Acerra in lutto, Vincenzo Petrellese muore a 19 anni: stroncato da un infarto fulminante

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Vincenzo Petrellese, studente morto a 19 anni ad Acerra
Il 19enne frequentava il quinto anno del liceo artistico Bruno Munari

Il giovane frequentava il quinto anno del Liceo Artistico “Bruno Munari” e tra poche settimane avrebbe sostenuto l’esame di maturità. Dolore e sgomento in città per la sua improvvisa scomparsa

Tragedia ad Acerra, dove un ragazzo di appena 19 anni è morto improvvisamente a causa di un infarto fulminante. La vittima è Vincenzo Petrellese, studente del Liceo Artistico “Bruno Munari”, molto conosciuto e stimato nell’ambiente scolastico cittadino.

Secondo quanto emerso, il giovane si sarebbe sentito male nella serata di sabato. In pochi minuti la situazione sarebbe precipitata fino al drammatico epilogo che ha sconvolto familiari, amici e compagni di scuola.

Il 19enne frequentava il quinto anno del liceo artistico

Vincenzo Petrellese frequentava la classe 5A dell’indirizzo Grafica del liceo artistico “Bruno Munari”. Mancava poco più di un mese al diploma e il ragazzo si preparava ad affrontare l’esame di maturità insieme ai compagni di classe.

La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente in città e all’interno dell’istituto scolastico, lasciando sotto choc studenti, docenti e personale scolastico.

Il 19enne lascia i genitori e un fratello più piccolo.

Il messaggio del liceo: “La scuola si sveglia vuota”

A comunicare pubblicamente la scomparsa di Vincenzo è stato lo stesso istituto scolastico attraverso un lungo messaggio di cordoglio condiviso sui social.

“Con immenso dolore e profondo sgomento, l’intera comunità scolastica del Liceo Artistico ‘Bruno Munari’ si stringe attorno alla famiglia di Vincenzo Petrellese”, si legge nella nota pubblicata dalla scuola.

L’istituto ha ricordato il ragazzo come uno studente appassionato, serio e talentuoso.

“Vincenzo era a un passo dal traguardo, a poco più di un mese da quel diploma per cui aveva studiato con passione, dedizione e talento”, prosegue il messaggio.

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Dolore tra studenti e docenti

Il dirigente scolastico Lea Vitolo, insieme ai docenti, al personale ATA e agli studenti, ha espresso vicinanza alla famiglia del giovane in un momento di enorme dolore.

“Oggi la scuola si sveglia vuota, sospesa in un silenzio irreale. Siamo tutti basiti, increduli”, si legge ancora nel post diffuso dal liceo.

Parole che raccontano il clima di sgomento che in queste ore si respira ad Acerra, dove la morte improvvisa del 19enne ha profondamente colpito l’intera comunità.

“Il suo sorriso resterà nella memoria del liceo”

Nel messaggio pubblicato dall’istituto emerge anche il ricordo umano di Vincenzo Petrellese, descritto da compagni e professori come un ragazzo gentile e sempre disponibile.

“Il suo sorriso e la sua bontà resteranno impressi per sempre nella memoria del nostro liceo”, conclude la nota.

Sui social sono centinaia i messaggi di cordoglio comparsi nelle ultime ore per ricordare il giovane studente e stringersi attorno alla sua famiglia.

occhio.com

Bolzano, precipita nelle cascate di Barbiano e muore: vittima un uomo di 59 anni

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Soccorso alpino ed elicottero durante l’intervento alle cascate di Barbiano
Elicotteri e soccorritori intervenuti dopo la caduta del 59enne

Nicola Gottardo è scivolato mentre percorreva un sentiero vicino alla cascata inferiore di Barbiano, in Valle Isarco. Inutili i soccorsi con elicotteri, verricello e squadre del soccorso acquatico

Tragedia in Valle Isarco, dove un uomo di 59 anni ha perso la vita dopo essere precipitato nelle acque delle cascate di Barbiano. La vittima è Nicola Gottardo, residente a Bolzano.

L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata di oggi, domenica 24 maggio, lungo un sentiero che costeggia la cascata inferiore di Barbiano. Secondo le prime ricostruzioni, il 59enne avrebbe perso l’equilibrio durante il percorso, scivolando nel torrente sottostante.

L’allarme lanciato dopo l’avvistamento del corpo in acqua

L’allarme è scattato poco prima di mezzogiorno, quando alcune persone hanno notato un corpo nelle acque del torrente. La chiamata ai soccorsi ha fatto scattare immediatamente un’imponente operazione di emergenza nella zona delle cascate.

