Uccide la moglie nel sonno e poi si suicida: Roberto Rizzioli spara a Gianna Galletti, la donna era gravemente malata

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Polizia sul luogo dell'omicidio suicidio a Bologna
Le forze dell'ordine davanti all'abitazione dove si è consumato il dramma familiare.
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La tragedia si è consumata in un appartamento di Bologna. L’uomo, 82 anni, avrebbe ucciso la moglie di 86 anni con due colpi di pistola prima di togliersi la vita. In casa trovato un biglietto d’addio. Gli investigatori valutano anche l’ipotesi di una scelta condivisa

Un dramma familiare ha sconvolto la città di Bologna, dove un uomo di 82 anni ha ucciso la moglie nel sonno prima di rivolgere l’arma contro se stesso. La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato 11 luglio in un appartamento al quarto piano di uno stabile in via Shakespeare.

Le vittime sono Roberto Rizzioli, 82 anni, e la moglie Gianna Galletti, 86 anni. Secondo i primi accertamenti, l’uomo avrebbe esploso due colpi di pistola contro la donna, gravemente malata, mentre dormiva nel letto, per poi suicidarsi con un terzo colpo.

La tragedia scoperta dai vicini di casa

L’allarme è scattato intorno alle 6.30 del mattino, quando alcuni vicini di pianerottolo hanno sentito dei rumori provenire dall’appartamento e hanno notato la porta dell’abitazione socchiusa.

Immediata la chiamata ai soccorsi.

Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, ma per la coppia non c’era ormai più nulla da fare. I medici hanno potuto soltanto constatare il decesso di entrambi.

Gianna Galletti era gravemente malata

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, alla base del gesto potrebbe esserci il grave stato di salute della donna.

Gianna Galletti, 86 anni, sarebbe stata affetta da una malattia importante che negli ultimi tempi avrebbe profondamente segnato la vita della coppia.

Gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi giorni vissuti dai due coniugi per comprendere il contesto che ha preceduto il dramma.

Trovato un biglietto d’addio

Nell’appartamento gli investigatori hanno rinvenuto un biglietto d’addio contenente alcuni riferimenti al testamento.

Il documento è stato acquisito dagli inquirenti e sarà analizzato nell’ambito delle indagini coordinate dall’autorità giudiziaria.

L’arma utilizzata, regolarmente detenuta dall’82enne, è stata sequestrata.

L’ipotesi di una scelta condivisa

Chi conosceva Roberto Rizzioli e Gianna Galletti descrive la coppia come molto unita.

I due non avevano figli ed erano conosciuti nel quartiere come persone riservate e cordiali.

Anche alla luce del contenuto del messaggio lasciato in casa, gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di una possibile decisione maturata insieme. Tuttavia, saranno gli accertamenti della Procura a chiarire con precisione quanto accaduto.

Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio della vicenda.

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