MotoGp, libere Thailandia: Martin il più veloce

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Libere e prequalifiche del gran premio della Thailandia hanno mostrato un Jorge Martin deciso a prendere l’iniziativa in vista della Q2 che domani assegnerà la pole della Sprint e della gara di domenica. In lotta con Francesco Bagnaia per il titolo della MotoGP, ‘Martinator’ è stato il più veloce sulla pista di Buriram, risparmiata dalla pioggia. Nei minuti finali del secondo turno, poco dopo aver ottenuto il miglior tempo, è incappato in una scivolata alla curva 3, ma il primato era ormai al sicuro, anche perché la bandiera gialla ha di fatto chiuso i giochi. A provocare la caduta è stata una perdita di aderenza all’anteriore. “Strana” l’ha definita, “perché avevo già rilasciando i freni”, comunque appagato dall’essersi migliorato costantemente.

“Nel pomeriggio ho fatto dei bei tempi con la gomma hard, usata al mattino. Non mi aspettavo di andare già così forte”. “Mi sento più pronto per lo sprint di domani che per il GP” ha concluso. In una Top10 racchiusa in appena tre decimi (e 18 piloti in 541 millesimi), sul tracciato thailandese che mette a dura prova freni e gomme, si sono distinte le Aprilia RS-GP ufficiali, che ha piazzato Maverick Vinales secondo (+0.098) e Aleix Espargaro terzo (+0.160). Quindi una pattuglia di quattro Ducati: quelle di Johann Zarco (+0.180), Luca Marini (+0.199), Marco Bezzecchi (+0.208) e Bagnaia, settimo con un distacco di 243 millesimi, ma comunque già in Q2, contrariamente a quanto gli era riuscito in Australia. “Sono molto contento, soprattutto per il feeling in frenata. Era un po’ che non potevo forzare così tanto il davanti. Penso di poter lottare per la pole” ha spiegato Pecco.

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Striscia di Gaza, altro attacco dell’esercito israeliano

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L’esercito israeliano ha cominciato a colpire pesantemente Gaza con artiglieria e raid massicci contro il campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia. Lo riferiscono i media israeliani. Le connessioni di internet nella Striscia di Gaza si sono interrotte a causa dei massicci bombardamenti dell’esercito israeliano. Lo riportano i media locali. 

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18enne ruba cellulare ad amica e lo mette in vendita: arrestato

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Ruba Iphone all’amica e lo mette in vendita su un noto sito di compravendite on line. Viene scoperto e denunciato per furto e ricettazione. E’ accaduto a Catania. La Polizia di Stato ha denunciato un 18enne incensurato responsabile dei reati di furto e ricettazione. Vittima una giovane studentessa, la quale, mentre si recava in palestra, era stata avvicinata da un ex compagno di scuola, con cui si era intrattenuta a conversare. Ad un tratto, era arrivata la fidanzata del ragazzo, che, spinta verosimilmente da un impeto di gelosia, aveva aggredito, verbalmente e fisicamente, la ragazza, che spaventata si era rifugiata all’interno della palestra in cerca d’aiuto, abbandonando per strada la borsa al cui interno era custodito il suo smartphone.

Trascorso qualche minuto, la giovane, assicuratasi che i due fidanzati fossero andati via, era uscita dalla palestra per recuperare la borsa e, dopo averlo fatto, si era subito accorta che all’interno non c’era più il telefono. Il giorno successivo la giovane, navigando su internet, ha riconosciuto, su un noto sito di vendite on line, il proprio iPhone, messo in vendita per la cifra di 650 euro proprio dal suo ex compagno di scuola, incontrato il giorno prima nei pressi della palestra. Si è quindi recata negli uffici del Commissariato Borgo Ognina per sporgere denuncia. Presa la denuncia, i poliziotti, simulando di essere interessati all’acquisto del telefono, hanno fissato un appuntamento con il venditore. Giunto sul luogo concordato per l’incontro, il giovane ha, così, trovato ad attenderlo gli agenti del Commissariato che subito lo hanno fermato e perquisito, trovandogli indosso il telefono rubato. Il ragazzo, pertanto, è stato denunciato in stato di libertà ed il telefono rubato è stato restituito alla giovane vittima.

