Dopo il sisma di magnitudo 4.4 cittadini in strada tra Bagnoli e Fuorigrotta. Proteste per gli hub di emergenza trovati chiusi in viale della Liberazione e via Terracina
La forte scossa di terremoto di magnitudo 4.4 registrata alle 5.50 nell’area dei Campi Flegrei ha provocato paura e tensione nei quartieri occidentali di Napoli, soprattutto a Bagnoli e Fuorigrotta, dove molti residenti sono scesi in strada subito dopo il sisma.
Oltre allo spavento per la violenta scossa, numerosi cittadini denunciano però l’assenza di assistenza nelle ore successive all’evento sismico. Diverse persone, infatti, si sono recate nelle aree di accoglienza predisposte per le emergenze bradisismiche trovandole però chiuse e senza personale della Protezione Civile.
Cittadini in strada dopo il terremoto: paura tra Bagnoli e Fuorigrotta
La scossa è stata avvertita distintamente in tutta l’area flegrea e in molti quartieri del capoluogo campano. In particolare tra Fuorigrotta, Bagnoli e Agnano, centinaia di residenti hanno lasciato le abitazioni per timore di nuovi eventi sismici.
Alcuni cittadini hanno segnalato anche piccoli danni ad appartamenti e crepe in edifici già interessati dal fenomeno del bradisismo.
Molte famiglie, ancora sotto choc, hanno deciso di raggiungere le aree individuate dal piano comunale di emergenza per trovare assistenza e informazioni. Tuttavia, una volta arrivate sul posto, si sarebbero trovate davanti cancelli chiusi e assenza totale di operatori.
Le aree di accoglienza trovate chiuse dopo il sisma
Le proteste riguardano soprattutto le aree di accoglienza dell’ex Nato in viale della Liberazione e quella di via Terracina, indicate come punti di riferimento in caso di emergenza nell’area occidentale della città.
Secondo quanto denunciato da diversi residenti, già pochi minuti dopo la scossa decine di persone si sarebbero presentate nei due hub senza trovare alcuna assistenza.
In molti raccontano di non aver visto né volontari della Protezione Civile né pattuglie della polizia municipale inviate dal Comune di Napoli per gestire la situazione e fornire supporto alla popolazione spaventata.
La denuncia della consigliera Rosa Esposito: “Situazione assurda”
A documentare quanto accaduto è stata anche Rosa Esposito (come riporta Napolitoday), consigliera d’opposizione della X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta, che si è recata personalmente nelle due aree di emergenza.
La consigliera ha pubblicato due video nei quali mostra i cancelli chiusi sia in viale della Liberazione sia in via Terracina, denunciando l’assenza di qualsiasi presidio operativo.
“Anche solo se i cittadini hanno paura, queste aree dovrebbero essere lì pronte per accoglierli. È assurdo che chi si è recato sul posto sia dovuto tornare indietro”, ha dichiarato Esposito.
Le critiche alla gestione dell’emergenza bradisismo
Sulla vicenda è intervenuto anche Diego Civitillo, che ha criticato la gestione delle strutture dedicate all’emergenza bradisismica.
Secondo il consigliere, gli hub dovrebbero essere immediatamente operativi o facilmente attivabili dopo eventi di questo tipo.
“Nella realtà dei fatti Comune e Regione non hanno alcuna struttura di intervento immediato. Non esiste un’organizzazione che possa aprire quelle aree quando c’è davvero bisogno”, ha spiegato.
Le polemiche arrivano mentre proseguono i controlli tecnici sugli edifici dell’area flegrea dopo il terremoto che ha colpito la zona nella mattinata di oggi.
Verifiche ancora in corso nell’area flegrea
Dopo il sisma, i tecnici comunali e la Protezione Civile hanno avviato verifiche negli edifici pubblici e nelle scuole di diversi comuni dell’area flegrea.
Restano chiusi per controlli numerosi istituti scolastici tra Pozzuoli, Bacoli e Quarto, mentre continua il monitoraggio dello sciame sismico in corso nei Campi Flegrei.















