Travolto da una Jeep mentre guida la minimoto: Cristian Romano muore a 10 anni sotto gli occhi del papà

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Cristian Romano, il bambino di 10 anni morto nell'incidente tra minimoto e Jeep
Cristian Romano, il bambino di 10 anni deceduto nel tragico incidente avvenuto tra Moschiano e Lauro.

Tragedia nel pomeriggio tra Moschiano e Lauro, in provincia di Avellino. Il bambino era in sella a una minimoto quando si è scontrato con un fuoristrada. Inutili i soccorsi, il padre ha assistito alla scena

Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità del Vallo di Lauro. Cristian Romano, un bambino di appena 10 anni, ha perso la vita nel pomeriggio del 22 giugno in un drammatico incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale che collega Moschiano a Lauro, in provincia di Avellino.

Il piccolo era alla guida della sua moto minicross quando, per cause ancora in corso di accertamento, si è scontrato con una Jeep all’altezza di un tornante. L’impatto è stato devastante e non gli ha lasciato scampo.

Lo schianto davanti agli occhi del padre

Secondo una prima ricostruzione, Cristian stava percorrendo la provinciale in sella alla minimoto mentre il padre lo precedeva a bordo della propria automobile.

Lo scontro con il fuoristrada è avvenuto in corrispondenza di una curva. Dopo l’impatto, il bambino è stato sbalzato per diversi metri ed è finito nella cunetta ai margini della carreggiata.

Il padre, che ha assistito alla tragedia, si è immediatamente fermato insieme agli occupanti della Jeep per prestare i primi soccorsi.

Il luogo dell’incidente lungo la provinciale tra Moschiano e Lauro dove ha perso la vita il piccolo Cristian Romano

Inutili i tentativi di salvargli la vita

Cristian indossava regolarmente il casco, ma la violenza dell’urto si è rivelata fatale.

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i sanitari del 118, che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. È stata allertata anche un’eliambulanza, pronta a trasferire il piccolo all’ospedale Moscati di Avellino.

Ogni tentativo di salvargli la vita si è però rivelato inutile. Il bambino è morto sul luogo dell’incidente.

Indagini in corso sulla dinamica

I carabinieri della Compagnia di Baiano e della stazione di Lauro hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica del sinistro.

Gli investigatori hanno sequestrato i mezzi coinvolti e stanno acquisendo eventuali immagini delle telecamere presenti nella zona.

Il giovane conducente della Jeep è stato sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici previsti dalla legge. Al momento i risultati non sono stati resi noti.

A bordo del veicolo viaggiavano quattro giovani provenienti tra le province di Caserta e Napoli, impegnati nel settore della pubblicità.

Il dolore di Moschiano

La notizia della morte di Cristian Romano ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Moschiano.

Sul luogo della tragedia è arrivato anche il sindaco Sergio Pacia, che ha espresso la vicinanza dell’amministrazione comunale alla famiglia.

«Una tragedia immane, dove non ci sono parole e non possiamo fare altro che stare vicino ai familiari. Nel giorno dei funerali proclameremo il lutto cittadino», ha dichiarato il primo cittadino.

Nelle prossime ore la Procura valuterà eventuali ulteriori accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.

occhio.com

Operaio precipita da un cantiere e muore a Grumo Nevano: la vittima è Paolo Palma, aveva 62 anni

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Carabinieri all'interno del cantiere dove ha perso la vita l'operaio Paolo Palma
I carabinieri sul luogo dell'incidente mortale avvenuto nel cantiere di via Cesare Battisti.

Tragedia sul lavoro nel Napoletano. L’uomo, residente a Giugliano, è caduto mentre era impegnato in un cantiere edile. Indagini in corso sulla dinamica dell’incidente

Un’altra tragedia sul lavoro colpisce la provincia di Napoli. Un operaio di 62 anni ha perso la vita nella mattinata di oggi a Grumo Nevano, mentre lavorava all’interno di un cantiere edile in via Cesare Battisti.

La vittima è Paolo Palma, residente a Giugliano. L’uomo era impegnato nelle attività di demolizione e ricostruzione di un fabbricato quando, per cause ancora in fase di accertamento, è precipitato dall’edificio.