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De Luca: “Teatro San Carlo di Napoli gestito come una bottega”

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Conferenza stampa di presentazione del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del nuovo impianto di smaltimento delle ecoballe di Giugliano, nella sede della regione Campania, Napoli, 12 Settembre 2022, ANSA/CESARE ABBATE

“C’è da vergognarsi per quello che sta succedendo al Teatro San Carlo, c’è da vergognarsi per quello che stanno facendo: in un Paese normale si sarebbe già dimesso il ministro della Cultura, tra una cerimonia e l’altra. È una vergogna”. Così il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del suo consueto appuntamento con la diretta Facebook del venerdì pomeriggio. “E’ stato reinsediato il precedente soprintendente, c’è stato un ricorso alla magistratura e questo ricorso del Ministero e della Fondazione è stato bocciato” spiega il governatore che ripercorre le tappe dal ritorno in carica di Stéphane Lissner al posto del soprintendente che era stato nominato, Carlo Fuortes. “Stiamo distruggendo l’immagine del Teatro San Carlo – aggiunge De Luca -. I bilanci vanno rispettati e curati, non possiamo continuare a gestire il San Carlo come una bottega di famiglia. Che peccato” dice ancora il Presidente della Campania che poi conclude: “Vedremo di seguire nei prossimi mesi e anni con l’attenzione necessaria sperando che si convincano tutti a fare le persone serie e ad avere una gestione dei bilanci rigorosa e non di famiglia”.

Kateryna Fruttaldo

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L’Alto Consiglio di Stato della Libia vuole tagliare gas e petrolio ai paesi che appoggiano israele

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L’Alto Consiglio di Stato (Hcs) della Libia, una sorta di Senato con sede a Tripoli, ha chiesto, dopo una riunione straordinaria, “di tagliare i legami con i Paesi che sostengono l”entità sionista’ – Israele – interrompendo l’export di gas e petrolio verso di loro, boicottando i loro prodotti e sospendendo i rapporti con i loro ambasciatori fino a quando la brutale aggressione contro Gaza non verrà fermata”.

Lo riporta The Libya Observer. I consiglieri hanno ribadito il proprio sostegno ai “fratelli in Palestina fino alla liberazione dei loro territori”, e discusso le modalità per fornire e consegnare aiuti umanitari e medici urgenti ai residenti di Gaza.

“I membri dell’Hcs hanno chiesto la formazione di una forza militare congiunta arabo-islamica da parte dei Paesi musulmani per entrare a Gaza per proteggere i civili e fermare l’escalation della situazione a livello internazionale, invitando i Paesi arabi a smettere di trattare con l’entità sionista”, riporta il giornale.
Mercoledì anche il Parlamento libico con sede a Bengasi, eletto nel 2014, ha minacciato lo stop alla fornitura di petrolio e Gas e l’allontanamento degli ambasciatori di tutti gli Stati che sostengono Israele – Italia inclusa – nel caso in cui non fosse terminata l’aggressione a Gaza.
   

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Piantedosi a Napoli: “Iniziative per la sicurezza delle nostre città”

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Appuntamento a Napoli per il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che oggi in tarda mattinata ha fatto visita alla Fondazione Onlus “A Voce d’e creature” diretta da don Luigi Merola nel quartiere Arenaccia-Poggioreale. Situata nella storica “Villa di Bambù”, struttura sequestrata a fine anni ’90 al clan Contini e poi riassegnata nel 2007 al Comune di Napoli, la Onlus è impegnata con successo da più di un decennio nella prevenzione e nel recupero della devianza giovanile. “E’ una giornata molto bella e molto importante, non solo perché si svolge a Napoli, ma perché questa è una di quelle iniziative concrete che predispongono le condizioni di sicurezza delle nostre città” sottolinea Piantedosi che parla di “incrocio di tante cose belle” nelle operazioni di ridestinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata che vengono sostenute dal Ministero.

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Brasile, morti numerosi giaguari per incendi e siccità

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Numerosi giaguari sono morti nelle ultime settimane nel Parco statale Encontro das Águas e in altre parti dello stato del Mato Grosso, in Brasile, colpito da incendi e dalla peggiore siccità degli ultimi anni.
“Abbiamo bisogno di aiuto urgente – ha dichiarato la guida ambientale Ailton Lara – perché gli incendi sono fuori controllo e gli animali muoiono. Abbiamo visto i giaguari fuggire, abbandonare il loro territorio, vediamo la tragedia ripetersi ancora una volta”.

