Maltempo, la tempesta Ciaran sarà in Italia nelle prossime ore

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La tempesta atlantica Ciaran pilotata da un profondo ciclone nei pressi delle Isole Britanniche nelle prossime ore sarà in Italia sulle regioni del Nord e su quelle del Centro tirrenico. Perturbato fino a domenica, poi tornerà l’alta pressione. 

Si va verso la chiusura delle scuole domani in Veneto a causa dei rischi del maltempo partendo dalle province più esposte dalla perturbazione, Treviso e Belluno. Lo dice all’ANSA il presidente della Regione, Luca Zaia. La raccomandazione sullo stop agli istituti scolastici, è stata inoltrata dall’unità di crisi regionale convocata stamane da Zaia alle Prefetture di Treviso e Belluno. “Con gli esperti dell’unità di crisi, coordinati dall’assessore Gianpaolo Bottacin – spiega Zaia – stiamo monitorando la situazione costantemente. L’indicazione precauzionale per le scuole potrebbe essere data anche per le province di Vicenza e Verona”. 

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La Cina chiede “un cessate il fuoco immediato” in Birmania

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Pechino ha chiesto “un cessate il fuoco immediato” dei combattimenti in corso nel nord della Birmania, dopo che l’esercito regolare ha dichiarato di aver perso il controllo di Chinshwehaw, città strategica che confina con la provincia cinese dello Yunnan, a seguito dei combattimenti contro un’alleanza di tre gruppi etnici armati. La Cina “esorta tutte le parti a cessare immediatamente il fuoco e a fermare i combattimenti”, ha affermato nel briefing quotidiano il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, esortando le parti a risolvere “le differenze con mezzi pacifici utilizzando il dialogo e la consultazione”.
La giunta militare birmana ha perso il controllo di una città strategica al confine con la Cina in seguito ai combattimenti contro un’alleanza di tre gruppi etnici armati, secondo un portavoce del governo militare.
“Il governo, le organizzazioni amministrative e le forze di sicurezza non sono più presenti” a Chinshwehaw, che confina con la provincia cinese dello Yunnan, ha affermato ieri sera Zaw Min Tun in un messaggio registrato.

occhio.com

Morta dopo una pizza, l’ipotesi dell’intossicazione da botulino

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Potrebbe essere stato il pasto consumato in una pizzeria sabato sera la causa della morte di Gerardina Corsano. La 46enne che i sanitari del pronto soccorso dell’ospedale “Frangipane” di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, hanno invano tentato di salvare. Si sospetta fortemente di una intossicazione da botulino. Il marito di Gerardina, l’imprenditore agricolo 52enne, Angelo Meninno, ricoverato insieme alla moglie al “Frangipane” con gli stessi sintomi, è stato trasferito nella serata di ieri al “Cotugno” di Napoli. Le sue condizioni sono stazionarie nella loro gravità.

Sposati da due anni, Gerardina e Angelo avevano accusato i primi malesseri nella tarda serata di sabato. Erano rientrati a casa nella contrada di Fiumarelle, al confine tra i comuni di Ariano irpino e Flumeri. L’indomani i dolori sono progressivamente aumentati e la coppia, che stava partecipando ad un battesimo di cui Gerardina era la madrina, ha deciso di lasciare la cerimonia per farsi visitare in ospedale. Dopo gli accertamenti svolti in Pronto Soccorso sono tornati a casa.

La stessa cosa il giorno dopo, lunedì, quando per la persistenza del dolore, sono tornati nuovamente in ospedale e, da qui, nuovamente dimessi. Durante la notte tra lunedì e martedì la situazione è precipitata. Il ricovero d’urgenza in ospedale non ha salvato la vita a Gerardina, ricoverata insieme al marito, in preda a spasmi, dolori fortissimi e sudori freddi.

Sarà l’autopsia disposta dal pm del Tribunale di Benevento, Marilia Capitanio, a stabilire se il decesso sia riconducibile alla intossicazione da botulino. Il magistrato ha anche disposto il sequestro del locale di Ariano Irpino in cui la coppia aveva consumato la cena. Provvedimento eseguito dagli agenti del locale Commissariato della Polizia di Stato. Una nipote della coppia avrebbe riferito che durante la cena in pizzeria, Angelo dopo aver condito la pizza con olio al peperoncino, avrebbe avvertito uno strano odore, invitando la moglie ad assaggiarne un pezzo.

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Arabia Saudita: in carcere per uno spinello, liberata hostess italiana

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Ilaria De Rosa è stata liberata. L’hostess arrestata ad aprile in Arabia Saudita con l’accusa di spaccio di stupefacenti. Secondo l’accusa aveva uno spinello nel reggiseno quando è stata perquisita dopo l’irruzione della polizia in una cena privata. A giugno il tribunale saudita le aveva inflitto sei mesi di carcere, poi confermati. Adesso, scrive il Corriere della Sera, ha lasciato il carcere. Per la trevigiana 23enne si sono aperte le porte del penitenziario di Jeddah, dove si trovava dai primi di maggio. Il quotidiano spiega che ancora non si sa se tornerà in Veneto o se andrà in Belgio dove abita il padre, ufficiale dell’aeronautica in servizio in una base Nato. La donna, dopo il provvedimento di espulsione, è stata imbarcata sul volo Gedda-Roma n. 201 della Saudia Airlines. Arriverà nella capitale verso le 13.40.

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Sangue a Napoli, 25enne ferito gravemente alla gamba

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Notte di sangue a Napoli: verso l’1,20, i carabinieri sono intervenuti presso il pronto soccorso del Cardarelli per un uomo ferito. Si tratta di un 25enne di Pianura già noto alle forze dell’ordine, raggiunto alla gamba da un colpo d’arma da fuoco.