La caduta nel cantiere

Secondo le prime informazioni emerse, il 62enne stava svolgendo le proprie mansioni all’interno del cantiere quando è avvenuto l’incidente.

Gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi istanti di vita dell’operaio per comprendere cosa abbia provocato la caduta. Tra le ipotesi al vaglio non viene esclusa la possibilità di un malore improvviso che potrebbe aver causato la perdita di equilibrio.

L’impatto si è rivelato fatale e per il lavoratore non c’è stato nulla da fare.

Intervento di carabinieri e ispettori del lavoro

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Grumo Nevano, coordinati dal maresciallo Salvatore Baldi.

Nell’area del cantiere hanno operato anche gli ispettori del lavoro dell’ASL Napoli 2 Nord, incaricati di verificare il rispetto delle norme di sicurezza e la regolarità delle attività lavorative.

Presente anche il magistrato di turno della Procura di Napoli Nord, che coordina gli accertamenti investigativi.

Disposta l’autopsia

L’autorità giudiziaria ha disposto il trasferimento della salma presso l’obitorio di Giugliano, dove nei prossimi giorni verrà eseguito l’esame autoptico.

L’autopsia dovrà chiarire le cause esatte del decesso e verificare l’eventuale presenza di fattori che possano aver contribuito alla tragedia.

Indagini in corso

Dai primi accertamenti effettuati dagli investigatori, Paolo Palma risultava regolarmente assunto dall’azienda per la quale stava lavorando.

Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità.

Gli inquirenti acquisiranno documentazione, testimonianze e ogni elemento utile a fare piena luce sull’accaduto.

occhio.com

Lite per una ragazza finisce in tragedia: investe e uccide il rivale con l’auto, arrestato 31enne

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Carabinieri e soccorritori nel parcheggio dove è stato ucciso Claudio Miranda
Il luogo dove Claudio Miranda è stato investito e ucciso al termine di una lite.

La vittima è Claudio Miranda, 41 anni. Secondo la ricostruzione dei carabinieri avrebbe esploso due colpi con una pistola a salve prima di essere travolto e schiacciato contro un’altra vettura

Una violenta lite legata a questioni sentimentali si è trasformata in un omicidio nel Milanese. La vittima è Claudio Miranda, 41 anni, morto nella serata di domenica in un parcheggio di Zibido San Giacomo dopo essere stato investito da un’auto guidata da un uomo che conosceva.

Per l’accaduto i carabinieri hanno arrestato Stefano Pasceri, 31 anni, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di omicidio volontario.

L’incontro per chiarire e la tragedia

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari della Compagnia di Abbiategrasso e del Nucleo Investigativo di Milano, all’origine della vicenda ci sarebbe una disputa sentimentale legata a una donna.

I due uomini avrebbero deciso di incontrarsi nel parcheggio di via Lenin per chiarire la situazione. Quello che doveva essere un confronto si è però trasformato in pochi istanti in una tragedia.

Miranda è arrivato sul posto a bordo di una Lancia Y insieme ad altre tre persone, che al momento non sono state identificate dagli investigatori.

I colpi esplosi e la reazione del 31enne

Stando ai primi accertamenti, il 41enne sarebbe sceso dall’auto impugnando una pistola a salve.

L’uomo avrebbe quindi esploso due colpi in direzione del padre di Pasceri, un 62enne che si trovava nel parcheggio al momento dell’incontro.

A quel punto il 31enne, che era alla guida di una Peugeot 206, avrebbe reagito accelerando improvvisamente verso il rivale.

Claudio Miranda morto sul colpo

L’auto guidata da Pasceri ha travolto Claudio Miranda, schiacciandolo contro la portiera della Lancia Y con cui era arrivato sul posto.

L’impatto si è rivelato devastante. Per il 41enne non c’è stato nulla da fare. I soccorritori intervenuti sul posto hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

Gli investigatori hanno avviato tutti gli accertamenti necessari per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e individuare le persone che si trovavano insieme alla vittima.

Arrestato per omicidio volontario

Le indagini hanno consentito ai carabinieri di ricostruire rapidamente quanto accaduto e di procedere all’arresto di Stefano Pasceri.