Le condizioni del luogo hanno reso particolarmente complicato l’intervento dei soccorritori, costretti a operare in un’area impervia e caratterizzata da forti correnti.

Soccorritori trasportati con l’elicottero

Sul posto sono intervenuti:

  • i Vigili del fuoco volontari della zona;
  • il Soccorso Alpino;
  • il servizio di soccorso acquatico;
  • il personale sanitario d’emergenza.

I soccorritori acquatici del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Bolzano sono arrivati nell’area dell’incidente a bordo dell’elicottero Pelikan 2.

Le squadre hanno effettuato un complesso recupero tramite verricello per riportare il 59enne a riva in sicurezza. Durante le operazioni è intervenuto anche l’elicottero Pelikan 1 per supportare le attività di soccorso.

Inutili i tentativi di rianimazione

Una volta recuperato dall’acqua, il personale medico ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione.

Nonostante la rapidità dell’intervento e il massiccio dispiegamento di mezzi, per Nicola Gottardo non c’è stato nulla da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso del 59enne.

Indagini sulla caduta lungo il sentiero

Le autorità stanno ora cercando di ricostruire con precisione gli ultimi istanti prima della tragedia.

Secondo quanto emerso finora, l’uomo stava percorrendo il sentiero panoramico vicino alla cascata inferiore di Barbiano quando avrebbe perso improvvisamente l’equilibrio.

Gli investigatori dovranno chiarire se il terreno fosse particolarmente scivoloso oppure se il 59enne sia stato colto da un malore prima della caduta nel torrente.

La notizia della morte di Nicola Gottardo ha profondamente colpito la comunità bolzanina.

occhio.com

Precipita con il trattore nel bosco, morto boscaiolo di 35 anni: il corpo trovato dopo una notte di ricerche

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Vigili del fuoco e soccorritori nel bosco dopo l’incidente con il trattore
I soccorritori intervenuti nella zona dell’incidente mortale

Il 35enne non era rientrato a casa dopo una giornata di lavoro nei boschi della Val Pusteria. I familiari hanno lanciato l’allarme all’alba: il mezzo sarebbe precipitato per circa 50 metri fuori dal sentiero

Tragedia in Val Pusteria, dove un boscaiolo di 35 anni è morto dopo essere precipitato con il trattore in una zona boschiva impervia. Il corpo dell’uomo è stato trovato nella mattinata di oggi, domenica 24 maggio, in località Kofel, dopo ore di ricerche scattate in seguito all’allarme dei familiari.

Secondo le prime ricostruzioni, ancora in fase di accertamento, il 35enne sarebbe uscito dal sentiero con il mezzo agricolo durante un’attività di lavoro nel bosco. Il trattore avrebbe poi compiuto un volo di circa 50 metri lungo un pendio particolarmente ripido. L’impatto non gli avrebbe lasciato scampo.

L’uomo non era rientrato a casa dopo il lavoro

Il boscaiolo si era recato nel bosco nella giornata di sabato per svolgere alcuni lavori forestali. Con il passare delle ore, però, i familiari hanno iniziato a preoccuparsi per il mancato rientro.

In un primo momento parenti e conoscenti hanno pensato a un normale ritardo legato all’attività lavorativa. L’uomo era infatti abituato a trascorrere molte ore nei boschi della zona.

Quando però all’alba non si sono più registrati contatti, è scattato l’allarme ai soccorsi.

Le ricerche e la tragica scoperta nel bosco

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente con un vasto dispiegamento di uomini e mezzi nelle aree montane della Val Pusteria.

Poco dopo l’avvio delle ricerche, i soccorritori hanno individuato il trattore precipitato lungo il pendio e, poco distante, il corpo senza vita del 35enne.

I sanitari arrivati sul posto hanno potuto soltanto constatare il decesso.

Sul posto soccorso alpino, vigili del fuoco e Guardia di finanza

Nell’area dell’incidente sono intervenuti:

  • il medico d’urgenza;
  • i sanitari della Croce Bianca di Brunico;
  • i vigili del fuoco volontari di Falzes e Brunico;
  • il Soccorso alpino;
  • la Guardia di finanza.

Le forze dell’ordine stanno ora lavorando per chiarire con precisione la dinamica dell’incidente mortale e verificare le condizioni del mezzo agricolo al momento della tragedia.

Indagini sull’incidente nel bosco

Gli investigatori dovranno stabilire cosa abbia provocato l’uscita dal sentiero del trattore. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero un possibile cedimento del terreno, una manovra improvvisa oppure una perdita di controllo del mezzo lungo il percorso boschivo.

L’area dove è avvenuto l’incidente viene descritta come particolarmente impervia e difficile da raggiungere.

