Primavalle, lite tra fratellastri finisce nel sangue: un uomo di 38 anni accoltellato in casa, arrestato un 28enne

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Primavalle, uomo di 38 anni accoltellato dal fratello 28enne
Primavalle, lite tra fratellastri finisce nel sangue: un 38enne accoltellato in casa

Momenti di paura nel quartiere di Primavalle, a Roma, dove una violenta lite tra due fratellastri è degenerata in un accoltellamento. Un uomo di 38 anni è rimasto gravemente ferito ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale, mentre il fratellastro di 28 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

L’aggressione in un appartamento di via Federico Borromeo

L’episodio è avvenuto poco dopo le 21:30 all’interno di un appartamento situato in via Federico Borromeo. Secondo le prime ricostruzioni, tra i due uomini sarebbe scoppiata una discussione che, nel giro di pochi minuti, si è trasformata in una violenta aggressione.

Durante la lite il 38enne sarebbe stato colpito con un’arma da taglio sotto l’ascella. La richiesta di soccorso è arrivata al numero unico per le emergenze 112, che ha immediatamente inviato sul posto polizia e personale sanitario.

Trasporto in codice rosso al Gemelli

All’arrivo dei soccorritori, il ferito presentava una grave lesione provocata dall’arma da taglio. Dopo le prime cure sul posto, l’uomo è stato trasferito in codice rosso al Policlinico Gemelli, dove è stato ricoverato in condizioni giudicate serie.

Le sue condizioni sono state monitorate dai medici nelle ore successive all’aggressione.

Arrestato il fratellastro di 28 anni

Gli agenti intervenuti nell’abitazione hanno trovato il presunto aggressore ancora all’interno dell’appartamento. Il giovane, 28 anni, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e successivamente trasferito nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Nell’abitazione era presente anche una donna di 57 anni, che avrebbe assistito ai momenti precedenti alla violenza. La sua testimonianza potrebbe risultare determinante per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.

Indagini in corso per chiarire il movente

Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire le cause che hanno portato allo scontro tra i due fratellastri. Al momento non sono stati resi noti i motivi che hanno scatenato la lite, ma la polizia sta raccogliendo testimonianze ed elementi utili per definire il contesto dell’accaduto.

L’episodio riaccende l’attenzione sul fenomeno delle violenze domestiche e dei conflitti familiari che, in alcuni casi, possono sfociare in conseguenze gravissime.

occhio.com

Terremoto in Venezuela, due violente scosse devastano il Paese: oltre 160 morti e migliaia di dispersi

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Forte terremoto in Venezuela, 164 morti e 1000 feriti
Terremoto in Venezuela, 164 morti, 1000 feriti e oltre 10mila dispersi

Il Venezuela è stato colpito da uno dei terremoti più devastanti della sua storia recente. Due fortissime scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno scosso il Paese a distanza di appena 39 secondi, provocando ingenti danni e un tragico bilancio di vittime.

L’epicentro del sisma è stato localizzato nei pressi di Morón, città costiera situata a circa 200 chilometri da Caracas. Le scosse sono state avvertite in gran parte del territorio nazionale e hanno causato il crollo di numerosi edifici, inclusi diversi immobili nella capitale venezuelana.

Sale il bilancio delle vittime

Secondo le autorità locali, il bilancio provvisorio del terremoto in Venezuela è salito ad almeno 164 morti e quasi 1.000 feriti. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta tra le macerie, mentre sarebbero oltre 20.000 le persone disperse.

Le squadre di soccorso stanno lavorando in condizioni estremamente difficili per individuare eventuali sopravvissuti rimasti intrappolati sotto gli edifici crollati. Particolarmente colpite risultano le aree costiere e la regione di La Guaira, dichiarata ufficialmente “zona di disastro”.

Stato di emergenza dichiarato dal governo

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato lo stato di emergenza nazionale, mobilitando tutte le risorse disponibili per affrontare la crisi umanitaria.