Il 31enne dovrà ora rispondere dell’accusa di omicidio volontario. Gli inquirenti stanno inoltre verificando ogni elemento utile per chiarire il contesto in cui è maturato il delitto e le responsabilità delle persone coinvolte.

occhio.com

Trump attacca Meloni: “L’Italia non ci ha difeso”. Palazzo Chigi sceglie il silenzio

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Donald Trump e Giorgia Meloni durante un incontro istituzionale
Donald Trump torna ad attaccare pubblicamente Giorgia Meloni sul ruolo dell'Italia nella crisi con l'Iran.

Nuovo affondo del presidente degli Stati Uniti contro la premier italiana. Il governo evita lo scontro diretto e punta a preservare i rapporti tra Roma e Washington

Nuova tensione sull’asse tra Roma e Washington. Donald Trump è tornato ad attaccare pubblicamente l’Italia e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il presidente americano accusa il governo italiano di non aver sostenuto gli Stati Uniti nella crisi con l’Iran.

Le dichiarazioni sono arrivate nella serata di domenica e segnano un nuovo capitolo dello scontro tra i due leader. Da Palazzo Chigi, però, non è arrivata alcuna replica. La premier continua a seguire la linea del silenzio istituzionale per evitare un’escalation diplomatica.

Trump: “Abbiamo speso miliardi per difendere l’Italia”

Nel suo intervento, Trump ha criticato apertamente il comportamento dell’Italia all’interno dell’alleanza occidentale.

«Dopo aver speso miliardi di dollari per la Nato, l’Italia e il suo premier non sembrano nemmeno disposti a prendere parte all’azione contro l’Iran e la sua seria minaccia nucleare. Da decenni li difendiamo, ma quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono. Non va bene», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti.

Le sue parole hanno immediatamente riacceso il dibattito politico e diplomatico sui rapporti tra Roma e Washington.

Meloni non replica e mantiene la linea della prudenza

Nei giorni scorsi Giorgia Meloni aveva già chiarito la propria posizione. La presidente del Consiglio non intende più rispondere pubblicamente agli attacchi provenienti dalla Casa Bianca.

Per questo motivo Palazzo Chigi evita qualsiasi commento sulle nuove dichiarazioni di Trump. Il governo preferisce una strategia prudente e punta a proteggere i rapporti istituzionali tra Italia e Stati Uniti.

L’obiettivo resta quello di impedire che le tensioni politiche si trasformino in una crisi diplomatica tra due alleati storici.

Il Financial Times: diplomazia italiana al lavoro

Secondo il Financial Times, la diplomazia italiana si è già attivata per limitare gli effetti delle dichiarazioni del presidente americano.

Il quotidiano britannico scrive che «l’apparato diplomatico italiano sta ora lavorando a pieno ritmo nel tentativo di limitare le ripercussioni o di dissuadere Trump dal prendere provvedimenti di ritorsione contro l’Italia».

Nella sua analisi, il giornale evidenzia come il rapporto tra Meloni e Trump abbia rappresentato per anni un punto di forza della politica estera italiana. Oggi, però, quel legame rischia di trasformarsi in un problema politico.

Gli analisti: il rapporto con Trump pesa anche sul piano elettorale

Secondo il Financial Times, la premier potrebbe trovarsi ad affrontare una situazione complessa anche in vista delle prossime sfide elettorali.

Tra gli esperti citati dal quotidiano figura Stefano Stefanini, ex ambasciatore italiano presso la Nato. «Trump è un elemento tossico dal punto di vista elettorale in Europa, anche a destra», afferma.

Il giornale sottolinea inoltre un altro aspetto. Il governo italiano potrebbe incontrare difficoltà nel ridefinire una politica estera costruita negli ultimi anni su rapporti privilegiati con Washington.

Il governo punta a salvaguardare i rapporti con gli Stati Uniti

Nonostante le tensioni, l’esecutivo considera strategico il rapporto con gli Stati Uniti.

Per questo motivo il governo evita nuove polemiche pubbliche. Tra i segnali di distensione rientra anche la partecipazione degli esponenti dell’esecutivo alle celebrazioni dell’Independence Day del 2 luglio a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano a Roma.

