Canottaggio, Italia con 12 medaglie a International Pararowing

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Seconda piazza nel doppio PR2 misto anche per Veronica Plebani e Gianfilippo Mirabile, capaci di piazzarsi alle spalle degli imprendibili israeliani con l’equipaggio statunitense a completare il podio. Relativamente ai restanti bronzi, due sono arrivati in doppio misto PR3 da Elisa Corda e Luca Conti. I portacolori dell’Italia Team in entrambe le giornate hanno dovuto cedere il passo ad Australia, prima, e alla solita Ucraina, seconda.
L’ultimo bronzo, come detto in apertura, è stato conquistato da Andrea Bozzato in singolo PR3.

Nella 17esima edizione dell’International Pararowing Regatta è di 12 medaglie il bottino italiano relativo alle due giornate di gare sulle acque di

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Ucraina, Ruffino: «Ora è chiaro il rischio che è stato il Conte Premier»

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«Se è vero che lo stile è l’uomo (e la donna), le affermazioni di Giuseppe Conte, paggetto del governo nella masseria di Vespa, ci confermano i rischi mortali corsi dall’Italia con i due governi da lui presieduti. L’Italia “scendiletto” degli alleati occidentali, detto da chi stava per farne un pupazzo nelle mani di Putin, Xi e Trump, è un’espressione volgare pronunciata da chiunque ma indegna quando a dirla è un ex presidente del Consiglio. Un personaggio davvero indecoroso Conte, un trasformista pronto a tutti gli accordi sopra e sottobanco, senza ideali e senza un’etica. Chissà se nel Pd qualcuno comincerà a riflettere seriamente sulla dimensione politica inquietante di questo signore. Gli ucraini devono ringraziare il cielo se in mezzo alle sciagure che vivono gli è stato risparmiato di trovarsi Conte a palazzo Chigi». Lo afferma in una nota Daniela Ruffino (Azione).

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Ronzulli: «Abuso d’ufficio, un passo importante»

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“L’accordo della maggioranza sul drastico intervento sull’abuso d’ufficio, che sarà portata in uno dei prossimi Consigli dei ministri come annunciato oggi dal ministro Nordio, è un passo importante verso quella civiltà giuridica che restituirà serenità e, quindi efficacia, all’attività degli enti locali. Dal ’92, le procedure amministrative e il lavoro dei sindaci sono stati penalizzati e frenati dalla ‘paura di firma’, che troppo spesso ha portato a inchieste, processi, quasi sempre finiti nel nulla, a distruzione di carriere politiche. Ed è ancora più grave che questo reato così indefinito, avesse per anni spaventato imprenditori italiani e stranieri, che hanno preferito non rischiare di investire su progetti a rischio d’indagine, con le conseguenti gravi ripercussioni economiche a danno del nostro Paese”. Così, la presidente dei senatori di Forza Italia, Licia Ronzulli.

“Non stiamo parlando di una scelta – prosegue – che va nell’interesse della maggioranza, ma punta al bene di tutti. Non a caso, mentre le sinistre e la magistratura associata si mettono di traverso e lanciano infondati allarmi su un inesistente rischio di impunità, considerando così tutti gli amministratori italiani presunti colpevoli, i sindaci di ogni parte politica, anche del Pd, come sottolineato dallo stesso ministro Nordio, chiedono a gran voce questa importante riforma, che non impedirà di perseguire comunque chi dovesse davvero commettere reati contro la pubblica amministrazione. Forza Italia ha fatto e farà la sua parte per restituire dignità e autorevolezza al lavoro di chi è alla guida degli enti locali e rappresenta la spina dorsale di questo Paese”, conclude.

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Pompei, Maradona Jr il nuovo allenatore

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Con una nota ufficiale il Pompei calcio ha annunciato l’allenatore per la prossima stagione: Diego Armando Maradona Junior.

“La FC Pompei rende noto agli organi di stampa e ai propri tifosi di aver affidato, per la prossima stagione sportiva, la guida della Prima squadra a #DiegoArmandoMaradona.

Con un nome prestigioso e pesante da portare sulle spalle, cominciando ad allenare dalla formazione Juniores del San Giorgio, negli ultimi due campionati ha guidato in Eccellenza il Napoli United, imprimendo alla sua squadra grinta, corsa e carattere da vendere.