Le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere la massima prudenza a causa del rischio di ulteriori scosse di assestamento che potrebbero aggravare i danni già provocati dal terremoto.

Nessuna vittima italiana registrata

Per quanto riguarda la comunità italiana presente nel Paese sudamericano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che tutti i cittadini italiani registrati presso l’Unità di Crisi della Farnesina sono stati contattati.

Al momento non risultano vittime italiane, mentre continua il monitoraggio della situazione attraverso la rete diplomatica e consolare.

La comunità internazionale si mobilita

Di fronte alla gravità dell’emergenza, numerosi Paesi hanno annunciato l’invio di aiuti e squadre specializzate per sostenere le operazioni di soccorso.

L’Italia è pronta a inviare un team della Protezione Civile, mentre la Spagna ha messo a disposizione 54 militari esperti in operazioni di ricerca e salvataggio. La Francia ha annunciato l’invio di 85 soccorritori specializzati e la Germania contribuirà con sei aerei da trasporto per il supporto logistico.

Anche le Nazioni Unite stanno coordinando una risposta internazionale per accelerare le attività di ricerca dei superstiti e garantire assistenza alle popolazioni colpite.

Il sostegno della Chiesa

Tra i primi segnali di solidarietà internazionale figura anche l’intervento della Santa Sede. Papa Leone XIV, attraverso l’Elemosineria Apostolica, ha disposto un primo aiuto economico destinato alle popolazioni colpite dal sisma, con l’obiettivo di sostenere le prime attività di assistenza umanitaria.

Una tragedia che segna il Venezuela

Il terremoto che ha colpito il Venezuela rischia di diventare una delle peggiori catastrofi naturali della storia del Paese. Con migliaia di persone ancora disperse e intere aree devastate, le prossime ore saranno decisive per le operazioni di soccorso e per comprendere l’effettiva portata della tragedia.

Le autorità continuano a invitare la popolazione alla prudenza, mentre la comunità internazionale segue con apprensione l’evolversi della situazione.

occhio.com

Terremoto Campi Flegrei, boato nella notte: magnitudo 3.6 ad Arco Felice

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Cartina con epicentro del terremoto ai Campi Flegrei del 25 giugno 2026
La localizzazione del terremoto di magnitudo 3.6 registrato nei pressi di Arco Felice.

Il sisma delle 4:17 scuote Pozzuoli, Bacoli e diversi quartieri di Napoli. Nessun danno segnalato, prosegue il monitoraggio dell’INGV

Nuova notte di paura nei Campi Flegrei. Alle 4:17 di oggi, 25 giugno 2026, una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 ha svegliato migliaia di cittadini tra Pozzuoli, Bacoli, Quarto e diversi quartieri di Napoli.

Molti residenti hanno avvertito un forte boato pochi istanti prima del sisma. In numerose zone le persone sono scese in strada o hanno condiviso sui social la propria esperienza.

Epicentro ad Arco Felice

L’Osservatorio Vesuviano ha localizzato il terremoto nei pressi di Arco Felice, nel comune di Pozzuoli.

Il sisma ha raggiunto una magnitudo di 3.6 ± 0.3 e si è sviluppato a una profondità di 2,63 chilometri. Proprio la profondità ridotta ha amplificato la percezione della scossa tra la popolazione.

In una nota ufficiale, il Comune di Pozzuoli ha confermato che il terremoto potrebbe aver provocato anche il boato segnalato da molti cittadini nelle aree vicine all’epicentro.

Paura tra Pozzuoli e Napoli

Subito dopo il terremoto, centinaia di utenti hanno pubblicato messaggi sui social network.

Le segnalazioni arrivano da Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e Arco Felice. Numerose testimonianze provengono anche da Fuorigrotta, Soccavo, Posillipo e da altri quartieri di Napoli.