Anche Giorgia Meloni valuta la possibilità di partecipare all’evento. Una sua presenza invierebbe un messaggio preciso: Roma e Washington vogliono mantenere saldo il loro rapporto nonostante le recenti divergenze politiche.

occhio.com

Sorelle scomparse ritrovate dopo 15 giorni, fermati madre, compagno e nonno: accusati di sequestro di persona

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Le due sorelle scomparse ritrovate dopo quindici giorni a Formia
Le due ragazze di 12 e 16 anni ritrovate a Formia dopo oltre due settimane di ricerche.

Le due ragazze di 12 e 16 anni sono state trovate a Formia dopo oltre due settimane di ricerche. Il padre: “Si riparte da zero, inizia una nuova vita”

Si chiude dopo quindici giorni di apprensione il caso delle due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Le ragazze sono state ritrovate nella serata di domenica 21 giugno a Formia, nel Lazio, e nelle ore successive i carabinieri hanno eseguito il fermo della madre, del suo compagno e del nonno materno con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.

Le due minorenni, Alisya e Sarah, erano sparite nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Da allora erano scattate ricerche in diverse regioni italiane, fino alla svolta arrivata nelle ultime ore grazie all’attività investigativa coordinata dagli inquirenti.

Fermati madre, compagno e nonno

All’alba i carabinieri hanno fermato Valentina D’Acunto, madre delle ragazze, il suo compagno Vincenzo Esposito e il nonno materno Marco D’Acunto.

La donna è stata trasferita nel carcere di Teramo, mentre gli altri due indagati si trovano nel penitenziario di Sulmona. Un’anziana parente, nell’abitazione della quale sono state trovate le due giovani, risulta invece indagata a piede libero.

Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nell’allontanamento delle due sorelle.

Il ritrovamento a Formia

Le ragazze sono state rintracciate in un appartamento situato nel quartiere Rio Fresco-Scacciagalline di Formia, in provincia di Latina.

Secondo gli investigatori, l’abitazione potrebbe aver rappresentato il rifugio utilizzato fin dall’inizio della loro scomparsa. A fornire indicazioni decisive sarebbe stato un familiare, che avrebbe deciso di collaborare con gli inquirenti temendo possibili conseguenze giudiziarie.

Al momento del ritrovamento le due minorenni sono apparse in buone condizioni fisiche, anche se particolarmente provate dall’esperienza vissuta.

Le forze dell’ordine hanno localizzato le ragazze in un appartamento del quartiere Rio Fresco-Scacciagalline a Formia

La svolta grazie a una videochiamata

La svolta nelle indagini sarebbe arrivata attraverso un’utenza telefonica monitorata dagli investigatori.

Secondo una prima ricostruzione, una delle due ragazze avrebbe effettuato una videochiamata a un numero già sotto osservazione. L’attività tecnica avrebbe consentito ai carabinieri di localizzare rapidamente il luogo in cui si trovavano le minorenni e di intervenire nel giro di poche ore.

Gli accertamenti proseguono per ricostruire tutti gli spostamenti effettuati durante i quindici giorni di allontanamento.

Il padre: “È finito un incubo”

La notizia del ritrovamento ha provocato una forte emozione nel padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto, che dopo aver appreso quanto accaduto ha accusato un malore prima di raggiungere Formia per riabbracciare le figlie.

«È finito un incubo che durava da troppi giorni. Mi auguro che la legge faccia il suo corso e che possano vivere la loro vita felicemente e liberamente», ha dichiarato.

Successivamente ha affidato ai social un lungo messaggio rivolto alle figlie: «Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero. Papà c’è. Vi amo».

Le condizioni delle ragazze

Anche il sindaco di Formia, Gianluca Stefanelli, ha confermato che le due giovani non hanno riportato conseguenze fisiche.

«Fisicamente stanno bene, ma sono molto provate e impaurite. Valuteremo con il giudice tutelare quali saranno i prossimi passi per garantire loro la migliore tutela possibile», ha spiegato il primo cittadino.

