Il ministero degli Esteri russo, Sergej Viktorovič Lavrov, ha pubblicato una lista di frasi ritenute esempi di “hate speech” contro la Russia. Tra queste, anche una dichiarazione del presidente italiano Sergio Mattarella, pronunciata a Marsiglia il 5 febbraio, in cui paragona le aggressioni russe all’Ucraina alle guerre di conquista del Terzo Reich.
Immediata la reazione italiana. “Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto la convocazione dell’ambasciatore della Federazione russa in Italia per contestargli l’inserimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il ministro Tajani considera l’inserimento una provocazione alla Repubblica e al popolo italiano”, si legge in una nota della Farnesina.
Non è la prima volta che Mattarella appare in simili liste. Già nel 2024, Mosca aveva stilato un elenco con esponenti europei accusati di retorica anti-russa, tra cui anche Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto. La nuova lista include figure di 13 Paesi della Ue e della Nato, ma una sola dichiarazione dagli Stati Uniti, quella del senatore Lindsey Graham.
Sono 5,7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, di cui oltre un milione in zone ad alta pericolosità. È quanto emerge dal nuovo rapporto sul dissesto idrogeologico effettuato dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che aggiorna al 2024 la mappa della vulnerabilità del Paese.
Il territorio soggetto a rischio frane è aumentato del 15% rispetto al 2021, passando da 55.400 a 69.500 km², pari al 23% dell’intera superficie nazionale. Gli aumenti più significativi si sono registrati in Alto Adige (+61,2%), Toscana (+52,8%), Sardegna e Sicilia.
Secondo il report, sono coinvolti 582mila nuclei familiari, 742mila edifici, 75mila imprese e 14mila beni culturali. Il 94,5% dei comuni italiani è esposto ad almeno uno tra frane, alluvioni, valanghe ed erosione costiera.
L’Italia si conferma tra i Paesi europei più esposti: oltre 636mila frane censite, il 28% delle quali potenzialmente molto distruttive. Gli eventi climatici estremi aggravano ulteriormente un quadro già critico.
Madre e figlio di Milano sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza per aver percepito, per quasi vent’anni, la pensione di una parente deceduta nel 2005, incassando indebitamente circa 400mila euro.
L’indagine del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ha ricostruito la frode: i due, figlia e nipote della pensionata, hanno approfittato di un conto cointestato e della mancata comunicazione del decesso. Le somme erogate mensilmente dall’Inps venivano regolarmente prelevate.
I finanzieri hanno scoperto anche l’uso di un documento d’identità falsificato, emesso dopo la morte della donna, e firme bancarie risalenti a oltre dieci anni dopo il decesso. Parte dell’importo è stato recuperato dall’Inps, il resto è stato sequestrato. La vicenda si è conclusa con la denuncia per truffa aggravata ai danni dello Stato.
Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è pronto a entrare nella fase operativa. Il Cda della società Stretto di Messina ha approvato gli ultimi documenti necessari per l’ok definitivo del Cipess – il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile – previsto prima della pausa estiva.
“Da settembre vedere i lavori in corso”, ha dichiarato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, presente al Cda. Il valore complessivo dell’investimento è confermato a 13,5 miliardi di euro, interamente finanziati dalla Legge di Bilancio 2025 e da un aumento di capitale.
L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha spiegato che il materiale presentato è frutto di un lavoro complesso che ha coinvolto molti soggetti, tra cui i firmatari dell’Accordo di Programma. Dopo la pubblicazione della delibera in Gazzetta Ufficiale e la registrazione alla Corte dei conti, partiranno la progettazione esecutiva e le opere anticipate, come bonifiche, indagini archeologiche e preparazione dei cantieri.
Con l’approvazione del Cipess, l’opera sarà dichiarata di pubblica utilità, consentendo l’avvio degli espropri. Salvini ha assicurato che i proprietari riceveranno indennizzi maggiori rispetto ad altri interventi. “Penso possa essere un’importante operazione antimafia – ha aggiunto il vicepremier – quando porti lavoro e speranza in terre dimenticate, si fa una cosa grande”.
