Milano, ventenne muore in uno scontro tra un monopattino e un’auto

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 ragazzo di 20 anni è morto la notte scorsa a Milano, a bordo del suo monopattino elettrico, scontrandosi con una vettura condotta da un uomo di 51 anni in via Melzi d’Eril, all’angolo con Corso Sempione.

E’ stata un’ambulanza impegnata in un altro servizio, poco dopo le 3, a vedere il giovane a terra e a portarlo all’ospedale Niguarda dove, pero, i medici non sono riusciti a salvargli la vita.

Le indagini sull’accaduto sono affidate agli agenti della Polizia locale.

Secondo una prima ricostruzione degli agenti della Polizia locale, il ragazzo con il monopattino proveniva dalla periferia e percorreva corso Sempione in direzione dell’Arco della Pace. A un semaforo lampeggiante è stato urtato da una vettura che procedeva a velocità sostenuta. Per via dell’impatto il ragazzo è stato sbalzato per diversi metri finendo contro il cordolo dello spartitraffico. Sul posto è stato trovato un casco. Il giovane viveva a Cinisello.

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Messico, paura per l’uragano Erick

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People assess damage on the beach after hurricane Erick made landfall on the Pacific coast, in Puerto Escondido, Mexico June 19, 2025. REUTERS/Jorge Luis Plata

Allarme in Messico dove ci si prepara ad arginare la furia dell’uragano Erick, che dovrebbe toccare terra tra poche ore sulla costa pacifica meridionale del paese.

Le previsioni delle prossime ore

L’uragano Erick sta guadagnando forza in modo eccezionalmente rapido mentre si avvicina alla costa meridionale del Messico, nei pressi di Acapulco. In meno di 24 ore ha raddoppiato la sua intensità, rafforzandosi di 80 km/h in sole 18 ore, un fenomeno noto come “rapida intensificazione”, sempre più comune con il riscaldamento globale.  L’uragano potrebbe diventare uno dei più forti ad aver colpito quella zona del Messico così presto nella stagione.

Erick è la quinta tempesta formatasi nel Pacifico orientale in un solo mese.

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Attacco a Odessa, un morto e 14 feriti

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E’ salito a un morto e 14 feriti il bilancio dell’attacco lanciato dalle forze russe la notte scorsa sulla città di Odessa, nell’Ucraina meridionale: lo ha reso noto su Telegram l’Ufficio del Procuratore regionale, come riporta Ukrainska Pravda.
“A seguito dell’attacco, una persona è morta e altre 14 sono rimaste ferite in vario grado.

Tra i feriti ci sono tre soccorritori”, si legge in un comunicato stampa.

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Palermo, operaio 65enne muore in una cava

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Un ooperaio di 65 anni, Elio Reina, 65 anni di Cammarata (Agrigento), è morto a Castronovo di Sicilia (Palermo), schiacciato da un mezzo meccanico in una cava di proprietà di un piccolo imprenditore di San Giovanni Gemini.
Sono intervenute le pattuglie dei carabinieri per effettuare i rilievi.

La salma è stata restituita ai familiari. Reina lascia la moglie e due figli. I funerali si svolgeranno domani alle 15,30 nella chiesa madre di Cammarata

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Kiev, dieci vittime per una pioggia di bombe russe

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Gli Stati Uniti condannano i raid russi di ieri sera contro Kiev che hanno causato la morte di diverse persone, tra cui un cittadino americano. Lo ha detto la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Tammy Bruce, sottolineando che la “forte condanna” di Washington nei confronti dei “raid sui civili”.

“La nostra priorità è proteggere gli americani nel mondo 24 ore su 24”, ha aggiunto.