Le ragazze sono ora seguite dalle autorità competenti e dai servizi incaricati della loro assistenza.

occhio.com

Incendio Ospedale del Mare, Fico: “Accertare le cause e ricostruire ogni aspetto della vicenda”

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Mezzo con scala dei Vigili del Fuoco davanti all'Ospedale del Mare durante l'incendio
I Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell'Ospedale del Mare.

Il presidente della Regione Campania segue gli sviluppi dell’emergenza e ringrazia soccorritori e personale sanitario. Manfredi sul posto: “Evitate conseguenze peggiori grazie all’intervento tempestivo”

Restano sotto osservazione gli effetti dell’incendio che nel pomeriggio di domenica ha interessato una parte dell’Ospedale del Mare di Napoli. Dopo le operazioni di spegnimento e la messa in sicurezza dell’area, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha assicurato il costante monitoraggio della situazione e chiesto di fare piena luce sulle cause che hanno provocato il rogo.

L’incendio, sviluppatosi nella coibentazione esterna di un’ala del presidio ospedaliero, non ha provocato feriti né tra i pazienti né tra il personale sanitario. Le fiamme sono state domate dai Vigili del Fuoco intervenuti con numerose squadre e mezzi speciali.

Fico: “Priorità assoluta alla sicurezza dei pazienti”

Il presidente della Regione Campania ha seguito l’evolversi dell’emergenza in costante contatto con la Prefettura di Napoli, con i vertici dell’ASL Napoli 1 Centro e con la direzione dell’ospedale.

«In questa fase la priorità assoluta è garantire la sicurezza dei pazienti e assicurare tutte le misure necessarie di tutela e assistenza. Occorrerà accertare con la massima chiarezza le cause di quanto accaduto e ricostruire ogni aspetto della vicenda», ha dichiarato Fico.

Il governatore ha inoltre rivolto un ringraziamento ai Vigili del Fuoco, al personale sanitario, alle forze dell’ordine e a tutti gli operatori coinvolti nella gestione dell’emergenza.

Manfredi visita l’ospedale

Nella serata di domenica anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, si è recato all’Ospedale del Mare per verificare personalmente le condizioni dei pazienti e dei lavoratori presenti nella struttura.

Con lui anche l’assessore alla Salute e al Verde, Vincenzo Santagada, impegnato nel monitoraggio delle attività di messa in sicurezza e delle verifiche sull’impatto ambientale causato dal fumo.

«L’intervento tempestivo e massiccio dei Vigili del Fuoco e la pronta attivazione del piano di emergenza interno hanno evitato conseguenze peggiori. Fortunatamente non si registrano feriti e la situazione risulta attualmente sotto controllo. Era doveroso accertarsi sul posto e mostrare vicinanza», ha affermato Manfredi.

La nota dell’ASL Napoli 1 Centro

L’ASL Napoli 1 Centro ha confermato che l’incendio ha coinvolto una porzione verticale della coibentazione esterna di una delle ali dell’ospedale.

Dopo il sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco, dai tecnici della struttura e dalla direzione strategica aziendale, è stata accertata la piena agibilità dei reparti interessati dall’evacuazione precauzionale.

I pazienti trasferiti durante l’emergenza sono stati ricollocati nei reparti originari, mentre resta temporaneamente inutilizzabile la sola Unità Operativa Complessa di Chirurgia. I degenti sono stati trasferiti nella Divisione di Day Surgery dello stesso presidio.

«Desidero esprimere un grazie particolare a tutto il personale che con straordinaria prontezza, rapidità, professionalità e spirito di servizio ha gestito il trasferimento dei pazienti mettendoli tempestivamente in sicurezza», ha dichiarato il direttore generale Gaetano Gubitosa.

L’intervento dei Vigili del Fuoco

Le squadre dei Vigili del Fuoco sono intervenute intorno alle 18:30 per spegnere l’incendio che aveva interessato i pannelli isolanti installati sulla facciata esterna dell’ospedale.

Le operazioni hanno richiesto l’impiego di circa 30 vigili del fuoco. Una volta domate le fiamme, sono proseguite le attività di bonifica e di verifica della sicurezza dell’intera struttura.