La tragedia ha profondamente colpito la comunità locale della Val Pusteria, dove il 35enne era conosciuto per il suo lavoro nei boschi della zona.

occhio.com

Guerra Iran-Usa, Trump: “Blocco navale resterà fino alla firma dell’accordo”

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Donald Trump durante un intervento sulla crisi con l’Iran
Il presidente americano conferma il mantenimento del blocco a Hormuz

Il presidente americano annuncia che il blocco nello Stretto di Hormuz resterà attivo fino all’intesa finale con Teheran. Netanyahu: “L’Iran non avrà mai armi nucleari”. I pasdaran frenano sui negoziati

Nuova svolta nella crisi tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha confermato che il blocco navale americano nello Stretto di Hormuz resterà “pienamente in vigore” fino alla firma di un accordo definitivo con Teheran per porre fine alla guerra e alla crisi nucleare.

L’annuncio arriva mentre proseguono i contatti diplomatici tra Washington, Israele e i Paesi del Golfo. Secondo diversi media internazionali, i colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere ufficialmente il 5 giugno dopo una bozza preliminare di intesa.

Trump: “Non faremo accordi sbagliati”

In un lungo messaggio pubblicato su Truth, Trump ha spiegato di aver ordinato ai suoi emissari di non accelerare i tempi dei negoziati.

“Il blocco resterà in vigore fino a quando non verrà raggiunto, certificato e firmato un accordo”, ha dichiarato il presidente americano, aggiungendo che “non ci possono essere errori”.

Trump ha ribadito che l’Iran dovrà rinunciare definitivamente alla possibilità di sviluppare armi nucleari. Il tycoon ha anche attaccato il precedente accordo sul nucleare firmato durante la presidenza di Barack Obama, definendolo “uno dei peggiori accordi mai conclusi”.

Secondo la Casa Bianca, però, serviranno ancora diversi giorni prima di arrivare a una firma definitiva.

Possibile tregua di 60 giorni e colloqui il 5 giugno

Secondo il Financial Times, sul tavolo ci sarebbe una nuova tregua di 60 giorni. Alcuni funzionari iraniani parlano anche della possibile sospensione delle ostilità in Libano e dello sblocco di circa 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati all’estero.

Le indiscrezioni riferiscono inoltre di possibili colloqui ufficiali tra Washington e Teheran il prossimo 5 giugno.

Gli Stati Uniti ritengono che la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei abbia dato un primo via libera politico alla bozza di accordo.

Il nodo del nucleare iraniano

Uno dei punti centrali della trattativa riguarda l’uranio altamente arricchito accumulato dall’Iran negli ultimi anni.

Secondo fonti americane, Teheran avrebbe accettato in linea di principio di smaltire parte del materiale nucleare in cambio della revoca graduale del blocco americano e di un alleggerimento delle sanzioni.

Washington pretende però garanzie vincolanti sullo stop definitivo all’arricchimento dell’uranio per scopi militari.

Trump ha ribadito che “l’Iran deve capire che non può sviluppare o procurarsi una bomba atomica”.

Netanyahu: “Smantellare gli impianti nucleari”

Durissima la posizione del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Dopo un colloquio telefonico con Trump, Netanyahu ha spiegato che qualsiasi accordo definitivo dovrà eliminare completamente la minaccia nucleare iraniana.

Secondo il leader israeliano sarà necessario:

  • smantellare gli impianti di arricchimento iraniani;
  • rimuovere dal territorio iraniano il materiale nucleare arricchito;
  • mantenere il diritto di Israele alla difesa militare.

Netanyahu ha poi pubblicato sui social una foto generata con l’intelligenza artificiale insieme a Trump accompagnata dalla frase: “L’Iran non avrà mai armi nucleari”.

I pasdaran frenano: “Trump fa propaganda”

Mentre i negoziati proseguono, dai pasdaran arrivano segnali molto più freddi.

Secondo fonti vicine ai Guardiani della Rivoluzione, l’annuncio di Trump sarebbe “incompleto e incoerente con la realtà”.

Gli ambienti militari iraniani sostengono che lo Stretto di Hormuz resti sotto controllo iraniano e negano che esista già un accordo definitivo sul nucleare.

Le tensioni restano alte anche sul fronte regionale, soprattutto dopo i raid israeliani nel sud del Libano e le nuove polemiche sulle operazioni israeliane contro la Flotilla diretta verso Gaza.

La crisi economica in Iran

Nel frattempo cresce la pressione interna sulla Repubblica islamica. Le autorità sanitarie iraniane hanno denunciato un aumento vertiginoso del costo dei farmaci a causa dell’inflazione e della svalutazione della moneta nazionale.