Il neo allenatore rossoblù arriva a Pompei con le idee chiare e decise: «Non ci è voluto molto per convincermi a sposare il progetto Pompei. Nel presidente Mango ho visto fin da subito la mia stessa voglia di vincere e migliorarsi. Abbiamo lo stesso obiettivo di far bene e portare in alto questi colori. Pompei, come società, tifosi, città, merita il salto di categoria. Con il direttore Guadagnuolo e il mio staff vogliamo costruire una squadra forte, con grandi ambizioni. È vero che è sempre il campo alla fine a decidere, ma noi siamo pronti a dare tutto per raggiungere insieme i nostri obiettivi».

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Bari, De Laurentiis: «Futuro? Fidatevi di noi»

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Quella di domani contro il Cagliari, che deciderà l’ultima promossa in serie A, potrebbe essere l’ultima partita da presidente del Bari per Luigi De Laurentiis, per il nodo multiproprietà che sarebbe da risolvere immediatamente in caso di promozione dei biancorossi. Ma le sue notti insonni sono solo per quella A ormai ad un passo: «Ho passato giorni senza dormire – ha dichiarato il numero uno biancorosso, comparendo a sorpresa nella conferenza stampa della vigilia della finale di ritorno – Arrivare in fondo è qualcosa di incredibile, sono orgoglioso. L’ultima gara da presidente? Convivo da tempo con questa possibilità. Si è parlato di freno a mano tirato ma abbiamo dimostrato che non era assolutamente così. Siamo partiti da zero e abbiamo ricostruito un brand, da ambasciatore della Puglia, del Bari e dei baresi. Sono innamorato di questo territorio: all’esterno ne ho parlato ovunque. Sarò comunque felice, indipendentemente dal risultato. E se dovesse andar bene, consegneremo a questa città un premio importante. Il pubblico dovrà continuare fidarsi di noi e delle scelte che faremo».
Incassi da record per un Bari da cinema: “Mignani il regista, sceneggiatore il ds Polito. Il produttore sono io che ho trovato le persone giuste. Boldi e De Sica? Cheddira e Di Cesare, il bomber e il capitano. Ma sono tutti protagonisti, in questa squadra. È un gruppo vero”.

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Reggina, Nesta è il nuovo allenatore

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«Un campione del mondo sulla panchina della Reggiana». Con queste parole la società emiliana ufficializza l’ingaggio di Alessandro Nesta che avrà il compito di guidare la squadra granata, neopromossa nel campionato di Serie B.
«Il club è lieto e orgoglioso di comunicare di aver raggiunto l’accordo con Alessandro Nesta, che guiderà i granata nel prossimo campionato di Serie B 2023-2024 – sottolinea la nota della Reggiana -. L’ex fuoriclasse di Lazio e Milan ha sottoscritto un contratto annuale fino al 30 giugno 2024, con rinnovo automatico per un’ulteriore stagione al raggiungimento della salvezza. Romano classe ’76, per Nesta si tratta della terza esperienza come allenatore in Serie B dopo quelle con Perugia e Frosinone, culminata con la disputa della finale playoff per la Serie A. Nei prossimi giorni il nuovo tecnico sarà accolto in città e presentato agli organi di informazione. Nel frattempo tutti i componenti di A.C. Reggiana porgono a mister Alessandro Nesta un caloroso benvenuto nella famiglia granata, augurandogli le migliori fortune».

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Conte: «Pizzo di stato? A Foggia chi si ribella rischia»

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«Qualche giorno fa Giorgia Meloni, parlando di tasse a Catania, ha provato a racimolare qualche voto in più ragionando di ‘pizzo di Stato’. Un’esternazione grave, pericolosa e superficiale da parte di un Presidente del Consiglio. Ieri sono stato a Foggia dove chi si ribella al ‘pizzo’, quello vero, rischia la vita per mano della mafia o quantomeno di vedere le serrande del proprio negozio saltate in aria con il tritolo. Ho visitato l’ex Villa Lanza confiscata ai criminali: oggi ospita attività sociali in memoria di Giovanni Panunzio, un costruttore che nel 1992 pagò con la vita la sua ribellione ai clan, la scelta di non pagare il “pizzo”, di non cedere al ricatto mafioso». Lo scrive su Facebook il presidente del M5S Giuseppe Conte.