Le cause del rogo restano al momento in corso di accertamento da parte delle autorità competenti.

occhio.com

Saviano, perde il controllo dello scooter e si schianta contro un palo: morto un 50enne

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Scooter contro un palo dell’illuminazione pubblica dopo un incidente stradale
Foto di repertorio di uno scooter coinvolto in un incidente contro un palo dell’illuminazione pubblica.

Tragedia nella notte in via Sant’Erasmo. L’uomo viaggiava a bordo di un Honda SH quando ha perso il controllo del mezzo finendo contro un palo dell’illuminazione pubblica. Indagano i carabinieri

Drammatico incidente stradale nella notte a Saviano, in provincia di Napoli, dove un uomo di 50 anni ha perso la vita dopo essere uscito di strada con il proprio scooter lungo via Sant’Erasmo.

L’allarme è scattato intorno alle 00:50, quando i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Nola sono intervenuti all’altezza del civico 40 a seguito della segnalazione di un grave sinistro stradale.

Lo schianto contro un palo dell’illuminazione pubblica

Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di accertamento, il cinquantenne stava percorrendo la strada a bordo del suo Honda SH quando, per cause ancora da chiarire, avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo.

Lo scooter è terminato contro un palo dell’illuminazione pubblica posto ai margini della carreggiata.

L’impatto è stato particolarmente violento e non ha lasciato scampo all’uomo.

Inutili i soccorsi

I soccorritori giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del motociclista.

Le lesioni riportate nello schianto si sono rivelate fatali e, secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’incidente, il decesso sarebbe avvenuto praticamente sul colpo.

Carabinieri al lavoro sulla dinamica

I militari dell’Arma hanno effettuato tutti i rilievi necessari per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Al momento non risultano coinvolti altri veicoli e l’ipotesi principale resta quella di un incidente autonomo.

Gli investigatori stanno comunque verificando ogni elemento utile per comprendere cosa abbia provocato la perdita di controllo dello scooter.

Disposta l’autopsia

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la salma del 50enne è stata trasferita presso il Secondo Policlinico di Napoli, dove sarà sottoposta ad esame autoptico.

L’autopsia potrà fornire ulteriori elementi utili agli investigatori e chiarire eventuali aspetti legati alle cause del decesso.

La tragedia ha scosso la comunità di Saviano, che si trova ancora una volta a fare i conti con una vittima della strada.

occhio.com

Incendio all’Ospedale del Mare di Napoli: evacuati alcuni reparti, fiamme domate dai vigili del fuoco

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Incendio all'Ospedale del Mare di Napoli con fumo che avvolge la struttura
Le fiamme e la densa colonna di fumo che hanno interessato una palazzina del complesso ospedaliero napoletano.

Paura nel pomeriggio nel nosocomio della zona orientale di Napoli. Il rogo ha interessato la facciata esterna di una palazzina. Trasferiti in via precauzionale i pazienti di alcuni reparti. Nessun ferito

Momenti di forte tensione nel pomeriggio di sabato 21 giugno all’Ospedale del Mare di Napoli, dove un vasto incendio ha interessato un’area del complesso sanitario provocando una densa colonna di fumo visibile anche a grande distanza.

L’allarme è scattato quando le fiamme hanno coinvolto alcuni materiali presenti nell’area esterna della struttura. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco, supportate dalle forze dell’ordine e dal personale sanitario.

Le fiamme partite dal parcheggio

Secondo le prime informazioni, l’incendio sarebbe partito da alcune pedane di legno accatastate nell’area parcheggio dell’ospedale.

Il rogo si è poi rapidamente propagato coinvolgendo i pannelli isolanti e la coibentazione di una palazzina situata nell’area est del nosocomio.

La combustione dei materiali ha generato una nube di fumo che ha destato preoccupazione tra pazienti, operatori sanitari e residenti della zona.

Evacuati alcuni reparti per motivi di sicurezza

A scopo precauzionale è stato necessario evacuare alcuni reparti situati nell’area interessata dall’incendio.

La decisione è stata presa anche in considerazione della presenza di impianti e dispositivi utilizzati per la produzione e la distribuzione dell’ossigeno medicale.