Una raffica di 440 droni e 32 missili per una nuova notte di sangue in Ucraina, dove la capitale Kiev ha vissuto “uno dei peggiori” attacchi dall’inizio dell’invasione, secondo Volodymyr Zelensky. Il raid ha colpito condomini, un dormitorio, una stazione di servizio ed edifici non residenziali nella città, provocando uno shock e danni tali da creare confusione sul bilancio dei bombardamenti: se inizialmente le autorità avevano parlato di almeno 14 morti, col passare delle ore e il recupero e identificazione dei corpi il numero è stato rivisto al ribasso, con 10 uccisi confermati – compreso un cittadino Usa – e 138 feriti nella capitale. Due morti per i raid che hanno colpito anche la città meridionale di Odessa. L’ennesima conta delle vittime, mentre i colloqui per una pace da settimane sono a un punto morto e le cancellerie globali si concentrano sulla nuova guerra tra Iran e Israele.
Come ormai è consuetudine, Mosca ha dichiarato che gli obiettivi raggiunto dal suo attacco sono “strutture del complesso militare-industriale nelle regioni di Kiev e a Zaporizhzhia”, colpite con droni e missili “ad alta precisione”.
Ben diversa la lettura ucraina, con le immagini provenienti dalla capitale che mostravano condomini distrutti, soccorritori alla ricerca di vittime tra le macerie e vigili del fuoco impegnati a combattere gli incendi. “Attacchi del genere sono puro terrorismo. E il mondo intero, gli Stati Uniti e l’Europa, devono finalmente reagire come una società civile reagisce ai terroristi”, ha accusato il presidente ucraino. “E’ un male quando i potenti di questo mondo chiudono un occhio. Stiamo contattando tutti i partner a tutti i livelli possibili affinché ci sia una risposta adeguata”, ha riferito il leader prima di raggiungere il G7 in Canada, dove ha ribadito la disponibilità a negoziati e la necessità di “fare pressione” sulla Russia.
A rispondere all’appello ci hanno pensato Ottawa e Londra, che a margine del summit canadese hanno annunciato nuovi pacchetti di sanzioni contro Mosca. Le misure britanniche prendono di mira 4 individui, sei entità e una ventina di navi impegnate nelle attività della cosiddetta ‘flotta fantasma’ che aiuta la Russia a ricevere forniture in settori come l’elettronica: “Dobbiamo incrementare la pressione economica su Vladimir Putin” per spingerlo a “essere serio sulla pace”, le parole di Starmer. Di tenore simile le sanzioni annunciate dal premier canadese Carney contro “vari individui e oltre 40 entità” russe e di altri Paesi che evadono le misure.
Anche Berlino ha promesso di “aumentare la pressione” su Mosca dopo l’ennesima notte di sangue a Kiev. Ma il dossier ucraino è inevitabilmente sceso nell’agenda dei Grandi riuniti tra le montagne di Kananaskis. E Kiev attende ancora una reazione americana al rifiuto russo di accettare una tregua in Ucraina. Donald Trump però era già lontano, rientrato in anticipo a Washington facendo saltare il bilaterale con Zelensky. E anche prima di ripartire dal Canada i segnali per Kiev non erano stati incoraggianti: “L’Europa parla ma ancora non ha imposto le sanzioni, vediamo se lo fanno loro per primi”, ha detto il tycoon, mostrando ancora una volta incertezza sulla volontà di varare misure che possano colpire Vladimir Putin, mentre fanno discutere in Occidente le sue dichiarazioni per le quali è stato un “grosso errore” escludere Mosca dal G8 dopo l’occupazione della Crimea. “Siamo d’accordo con il presidente Trump: è stato un grande errore escluderci dal formato”, il prevedibile commento del portavoce di Putin, Dmitri Peskov.
Diametralmente opposto il pensiero del cancelliere tedesco Friedrich Merz: “Consideriamo giusta la decisione di escludere Putin e la Russia. E la confermiamo”, ha sottolineato.

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Riccardo Bossi condannato per maltrattamenti alla madre

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ccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Varese a un anno e 4 mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.
I fatti al centro del processo risalgono al 2016 e l’avvocato Federico Magnante, difensore di Bossi Jr (mai comparso in aula), ha già annunciato il ricorso in Appello.
La madre ha denunciato Riccardo Bossi per maltrattamenti e minacce salvo poi rimettere la querela e rassicurare il giudice in aula che i rapporti con il figlio erano tornati sereni con ogni possibile frattura famigliare ricomposta.
La querela rimessa ha automaticamente fatto cadere l’accusa di minacce, lasciando però aperta quella per maltrattamenti per la quale si procede d’ufficio.
Tra gli episodi contestati dalla Procura a Bossi, che ha sempre negato ogni addebito, ci sono delle incessanti richieste di denaro avanzate alla madre, con scatti d’ira che in un caso avrebbero portato l’imputato a mettere le mani addosso alla donna, che in quel periodo lo ospitava nella sua casa di Azzate, facendole sbattere la testa contro il muro; mentre in un’altra circostanza, gli insulti e il clima teso avrebbero spinto la donna a fuggire di casa, pur di allontanarsi dal figlio.
Quella odierna è solo l’ultima vicenda giudiziaria che coinvolge Riccardo Bossi.

A gennaio di quest’anno, infatti, il figlio del senatur era stato condannato a 2 anni e 6 mesi, con rito abbreviato, dal Gup del tribunale di Busto Arsizio per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza per alcuni mesi.

