Israele, Sa’ar: «Fase 2 dopo demilitarizzazione di Gaza»

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La Fase 2 dell’accordo sulla tregua con Hamas avverrà solo quando Gaza verrà completamente demilitarizzata dall’organizzazione politica palestinese islamista.

È quanto è emerso dalle dichiarazioni di Gideon Sa’ar, il ministro degli Esteri israeliano, che ha rivendicato il blocco: «Degli aiuti umanitari, che sono diventati la principale fonte di reddito di Hamas a Gaza. Quei soldi li usano per il terrorismo, per ripristinare le loro capacità e per far entrare più giovani terroristi nella loro organizzazione».

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Musk: «È sgradevole, ma per Zelensky serve amnistia in Paese neutrale»

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«Il leader ucraino sa che la fine della guerra significherebbe la fine del suo potere e che se ci fossero elezioni lui perderebbe. Zelensky sta mandando ucraini innocenti a morire nel tritacarne così può rimanere al potere. Dittatore».

Sono le parole di un utente pubblicate su X, a cui il miliardario e proprietario del social network, Elon Musk, ha risposto: «Vero. Per quanto sia sgradevole, a Zelensky dovrebbe essere offerta una sorta di amnistia in un Paese neutrale in cambio di una transizione pacifica per il ritorno della democrazia in Ucraina».

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Clan Mazzei, 18 arresti nel Catanese

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Un gruppo mafioso legato alla ‘famiglia’ Mazzei, quest’ultima appartenente a Cosa nostra etnea, che operava Bronte, Maniace, Maletto e zone limitrofe è stato sgominato da carabinieri del comando provinciale di Catania che hanno arrestato 18 persone.

Le indagini dell’operazione, denominata ‘Saracena’, coordinate dalla Dda etnea, hanno permesso di individuare anche gli elementi apicali del clan che, secondo l’accusa, gestiva un vasto giro di estorsioni ai danni di imprenditori locali, un fiorente traffico di stupefacenti e controllava le attività dell’area di sua ‘competenza’.

Nei confronti dei 18 indagati, tra Randazzo e Milano, è stata eseguita, da oltre 200 carabinieri del comando provinciale di Catania, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ipotizza, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti aggravato dal metodo mafioso.

L’indagine dell’operazione ‘Saracena’ avviata alla fine 2020, avrebbe permesso di ricostruire le attività dell’associazione mafiosa legata al clan Mazzei di Catania, al cui vertice risulterebbe esserci Francesco Montagno Bozzone. Referenti della cosca sarebbero Eugenio Spitaleri, che avrebbe assunto la direzione dell’organizzazione su Bronte e Maletto, e Mario Galati Rando a Maniace. L’inchiesta avrebbe fatto emergere la presenza anche di un’altra articolazione del clan Mazzei: il gruppo Lo Cicero, attivo tra Adrano e Bronte e diretto, appunto, da Cristian Lo Cicero. Nel novembre del 2020, dopo l’arresto di Salvatore Catania e Montagno Bozzone, quest’ultimo condannato a nove anni di reclusione per un’estorsione ai danni dell’imprenditore e attuale sindaco di Maletto, Giuseppe Capizzi, al comando sarebbe passato Spitaleri. Quest’ultimo avrebbe consolidato il proprio ruolo di vertice intensificando estorsioni a imprenditori locali e il traffico di cocaina e marijuana, anche grazie a una rete di corrieri e spacciatori. alcuni dei quali sono stati vittime di intimidazioni da parte della cosca. Il clan utilizzava nomi in codice, evitando di specificare dettagli nei loro incontri e ricorrendo a telefoni occasionali e Sim intestate a estranei al gruppo. Capillare il controllo del territorio: in diversi episodi, dopo il passaggio delle forze dell’ordine, gli affiliati avrebbero chiesto ai residenti informazioni sui motivi della loro presenza, raccogliendo dettagli utili per la loro attività. Le indagini avrebbero inoltre permesso di accertare quattro episodi di estorsione nei confronti di imprenditori locali. Spitaleri avrebbe imposto la propria “protezione” a un’importante azienda attiva nel commercio delle fragole di Maletto, tentando di estendere tale imposizione ad altri imprenditori del settore attraverso richieste di percentuali sugli incassi. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno eseguito sette arresti in flagranza di reato e una denuncia in stato di libertà’ per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e sequestrato un chilo di marijuana, 200 grammi di cocaina e 3.500 euro in contanti. Il gip ha emesso il provvedimento cautelare nei confronti di 18 indagati, mentre per un diciannovesimo la misura sarà valutata dopo l’interrogatorio preventivo. Nell’inchiesta ci sono altri 15 indagati che riceveranno la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

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Usa: “L’ostilità di Zelensky è incomprensibile”

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“Zelensky avrebbe potuto andarsene con una garanzia economica che avrebbe portato benefici all’Ucraina e, penso, al mondo, per una generazione.