I pazienti ricoverati nei reparti coinvolti sono stati trasferiti in altre aree dello stesso presidio ospedaliero, senza particolari criticità.

Le operazioni si sono svolte sotto il coordinamento del personale sanitario e dei soccorritori.

Massiccio intervento dei vigili del fuoco

Per domare il rogo sono entrati in azione circa 40 vigili del fuoco con diversi automezzi, tra cui una autobotte da 14mila litri.

Le squadre hanno lavorato per contenere le fiamme e impedire che l’incendio raggiungesse altre parti della struttura ospedaliera.

Dopo alcune ore di intervento il rogo è stato completamente spento. Successivamente sono iniziate le operazioni di bonifica e messa in sicurezza delle aree interessate.

Prefetto convoca il Centro Coordinamento Soccorsi

A seguito dell’emergenza, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi.

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti dell’Asl Napoli 1 Centro, del 118, dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e della Polizia Locale.

Gli accertamenti sulle cause dell’incendio sono ancora in corso e saranno i rilievi tecnici a stabilire l’origine del rogo.

Tajani: “Seguo con preoccupazione gli sviluppi”

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

«Seguo con preoccupazione gli sviluppi dell’incendio scoppiato nel pomeriggio in un’ala dell’Ospedale del Mare di Napoli. Fortunatamente al momento non risultano feriti. Ringrazio di cuore i Vigili del Fuoco che sono in azione per domare le fiamme e tutto il personale medico sanitario che si sta prendendo cura dei pazienti ricoverati», ha scritto sui social.

Fortunatamente non si registrano feriti né tra i pazienti né tra il personale sanitario impegnato all’interno della struttura.

occhio.com

Auto nel canale a Villoresi, morti tre 17enni: alla guida c’era un giovane ubriaco, arrestato per omicidio stradale

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Vigili del fuoco recuperano l'auto precipitata nel canale Villoresi a Senago
I vigili del fuoco durante le operazioni di recupero dell'Audi A2 precipitata nel canale Villoresi a Senago.

Tragedia a Senago nel Milanese. Nell’Audi A2 viaggiavano nove ragazzi nonostante fosse omologata per cinque persone. Le vittime sono Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, tutti di 17 anni

Una serata trascorsa con gli amici si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto l’intera provincia di Milano. Tre ragazzi di appena 17 anni hanno perso la vita all’alba di domenica 21 giugno dopo che l’auto sulla quale viaggiavano insieme ad altri sei coetanei è precipitata nelle acque del canale Villoresi a Senago.

Le vittime sono Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, tutti residenti a Paderno Dugnano. Alla guida dell’Audi A2 c’era Gabriele Popovici, 18 anni, risultato positivo all’alcol test con un tasso alcolemico pari a circa tre volte il limite consentito. Il giovane è indagato per omicidio stradale aggravato ed è stato arrestato.

La serata in un locale e il rientro verso casa

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo aveva trascorso la serata in un locale di Lainate e stava rientrando a casa quando si è verificato il drammatico incidente.

A bordo dell’Audi A2 viaggiavano nove ragazzi, nonostante il veicolo fosse omologato per cinque persone. L’allarme è scattato intorno alle 5.30 del mattino, quando alcuni passanti hanno segnalato la presenza dell’auto nel canale.

La curva, la strada vietata alle auto e il volo nel canale

I rilievi effettuati dai carabinieri e dagli specialisti intervenuti sul posto hanno consentito di ricostruire una prima dinamica dell’accaduto.

L’auto percorreva un tratto sterrato lungo il canale Villoresi, una strada non aperta al traffico veicolare e utilizzata prevalentemente come pista ciclabile. In prossimità di una curva, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo a causa dell’elevata velocità.

L’Audi avrebbe quindi attraversato un terrapieno, sfiorato un albero, abbattuto una barriera di protezione in ferro e legno e terminato la propria corsa nelle acque del canale.

I soccorsi e il recupero delle vittime

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sommozzatori, il personale sanitario del 118 e i carabinieri.

Sette giovani sono stati estratti vivi dall’abitacolo e trasferiti negli ospedali della zona. Tra loro anche il conducente.