Secondo i dati ufficiali diffusi da Teheran, l’inflazione avrebbe superato il 73% su base annua.

Il ministro della Salute iraniano Mohammad-Reza Zafarghandi ha ammesso che il governo fatica a contenere l’emergenza sociale e sanitaria.

occhio.com

Ex principe Andrea indagato per presunti reati sessuali a Windsor: nuova svolta nel caso Epstein

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L’ex principe Andrea durante un evento ufficiale
L’ex duca di York al centro di una nuova indagine nel Regno Unito

Gli investigatori britannici vogliono ascoltare una donna che sostiene di essere stata portata nella residenza reale “per scopi sessuali”. La polizia cerca anche altre possibili vittime legate a Jeffrey Epstein

Nuova bufera sulla famiglia reale britannica. L’ex principe Andrea Mountbatten-Windsor torna al centro delle indagini legate allo scandalo di Jeffrey Epstein.

Secondo quanto riportato da Sky News e dal quotidiano The Times, la polizia britannica sta verificando presunti reati sessuali che sarebbero avvenuti nella residenza reale di Windsor.

Gli investigatori vogliono ascoltare una donna che sostiene di essere stata accompagnata nella proprietà dell’ex duca di York “per scopi sessuali”. Nel frattempo, la polizia ha invitato eventuali vittime o testimoni a collaborare con le indagini.

La nuova inchiesta sull’ex principe Andrea

Negli ultimi mesi la posizione di Andrea Mountbatten-Windsor si è aggravata. Gli investigatori hanno aperto un nuovo filone d’indagine che riguarda possibili episodi di natura sessuale collegati al caso Epstein.

Fino a oggi gli inquirenti avevano concentrato l’attenzione soprattutto sui rapporti tra Andrea e il finanziere americano morto nel 2019 in carcere negli Stati Uniti.

Ora però l’indagine punta a chiarire cosa sarebbe accaduto nella residenza di Windsor e se possano emergere altre testimonianze.

L’ex principe continua a respingere ogni accusa e nega qualsiasi comportamento illecito.

Gli investigatori cercano altre possibili vittime

La polizia britannica ha avviato nuovi accertamenti dopo le recenti perquisizioni nelle proprietà riconducibili all’ex duca di York.

Gli investigatori stanno raccogliendo informazioni su eventuali altre persone che potrebbero avere avuto contatti con Epstein o con l’entourage dell’ex principe Andrea.

L’obiettivo è ricostruire con precisione i rapporti mantenuti negli anni tra Andrea e il finanziere americano.

La donna che ha parlato con gli investigatori sostiene di essere stata portata nella residenza reale di Windsor con finalità sessuali. Gli inquirenti stanno verificando tempi, modalità e circostanze dell’episodio.

Il caso Epstein continua a colpire Buckingham Palace

Il nuovo sviluppo dell’inchiesta riporta sotto pressione la Famiglia Reale Britannica.

Negli ultimi anni il caso Epstein ha già provocato enormi danni all’immagine della monarchia britannica. Andrea ha perso incarichi pubblici, titoli militari e gran parte del suo ruolo istituzionale.

Re Carlo III ha scelto di allontanare il fratello dalla vita pubblica della Corona nel tentativo di limitare le polemiche.

Nonostante questo, le nuove indagini rischiano di riaccendere le tensioni attorno a Buckingham Palace.

Gli “Andrew Papers” e le pressioni della regina Elisabetta

A complicare ulteriormente il quadro sono i documenti desecretati dal governo britannico nelle ultime settimane e ribattezzati dalla stampa “Andrew Papers”.

Le carte mostrano le pressioni esercitate da Elisabetta II per ottenere la nomina del figlio come inviato commerciale internazionale del Regno Unito.

Secondo quanto emerso, il governo avrebbe aggirato alcune procedure standard di verifica per favorire Andrea.

I documenti raccontano anche dettagli sui viaggi ufficiali dell’ex principe. Andrea chiedeva spesso destinazioni considerate “Paesi sofisticati” e soggiorni di lusso pagati con fondi pubblici.

Polemiche politiche nel Regno Unito

La pubblicazione dei documenti ha provocato nuove polemiche nel Regno Unito.

Lo storico Andrew Lownie sostiene che quelle carte mostrino come la famiglia reale abbia privilegiato la tutela interna rispetto alla protezione dell’istituzione monarchica.

