarti gli oltre 50 mila morti nei lager: tutto questo perchè si scelse di combattere per l’Italia”.

“I giovani di quella generazione vissero il fascismo, scoprendone la vera natura e, di conseguenza, scegliendo di combatterlo. Quella generazione fu tradita su tutti i fronti: Concetto Marchesi, rettore dell’Università padovana si rivolse per esortarla, dopo essere stati appunto “traditi”, a riscrivere la storia dell’Italia e costituire il popolo italiano prosegue”.

“Fu un moto che mobilitò gli operai delle fabbriche – conclude – e che coinvolse i contadini e i montanari che, per la loro solidarietà con i partigiani combattenti, subirono le più dure rappresaglie (nel Cuneese quasi 5.000 i patrioti e oltre 4.000 i benemeriti della Resistenza riconosciuti)”.

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25 aprile, a Napoli manifesti a testa in giù con Meloni e La Russa

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Episodio molto discusso a Napoli nel giorno dell’anniversario della liberazione dal nazifascismo. Infatti, sono apparsi dei manifesti con Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, Ignazio La Russa, Presidente del Senato e Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, oltre a Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione, a testa in giù. Le immagini di quattro, rappresentati dalle foto affisse sotto le lapidi in omaggio ai martiri delle Quattro Giornate, la famosa rivolta popolare con cui nel 1943 il capoluogo partenopeo fu liberato dall’occupazione delle forze naziste. Il gesto però non è stato anonimo, anzi è stato rivendicato sui social dagli attivisti del centro sociale “Ex Opg – Je so’ pazzo”, che ha dato vita a Potere al popolo. “Dalle strade, dalle piazze, dalle scuole e dalle università arriva un messaggio semplice e chiaro: Napoli è, e sempre sarà, antifascista​”. Questo scrivono gli attivisti. “Napoli ripudia questo governo, il governo dell’odio, e lo ribadiamo a gran voce in occasione del 25 aprile, giornata in cui ricordiamo il sacrificio dei partigiani, di centinaia di migliaia di donne e uomini che si organizzano, coraggiosamente, per liberare questo paese dal nazifascismo.​ La pagina di storia più bella e fiera per l’Italia, quella costruita, desiderata, gioita collettivamente, quest’anno assume un significato e un’importanza diversi, durante l’anno del governo dell’odio, il governo più a destra nella storia della nostra Repubblica​”.

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Dramma a in Italia, prende la pistola a un Carabiniere: spara e poi viene ucciso

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Un conflitto a fuoco fatale a Fara Vicentino, in provincia di Vicenza: una persona è morta e un’altra è rimasta ferita stamattina. La persona ferita è fuori pericolo di vita dopo essere stata operata, si tratta dell’agente di polizia locale Alex Frusti. Il fatto è accaduto intorno alle 10.30 in via Crosara, nella zona industriale del paese. Una via che collega il Comune di Fara Vicentino e il vicino Breganze.

L’uomo che ha perso la vita, un nordafricano al momento non identificato, era arrivato in zona un po’ prima che si scatenasse l’inferno, camminando a piedi nudi per vari chilometri. «Di certo c’è soltanto che probabilmente stava camminando da tempo – le parole del sindaco di Fara, Maria Teresa Sperotto – quando alcuni residenti lo hanno segnalato». Lo straniro, effettivamente, era stato visto poco lontano mentre vagava, in apparente stato confusionale. La stessa persona, ad un certo punto, ha dato in escandescenze, gridando per strada.

Un passante, un immigrato marocchino, ha riferito di aver sentito insulti in arabo; altri tra i presenti  dicono di aver udito anche la frase «Allah akbar»: Allah è grande. È a questo punto che intervengono i carabinieri ed è iniziata una colluttazione.

Il nordafricano non si sa ancora in che modo è riuscito a sfilare la pistola d’ordinanza a uno dei carabinieri, proprio mentre cercavano di immobilizzarlo utilizzando anche un taser. Nel frattempo è arrivata una pattuglia della polizia locale, con due agenti in supporto. Lo straniero ha esploso vari colpi, due dei quali hanno raggiunto l’agente Alex Frusti. A quel punto i militari hanno risposto al fuoco, uccidendo l’uomo armato.

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Raspadori stende la Juve: il Napoli a un passo dal terzo scudetto

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Il Napoli batte la Juventus all’Allianz Stadium di Torino con un gol di Raspadori al minuto 93 ed è gioia grande per il popolo azzurro, che pregusta il terzo scudetto della sua storia. Per la squadra di Spalletti si tratta di un altro passo importante verso lo scudetto, per la Juventus è invece la terza sconfitta di fila in campionato dopo quelle in trasferta contro Lazio e Sassuolo.

Nonostante gli impegni infrasettimanali con notevole dispendio di energie sia da una parte sia dall’altra, è stata una gara di alta intensità anche se con poche occasioni da gol.

Venendo alla cronaca del match, il primo squillo della partita è arrivato al minuto 11 quando un tiro centrale di Cuadrado ha chiamato Meret alla risposta con i pugni. Meglio l’azione corale del Napoli che è parso maggiormente padrone del centrocampo, nonostante l’inserimento di Locatelli tra le linee in fase difensiva per dare più consistenza alla diga bianconera. Clamorosa la non espulsione del bianconero Gatti per un cazzotto a Kvaratskhelia non visto dall’arbitro e dal Var.

In avvio di ripresa proprio Kvaratskhelia ha chiamato per la prima volta alla parata Szczesny, ma la conclusione centrale è stata facile presa del polacco. Poi due squilli di Osimhen tra il 25′ e il 26′: dapprima il nigeriano ha scheggiato il palo con una conclusione in area deviata e sugli sviluppi del successivo calcio d’angolo, solo in mezzo all’area ha colpito di testa trovando però la presa del portiere juventino.

A otto minuti dal termine rete annullata a Di Maria per un precedente fallo di Milik su Lobotka. In pieno recupero, al 48′, il gol vittoria del Napoli: pallone scodellato in area da Elmas per Raspadori, che al volo infila la palla tra le gambe di Szczesny, chiudendo di fatto la sfida e portando il Napoli a un passo dallo scudetto.

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