Un violento sisma di magnitudo 8.8 ha colpito l’Estremo Oriente russo, al largo della penisola della Kamchatka, generando un’allerta tsunami estesa a gran parte del Pacifico. Onde alte fino a quattro metri hanno fatto scattare l’evacuazione in zone costiere dalle Hawaii al Giappone.
Il sisma è stato registrato a circa 136 chilometri a sudest di Petropavlovsk, nel Mare di Bering, a 20 km di profondità, secondo lo US Geological Survey, che lo considera il più forte dal disastro di Fukushima del 2011. Le onde anomale hanno raggiunto la città portuale di Severo-Kurilsk e la zona di Elizovsky.
Le autorità in Giappone, Stati Uniti, Messico, Ecuador e altri Paesi affacciati sul Pacifico hanno invitato la popolazione a evitare le aree costiere. In particolare, in Giappone sono state evacuate diverse zone, tra cui Hokkaido, dove è stata registrata una prima onda.
Il sisma si è verificato nell’”Anello di Fuoco”, una cintura sismica e vulcanica che circonda l’Oceano Pacifico e dove si concentra circa il 75% dei vulcani attivi e gran parte dell’attività sismica mondiale.
Una stretta di mano simbolica e un testo congiunto ancora incompleto: l’accordo di Turnberry tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi resta sospeso tra incertezze e tensioni politiche. Nonostante l’intesa sia stata annunciata domenica, il documento non è giuridicamente vincolante, come ha sottolineato la Commissione Europea. Da qui al primo agosto, ogni giorno potrebbe essere quello decisivo per trasformare l’accordo politico in un patto formale, ma le distanze tra Bruxelles e Washington restano marcate.
Le versioni dell’accordo diffuse da UE e USA mostrano divergenze su punti chiave come i farmaci, i microchip e i beni esenti dal nuovo tetto tariffario del 15%. L’amministrazione Trump mantiene un atteggiamento muscolare, mentre Ursula von der Leyen cerca di non oltrepassare i limiti delle concessioni già fatte, in particolare sulla digital tax e sul Digital Market Act, che l’UE vuole tenere fuori dal tavolo delle trattative.
Nel frattempo, la Commissione sta lavorando al quadro attuativo dell’accordo, ma la ratifica dipenderà dal voto a maggioranza qualificata dei 27 Stati membri. Diverse cancellerie chiedono chiarimenti, soprattutto sul possibile ritorno alle quote d’importazione di acciaio e alluminio del periodo 2012-2013.
Trump, durante l’incontro a Turnberry, aveva inizialmente proposto dazi del 30%. Il compromesso raggiunto al 15% viene visto da Bruxelles come un risultato accettabile in un contesto complicato. Tuttavia, l’UE non ha fretta di chiudere: evitare trappole normative e proteggere settori sensibili come agricoltura e industria resta la priorità. Con l’ombra di un possibile colpo di scena da parte di Trump, la buona riuscita dell’accordo rimane appesa a un filo.
Dopo settimane di pressioni interne e internazionali, il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito riconoscerà ufficialmente lo Stato palestinese a settembre, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, salvo un cambiamento sostanziale da parte di Israele nella gestione del conflitto a Gaza.
Una decisione storica che farebbe della Gran Bretagna il secondo Paese del G7 e membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dopo la Francia, a riconoscere la Palestina. Si tratterebbe inoltre del 149° Stato al mondo a farlo.
Starmer: “È il momento di agire per salvare la soluzione dei due Stati”
In una dichiarazione chiara, il premier ha spiegato: “Ho sempre detto che il riconoscimento sarebbe arrivato quando avrebbe avuto il massimo impatto per la pace. Ora che la soluzione dei due Stati è in pericolo, è tempo di agire”.
L’annuncio è arrivato dopo una riunione d’emergenza del governo e nel pieno delle ferie estive, segno della crescente pressione che Starmer ha subito dal suo stesso partito e da un’ampia parte dell’opinione pubblica britannica, sempre più favorevole al riconoscimento della Palestina.