Molti residenti raccontano di essersi svegliati all’improvviso a causa del forte tremore. Altri riferiscono di aver sentito prima il boato e poi il movimento della terra.

Si tratta di una dinamica frequente negli eventi collegati al bradisismo dei Campi Flegrei.

Un’altra scossa dopo quella registrata il giorno precedente

Il terremoto della notte arriva a poche ore da un altro evento sismico che ha interessato la stessa area.

Nella notte tra il 23 e il 24 giugno una scossa di magnitudo 3.0 aveva già fatto tremare diversi comuni dell’area flegrea.

La nuova scossa conferma il proseguimento della fase di intensa attività sismica legata al bradisismo. Gli esperti dell’INGV e la Protezione Civile continuano a monitorare costantemente l’evoluzione del fenomeno.

Nessun danno segnalato

Al momento nessuno ha segnalato danni a persone o edifici.

Le amministrazioni locali invitano i cittadini a consultare esclusivamente le comunicazioni ufficiali dell’Osservatorio Vesuviano e della Protezione Civile.

Gli enti preposti continueranno a monitorare la situazione nelle prossime ore e comunicheranno eventuali aggiornamenti.

occhio.com

Cina, Europa e Italia: cooperazione economica, innovazione e investimenti al centro del dialogo di Shanghai

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Shanghai, dialogo sul futuro della cooperazione economica
Cina-Europa, a Shanghai dialogo sul futuro della cooperazione economica

Commercio internazionale, investimenti, innovazione tecnologica e sostenibilità sono stati i temi centrali del dialogo di alto livello “China, Europe & Italy: Shaping Economic Cooperation in a Changing World”, organizzato a Shanghai dalla Camera di Commercio Italiana in Cina nell’ambito dei Panda D’Oro Gala Awards 2026.

L’evento, ospitato presso lo Shanghai Design Innovation Institute, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della finanza e dell’imprenditoria internazionale per discutere le prospettive della cooperazione economica tra Cina, Europa e Italia in uno scenario globale caratterizzato da profondi cambiamenti geopolitici e tecnologici.

Cooperazione economica tra Cina ed Europa: nuove opportunità per imprese e investitori

Aprendo i lavori, il presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina, Gianni Di Giovanni, ha evidenziato l’importanza di mantenere un dialogo costruttivo tra le principali economie mondiali, promuovendo partnership di lungo periodo basate su fiducia reciproca, innovazione e complementarità economica.

Il confronto ha approfondito l’evoluzione delle relazioni economiche tra Cina ed Europa, con particolare attenzione alle prospettive di commercio internazionale, agli investimenti esteri e alla competitività industriale. Tra gli argomenti affrontati anche la resilienza delle catene di approvvigionamento globali, considerata un elemento strategico per garantire stabilità e crescita nei mercati internazionali.

Innovazione tecnologica e intelligenza artificiale motori della crescita

Uno dei temi più rilevanti emersi durante il dibattito è stato il ruolo dell’innovazione tecnologica nella trasformazione dell’economia globale. Le nuove tecnologie, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, stanno infatti ridefinendo i modelli di business e le strategie di sviluppo delle imprese.

Denis Depoux, Global Managing Director di Roland Berger, ha sottolineato come le aziende siano chiamate a rafforzare la propria capacità di innovare e adattarsi a un contesto economico in continua evoluzione. Secondo il manager, la competitività futura dipenderà sempre più dalla capacità di integrare tecnologie avanzate e processi sostenibili.

Sviluppo sostenibile e collaborazione internazionale

Ampio spazio è stato dedicato anche alle strategie di sviluppo sostenibile e alla collaborazione tra settore pubblico e privato. I partecipanti hanno evidenziato come la transizione verso modelli economici più sostenibili rappresenti una sfida condivisa che richiede cooperazione internazionale, investimenti e scambio di competenze.