La vicenda crea imbarazzo anche per il governo guidato da Keir Starmer. Alcuni esponenti politici chiedono maggiore trasparenza sui rapporti tra Epstein e figure vicine all’establishment britannico.

occhio.com

Pirata della strada ubriaco travolge due sorelle sulle strisce a Milano: morta una donna, gravissima l’altra

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Auto incidentata e polizia dopo l’investimento a Milano
La scena dell’incidente dove due sorelle sono state travolte sulle strisce

Il conducente, positivo ad alcol e cocaina, è fuggito dopo l’impatto. La vittima aveva 75 anni, la sorella di 70 è ricoverata in condizioni critiche

Tragedia nella notte a Milano, dove un uomo di 39 anni ha travolto due sorelle anziane mentre attraversavano sulle strisce pedonali tra via Carnia e via Deruta. L’impatto è stato devastante: la donna di 75 anni è morta praticamente sul colpo, mentre la sorella di 70 anni è stata trasportata in ospedale in condizioni gravissime.

Secondo quanto emerso dalle prime indagini, il conducente della Smart nera guidava in uno stato di forte alterazione psicofisica. Dopo l’incidente è scappato senza fermarsi a prestare soccorso. Rintracciato poco dopo dalle forze dell’ordine, è risultato positivo sia all’alcol sia alla cocaina.

L’incidente a Milano: le due sorelle travolte sulle strisce

Il drammatico incidente si è verificato intorno alle 21.35 nella zona nord-est di Milano. Le due donne stavano attraversando regolarmente sulle strisce pedonali quando sono state investite dalla Smart guidata dal 39enne, che proveniva da piazza Udine a velocità sostenuta.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli agenti della Polizia Locale di Milano, l’auto avrebbe centrato in pieno le due sorelle senza lasciare loro alcuna possibilità di evitare l’impatto.

La violenza dello schianto è stata impressionante. La donna di 70 anni è stata sbalzata lateralmente sull’asfalto, mentre la sorella maggiore è finita sul parabrezza dell’auto prima di essere scaraventata oltre 25 metri più avanti.

Morta la sorella maggiore, l’altra lotta tra la vita e la morte

Per la 75enne i soccorsi si sono rivelati inutili. I sanitari del 118 arrivati sul posto hanno tentato disperatamente di rianimarla, ma le gravissime ferite riportate nell’impatto non le hanno lasciato scampo.

La sorella di 70 anni, invece, è stata trasportata d’urgenza in ospedale in codice rosso. Le sue condizioni vengono definite estremamente critiche e la donna resta ricoverata sotto stretta osservazione medica.

La scena dell’incidente ha sconvolto i residenti e i numerosi testimoni presenti nella zona al momento dell’investimento.

Il conducente è fuggito dopo lo schianto

Dopo aver travolto le due donne, il 39enne non si è fermato a prestare soccorso ed è fuggito verso via Palmanova lasciando le vittime a terra.

Secondo gli investigatori, la fuga sarebbe durata meno di un’ora. Circa quaranta minuti dopo l’incidente, infatti, sarebbe stata la madre dell’uomo a contattare i carabinieri segnalando la presenza del figlio insieme all’auto danneggiata.

Gli agenti hanno quindi raggiunto il parcheggio di un supermercato in via Ornato, dove hanno trovato il conducente e la Smart con evidenti segni dell’impatto.

Positivo ad alcol e cocaina dopo l’arresto

Sottoposto agli accertamenti tossicologici, il 39enne è risultato positivo all’alcol con un tasso vicino ai due grammi per litro, quasi quattro volte oltre il limite consentito dalla legge.

Gli esami hanno inoltre evidenziato la positività alla cocaina.

L’uomo è ora al centro delle indagini coordinate dalla Procura di Milano. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione la dinamica dell’incidente e valutando tutte le responsabilità legate alla fuga e allo stato di alterazione del conducente.

Indagini sulla dinamica e sulle responsabilità

Gli agenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo le testimonianze delle persone che hanno assistito alla scena.

Secondo quanto emerso finora, i semafori dell’incrocio erano perfettamente funzionanti al momento dell’investimento.

La posizione del conducente potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime ore alla luce della morte della 75enne e delle condizioni disperate della sorella ricoverata.

occhio.com

Terremoto ai Campi Flegrei, paura a Napoli: “Aree d’accoglienza chiuse dopo la scossa”

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Polizia e cittadini in strada dopo il terremoto ai Campi Flegrei
Residenti in strada dopo il terremoto registrato nell’area flegrea

Dopo il sisma di magnitudo 4.4 cittadini in strada tra Bagnoli e Fuorigrotta. Proteste per gli hub di emergenza trovati chiusi in viale della Liberazione e via Terracina

La forte scossa di terremoto di magnitudo 4.4 registrata alle 5.50 nell’area dei Campi Flegrei ha provocato paura e tensione nei quartieri occidentali di Napoli, soprattutto a Bagnoli e Fuorigrotta, dove molti residenti sono scesi in strada subito dopo il sisma.

