Puglia, arrestate quattro persone per rapine ai danni di autotraportatori

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Quattro persone sono state arrestate e per due è stato disposto l’obbligo di dimora nell’ambito di una inchiesta condotta dai carabinieri del comando provinciale di Barletta- Andria – Trani, perché considerati componenti di un gruppo specializzato in ricettazione, rapine pluriaggravate dall’uso di armi e sequestro di persona ai danni di autotrasportatori.

Si tratta di uomini originari di Bitonto (Bari), Trani, Corato (Bari), Bari e San Severo (Foggia).
I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Trani. L’inchiesta, denominata Long vehicle, è stata coordinata dalla Procura di Trani.

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Basilicata, 32 persone arrestate nell’ambito di un’operazione antimafia

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Sono 32 le persone arrestate (cinque in carcere e 27 ai domiciliari) nell’ambito di un’operazione antimafia coordinata dalla Dda lucana e condotta dai Carabinieri, con al centro lo spaccio di droga a Ferrandina – città di circa ottomila abitanti in provincia di Matera – gestito da un clan che aveva rapporti con la criminalità campana. Stamani sono state eseguite anche altre nove misure cautelari: sette obblighi di dimora, disposti dal gip di Potenza, e il trasferimento in comunità di due minorenni, su decisione del gip del Tribunale per i minorenni del capoluogo lucano.

Le misure cautelari sono state eseguite tra Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia.

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Milano, 52enne uccide la compagna e poi cerca di suicidarsi

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Una donna di 29 anni è stata uccisa nella sua abitazione, a Milano, da un 52enne, ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Niguarda. Avrebbe tentato il suicidio dopo avere accoltellato la vittima, ma non sarebbe in pericolo di vita. L’uomo è stato fermato per omicidio aggravato su ordine del pm di turno, Alessia Menegazzo.  È accaduto nella tarda serata di ieri in via Iglesias, nel quartiere Gorla, alla periferia nord di Milano. A chiamare il 112 sono stati i vicini di casa, allarmati per le urla provenienti da un appartamento del civico 33. Sul posto sono intervenute le volanti della Questura e i sanitari del 118, ma per la donna non c’è stato nulla da fare.

La polizia è ora al lavoro per ricostruire quanto accaduto. La polizia scientifica sta eseguendo i rilievi all’interno dell’appartamento. Sul posto, per coordinare l’attività della polizia, è intervenuto anche il magistrato di turno. Gli investigatori sono al lavoro per capire cosa sia accaduto nell’abitazione e ricostruire la dinamica della tragedia. Secondo una prima ricostruzione tra la vittima e il 52enne, entrambi italiani, ci sarebbe stata una relazione. Testimoni riferiscono di aver sentito la donna chiedere aiuto dal terrazzo della casa. Diverse le coltellate inferte dall’uomo, che poi ha rivolto la stessa arma contro se stesso ferendosi alla gola.

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Francia, Lecornu sospende la riforma delle pensioni

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Sebastien Lecornu cambia gioco e, dopo aver fallito il primo tentativo, si appresta ad aggiudicarsi la rivincita: il premier, versione 2, ha accolto la richiesta principale dei socialisti, la sospensione della riforma delle pensioni, conquistando la loro “non sfiducia”.

Giovedì si voterà sulle mozioni che vogliono affossare il governo: quella del Rassemblement National (Rn), che sarà sicuramente bocciata perché nessuno della gauche la voterà, e quella de La France Insoumise (Lfi), che invece raccoglierà anche i voti del partito di Marine Le Pen.

Se i 69 deputati socialisti manterranno la compattezza mostrata oggi in aula e non sfiduceranno il governo, il Lecornu 2 resterà in piedi, anche se soltanto con una ventina di voti di margine. Restano sfumati anche i voti dei Républicains, partito ormai in implosione fra chi decide di fare il ministro nonostante le indicazioni dei vertici e una lotta per il potere fra Bruno Retailleau e Laurent Wauquiez, il primo a rischio di essere attirato in orbita da Le Pen, il secondo dai macroniani. Sembrano intenzionati a “non sfiduciare” il neo premier anche 9 deputati del gruppo dei “non iscritti”.

Il premier, fedelissimo macroniano, ha mostrato determinazione e chiarezza in aula, alzando i toni quando necessario (con la deputata Lfi Mathilde Panot che ha accusato la Francia di complicità in genocidio con Israele) ma mantenendo per lo più un atteggiamento preciso e pacato. E varando anche il mantra che ha dominato il suo discorso: “Il governo proporrà, noi discuteremo, voi voterete”. Un ritornello ripetuto almeno una decina di volte per marcare il suo territorio, sottolineare che adesso tutto cambia e che il verticismo macroniano è ormai un ricordo.

