L’uomo sostiene di trovarsi a Garlasco il giorno del delitto e racconta di aver incrociato una ragazza che pedalava a forte velocità. Denuncia anche presunte minacce ricevute dopo aver parlato con gli investigatori
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, emerge un nuovo racconto destinato ad alimentare il dibattito su uno dei casi di cronaca nera più discussi d’Italia. Un uomo che afferma di trovarsi a Garlasco il 13 agosto 2007, giorno del delitto, ha raccontato di aver visto una giovane donna bionda in bicicletta poco prima dell’assassinio della 26enne.
La testimonianza è stata raccolta da Antonino Monteleone durante la trasmissione “Filorosso” su Rai 3. Dopo essere apparso inizialmente con il volto coperto, il testimone ha deciso di mostrarsi pubblicamente, ribadendo la propria versione dei fatti.
«Ero a Garlasco il giorno dell’omicidio»
L’uomo sostiene di essere arrivato a Garlasco per motivi di lavoro in vista di un evento organizzato alla discoteca Le Rotonde nei giorni successivi.
«Ero a Garlasco il 13 agosto del 2007. Sono pronto a dimostrare che non sto mentendo», ha dichiarato.
Secondo il suo racconto, quella mattina avrebbe passeggiato per il paese, notando un’atmosfera particolarmente tranquilla a causa dell’imminente Ferragosto.
«Ho visto un paese che mi sembrava deserto. Ho incrociato pochissime persone», ha spiegato durante l’intervista.

Il racconto della donna bionda in bicicletta
L’elemento che più gli sarebbe rimasto impresso riguarda l’incontro con una ragazza bionda che procedeva velocemente in bicicletta.
Il testimone ha raccontato di averla osservata mentre attraversava una strada del paese e di essere rimasto colpito dal suo sguardo.
«Ci siamo guardati in faccia e l’ho seguita con lo sguardo dopo che aveva svoltato. Pedalava a una velocità assurda», ha riferito.
Pur precisando di non aver percepito una fuga, l’uomo ha spiegato di aver notato una forte agitazione.
«Aveva fretta e aveva due occhi spiritati», ha dichiarato.
Secondo la sua descrizione, la giovane indossava un completo nero composto da maglietta e pantaloni, aveva gli occhiali appoggiati sulla testa e viaggiava su una bicicletta nera con raggi metallici che riflettevano la luce.
Perché non parlò subito
Il testimone ha spiegato di non aver ritenuto importante la propria osservazione negli anni immediatamente successivi all’omicidio.
Solo nel 2025 avrebbe deciso di rivolgersi agli investigatori, convinto che nella vicenda fossero presenti ancora aspetti da chiarire.
«Credo di essere stato mosso dalla coscienza di vedere una situazione che non è chiara», ha affermato.
L’uomo ha inoltre respinto le contestazioni relative ad alcune incongruenze emerse durante gli accertamenti, sostenendo che eventuali errori sarebbero legati ai diversi numeri telefonici utilizzati all’epoca dei fatti.
Le presunte minacce dopo la testimonianza
Tra gli aspetti più delicati del suo racconto ci sono le presunte intimidazioni ricevute dopo aver fornito la propria versione agli investigatori.
L’uomo sostiene che circa venti giorni dopo il colloquio con i carabinieri due persone si sarebbero presentate sotto casa sua.
«Mi dissero: “Ricordati che di Garlasco non sai niente e devi farti gli affari tuoi, altrimenti finisce male”», ha raccontato.
Secondo la sua versione, i due sarebbero poi ripartiti a bordo di una Volkswagen Polo nera.
Al momento non risultano conferme ufficiali su quanto dichiarato dal testimone e spetterà agli investigatori valutare l’attendibilità del racconto e l’eventuale rilevanza nell’ambito degli approfondimenti sul caso.
Un caso che continua a far discutere
L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, continua a suscitare attenzione mediatica e interesse pubblico.
Le nuove dichiarazioni si aggiungono alle numerose testimonianze e agli elementi emersi nel corso degli anni, mentre il caso resta al centro del dibattito giudiziario e investigativo.