Oltre allo spavento per la violenta scossa, numerosi cittadini denunciano però l’assenza di assistenza nelle ore successive all’evento sismico. Diverse persone, infatti, si sono recate nelle aree di accoglienza predisposte per le emergenze bradisismiche trovandole però chiuse e senza personale della Protezione Civile.

Cittadini in strada dopo il terremoto: paura tra Bagnoli e Fuorigrotta

La scossa è stata avvertita distintamente in tutta l’area flegrea e in molti quartieri del capoluogo campano. In particolare tra Fuorigrotta, Bagnoli e Agnano, centinaia di residenti hanno lasciato le abitazioni per timore di nuovi eventi sismici.

Alcuni cittadini hanno segnalato anche piccoli danni ad appartamenti e crepe in edifici già interessati dal fenomeno del bradisismo.

Molte famiglie, ancora sotto choc, hanno deciso di raggiungere le aree individuate dal piano comunale di emergenza per trovare assistenza e informazioni. Tuttavia, una volta arrivate sul posto, si sarebbero trovate davanti cancelli chiusi e assenza totale di operatori.

Le aree di accoglienza trovate chiuse dopo il sisma

Le proteste riguardano soprattutto le aree di accoglienza dell’ex Nato in viale della Liberazione e quella di via Terracina, indicate come punti di riferimento in caso di emergenza nell’area occidentale della città.

Secondo quanto denunciato da diversi residenti, già pochi minuti dopo la scossa decine di persone si sarebbero presentate nei due hub senza trovare alcuna assistenza.

In molti raccontano di non aver visto né volontari della Protezione Civile né pattuglie della polizia municipale inviate dal Comune di Napoli per gestire la situazione e fornire supporto alla popolazione spaventata.

La denuncia della consigliera Rosa Esposito: “Situazione assurda”

A documentare quanto accaduto è stata anche Rosa Esposito (come riporta Napolitoday), consigliera d’opposizione della X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta, che si è recata personalmente nelle due aree di emergenza.

La consigliera ha pubblicato due video nei quali mostra i cancelli chiusi sia in viale della Liberazione sia in via Terracina, denunciando l’assenza di qualsiasi presidio operativo.

“Anche solo se i cittadini hanno paura, queste aree dovrebbero essere lì pronte per accoglierli. È assurdo che chi si è recato sul posto sia dovuto tornare indietro”, ha dichiarato Esposito.

Le critiche alla gestione dell’emergenza bradisismo

Sulla vicenda è intervenuto anche Diego Civitillo, che ha criticato la gestione delle strutture dedicate all’emergenza bradisismica.

Secondo il consigliere, gli hub dovrebbero essere immediatamente operativi o facilmente attivabili dopo eventi di questo tipo.

“Nella realtà dei fatti Comune e Regione non hanno alcuna struttura di intervento immediato. Non esiste un’organizzazione che possa aprire quelle aree quando c’è davvero bisogno”, ha spiegato.

Le polemiche arrivano mentre proseguono i controlli tecnici sugli edifici dell’area flegrea dopo il terremoto che ha colpito la zona nella mattinata di oggi.

Verifiche ancora in corso nell’area flegrea

Dopo il sisma, i tecnici comunali e la Protezione Civile hanno avviato verifiche negli edifici pubblici e nelle scuole di diversi comuni dell’area flegrea.

Restano chiusi per controlli numerosi istituti scolastici tra Pozzuoli, Bacoli e Quarto, mentre continua il monitoraggio dello sciame sismico in corso nei Campi Flegrei.

occhio.com

Terremoto a Napoli, scossa di magnitudo 4.4 ai Campi Flegrei: scuole chiuse e metro sospesa

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Mappa della Campania con localizzazione della scossa di terremoto
La localizzazione della scossa di magnitudo 4.4 registrata ai Campi Flegrei

Il sisma registrato alle 5.50 ha svegliato migliaia di persone in tutta l’area flegrea e nel capoluogo campano. Stop a Cumana, Circumflegrea e Linea 2 della metropolitana

Paura all’alba a Napoli per una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.4 registrata alle 5.50 nell’area dei Campi Flegrei. Il sisma è stato avvertito distintamente in numerosi quartieri del capoluogo campano e in gran parte della provincia.

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto si è verificato a una profondità di circa 3 chilometri e rappresenta una delle scosse più forti registrate dall’inizio della nuova fase di bradisismo.

Nei minuti successivi è stata registrata anche una scossa di assestamento di magnitudo 2.1, mentre lo sciame sismico risulta ancora in corso.