Camilla Copparoni è deceduta poco dopo l’arrivo in ospedale nonostante i tentativi di rianimazione. I corpi di Lorenzo Benin e Riccardo Provasi sono stati invece recuperati dai sommozzatori durante le operazioni di ricerca all’interno del veicolo sommerso.

La Procura di Milano ha già disposto l’autopsia sui corpi delle vittime.

Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi avevano tutti 17 anni

Il conducente positivo all’alcol test

Gli accertamenti effettuati dai militari hanno evidenziato che il giovane alla guida aveva un tasso alcolemico nel sangue superiore di circa tre volte rispetto ai limiti previsti dalla legge.

Per questo motivo il diciottenne è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale aggravato. Attualmente si trova ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano sotto osservazione dopo il trauma subito nell’incidente.

Gli investigatori stanno inoltre verificando eventuali ulteriori responsabilità legate al numero di persone presenti a bordo dell’auto.

Il dolore di Paderno Dugnano

La notizia della morte dei tre adolescenti ha provocato profonda commozione a Paderno Dugnano.

Attraverso una nota ufficiale, l’amministrazione comunale ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime, sottolineando il dolore dell’intera comunità per la perdita di tre giovani vite.

Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dalle scuole frequentate dai ragazzi e dalle associazioni sportive del territorio. La società di pallavolo Jolly Palazzolo Milanese, nella quale giocava Camilla Copparoni, ha ricordato la giovane atleta con un messaggio pubblicato sui social.

Anche l’Istituto Gadda di Paderno Dugnano, frequentato da Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, ha espresso il proprio dolore per una tragedia che ha colpito profondamente studenti, docenti e famiglie.

occhio.com

Torino, uccide la figlia di 13 anni e si toglie la vita: corpi trovati dalla sorella maggiore

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Polizia Scientifica e soccorritori davanti all'abitazione della tragedia a Torino
Gli investigatori e i soccorritori intervenuti nell'appartamento di via Domodossola dove sono state trovate morte madre e figlia.

La 13enne Isabella Coicariu è stata trovata senza vita insieme alla madre Michaela Belecciu, 40 anni. Gli investigatori seguono la pista dell’omicidio-suicidio

Una tragedia sconvolgente ha colpito Torino, dove una donna di 40 anni e la figlia di 13 anni sono state trovate senza vita all’interno della loro abitazione in via Domodossola.

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, la madre, Michaela Belecciu, avrebbe ucciso la figlia Isabella Coicariu per poi togliersi la vita. L’ipotesi al momento al vaglio degli inquirenti è quella di un omicidio-suicidio.

Il ritrovamento dei corpi nell’appartamento

A fare la drammatica scoperta è stata la sorella maggiore della ragazza, una giovane di 19 anni che viveva nella stessa abitazione.

La giovane, trovandosi davanti alla scena, ha immediatamente lanciato l’allarme e richiesto l’intervento dei soccorsi.

Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno tentato a lungo di rianimare la tredicenne. Ogni tentativo si è però rivelato inutile e i medici hanno dovuto constatarne il decesso.

L’ipotesi dell’omicidio-suicidio

Dalle prime ricostruzioni emerge che la quarantenne avrebbe strangolato la figlia utilizzando un laccio o un altro mezzo compatibile con le lesioni riscontrate dagli investigatori.

Successivamente avrebbe compiuto un gesto estremo all’interno dell’appartamento.

La donna, di origine rumena, viveva con le due figlie e da tempo si era separata dal marito.

La sorella maggiore, sotto shock per quanto accaduto, è stata affidata alle cure dei sanitari e accompagnata all’ospedale Maria Vittoria.

Michaela Belecciu, 40 anni, trovata senza vita nell’abitazione di via Domodossola insieme alla figlia tredicenne

Indaga la Squadra Mobile

Nell’abitazione sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, il medico legale e gli specialisti della Polizia Scientifica per effettuare tutti i rilievi necessari.

Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile di Torino, che sta lavorando per ricostruire nel dettaglio le ultime ore trascorse dalle due vittime e chiarire il contesto nel quale si è consumata la tragedia.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sugli accertamenti in corso. Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori elementi utili a comprendere le cause che hanno portato al drammatico episodio.

occhio.com
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