Al di là delle misure puntuali della manovra finanziaria sulle quali ci sarà comunque battaglia, la vera novità sottolineata dagli analisti politici francesi è l’impegno preso da Lecornu davanti ai deputati: non ricorrerà, a differenza di tutti i suoi predecessori, al 49.3, l’articolo della Costituzione che consente di far passare una legge senza discussione articolo per articolo, ma soltanto mettendo la fiducia: “Condividere il potere con il Parlamento, questa è la nostra vera rottura con il passato”, ha proclamato. Nella manovra finanziaria, infatti, accanto alla proroga della tassa eccezionale sui redditi superiori ai 250.000 euro, o all’imposta sulle holding patrimoniali, ci sono misure come i tagli ai rimborsi medici che anche i socialisti ritengono “inaccettabili” e sui quali daranno battaglia. Articolo per articolo, discutendo anche fino al 31 dicembre, data limite per varare la manovra.

Dure le prime reazioni di Marine Le Pen (“I socialisti si fanno comprare dai macroniani, i Républicains si regalano”) e Jordan Bardella (“Ps e Républicains sono l’associazione dei salvatori di Macron”). Dai Républicains allineati, dissente il capo, Retailleau: “Lecornu è ostaggio dei socialisti”. Infuriata con i socialisti Mathilde Panot, del partito di Jean-Luc Mélenchon: “Il popolo non vuole più la vostra politica – ha detto rivolta a Lecornu – nessuno le crede più, la sua sola presenza a Matignon (sede del governo, ndr) è un affronto”. E quanto alla sospensione della riforma delle pensioni fino alle presidenziali del 2027, “una riforma imposta contro tutto un popolo non si sospende – ha rimproverato – si abroga”.

occhio.com

Tragedia nelle Marche ed in Sicilia: due operai muoiono in seguito ad altrettanti incidenti

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Sommerso dal fango mentre lavora con un escavatore; precipitato da un’altezza di quattro metri in un magazzino.

Un’altra giornata segnata da tragedie sul lavoro. Due operai sono morti in seguito ad altrettanti incidenti, nelle Marche e in Sicilia. In entrambi i casi i soccorritori hanno provato a fare di tutto per salvarli, ma per i due uomini non c’è stato niente da fare.

La prima vittima è un operaio marchigiano di 48 anni, Francesco Broda, di Monte San Giusto (Macerata), deceduto dopo essere stato travolto da una parete di terra e fango mentre lavorava all’interno di una cabina di un escavatore in una vasca di decantazione di fanghi, per conto di una ditta esterna, nell’azienda Rita Calcestruzzi, che progetta e confeziona il materiale per l’edilizia, in contrada Fonte Lepre a Corridonia (Macerata). In Sicilia, invece, nella zona di Ambelia nel Catanese, un operaio tunisino di 57 anni è morto dopo essere precipitato da un’altezza di circa quattro metri da un pavimento sopraelevato che stava impiantando in un magazzino.

L’incidente nelle Marche è avvenuto lunedì pomeriggio, intorno alle 15: uno smottamento di terra ha provocato una frana di fango che ha travolto l’operaio, sommergendolo completamente. I vigili del fuoco hanno lavorato per circa dieci ore prima di estrarre, intorno all’una di notte, il cadavere dell’uomo: i detriti avevano infatti infranto i vetri dell’escavatore, saturato la cabina di fango che col passare del tempo si stava solidificando. Un altro operaio, che si trovava su un camion lì vicino, è riuscito a mettersi in salvo grazie anche all’intervento di altri colleghi che lo hanno subito tirato fuori.

L’area dell’incidente è stata sequestrata dalla procura di Macerata che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Nelle prossime ore i magistrati decideranno se disporre l’autopsia. Sono in corso le indagini dei carabinieri per ricostruire l’accaduto e accertare eventuali violazioni delle norme di tutela della sicurezza sul lavoro e responsabilità per l’incidente.

L’operaio tunisino, invece, stava lavorando in un cantiere quando è caduto. Restano ancora da chiarire le cause. Dopo essere precipitato, è stato soccorso dai sanitari del 118 ed è stato trasferito in eliambulanza all’ospedale Cannizzaro di Catania dove è arrivato in coma, con fratture multiple e un grave trauma cranico. Preso in carico al Trauma center è stato poi trasferito nel reparto di Rianimazione, dove è deceduto nella notte senza avere mai ripreso conoscenza.