Wang Zhan, già presidente della Shanghai Academy of Social Sciences, ha illustrato la strategia di sviluppo di lungo periodo della Cina, sottolineando il ruolo che il Paese intende svolgere nelle dinamiche economiche globali e le opportunità offerte dalle partnership internazionali in termini di innovazione e crescita condivisa.

Italia e Cina: un partenariato strategico per il futuro

Tra i protagonisti dell’incontro anche Giovanni Tria, già ministro dell’Economia e delle Finanze e membro del consiglio di amministrazione della Bank of China, che ha evidenziato la centralità della cooperazione finanziaria tra Europa e Cina in un contesto internazionale sempre più interconnesso.

L’ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, ha infine ribadito il valore strategico delle relazioni tra Roma e Pechino, sottolineando l’importanza di mantenere aperti i canali di dialogo economico e commerciale tra i due Paesi.

Le prospettive della cooperazione economica tra Cina, Europa e Italia

Il dialogo di Shanghai ha confermato la volontà di rafforzare la cooperazione economica tra Cina, Europa e Italia attraverso investimenti, innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile. In un contesto globale caratterizzato da nuove sfide e opportunità, il confronto tra istituzioni e imprese rappresenta uno strumento fondamentale per costruire partnership solide e favorire una crescita condivisa e duratura.

occhio.com

Tragico incidente sul lavoro a Castiglione dei Pepoli: muore imprenditore agricolo di 59 anni

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Castiglione dei Pepoli, imprenditore 59enne muore incastrato in un macchinario agricolo
Rimane incastrato in un macchinario agricolo, muore imprenditore

Un tragico incidente sul lavoro si è verificato nella serata di ieri a Sparvo, frazione di Castiglione dei Pepoli, sull’Appennino bolognese. A perdere la vita è stato Sergio Milani, imprenditore agricolo di 59 anni, rimasto incastrato in una mietitrebbia all’interno della propria azienda agricola.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118 e ai vigili del fuoco, l’uomo sarebbe stato coinvolto in un incidente mentre stava operando con il macchinario agricolo. Le cause esatte dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento.

L’allarme lanciato dai familiari

A far scattare i soccorsi sono stati i familiari del 59enne, preoccupati per il suo mancato rientro a casa. Dopo aver raggiunto l’azienda agricola situata in via del Castagno, nella località di Sparvo, i soccorritori hanno trovato l’uomo ormai privo di vita.

Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari, per Sergio Milani non c’è stato nulla da fare. Il decesso sarebbe avvenuto a causa delle gravi conseguenze riportate nell’incidente con la mietitrebbia.

Indagini in corso sulla dinamica dell’incidente

Le autorità stanno ora lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto. Dai primi elementi raccolti sembra che l’imprenditore agricolo fosse da solo al momento dell’incidente, circostanza che potrebbe aver reso impossibile una richiesta immediata di aiuto.

I carabinieri stanno effettuando tutti gli accertamenti necessari per verificare le condizioni del mezzo agricolo e comprendere se vi siano stati problemi tecnici o altre cause che abbiano contribuito alla tragedia.

Sicurezza sul lavoro in agricoltura

L’ennesimo incidente mortale riporta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nel settore agricolo, dove l’utilizzo di macchinari complessi e pesanti continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio.

La comunità di Castiglione dei Pepoli è sotto shock per la scomparsa di Sergio Milani, imprenditore molto conosciuto e stimato nel territorio dell’Appennino bolognese.

occhio.com

Lorenzo Spasiano ucciso sotto casa a 21 anni: fatale un colpo al torace, indagano i carabinieri

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Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso in un agguato a Miano
Lorenzo Spasiano, il giovane di 21 anni ucciso nella notte sotto la sua abitazione a Miano

Agguato nella notte a Miano. Il giovane, incensurato, è stato raggiunto da un proiettile esploso a distanza ravvicinata davanti alla sua abitazione. Inutili i soccorsi all’ospedale Cardarelli

Un solo colpo di pistola, esploso a distanza ravvicinata, gli ha tolto la vita. È morto così Lorenzo Spasiano, 21 anni, ucciso nella notte nel quartiere Miano, alla periferia nord di Napoli.