Il proiettile avrebbe reciso l’arteria femorale. Il 25enne è stato immediatamente sedato e operato d’urgenza. Le sue condizioni sono gravi e rimane in prognosi riservata. La dinamica al momento è sconosciuta, così come il luogo dove sarebbe avvenuto il ferimento. Indagini in corso dei carabinieri del Vomero.

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Gaza, l’Egitto aiuterà ad evacuare 7mila stranieri

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L’Egitto aiuterà a evacuare “circa 7.000” stranieri e persone con doppia nazionalità dalla Striscia di Gaza devastata dalla guerra: lo ha annunciato oggi il ministero degli Esteri.
Nel corso di un incontro con diplomatici stranieri, il viceministro degli Esteri egiziano, Ismail Khairat, ha detto che il Paese si sta preparando “a facilitare l’accoglienza e l’evacuazione dei cittadini stranieri da Gaza attraverso il valico di Rafah”.

Secondo il viceministro, ci “sono circa 7.000” persone di “oltre 60” nazionalità che attendono di lasciare Gaza.

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Ny, quasi 120mila studenti sono senzatetto

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La città di New York non è solo alle prese con la crisi dei migranti ma anche con quella degli studenti di scuole pubbliche senza un tetto sotto il quale dormire.

Secondo il New York Times, lo scorso anno scolastico quasi 120 mila ragazzi non avevano un’abitazione stabile da poter chiamare casa. Si tratta di una cifra record. All’aumento del numero ha contribuito anche l’arrivo in città di decine di migliaia di migranti in età scolare. La scorsa estate circa 30 mila sono stati iscritti alla scuola pubblica.
Il quotidiano newyorkese evidenzia anche che attualmente a New York uno studente su nove è senza una casa. Alcune zone sono più colpite di altre, ad esempio un quartiere del Bronx può vantare il triste primato di avere il 22% degli studenti che sono ‘homeless’. Il record precedente di studenti senzatetto risale all’anno scolastico 2017-18 quando fu sfiorata quota 115 mila.
   

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Casoli, donna trovata morta nella sua abitazione

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Una donna di 66 anni è stata trovata morta nella sua abitazione a Casoli (Chieti).

Secondo le prime informazioni sarebbe stata uccisa con una coltellata all’addome.

Sul posto stanno operando i Carabinieri della compagnia di Lanciano (Chieti) e del Comando provinciale di Chieti.
La donna viveva con il marito, al momento irreperibile, in un’abitazione singola in contrada Verratti nella campagna di Casoli, a circa 10 km dal centro del paese. A fare scoprire il corpo senza vita della 66enne è stata un’amica che questa mattina l’ha chiamata al telefono e non ricevendo risposta ha raggiunto la casa. Le sue grida di aiuto hanno richiamato l’attenzione di alcuni vicini che hanno chiamato i soccorsi e il 112. Sul posto si trova il procuratore capo di Lanciano (Chieti) Mirvana Di Serio.

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Nigeria, strage a Kayayya: 17 morti

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Diciassette persone sono morte in un attacco di jihadisti affiliati all’Isis in un villaggio del nord-est della Nigeria dove gli abitanti si sono rifiutati di pagare una tassa sul bestiame, secondo quanto riferito all’AFP da una milizia anti-jihadista e alcuni residenti.
Numerosi combattenti del l’Isis dell’Africa occidentale (Iswap) hanno preso d’assalto il remoto villaggio di Kayayya, nello Stato di Yobe, a 150 chilometri da Damaturu, la capitale dello Stato, secondo le fonti.
“I terroristi hanno attaccato il villaggio verso le 20:00 con esplosivi e armi da fuoco”, ha dichiarato Gremah Bukar, membro delle milizie ausiliarie dell’esercito.

“Hanno aperto il fuoco sugli abitanti che tentavano di fuggire, uccidendo 17 persone e ferendone altre 5”.
 Nelle regioni più remote della Nigeria, i miliziani e i gruppi armati richiedono esigenti “tasse” comunitarie per esercitare il loro controllo e raccogliere fondi.

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Altopascio, uccise un uomo con un pugno: arrestato per omicidio preterintenzionale

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Un uomo è stato arrestato per l’omicidio di Altopascio (Lucca) dell’agosto scorso.

Vittima un turista, Luigi Pulcini, 75enne, di Ascoli che era in vacanza. Il 6 agosto il 75enne fu colpito da un pugno mentre faceva colazione in un bar, andò in coma e morì 10 giorni dopo in ospedale a Pisa. I carabinieri hanno arrestato un giovane del posto, di cui al momento non vengono rese note le generalità, e indagato altre 13 persone per favoreggiamento per reticenza nei racconti alle autorità. Il gip ha emesso un’ordinanza agli arresti domiciliari per omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi eseguita dall’Arma la notte scorsa.
I carabinieri hanno fatto irruzione all’alba nell’abitazione del giovane indagato. Lui era presente e lo hanno arrestato. Il giovane, nato a Lucca, residente ad Altopascio, già nelle ore successive all’aggressione, il 6 agosto 2023, andò coi familiari in caserma dai carabinieri dicendo di essere stato lui a tirare il pugno. Tuttavia, spiega l’Arma, dette una versione dei fatti “che appariva evidentemente incongruente rispetto a quanto riferito da alcuni testimoni, aggiungendo dettagli fuorvianti al fine di rendere le indagini complesse e non addivenire all’accertamento di una sua piena responsabilità”. Le indagini, spiegano ancora i carabinieri, sono state condotte in un contesto sociale particolarmente complesso e gli altri indagati si sono dimostrati reticenti.

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