Le motivazioni saranno depositate in 90 giorni

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Genova, indagati 15 agenti della Polizia Municipale

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Sono 15 gli agenti di polizia locale indagati, a vario titolo, nell’ambito dell’inchiesta sulle lesioni causate a persone accompagnate negli uffici e sul peculato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra mobile, coordinati dalla pm Sabrina Monteverde, sarebbero tre gli episodi di pestaggi e due quelli di peculato avvenuti tra il primo gennaio 2024 e il 28 febbraio 2025.

Tra le persone picchiate, tutte straniere, anche un minorenne: le vittime hanno riportato lesioni con prognosi di tre, cinque e 21 giorni.

Il peculato riguarda due episodi: nel primo caso alcuni agenti avrebbero preso 1.200 euro da un appartamento occupato abusivamente e da loro sgomberato, nel secondo avrebbero preso 0,26 grammi di cannabis a una persona fermata. Nel corso delle perquisizioni negli uffici, dentro gli armadietti di alcuni sono stati trovati alcuni manganelli ‘Tonfa’ non in dotazione.

Alessia Pinzarrone

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Maturità: Borsellino, Pasolini, anni ’30 e social tra le tracce

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Rispetto, social e giovani.
Sono tra le tracce più battute dai giovani studenti cagliaritani che questa mattina hanno affrontato la prova di italiano dell’esame di maturità.

Donna Jean Albuera, istituto Bacaredda Scano, quinta C, plesso di via Grandi, ha scelto la traccia sull’importanza della parola rispetto: “Un argomento – ha detto all’ANSA – che mi interessa molto perché la mancanza di rispetto fa parte della nostra quotidianità.

Anche perché è alla base delle violenze, soprattutto nei confronti di noi donne: ogni giorno ci svegliamo con la notizia di una ragazza uccisa”.
    Anche William Alessandro Porcu, quinta A, si è buttato sul rispetto: “Mi sembrava un argomento comunque di attualità, dalle guerre alla violenza sulle donne. Ho deciso di collegarlo a Primo Levi e al suo libro ‘Se questo è un uomo’, in quanto racconta tutte le mancanze di rispetto nei campi di concentramento”. Sta pensando già alla seconda prova e agli orali. Ma anche all’Università: “Voglio iscrivermi in Architettura”, dice il ragazzo convinto.
Alessandro Atzei, quinta B, ha scelto la traccia C2: “Riguardava il mondo dei social – ha raccontato – ho cercato di analizzare i pro e i contro parlando soprattutto del mondo dei giovani. Diciamo che i social sono un punto di riferimento troppo forte. Ci dovrebbero essere altri punti di riferimento fuori dai social. Penso al fattore scrolling: tanto tempo davanti allo schermo senza capire che quelle notizie spesso sono tutte da verificare”.
Sempre Geometri, ma da Selargius, quinta A: Noemi Mereu ha scelto le parole di Paolo Borsellino sulle nuove generazioni.
“Ho ampliato il discorso citando Sciascia con ‘Il giorno della civetta’. Poi – ha precisato – ho riportato quella che è la realtà che racconta Sciascia ai giorni nostri. Puntando anche sulla fragilità dei giovani che spesso vengono assoldati dalle mafie”.
Rebecca Pili, sempre Scano Bacaredda di Selargius, ha scelto la traccia sui social: “Ormai sono una realtà – ha spiegato – Alcune persone sono riuscite a tirarne fuori un lavoro. Però, analizzando anche gli aspetti negativi, mi sono soffermata sull’interazione con le altre persone che sta andando a scemare, perché ovviamente siamo tutti legati a questi schermi. E stiamo perdendo il l’interazione diretta, faccia a faccia. Poi ho pensato anche di collegarlo a internet e all’intelligenza artificiale. Era una traccia molto complicata, perché facile uscire fuori tema. Però penso che sia andata tutto bene”.

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Racale, 21enne uccide la mamma dopo un rimprovero

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Ha confessato di aver ucciso la madre, Teresa Sommario, di 52 anni, colpendola con un’ascia perché lo avevo rimproverato per essere entrato in casa senza salutareper il 21enne Filippo Marini, di Racale, al termine dell’interrogatorio la pm Simona Rizzo ha emesso un decreto di fermo.

“Ad un certo punto – ha detto Marini, davanti al magistrato e al suo legale, l’avvocato Francesco Fasano – mi si è spento tutto. Sono salito al piano di sopra, ho preso l’ascia e l’ho uccisa. Altre volte per scherzo l’ho pensato dicendoglielo e oggi l’ho fatto”, ha raccontato senza – secondo quanto si è appreso – far trapelare emotività e ravvedimento.