Il giovane, incensurato, è stato raggiunto da un proiettile al torace mentre si trovava nei pressi della sua abitazione in via Caprera, dove sarebbe stato sorpreso dal suo assassino.

L’agguato sotto casa

Secondo una prima ricostruzione, Lorenzo Spasiano si trovava sotto il civico 14 di via Caprera quando è stato avvicinato da una persona che ha aperto il fuoco.

L’aggressore avrebbe esploso un solo colpo che ha centrato il 21enne al torace. Una ferita gravissima che non gli ha lasciato scampo.

Dopo l’agguato sono scattati immediatamente i soccorsi.

Inutile la corsa in ospedale

Il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove i medici hanno tentato di salvargli la vita.

Le sue condizioni sono apparse subito disperate. Nonostante gli sforzi del personale sanitario, Lorenzo Spasiano è deceduto poco dopo il ricovero.

La notizia della sua morte ha sconvolto familiari, amici e residenti del quartiere.

Indagini aperte sul delitto

Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo Stella, che hanno avviato i rilievi e le attività investigative.

Gli investigatori stanno acquisendo eventuali immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo testimonianze utili per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima e identificare il responsabile.

Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista.

Al vaglio il movente

Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda il movente dell’agguato.

Lorenzo Spasiano risultava incensurato e gli investigatori stanno approfondendo ogni elemento della sua vita personale e delle sue frequentazioni per comprendere il contesto nel quale è maturato il delitto.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo, mentre i carabinieri lavorano per individuare l’autore dell’omicidio e chiarire la matrice dell’agguato.

occhio.com

Garlasco, spunta un nuovo testimone: «Vidi una donna bionda in bici con gli occhi spiritati prima dell’omicidio di Chiara Poggi»

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Chiara Poggi vittima dell'omicidio di Garlasco
Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007.

L’uomo sostiene di trovarsi a Garlasco il giorno del delitto e racconta di aver incrociato una ragazza che pedalava a forte velocità. Denuncia anche presunte minacce ricevute dopo aver parlato con gli investigatori

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, emerge un nuovo racconto destinato ad alimentare il dibattito su uno dei casi di cronaca nera più discussi d’Italia. Un uomo che afferma di trovarsi a Garlasco il 13 agosto 2007, giorno del delitto, ha raccontato di aver visto una giovane donna bionda in bicicletta poco prima dell’assassinio della 26enne.

La testimonianza è stata raccolta da Antonino Monteleone durante la trasmissione “Filorosso” su Rai 3. Dopo essere apparso inizialmente con il volto coperto, il testimone ha deciso di mostrarsi pubblicamente, ribadendo la propria versione dei fatti.

«Ero a Garlasco il giorno dell’omicidio»

L’uomo sostiene di essere arrivato a Garlasco per motivi di lavoro in vista di un evento organizzato alla discoteca Le Rotonde nei giorni successivi.

«Ero a Garlasco il 13 agosto del 2007. Sono pronto a dimostrare che non sto mentendo», ha dichiarato.

Secondo il suo racconto, quella mattina avrebbe passeggiato per il paese, notando un’atmosfera particolarmente tranquilla a causa dell’imminente Ferragosto.

«Ho visto un paese che mi sembrava deserto. Ho incrociato pochissime persone», ha spiegato durante l’intervista.

Il testimone parla a volto scoperto

Il racconto della donna bionda in bicicletta

L’elemento che più gli sarebbe rimasto impresso riguarda l’incontro con una ragazza bionda che procedeva velocemente in bicicletta.

Il testimone ha raccontato di averla osservata mentre attraversava una strada del paese e di essere rimasto colpito dal suo sguardo.