E’ davvero incomprensibile il motivo per cui abbiamo ricevuto una tale ostilità”.

Lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale americana Mike Waltz a proposito della mancata firma dell’accordo sui minerali dopo lo scontro tra il presidente ucraino e Donald Trump nello Studio Ovale.

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Castello di Godego, bambino di due anni muore per meningite

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Un bambino di due anni di Castello di Godego (Treviso) è morto per una meningite batterica da pneumococco.

Il piccolo era stato fatto vaccinare dai genitori contro la malattia, ma non è bastato.

Il bambino alcuni giorni fa era stato interessato da alcune linee di febbre che sono salite, fino a fargli perdere conoscenza tanto da preoccupare mamma e papà che lo hanno portato d’urgenza all’ospedale di Castelfranco Veneto (Treviso). La situazione è apparsa subito grave ai medici che dopo aver intubato il piccolo hanno deciso il suo trasferimento al reparto di terapia intensiva pediatrica di Padova dove è stato diagnosticata una meningite da pneumococco.

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Guidonia Montecelio, 57enne muore travolto dal cancello della ditta per cui lavorava

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Tragedia sul lavoro a Guidonia Montecelio, vicino Roma.

Nella notte i vigili del fuoco e il personale del 118 hanno soccorso il dipendente di una ditta di trasporti che a causa del cedimento del cancello d’ingresso al piazzale dell’azienda è rimasto schiacciato.

Sul posto la polizia e l’ispettorato del lavoro dell’Asl. A quanto ricostruito l’uomo, un 57enne romano, era sceso dall’auto per aprire il cancello quando ha ceduto e lo ha travolto.  

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E’ morta l’attrice Eleonora Giorgi

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Si è spento per sempre il sorriso di Eleonora Giorgi.

Un sorriso che l’attrice non ha mai perso in questi difficili mesi di malattia, quel tumore al pancreas che aveva scoperto nell’autunno 2023 e di cui ha raccontato la spietata evoluzione, spesso anche ospite in tv, senza mai rinunciare alla voglia di vivere. Anzi, invitando tutti a non sprecare il proprio tempo, perché “ogni giorno è un regalo”.

Era ricoverata in una clinica romana per la terapia del dolore, sostenuta dall’affetto dei figli Andrea e Paolo, dell’ex marito Massimo Ciavarro, della nuora Clizia Incorvaia e dall’amore per il nipotino Gabriele. Eleonora Giorgi era nata a Roma il 21 ottobre 1953, ma aveva sangue straniero nelle vene (inglese per parte di padre, ungherese grazie alla madre) e questo mix tra rigore e passione si è sempre riflesso nella sua vita privata e professionale. A vent’anni Eleonora Giorgi è già una donna carica di esperienze, non tutte felici. Le viene in aiuto Alberto Lattuada che, fidando nel giudizio dei migliori registi che l’hanno formata (Salce e Samperi in primis), la chiama nel ’75 per Cuore di Cane dal romanzo di Bulgakov con Max von Sydow e Cochi Ponzoni come partner. A sorpresa per Eleonora è come un secondo inizio: da quel momento in poi le occasioni prestigiose si susseguono, una volta ancora secondo un destino artistico che le accomuna Ornella Muti, di due anni più giovane. Eleonora lavora con Giuliano Montaldo (L’Agnese va a morire), Damiano Damiani (Un uomo in ginocchio), Dario Argento (Inferno), Franco Brusati (Dimenticare Venezia), Liliana Cavani grazie alla quale incontra nel 1982 per Oltre la porta il compagno di scena più amato e rispettato, Marcello Mastroianni. Nel frattempo, però, Giorgi ha scoperto il suo lato comico, una leggerezza finemente ingenua che la rende partner ideale per Celentano (Mani di velluto) e Renato Pozzetto (Mia moglie è una strega). A coronare questa svolta è l’incontro con Carlo Verdone che in Borotalco (1982) ne fa la sua musa fatata e la ritroverà anni dopo in Compagni di scuola. Sarà, per quasi vent’anni, la sua ultima apparizione al cinema.

Confermerà invece la sua popolarità in tv, da Yesterday a I Cesaroni. Intanto, negli anni 2000, sceglie di dirigere proprio Ornella Muti in Uomini & donne, amori & bugie (la sua prima regia nel 2003) e poi di raccontare l’adolescenza confusa dei tempi nuovi in L’ultima estate del 2009. Gli allori invece erano tutti arrivati per Borotalco con la statuetta del David, il Nastro d’argento e il premio al festival di Montreal. Vincerà invece la Grolla d’oro per Nudo di donna (ancora con Lattuada) e avrà la nomination ai Nastri per la sua prima regia.