Il 21enne è stato trasferito in carcere in attesa di comparire davanti al gip. Nei suoi confronti è stato elevato il livello di vigilanza. Per venerdì prossimo, 20 giugno, invece è stata fissata l’autopsia sul cadavere della dona, che sarà eseguita dal medico legale Alberto Tortorella. 

La vittima era separata da tempo dal marito, Daniele Manni, che in passato era stato assessore ai lavori pubblici nel comune di Racale. La coppia ha tre figli, oltre al 21enne, il più grande, ci sono due gemelli del 2007, uno dei quali era in casa al momento dell’omicidio. Sembra che il giovane non abbia sentito grida o segnali di una lite, ha solo sentito del trambusto in casa e quando è sceso per vedere cosa stesse succedendo ha trovato la madre morta. Filippo Manni era un boy scout e l’arma usata è una piccola accetta in uso ai boy scout. A quanto si è appreso, il giovane studia Economia a Roma ed era rientrato a casa qualche giorno fa per partecipare alla festa patronale dedicata a San Sebastiano. I vicini parlano di una famiglia tranquilla.

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Ondoli di Angera, uccide la moglie in ospedale e poi si suicida

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E’ entrato nell’ospedale Ondoli di Angera (Varese) con una pistola di piccolo calibro nascosta addosso e ha sparato alla moglie ricoverata prima di togliersi la vita con la stessa arma. Attorno a mezzogiorno, Giuseppe Rizzotti, 91 anni, ha ucciso la consorte Anna Adele Castoldi, 86 anni, sparandole un colpo alla testa.

Dell’accaduto non ci sono testimoni e nulla ha potuto il personale sanitario accorso perché richiamato dal rumore degli spari: i due anziani sono entrambi deceduti sul colpo in una manciata di minuti. La donna era ricoverata da settimane nel reparto Sub Acuti dell’Ondoli a causa di una patologia seria, ma sarebbe stata dimessa entro pochi giorni per affrontare un periodo di riabilitazione a casa. La coppia, sposata da oltre 50 anni, viveva a Cuasso al Monte, piccolo comune da 3.600 abitanti all’estremo nord della provincia di Varese.

Alle loro spalle non c’è un passato di violenze, non risultano denunce di sorta a carico dell’uomo, e vengono descritti come una coppia unita con figli. I carabinieri della compagnia di Gallarate e del nucleo investigativo provinciale di Varese sono al lavoro per capire dove il 91enne abbia preso la pistola utilizzata per l’omicidio-suicidio e per ricostruire le ultime ore di vita della coppia sentendo sia medici e infermieri dell’Ondoli che i figli della coppia.

Rizzotti non avrebbe lasciato biglietti per spiegare il gesto. “Sconosciute allo stato le cause che hanno portato l’uomo a compiere un così tragico gesto, sebbene non si possa ragionevolmente escludere che la condotta dell’uomo sia stata indotta dallo sconforto per lo stato di salute dell’anziana compagna di vita”, si legge nella nota diffusa dalla procura di Varese che sta coordinando le indagini. Quella vissuta dai due anziani non era, però, una situazione di solitudine o di abbandono. Come sottolinea il sindaco di Cuasso al Monte Eleonora Bonora, molto scossa dopo l’accaduto, “è una tragedia così enorme che in questo momento forse non riesco a trovare parole istituzionali. Il cuore della nostra comunità è ancora ferito da un fatto identico avvenuto con analoghe modalità”, e cioè l’omicidio avvenuto nell’ottobre 2023 quando Pinuccia Anselmino, 80 anni, venne uccisa dal marito Pierluigi Lachi, 85, che le ha sparato in casa.

“Oggi – prosegue il sindaco – ci troviamo davanti allo stesso dolore. E oggi come allora non si è trattato di un dramma della solitudine, marito e moglie vivevano con i figli che li accudivano. Credo che tutti dobbiamo interrogarci, oggi noi ci impegniamo per i giovani, per il lavoro, per chi è produttivo”. Sotto shock anche il personale sanitario dell’ospedale che si era abituato a vedere quella coppia unita senza mai un litigio nel corso del ricovero dell’86enne: “Teniamo ad esprimere il nostro cordoglio per la tragica vicenda avvenuta questa mattina all’ospedale di Angera e le più sentite condoglianze alla famiglia dell’anziana coppia – scrive in una nota la direzione di Asst Sette Laghi. – Vogliamo anche esprimere vicinanza ai professionisti in servizio nella sede di Angera, spettatori di un epilogo così tragico. La vicenda umana che oggi è giunta ad un esito improvviso e scioccante non può che coinvolgere emotivamente tutti noi e ancora più intensamente chi l’ha vissuta così da vicino”.

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