«Ci siamo guardati in faccia e l’ho seguita con lo sguardo dopo che aveva svoltato. Pedalava a una velocità assurda», ha riferito.

Pur precisando di non aver percepito una fuga, l’uomo ha spiegato di aver notato una forte agitazione.

«Aveva fretta e aveva due occhi spiritati», ha dichiarato.

Secondo la sua descrizione, la giovane indossava un completo nero composto da maglietta e pantaloni, aveva gli occhiali appoggiati sulla testa e viaggiava su una bicicletta nera con raggi metallici che riflettevano la luce.

Perché non parlò subito

Il testimone ha spiegato di non aver ritenuto importante la propria osservazione negli anni immediatamente successivi all’omicidio.

Solo nel 2025 avrebbe deciso di rivolgersi agli investigatori, convinto che nella vicenda fossero presenti ancora aspetti da chiarire.

«Credo di essere stato mosso dalla coscienza di vedere una situazione che non è chiara», ha affermato.

L’uomo ha inoltre respinto le contestazioni relative ad alcune incongruenze emerse durante gli accertamenti, sostenendo che eventuali errori sarebbero legati ai diversi numeri telefonici utilizzati all’epoca dei fatti.

Le presunte minacce dopo la testimonianza

Tra gli aspetti più delicati del suo racconto ci sono le presunte intimidazioni ricevute dopo aver fornito la propria versione agli investigatori.

L’uomo sostiene che circa venti giorni dopo il colloquio con i carabinieri due persone si sarebbero presentate sotto casa sua.

«Mi dissero: “Ricordati che di Garlasco non sai niente e devi farti gli affari tuoi, altrimenti finisce male”», ha raccontato.

Secondo la sua versione, i due sarebbero poi ripartiti a bordo di una Volkswagen Polo nera.

Al momento non risultano conferme ufficiali su quanto dichiarato dal testimone e spetterà agli investigatori valutare l’attendibilità del racconto e l’eventuale rilevanza nell’ambito degli approfondimenti sul caso.

Un caso che continua a far discutere

L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, continua a suscitare attenzione mediatica e interesse pubblico.

Le nuove dichiarazioni si aggiungono alle numerose testimonianze e agli elementi emersi nel corso degli anni, mentre il caso resta al centro del dibattito giudiziario e investigativo.

occhio.com

Francesco Imprezzabile muore durante un inseguimento: caccia al conducente del Suv in fuga

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Francesco Imprezzabile agente della polizia locale morto durante un inseguimento
Francesco Imprezzabile, il 35enne agente della polizia locale deceduto durante un inseguimento nell'hinterland milanese.

Il 35enne agente della polizia locale ha perso la vita mentre inseguiva un’Audi Q7 che aveva forzato un posto di blocco. Il veicolo è stato ritrovato poche ore dopo, mentre proseguono le ricerche del conducente

Un inseguimento ad alta velocità, una caduta fatale e un’intera comunità sotto shock. Francesco Imprezzabile, agente della polizia locale di 35 anni, ha perso la vita nella tarda serata del 22 giugno durante un servizio operativo tra Milano e l’hinterland.

Il poliziotto stava inseguendo in moto un’Audi Q7 che poco prima aveva forzato un posto di controllo nel quartiere Ponte Lambro. La corsa si è conclusa tragicamente in via Milano, nel territorio di Peschiera Borromeo, dove il 35enne è caduto dalla moto riportando ferite gravissime.

L’inseguimento e la caduta mortale

Secondo una prima ricostruzione, Francesco Imprezzabile faceva parte del nucleo motociclisti della polizia locale quando è scattato l’inseguimento del Suv in fuga.

Durante la corsa lungo la strada che costeggia il fiume Lambro e l’area aeroportuale di Linate, l’agente ha perso il controllo della moto ed è finito fuori strada.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire cosa sia accaduto negli istanti precedenti all’impatto. Una delle ipotesi al vaglio riguarda un possibile contatto con il veicolo inseguito. Gli accertamenti dovranno stabilire se la caduta sia stata causata da una manovra autonoma, da un urto accidentale oppure da un eventuale speronamento.