«Ho poi incontrato cittadini e associazioni di questo capoluogo di provincia sciolto per infiltrazioni mafiose in una terra bellissima, la mia terra di origine. Una terra ferita e martoriata da fenomeni criminali, da mazzette, corruzione e voti elettorali in vendita per una manciata di euro.
Ieri ho detto che ‘chi ama Foggia alza la testa’. Questo vale dappertutto: chi ama il proprio paese non si rassegna all’indifferenza e non permette la connivenza. Si batte ogni giorno per il risveglio civile delle coscienze: discute, dialoga, approfondisce la vera natura del “pizzo”, le trame della corruzione, le tante logiche di condizionamento che si riannodano alle attività mafiose. Ieri a Foggia eravamo in tanti. Dobbiamo essere in tanti per fare da ‘scorta’ a chi si ribella al ricatto mafioso. Non possiamo lasciarli soli a fare gli eroi o, peggio, a diventare martiri. Al Governo avevamo iniziato un percorso: dal rafforzamento dei presidi antimafia dello Stato in aree come questa foggiana, alle normative sul voto di scambio politico-mafioso fino alla norma Spazzacorrotti. Un lavoro che va consolidato, rilanciato e non sabotato» prosegue Conte.

«Questo Governo lavora invece per limitare i controlli nella Pubblica Amministrazione, per introdurre norme di favore per corrotti ed evasori, per limitare uno strumento investigativo fondamentale come le intercettazioni, per abolire l’abuso di ufficio che nel Conte II abbiamo circoscritto e definito meglio, ma che rimane determinante per ricostruire la rete ricattatoria delle attività mafiose. Dobbiamo costruire una forte reazione politica, civile e sociale, qui a Foggia e dappertutto, che coinvolga tutti coloro che vogliono seriamente mettere all’angolo la corruzione e la malavita organizzata, allontanando compromessi, pratiche clientelari e rischiarando le troppe zone grigie. Servono persone con un senso granitico dell’etica pubblica, persone forti, persone che amano davvero la propria terra. Servono persone intransigenti che mettono il loro senso civico a disposizione della propria comunità, che si impegnano nella dimensione pubblica non per fare affari ma per contrastare il marcio della corruzione e la logica intimidatoria e oppressiva della mafia. Servono persone che sappiamo andare a testa alta» conclude Conte.

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Motomondiale, Gp Italia: Bagnaia conquista la sprint race

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Cinque Ducati nelle prime cinque posizioni nella Sprint Race del Gran Premio d’Italia. Il campione del mondo Francesco ‘Pecco’ Bagnaia, in sella alla Ducati, si aggiudica la gara breve al Mugello, precedendo Marco Bezzecchi (Ducati targata Mooney46 Racing Team) e lo spagnolo Jorge Martin (Prima Pramac). Quarto il francese Johann Zarco (Ducati Prima Pramac), quinto Luca Marini (Ducati Mooney46 Racing Team). Domani il Gp con Bagnaia, leader della classifica iridata, in pole position.

«Ho avuto un po’ di paura alla fine, poiché pioveva nei settori 2 e 3. Ma il passo era forte, Bezzecchi era competitivo e non ho lasciato possibilità di sorpasso. Mi sono divertito in tutta la gara, anche nel giro dopo la bandiera a scacchi dove ho visto tanta gente, fantastici tifosi». Lo ha affermato il campione del mondo della Ducati, Pecco Bagnaia, primo al termine della Sprint Race del Gran Premio d’Italia.

«All’inizio è stata critica. La pioggia veniva giù forte, mi ha dato un po’ di fastidio poi la pista migliorava. Ho cercato di fare il mio passo, tutto il week-end sono andato forte. Dovevo cercare di non dare la possibilità di stare vicino a Bez. Avevo una linea su cui ho lavorato, perché la pista è particolare con curve lunghe; ti ingolosisce nel dare gas ma qualche volta è meglio aspettare che dare gas. L’inno cantato dalla gente? Fantastico. Lo abbiamo cantato tutti insieme. E’ stato un momento emozionante, ho avuto i brividi. Noi italiani sappiamo come fare casino». Lo ha detto a Sky, Pecco Bagnaia, campione del mondo della Ducati, dopo aver vinto la Sprint Race del Gp d’Italia.