La scossa avvertita in tutta Napoli: paura nei quartieri della città

Il terremoto è stato percepito chiaramente in numerose zone della città, in particolare nei quartieri di Fuorigrotta, Bagnoli, Vomero, Arenella e Posillipo.

Molti cittadini sono stati svegliati nel sonno dalla lunga durata della scossa, accompagnata da scricchiolii, vibrazioni e oscillazioni di mobili e lampadari.

Sui social network si sono moltiplicate le segnalazioni e i messaggi di paura da parte dei residenti dell’area flegrea e di altri comuni della provincia di Napoli.

Per intensità e durata, il terremoto ha ricordato quello del 30 giugno dello scorso anno, quando fu registrata una magnitudo di 4.6, la più alta degli ultimi quarant’anni nell’area interessata dal fenomeno del bradisismo.

Scuole chiuse nei comuni dell’area flegrea

Dopo il sisma diversi sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole per consentire le verifiche sugli edifici scolastici.

Il primo comune ad annunciare il provvedimento è stato Pozzuoli. A seguire hanno adottato la stessa decisione anche Quarto, Bacoli, Qualiano, Giugliano in Campania, Monte di Procida e Procida.

Il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione ha annunciato sui social la sospensione delle attività didattiche e l’avvio immediato delle verifiche tecniche sulle strutture scolastiche pubbliche e private.

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Anche il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni ha confermato l’attivazione del Centro Operativo Comunale e il monitoraggio costante dello sciame sismico insieme alla Protezione Civile e all’Osservatorio Vesuviano.

Stop a Cumana, Circumflegrea e Linea 2 della metro

Il terremoto ha provocato disagi anche sul fronte dei trasporti.

L’Ente Autonomo Volturno ha comunicato la sospensione temporanea della circolazione ferroviaria sulle linee Cumana e Circumflegrea per consentire le verifiche statiche dopo il sisma.

Problemi anche sulla Linea 2 della metropolitana di Napoli, dove la circolazione è stata sospesa per controlli tecnici lungo la linea ferroviaria.

Trenitalia ha informato i passeggeri della possibile cancellazione dei treni e di ritardi legati alle verifiche di sicurezza nell’area dei Campi Flegrei.

Tecnici e Protezione Civile impegnati nei controlli dopo il terremoto

Danni a Bacoli e verifiche ancora in corso

Al momento non risultano feriti, ma sono stati segnalati alcuni danni nell’area flegrea.

A Bacoli è crollato l’arco del belvedere di Baia, mentre altri cedimenti di minore entità sarebbero stati registrati in via Castello.

Le verifiche da parte dei tecnici comunali e della Protezione Civile sono ancora in corso per accertare eventuali ulteriori danni ad abitazioni, edifici pubblici e infrastrutture.

Protezione Civile attiva: “Monitoraggio costante della situazione”

La Protezione Civile della Regione Campania ha comunicato l’immediata attivazione del sistema regionale di emergenza dopo la scossa registrata al largo del golfo di Bacoli.

L’assessora regionale Fiorella Zabatta è in contatto con la Prefettura e con tutti i comuni interessati per coordinare le verifiche sul territorio.

Secondo quanto riferito dalla sala operativa regionale, sono arrivate diverse telefonate da cittadini soprattutto per richieste di informazioni e aggiornamenti sullo sciame sismico in corso.

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Global Sumud Flotilla: la Marina israeliana ferma 56 imbarcazioni, 27 italiani arrestati

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Flotilla, fermati anche alcuni italiani
Israele torna a bloccare la Flotilla, italiani tra i fermati

La Marina israeliana ha condotto un’operazione nelle acque al largo di Cipro contro la Global Sumud Flotilla, un convoglio internazionale di imbarcazioni che si stava dirigendo verso la Striscia di Gaza. L’intervento ha portato al fermo di 56 imbarcazioni e all’arresto di almeno 319 attivisti, tra cui 27 italiani su 35 partecipanti.

Secondo quanto comunicato dalla Farnesina, le imbarcazioni dovrebbero essere trasferite al porto di Ashdod. L’operazione ha generato immediatamente tensioni diplomatiche, con l’Italia che ha chiesto chiarimenti sul rispetto dei diritti dei cittadini italiani e sull’uso della forza.

Gli italiani coinvolti: la risposta della Farnesina

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato che il governo ha richiesto verifiche urgenti sull’uso della forza da parte delle autorità israeliane. Secondo i resoconti degli attivisti italiani, durante l’operazione sarebbero stati impiegati proiettili di gomma contro le imbarcazioni.