Inutili i soccorsi

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con ambulanza, automedica ed elisoccorso.

L’agente è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano in codice rosso, ma le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi. I medici non sono riusciti a salvargli la vita.

La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio tra colleghi, istituzioni e cittadini.

Ritrovata l’Audi Q7, è caccia al conducente

Le indagini hanno registrato una prima svolta nelle ore successive alla tragedia.

Le forze dell’ordine hanno rintracciato l’Audi Q7 a Pioltello, nell’hinterland milanese. Il conducente aveva però già abbandonato il mezzo prima dell’arrivo degli investigatori.

Carabinieri, polizia di Stato e polizia locale hanno avviato una vasta attività di ricerca per individuare il responsabile della fuga.

La Procura apre un’inchiesta

La Procura di Milano, con il coordinamento del pubblico ministero Francesca Crupi, è pronta ad aprire un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto.

Tra le ipotesi di reato figurano l’omicidio stradale e la fuga pericolosa, fattispecie introdotta recentemente nel Codice della Strada per punire chi si sottrae ai controlli mettendo a rischio la sicurezza pubblica.

Gli inquirenti hanno disposto anche l’autopsia sul corpo dell’agente per accertare con precisione le cause del decesso.

Il ricordo di Francesco Imprezzabile

Francesco Imprezzabile era molto conosciuto e apprezzato all’interno del corpo della polizia locale. Amava il proprio lavoro e il servizio svolto nel nucleo motociclisti.

Sui social aveva spesso raccontato le difficoltà e le responsabilità del suo ruolo. In uno dei suoi messaggi aveva scritto parole che oggi assumono un significato ancora più profondo:

«Sempre in sella, sempre sotto pressione. Lo stress è parte del servizio, ma è proprio lì che serve la massima lucidità: un attimo per decidere, e ogni scelta può fare la differenza. Il bello è esserci sempre, al servizio del cittadino. Anche se in moto il rischio è sempre presente e la concentrazione non può mai calare, è proprio questo che dà valore a ogni chilometro».

Parole che raccontano la passione e il senso del dovere con cui svolgeva quotidianamente il proprio lavoro.

occhio.com

Carabinieri del Noe. Contestati traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione non autorizzata dell’impianto

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Gela, 5 arresti per traffico illecito di rifiuti
Traffico illecito di rifiuti a Gela, 5 arresti

Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione ambientale denominata “Pi-Greco”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) e dal Reparto Territoriale di Gela, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta.

Gli indagati, tra cui dirigenti e operatori della società che gestisce la discarica di contrada Timpazzo, sono accusati a vario titolo di traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione non autorizzata dei rifiuti.

Oltre 10.000 tonnellate di rifiuti interrate senza trattamento

Secondo quanto emerso dalle indagini, i gestori dell’impianto avrebbero interrato oltre 10.000 tonnellate di rifiuti urbani.

L’attività investigativa avrebbe inoltre documentato irregolarità nella gestione della frazione organica dei rifiuti. In particolare, lo smaltimento sarebbe avvenuto senza il necessario processo di stabilizzazione biologica, obbligatorio prima del conferimento in discarica.

Incendi e rischi ambientali

La mancata stabilizzazione dei rifiuti organici avrebbe favorito la produzione incontrollata di gas e fenomeni di autocombustione, causando nel tempo numerosi incendi all’interno del sito di smaltimento.

Gli inquirenti ritengono che tali condotte abbiano determinato un significativo impatto ambientale, aggravando le criticità già presenti nell’area della discarica di Timpazzo.