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Pnrr, Decaro: «I comuni non sono in ritardo, impiegato già il 60%»

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ANTONIO DECARO SINDACO CITTA' METROPOLITANA E PRESIDENTE NAZIONALE ANCI

«Non chiediamo l’eliminazione del reato di abuso d’ufficio, ma la definizione di un perimetro certo. Dobbiamo ricordare che nel 93 per cento dei casi le inchieste per abuso d’ufficio non arrivano nemmeno al giudizio, ma intanto gli amministratori hanno subito un grave danno di reputazione per la propria vita e per la carriera, non solo politica. Ogni giorno un sindaco deve decidere se firmare un atto, rischiando l’abuso d’ufficio, o non firmarlo rischiando l’omissione in atti d’ufficio e questo rallenta le procedure proprio quando ci viene chiesto di accelerare sui progetti Pnrr. Non abbiamo mai chiesto l’impunità, anzi io sono convinto che un sindaco che sbaglia debba pagare anche più di altri. Chiediamo solo certezze». Lo ha detto il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenuto al “Forum in Masseria” di Manduria.

Quanto all’attuazione dei progetti del PNRR affidati ai Comuni, Decaro ha aggiunto: «Dai più recenti dati dell’Anac emerge che i Comuni hanno già bandito 41mila gare sui 35 miliardi di euro del PNRR finora assegnati, per una percentuale di impegno delle risorse di quasi il 60 per cento. Quindi – ha aggiunto Decaro – i Comuni non sono in ritardo su niente. Tra pochi giorni per esempio usciranno i dati ufficiali sui progetti per gli asili nido e scopriremo che sono già stati assegnati lavori corrispondenti a una percentuale tra il 70 e il 85 per cento delle risorse che erano disponibili”. Decaro ha poi parlato del rapporto con il governo riferendo di “un dialogo proficuo costante e continuo sia sulle questioni finanziarie sia sulle attività legate al Pnrr. Con il ministro Fitto il contatto è settimanale».

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Omicidio Giulia, la famiglia: «Ringraziamo per l’affetto dimostratoci»

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Una signora ha appena deposto un mazzetto di oleandri davanti all’Istituto di medicina legale in piazzale Gorini a Milano dove stamattina è iniziata l’autopsia sul corpo di Giulia Tramontano, la giovane di Senago di 29 anni, incinta al settimo mese assassinata nella notte del 27-28 maggio dal compagno di trent’anni Alessandro Impagnatiello. «Mi sembrava una cosa carina e rispettosa nei suoi confronti e visto che ero qua a Milano ho fatto un salto – ha dichiarato ai giornalisti – Mi ha colpito questa storia perché prima di tutto aspettava un bimbo e poi perché non si può ammazzare una persona cosi. È assurdo»

«Purtroppo non possiamo essere presenti a questa fiaccolata in memoria della nostra cara Giulia e Thiago. Vogliamo però fare arrivare a tutti i presenti il nostro messaggio di ringraziamento per la vicinanza mostrataci. L’affetto ed il calore di tutti voi è per noi fonte di grande supporto».
Lo scrive sulla sua pagina Instagram a nome dell’intera famiglia Chiara Tramontano, sorella di Giulia, la giovane di 29 anni incinta al settimo mese assassinata a Senago nel milanese dal compagno 30enne Alessandro Impagnatiello, condividendo un video della fiaccolata in ricordo di Giulia nel comune di Sant’Antimo in provincia di Napoli. «Il nostro amore per Giulia e Thiago, eterno, smisurato ed insaziabile è la più ardente tra le fiamme di questa e tutte le fiaccolate in loro memoria. Nessun sentimento di odio potrà mai spegnere questo fuoco, in cui ci struggiamo e riscaldiamo al contempo – aggiunge – Per noi Giulia è e sarà per sempre: madre premurosa, amorevole sorella e figlia indimenticabile. Grazie a tutti voi da Loredana, Franco, Chiara e Mario».

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