“Non basta più indignarsi – commenta il segretario territoriale della Ugl di Catania, Giovanni Musumeci – servono controlli efficaci, responsabilità condivise e una formazione che sia reale, non solo formale. Ogni vita persa è il segno di un sistema che non funziona come dovrebbe”. 

occhio.com

Udine, scontri tra manifestanti e forze dell’ordine

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Tensione dentro e fuori lo stadio Friuli, a Udine, ieri sera, prima della partita fra Italia e Israele. Il corteo pro-Pal, con circa 10mila manifestanti, si è svolto pacificamente fino a che, all’arrivo in piazza Primo Maggio, un centinaio di presenti ha tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di raggiungere l’impianto sportivo. Gli scontri sono proseguiti per più di un’ora: poliziotti e carabinieri, in assetto antisommossa, hanno risposto con idranti e lacrimogeni ai manifestanti che si erano lanciati contro di loro con transenne, segnali stradali, pezzi d’albero, pietre e sassi, oltre che con petardi e fumogeni. Alcuni cassonetti sono stati incendiati. Almeno 15 i manifestanti fermati. Fischi anche all’inno israeliano prima dell’inizio del match, in parte coperti dagli applausi di altri tifosi. Sventati due tentativi di invasione.

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Bologna, otto persone arrestate per varie attività illecite

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Otto ordinanze di custodia cautelare e un sequestro preventivo di beni per un milione e mezzo di euro nei confronti di una presunta associazione per delinquere con base operativa a Bologna.

Sono le misure dell’operazione ‘Bononia Gate’, in esecuzione all’esito di indagini della polizia, coordinate dalla Dda bolognese e seguite per gli aspetti patrimoniali dalla Dia in Emilia-Romagna, Calabria, Lazio e Campania.
Le indagini, avviate nel 2021 e condotte dalla sezione investigativa del Servizio centrale operativo (Sisco) e dalla squadra mobile di Bologna, accusano un gruppo legato da rapporti personali con ‘ndranghetisti e dedito ai reati di bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, truffa, evasione, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio.

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Vittoria (Ragusa), arrestato il latitante Gianfranco Stracquadaini

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E’ stato arrestato dalla polizia Gianfranco Stracquadaini, latitante vittoriese ricercato da 18 mesi per il tentato omicidio di Roberto Di Martino, avvenuto a Vittoria nell’aprile 2024. La vittima era al volante della sua auto quando venne avvicinato da un uomo con una pistola in mano. Riuscì ma riuscì a ingranare la marcia e fuggire, ma venne raggiunto e ferito a un occhio.

Stracquadaini sarebbe stato arrestato nell’hinterland di Vittoria dove pare si nascondesse.

Non aveva mai lasciato il suo territorio. L’arresto sarebbe avvenuto nell’ambito delle indagini, coordinate dalla Dda di Catania, avviate a tappeto nella zona di Vittoria dopo il rapimento del diciassettenne di Vittoria avvenuto venti giorni fa.

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Eugenio Giani confermato presidente della Regione Toscana

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Il governatore uscente Eugenio Giani è stato riconfermato presidente della Toscana col 53,9% dei voti, 13 in più rispetto al principale rivale, Alessandro Tomasi, candidato del centrodestra, che si è fermato al 40,9%. La candidata a sinistra del campo  largo con la lista Toscana Rossa, Antonella Bundu, ha raggiunto il 5,1% (ma la lista arriva solo al 4,5%, quindi per poco fuori dal Consiglio regionale). Molto negativi i dati dell’affluenza: sono andati a votare solo il 47,73% degli aventi diritto, è il dato più basso di sempre in Toscana, quasi 15 punti in meno rispetto al 62,6% del 2020.
Il Pd si conferma primo partito con il 34,4%, segue Fdi al 26,8%. La Lega guidata in Toscana da Roberto Vannacci crolla al 4,3%, un dato che segna un meno 21,7% rispetto al 2020. Forza Italia cresce fino al 6,1%. La lista “Eugenio Giani Presidente – Casa Riformista”, fa un ottimo risultato con l’8,8%. Avs è al 7%, ultimo del campo largo è il M5s che cala al 4,3%.

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Crotone, 18 persone arrestate perchè ritenute vicine alla ‘ndrangheta

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Una vasta operazione antimafia è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone, supportati da numerosi reparti specializzati dell’Arma, per dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 21 persone, ritenute appartenenti o vicine alle cosche di ‘ndrangheta attive nei territori di Cirò Marina, Strongoli e Cariati.

Il provvedimento, emesso dal Gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha portato all’arresto di 18 persone ed alla notifica di un obbligo di dimora per altre tre.
I destinatari delle misure cautelari sono accusati, a vario titolo, di omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, danneggiamento, ricettazione e diversi reati in materia di armi, aggravati dall’impiego del metodo e dalle finalità mafiose.
L’operazione ha interessato le province di Crotone, Cosenza, Taranto e Bologna.

Alcuni provvedimenti sono stati notificati in varie carceri a persone già detenute. Secondo l’accusa, le cosche coinvolte avrebbero esercitato un controllo capillare sul territorio, imponendo estorsioni a imprenditori ed influenzando l’assegnazione di appalti pubblici. Le attività investigative avrebbero documentato, inoltre, l’operatività di strutture criminali radicate tra l’alto Ionio crotonese e il crotonese interno, con ramificazioni anche fuori dalla Calabria.
   

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