Le vicende della sua vita privata hanno un ruolo importante rispetto alle scelte artistiche. Dopo il matrimonio nel 1979 con Angelo Rizzoli (da cui è nato il primogenito Andrea), il terremoto giudiziario che coinvolge il marito a inizio degli anni ’80 segnerà la fine del matrimonio ma anche un disagio profondo in Eleonora che sceglie il silenzio, dirada l’attività artistica, privilegia la vita col figlio. Sul set di Sapore di mare 2 (1983) incontrerà poi Massimo Ciavarro, marito, amico, produttore insieme e lei e padre di Paolo. Nonostante qualche altro flirt (celebre quello con Warren Beatty raccontato nella sua autobiografia Nei panni di un’altra) e la lunga relazione con Andrea De Carlo, Ciavarro è rimasto per Eleonora Giorgi il compagno della vita, accanto a lei fino all’ultimo.

La Giorgi degli anni 2000 abbraccia la tv dei programmi d’intrattenimento, tra una giuria di Miss Italia, un Ballando con le stelle molto autoironico e il Grande Fratello Vip. Come è in fondo il suo testamento spirituale, il racconto della malattia e l’attesa della fine in Non ci sono buone notizie scritto dal figlio Andrea Rizzoli e introdotto da un testo di Eleonora che ne fotografa la vitalità raggiante e la dolcezza umana di una diva che ha saputo attraversare la vita da donna, ogni anno in più con la testa alta. Come ricorda Paolo Ciavarro nella nota che chiude il libro. Un “finale di partita” mai nascosto, ma regalato a noi come un inno alla vita.

I funerali di Eleonora Giorgi saranno celebrati mercoledì 5 marzo alle 16 a Roma, nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia.

Kateryna Fruttaldo

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San Mango D’Aquino, arrestato un uomo con due chili di cocaina in macchina

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Due chili di cocaina sono stati scoperti in una intercapedine del sedile di un’auto dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro che hanno arrestato una persona.
I militari della Compagnia pronto impiego di Lamezia Terme, nel corso di un normale servizio di controllo del territorio, hanno fermato un auto allo svincolo autostradale di San Mango d’Aquino che stava percorrendo la A2 in direzione nord.

Il cane “Tatanka” dell’unità cinofila del Corpo ha segnalato con insistenza la presenza di sostanza stupefacente. I finanzieri hanno quindi provveduto alla perquisizione del mezzo individuando un’intercapedine nel sedile anteriore del passeggero all’interno della quale sono stati trovati due panetti di cocaina per un totale di due chili.
Il conducente dell’auto, originario della provincia di Reggio Calabria, è stato quindi arrestato in flagranza di reato per il possesso della droga.

Fabiana Pugliese

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L’Aquila, 74enne aggredita da un pitbull: muore dopo otto mesi

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Una donna di 74 anni è morta in ospedale all’Aquila otto mesi dopo essere stata aggredita da un pitbull in un’abitazione nella frazione del capoluogo di Sant’Elia.
La notizia è riportata da alcune testate locali come ‘Il Centro’ e l’edizione abruzzese de ‘Il Messaggero’.

La signora, Margherita Villante, aveva subito già diversi interventi chirurgici e l’amputazione parziale di entrambe le braccia ed era ricoverata all’ospedale San Salvatore per un intervento legato all’applicazione di protesi.

Tuttavia, alcune complicazioni da accertare sono subentrate.
La donna era stata aggredita, mentre stava effettuando un trasloco insieme alla sorella in una villetta a schiera non lontana dal progetto Case di Sant’Elia. Il pitbull, uscito dalla porta di una casa vicina, ha prima attaccato le due sorelle e poi ferito la stessa proprietaria. È stata disposta l’autopsia per far luce sulle cause della morte.

Albina Celentano

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Pompei, ascoltava e assolveva i fedeli ma non era un prete

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Impartiva il sacramento della penitenza ad un folto gruppo di fedeli in fila.

Era in uno dei confessionali, ascoltava le storie dei devoti e assegnava ad ognuno pure un numero di preghiere sufficiente ad alleviarli dal peso dei loro peccati. Non era un prete, però, ma un operatore socio sanitario. La singolare vicenda si è verificata al Santuario di Pompei e per l’uomo è scattata una denuncia.
Ieri mattina la scoperta da parte dei carabinieri del posto fisso del Santuario. L’uomo, prossimo ai 45 anni, era in uno dei confessionali, nel pieno della sua attività. Non è bastata la vocazione alla religione, né la stola sacerdotale. Il 44enne è stato allontanato dal Santuario e denunciato per sostituzione di persona e turbamento di funzioni religiose.

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