Israele furioso: “Starmer premia il terrorismo”
Durissima la reazione del premier israeliano Benyamin Netanyahu: “Starmer premia il mostruoso terrorismo di Hamas e punisce le vittime. Uno Stato jihadista al confine con Israele oggi minaccerà la Gran Bretagna domani”, ha dichiarato.
Dal canto suo, Starmer ha chiesto pubblicamente ad Hamas di rilasciare gli ostaggi ancora in suo possesso e di disarmarsi completamente, affermando che non dovrà più avere “alcun ruolo chiave” nei futuri assetti palestinesi.
Asse Londra–Parigi–Berlino per la pace a Gaza
Il Regno Unito si unisce così alla Francia di Emmanuel Macron, che aveva già annunciato il riconoscimento e sperato in un’azione congiunta con Berlino e Londra. Il cancelliere tedesco Friederich Merz, pur restando cauto e favorevole a una “soluzione negoziata”, ha confermato la creazione di un fronte diplomatico trilaterale per spingere Israele verso il cessate il fuoco.
Giovedì prossimo i ministri degli Esteri di Francia, Regno Unito e Germania saranno in Israele per presentare una posizione comune: – Fine delle operazioni militari nella Striscia, – Apertura immediata agli aiuti umanitari, – Ripresa del dialogo verso una soluzione politica stabile.
Pressione internazionale e aiuti umanitari
La mossa britannica si inserisce in un contesto sempre più critico: oltre 60.000 morti a Gaza, una crisi umanitaria senza precedenti, e una crescente pressione sulle potenze occidentali per agire. Mentre due aerei tedeschi lanceranno aiuti nelle prossime ore, Parigi invierà 40 tonnellate di viveri, con Londra già attiva da giorni nella stessa operazione, coordinata con Israele.
L’Olanda contro l’estrema destra israeliana
Intanto, si irrigidiscono anche i rapporti tra Israele e altri Paesi europei: i Paesi Bassi hanno dichiarato ‘personae non gratae’ i ministri israeliani Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, accusandoli di incitare alla violenza e di sostenere la pulizia etnica a Gaza.
Una mossa che ha provocato la furiosa reazione dello stesso Smotrich: “L’Olanda si è arresa alle menzogne dell’Islam radicale”, ha tuonato.
Oltre centoventimila giovani da tutto il mondo hanno invaso pacificamente Piazza San Pietro e l’intera zona del Vaticano per partecipare alla messa di benvenuto del Giubileo dei Giovani, primo evento di massa del grande appuntamento giubilare. L’affluenza, superiore a ogni previsione, ha visto migliaia di partecipanti rimanere anche lungo via della Conciliazione, impossibilitati a entrare in piazza ma comunque coinvolti nella celebrazione grazie ai maxi-schermi.
A sorpresa, Papa Leone XIV è apparso a bordo della papamobile, percorrendo un lungo tragitto tra la folla entusiasta e commossa, per poi rivolgere un saluto pieno di significato: “Siete il sale della terra, siete la luce del mondo. Il mondo ha bisogno del vostro messaggio di speranza”.
Durante la celebrazione presieduta da monsignor Rino Fisichella, il Papa ha parlato in italiano, inglese e spagnolo, esortando i giovani a diventare testimoni di pace e riconciliazione: “Vogliamo la pace nel mondo. Preghiamo per la pace. Il nostro grido deve essere per la pace”, ha detto tra gli applausi.
Segni forti sul tema della guerra e della pace
Il messaggio di pace si è fatto ancora più forte durante l’offertorio, quando due giovani palestinesi hanno mostrato sul palco la loro kefiah, simbolo culturale e politico, accolta da un applauso lunghissimo dei presenti. Le bandiere della Palestina hanno sventolato in tutta via della Conciliazione, sottolineando l’importanza del messaggio in un momento in cui le ferite dei conflitti internazionali, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, sono ancora aperte.
Oltre un milione attesi entro la settimana
Il successo del primo giorno conferma le previsioni: oltre un milione di giovani potrebbero arrivare a Roma entro la fine della settimana. Lo ha confermato anche il questore di Roma, Roberto Massucci, parlando di “una partecipazione eccezionale e ben gestita”.
