Il Venezuela è stato colpito da uno dei terremoti più devastanti della sua storia recente. Due fortissime scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno scosso il Paese a distanza di appena 39 secondi, provocando ingenti danni e un tragico bilancio di vittime.
L’epicentro del sisma è stato localizzato nei pressi di Morón, città costiera situata a circa 200 chilometri da Caracas. Le scosse sono state avvertite in gran parte del territorio nazionale e hanno causato il crollo di numerosi edifici, inclusi diversi immobili nella capitale venezuelana.
Sale il bilancio delle vittime
Secondo le autorità locali, il bilancio provvisorio del terremoto in Venezuela è salito ad almeno 164 morti e quasi 1.000 feriti. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta tra le macerie, mentre sarebbero oltre 20.000 le persone disperse.
Le squadre di soccorso stanno lavorando in condizioni estremamente difficili per individuare eventuali sopravvissuti rimasti intrappolati sotto gli edifici crollati. Particolarmente colpite risultano le aree costiere e la regione di La Guaira, dichiarata ufficialmente “zona di disastro”.
Stato di emergenza dichiarato dal governo
La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato lo stato di emergenza nazionale, mobilitando tutte le risorse disponibili per affrontare la crisi umanitaria.
Le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere la massima prudenza a causa del rischio di ulteriori scosse di assestamento che potrebbero aggravare i danni già provocati dal terremoto.
Nessuna vittima italiana registrata
Per quanto riguarda la comunità italiana presente nel Paese sudamericano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che tutti i cittadini italiani registrati presso l’Unità di Crisi della Farnesina sono stati contattati.
Al momento non risultano vittime italiane, mentre continua il monitoraggio della situazione attraverso la rete diplomatica e consolare.
La comunità internazionale si mobilita
Di fronte alla gravità dell’emergenza, numerosi Paesi hanno annunciato l’invio di aiuti e squadre specializzate per sostenere le operazioni di soccorso.
L’Italia è pronta a inviare un team della Protezione Civile, mentre la Spagna ha messo a disposizione 54 militari esperti in operazioni di ricerca e salvataggio. La Francia ha annunciato l’invio di 85 soccorritori specializzati e la Germania contribuirà con sei aerei da trasporto per il supporto logistico.
Anche le Nazioni Unite stanno coordinando una risposta internazionale per accelerare le attività di ricerca dei superstiti e garantire assistenza alle popolazioni colpite.
Il sostegno della Chiesa
Tra i primi segnali di solidarietà internazionale figura anche l’intervento della Santa Sede. Papa Leone XIV, attraverso l’Elemosineria Apostolica, ha disposto un primo aiuto economico destinato alle popolazioni colpite dal sisma, con l’obiettivo di sostenere le prime attività di assistenza umanitaria.
Una tragedia che segna il Venezuela
Il terremoto che ha colpito il Venezuela rischia di diventare una delle peggiori catastrofi naturali della storia del Paese. Con migliaia di persone ancora disperse e intere aree devastate, le prossime ore saranno decisive per le operazioni di soccorso e per comprendere l’effettiva portata della tragedia.
Le autorità continuano a invitare la popolazione alla prudenza, mentre la comunità internazionale segue con apprensione l’evolversi della situazione.