Sequestrata l’azienda, nominato un commissario

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto il sequestro preventivo della società coinvolta nell’inchiesta. Contestualmente è stato nominato un commissario giudiziale con il compito di garantire la continuità del servizio pubblico di gestione dei rifiuti, evitando possibili disagi per i Comuni che conferiscono nell’impianto.

L’operazione “Pi-Greco” rappresenta uno dei più rilevanti interventi degli ultimi anni nel settore della tutela ambientale in Sicilia e punta a fare piena luce sulle modalità di gestione della discarica gelese.

Le accuse contestate agli indagati sono attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria. Come previsto dall’ordinamento, tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Un’indagine sulla gestione dei rifiuti

L’operazione “Pi-Greco” si inserisce nel quadro delle attività di contrasto ai reati ambientali condotte dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Le indagini hanno puntato a verificare il rispetto delle norme che regolano il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, un settore particolarmente delicato per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. La corretta gestione dei rifiuti rappresenta infatti un elemento fondamentale per prevenire fenomeni di inquinamento del suolo, delle acque e dell’aria.

Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime settimane per chiarire eventuali responsabilità e verificare l’effettiva portata delle presunte irregolarità contestate. Nel frattempo, il commissario giudiziale nominato dal Gip avrà il compito di garantire la continuità operativa dell’impianto e il regolare svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti.

occhio.com

Maxi sequestro di cocaina a Venezia: scoperta una centrale di spaccio nel centro storico

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Maxi sequestro di droga a Venezia
Venezia, scoperta centrale di spaccio con 800 grammi di cocaina

Importante operazione antidroga della Polizia di Stato a Venezia. Gli agenti delle Volanti hanno scoperto e smantellato una centrale di spaccio nel centro storico della città lagunare. Il blitz ha portato al sequestro di circa 800 grammi di cocaina. Inoltre, è stato arrestato un giovane cittadino albanese, incensurato e senza precedenti penali.

Il controllo notturno che ha portato alla scoperta

L’operazione è iniziata nella notte tra sabato e domenica durante un normale servizio di pattugliamento nel centro storico veneziano. Gli agenti hanno notato un giovane che si muoveva con atteggiamento sospetto tra le calli della città, cercando apparentemente di non attirare l’attenzione.

Fermato per un controllo, l’uomo è stato trovato in possesso di due dosi di cocaina. Un ritrovamento che avrebbe potuto concludersi con una semplice denuncia, ma l’intuito investigativo dei poliziotti ha spinto gli agenti ad approfondire gli accertamenti.

La chiave che ha aperto il covo della droga

Durante la perquisizione effettuata negli uffici della Questura, gli agenti hanno rinvenuto una chiave tra gli effetti personali del fermato. Da quel momento è scattata un’indagine lampo che ha portato all’individuazione di un immobile nella zona dei Frari.

All’interno dell’appartamento è stata scoperta una base operativa destinata allo stoccaggio e al confezionamento della droga. Gli agenti hanno sequestrato circa 800 grammi di cocaina, oltre a bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e tutto l’occorrente per preparare le dosi destinate al mercato dello spaccio.

Un sistema di spaccio discreto e lontano dai sospetti

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’attività di spaccio si svolgeva in maniera silenziosa e senza particolari episodi di violenza, lontano dai tradizionali contesti criminali che spesso attirano l’attenzione delle forze dell’ordine.

L’arrestato non risultava conosciuto dagli investigatori e non aveva precedenti specifici legati agli stupefacenti. Una circostanza che conferma come alcune organizzazioni criminali possano scegliere persone incensurate per gestire il traffico di droga, riducendo il rischio di controlli e sospetti.

Arresto e sequestro: proseguono le indagini

Il giovane è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato trasferito in carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida del provvedimento.

L’operazione rappresenta un duro colpo al traffico di cocaina a Venezia e conferma l’intensificazione dei controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine, impegnate nel contrasto allo spaccio di droga anche nelle aree più centrali e frequentate della città.

occhio.com
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