La Farnesina ha inoltre sottolineato che l’Italia sta seguendo la vicenda attraverso:

  • L’ambasciata italiana a Tel Aviv,
  • Il consolato a Cipro,
  • L’ambasciata italiana a Cipro,

con l’obiettivo di garantire la tutela dei cittadini italiani e il loro rilascio nel più breve tempo possibile. La vicenda ricorda un episodio simile avvenuto poche settimane fa, in cui le autorità israeliane avevano fermato un altro gruppo di attivisti.

Le dichiarazioni di Netanyahu: elogio all’operazione

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha lodato i militari della Marina per l’operazione, definendola “eccezionale” e sottolineando come abbia contribuito a mantenere l’isolamento imposto ai terroristi di Hamas a Gaza.

In una telefonata ai soldati coinvolti, Netanyahu ha dichiarato che l’azione è stata condotta con discrezione e successo, “molto meno appariscente di quanto si aspettassero i nostri nemici”. L’elogio pubblico rafforza il messaggio di Israele sulla necessità di misure di sicurezza severe nei confronti di flotte ritenute illegali o pericolose.

Implicazioni diplomatiche e diritti internazionali

L’arresto di attivisti italiani e di altri cittadini stranieri ha immediatamente acceso un dibattito diplomatico tra Italia e Israele. Le principali questioni riguardano:

  • L’uso della forza contro civili su imbarcazioni,
  • La protezione dei cittadini italiani all’estero,
  • La legalità internazionale dell’intercettazione di navi in acque internazionali.

Fonti diplomatiche italiane hanno sottolineato che, pur comprendendo le esigenze di sicurezza di Israele, è necessario garantire il rispetto dei diritti dei cittadini coinvolti e un trattamento conforme alle norme internazionali.

Contesto della Global Sumud Flotilla

La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa internazionale volta a sfidare il blocco di Gaza e a portare aiuti umanitari nella regione. Nel corso degli anni, simili operazioni hanno spesso attirato attenzione internazionale e generato tensioni tra Israele e governi stranieri.

L’evento più recente conferma come queste flottiglie continuino a rappresentare una sfida diplomatica e militare per Israele, mentre i paesi coinvolti devono bilanciare la difesa dei propri cittadini con la complessità delle relazioni internazionali.

Conclusioni

L’operazione della Marina israeliana contro la Global Sumud Flotilla mette in luce la crescente tensione tra sicurezza nazionale e diritti dei cittadini internazionali. L’Italia segue da vicino la vicenda, assicurandosi che gli attivisti italiani vengano tutelati e rilasciati rapidamente.

La situazione resta in evoluzione, con possibili implicazioni diplomatiche per i rapporti tra Israele, Italia e altre nazioni coinvolte.

occhio.com

Spaccio di droga ad Arezzo, arrestata famiglia di imprenditori: sequestrati 60mila euro e cocaina

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Arezzo, arrestata una famiglia di imprenditori per spaccio di droga
Famiglia di imprenditori e un operaio arrestati con l'accusa di spaccio

Operazione antidroga dei Arma dei Carabinieri della compagnia di Bibbiena. I militari hanno arrestato tre persone con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Coinvolto anche un ragazzo di 17 anni, denunciato alla Procura per i Minorenni di Firenze.

L’indagine è partita durante un posto di controllo effettuato dai carabinieri dell’aliquota radiomobile. I militari hanno fermato un’auto guidata da una donna di 49 anni residente in provincia di Arezzo. A bordo c’erano anche il figlio minorenne e un operaio di 54 anni.

Durante il controllo, i carabinieri hanno trovato un foglio manoscritto ritenuto sospetto. Secondo gli investigatori, il documento conterrebbe annotazioni legate a presunti debiti per l’acquisto di sostanze stupefacenti.

Sequestrati cocaina, hashish e 60mila euro

Nel corso delle verifiche, estese anche al tomaificio gestito dalla coppia, i militari hanno sequestrato circa 30 grammi di cocaina suddivisi in 50 dosi, 38 grammi di hashish, materiale per il confezionamento della droga, un bilancino di precisione e ulteriori appunti manoscritti considerati utili alle indagini.

I carabinieri hanno inoltre trovato e sequestrato circa 60mila euro in contanti, nascosti in modo tale da far ipotizzare una possibile provenienza illecita collegata all’attività di spaccio contestata. Durante l’operazione sono state rinvenute anche alcune pistole replica prive del tappo rosso e altri oggetti atti ad offendere, ora al vaglio degli investigatori.

Tre arresti e un minorenne denunciato

Al termine dell’attività investigativa, marito e moglie titolari del tomaificio e il loro dipendente sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il figlio 17enne della coppia è stato invece deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze.

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