Il Papa incontra gli influencer e i catecumeni francesi
La giornata si era aperta con l’incontro tra Papa Leone XIV e un gruppo selezionato di influencer under-30, seguiti da alcuni catecumeni francesi, giovani pronti a ricevere il battesimo. Il Pontefice ha parlato senza filtri, affrontando temi centrali per le nuove generazioni: social media, fake news, sesso, droga, solitudine e bisogno di relazioni autentiche.
“Il mondo ha bisogno di ponti, non di muri. Ha bisogno di reti vere, non solo virtuali”, ha detto Leone XIV, mostrando grande empatia per le sfide dei giovani.
Una gioventù che canta, prega e sogna un mondo diverso
Tra canti, preghiere e bandiere colorate, la gioventù del Papa ha portato a Roma un’energia vitale, attraversando confini e fatiche per essere presente. Dall’Ucraina alla Palestina, passando per ogni angolo del mondo, i giovani hanno affrontato il viaggio per vivere una settimana di spiritualità, condivisione e impegno.
Un messaggio chiaro contro la cultura dell’indifferenza
Nel suo intervento conclusivo, il cardinale Prevost ha lanciato un appello potente: “Rinunciate alla cultura della morte che oggi si manifesta nell’indifferenza, nella droga, nella sessualità senza amore, nella disumanizzazione e nell’ingiustizia”.
Con la promessa di rivedersi a Tor Vergata, si è chiusa una giornata storica che ha segnato l’inizio ufficiale del Giubileo dei Giovani 2025, sotto il segno della pace, della speranza e del coraggio di cambiare il mondo.
A Praia a Mare, in provincia di Cosenza, è entrato in vigore un coprifuoco per i minori di 14 anni, in vigore dalla mezzanotte e mezza alle 7 del mattino. L’ordinanza, firmata dal sindaco Antonino De Lorenzo, sarà valida fino alla fine di settembre e mira a contrastare l’uso improprio di monopattini e mezzi elettrici nelle ore notturne, ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica.
Il provvedimento stabilisce il divieto di circolazione per i minori non accompagnati da un adulto durante l’orario indicato. Le sanzioni previste sono di 100 euro per il minore e di 250 euro per gli adulti responsabili. “Durante la notte non solo sono vulnerabili agli incidenti stradali e a possibili aggressioni fisiche, ma sono anche più esposti alla commissione di vandalismo, al consumo di sostanze stupefacenti e alcoliche, a rischi connessi alla criminalità minorile e, più in generale, a comportamenti devianti che minano la sicurezza pubblica”, si legge nell’ordinanza.
Sul sito del Comune sono stati pubblicati dati relativi a controlli recenti: tra il 18 e il 20 luglio, la Polizia municipale ha sequestrato diversi mezzi elettrici guidati da ragazzini sotto i 14 anni. Sono esentati dal divieto i minori che partecipano ad attività autorizzate, purché accompagnati da un adulto o personale designato.
Si aggrava il bilancio dei contagi da virus West Nile in Italia: sono saliti a cinque i decessi registrati dall’inizio del 2025. Gli ultimi casi fatali si sono verificati nel Lazio e in Campania, dove è alta l’allerta sanitaria. Solo il 28 luglio, nella regione della capitale, sono stati segnalati 16 nuovi casi. La situazione preoccupa gli esperti, che temono un’ulteriore diffusione del virus con il persistere delle alte temperature estive.
“Il tasso di mortalità è comunque basso e pari a uno su 1000, con un rischio maggiore per i soggetti più fragili, con patologie o immunodepressi”, ha spiegato Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università di Milano. Il virus è spesso asintomatico, ma in una parte dei casi può provocare febbre, mal di testa, nausea, dolori muscolari e, nei soggetti più vulnerabili, sintomi neurologici gravi. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea l’importanza dei test diagnostici specifici (Elisa, Immunofluorescenza) e raccomanda ai Comuni di rafforzare le campagne di disinfestazione.