Nuovo affondo del presidente Usa contro la premier italiana dopo le tensioni sull’Iran: nel mirino anche il Pontefice con accuse su guerra e nucleare
Nuova escalation nelle tensioni internazionali con Donald Trump che torna ad attaccare Giorgia Meloni. Il presidente americano, in un’intervista a Fox, ha definito la premier “negativa”, criticando la posizione dell’Italia sulla gestione della crisi con l’Iran. Le sue parole arrivano dopo giorni di scontro anche con Papa Leone XIV, accusato di sottovalutare il rischio nucleare. Il clima tra alleati si fa sempre più teso. Le dichiarazioni aprono un nuovo fronte diplomatico.
Trump: “Chi rifiuta aiuto cambia il rapporto”
Nel corso dell’intervista, Trump ha lanciato un messaggio diretto all’Italia. “Chiunque abbia rifiutato il nostro aiuto nella gestione dell’Iran, con quel Paese non abbiamo più lo stesso rapporto”, ha dichiarato. Il riferimento è alle posizioni espresse dal governo italiano nelle ultime ore. Il presidente ha inoltre sottolineato che l’Italia dipende anche dal petrolio che transita nello Stretto, evidenziando implicazioni strategiche. Le parole segnano un irrigidimento nei rapporti tra i due Paesi.
Il nuovo attacco al Papa su Iran e nucleare
Parallelamente, Trump è tornato a colpire Papa Leone XIV con un messaggio pubblicato su Truth. “Qualcuno può dire al Papa che l’Iran ha ucciso 42.000 manifestanti innocenti?”, ha scritto, ribadendo la sua linea dura. Il presidente ha definito “assolutamente inaccettabile” la possibilità che Teheran sviluppi armi nucleari. Il messaggio è stato accompagnato dallo slogan “L’America è tornata”. Le dichiarazioni confermano la distanza tra la Casa Bianca e il Vaticano.
Il post con Gesù e le polemiche sui social
A far discutere è stata anche la ricondivisione di un post che ritrae Trump accanto a Gesù. L’immagine mostra il presidente abbracciato al Messia, con una bandiera americana sullo sfondo. Trump ha commentato il post ironicamente, sostenendo che “alla sinistra radicale potrebbe non piacere”. Il contenuto ha generato polemiche e reazioni contrastanti sui social. L’episodio si inserisce in un contesto già molto acceso.
I precedenti attacchi contro il Pontefice
Non è la prima volta che Trump attacca Papa Leone XIV. Nei giorni scorsi aveva definito il Pontefice “debole sulla criminalità e pessimo in politica estera”, criticando le sue posizioni sulla guerra. Aveva inoltre sostenuto che la sua elezione fosse legata al contesto politico americano. Parole che avevano provocato una dura risposta da parte del Papa. Il clima tra le due figure resta fortemente teso.
La risposta del Papa: “Parlo del Vangelo”
Il Pontefice aveva replicato con fermezza, evitando però lo scontro diretto. “Non ho paura dell’amministrazione Trump”, aveva dichiarato, ribadendo il suo ruolo spirituale. Papa Leone XIV ha sottolineato di non essere un politico, ma di parlare “a partire dal Vangelo”. Ha inoltre ribadito la necessità di costruire la pace e fermare i conflitti. Una posizione che resta distante da quella americana.
Le reazioni del governo italiano
Le parole di Trump hanno avuto immediate ripercussioni in Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la premier, sottolineando che “dice ciò che pensa”. Ha inoltre ribadito che l’alleanza con gli Stati Uniti resta solida, ma basata su rispetto e franchezza. Il governo ha mantenuto una linea di equilibrio, evitando ulteriori escalation. La diplomazia resta al lavoro.

Le posizioni dell’opposizione
Anche l’opposizione è intervenuta nel dibattito. La segretaria del Pd Elly Schlein ha espresso una “ferma condanna” per gli attacchi alla premier. Ha sottolineato che non sono accettabili critiche che coinvolgono il Paese. Diversa la posizione del leader M5S Giuseppe Conte, che ha parlato di ambiguità nei rapporti con Trump. Il confronto politico resta acceso.
Uno scontro che si allarga tra politica e diplomazia
La vicenda evidenzia una crescente tensione tra Stati Uniti, Vaticano e Italia. I temi al centro dello scontro riguardano guerra, energia e relazioni internazionali. Le posizioni restano distanti e difficili da conciliare nel breve periodo. Il rischio è quello di un deterioramento dei rapporti tra alleati. Gli sviluppi saranno decisivi nei prossimi giorni.