“Non possiamo – ha infine detto – lasciare che il Pantanal, di cui il Parco è parte, agonizzi”. Gli incendi scoppiati in ottobre hanno già distrutto il 20% del parco Encontro das Águas, situato nel cuore del bioma del Pantanal, e secondo gli esperti le fiamme persisteranno ancora per molti giorni.
Da parte sua la ricercatrice Renata Libonati, del Laboratorio di Applicazioni satellitari ambientali (Lasa) ha sottolineato che il parco, un santuario dei giaguari visitato da turisti brasiliani e stranieri, fu già devastato da un incendio nel 2020 quando morirono 17 milioni di animali di diverse specie, compresi molti felini.
   

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“La Sapienza” è prima in Italia in materie umanistiche

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 La Sapienza conferma e migliora il primato per l’ambito disciplinare Arts and Humanities, secondo il ranking per materie di Times Higher Education.

THE ha pubblicato il 26 ottobre 2023 la classifica World University Rankings by Subject 2023, assegnando all’ateneo la prima posizione in Italia e la 43esima a livello mondiale per Arts and Humanities, in risalita di 22 posizioni rispetto all’edizione precedente.

Complessivamente l’Ateneo ha migliorato la propria posizione in 9 materie su 10 rispetto allo scorso anno.
“Sapienza si conferma un Ateneo di eccellenza a livello mondiale, migliorando la solidità in quasi tutti i settori disciplinari nei quali è stata valutata – sottolinea la Rettrice della Sapienza Antonella Polimeni – Il trend del miglioramento è confermato dall’aumento del punteggio che assegna al nostro Ateneo primato nazionale in ambito umanistico, e dalla crescita in 9 dei 10 ambiti analizzati. Ciò dimostra plasticamente il valore delle attività di studio e di ricerca della nostra comunità scientifica. Un plauso per l’impegno quotidiano profuso dalle nostre ricercatrici e dai nostri ricercatori”.  

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Omicidio Mollicone, si riapre il processo

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Colpo di scena nel processo di appello per l’omicidio di Serena Mollicone, la 18enne di Arce, in provincia di Frosinone, trovata priva di vita nel giugno del 2001.

I giudici della Corte d’Assise di Roma hanno dato il via libera alla riapertura del processo accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura Generale che ha sollecitato anche l’ascolto di 44 testimoni. Nel processo di primo grado, nel luglio del 2022, il tribunale di Cassino fece cadere le accuse per i cinque imputati: il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Annamaria ed il figlio Marco, accusati di omicidio, per il luogotenente Vincenzo Quatrale, a cui è contestato il concorso in omicidio e per l’appuntato Francesco Suprano, accusato di favoreggiamento.

I giudici di secondo grado della Capitale hanno deciso di andare per gradi: nell’udienza del 20 novembre verranno sentiti tutti i consulenti delle parti e poi, alla luce di quanto emergerà in aula, si procederà sull’eventuale ascolto di testi. Tra quelli individuati dall’accusa c’è anche c’è il luogotenente Gabriele Tersigni, ex comandante della stazione dei carabinieri di Fontana Liri, a cui il brigadiere Santino Tuzi, morto suicida nel 2008, aveva affidato le sue confidenze dopo gli interrogatori del 28 marzo e del 9 aprile di quell’anno. A Tersigni, Tuzi avrebbe rivelato di aver visto Serena entrare in caserma la mattina del 1 giugno 2001, giorno in cui la ragazza scomparve per essere poi trovata priva di vita nel bosco Fonte Cupa nella vicina località Anitrella. Per l’accusa la sua testimonianza sarebbe fondamentale anche alla luce del fatto che in primo grado i giudici decisero di non sentirlo.

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Erdogan: “Gli attacchi su Gaza hanno già superato il limite”

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“Gli attacchi su Gaza hanno già superato il limite dell’autodifesa e sono diventati massacri, crudeltà e barbarie”.

Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante una conferenza trasmessa dalla tv di Stato Trt.

“La Commissione europea ha detto ieri che non può chiedere un cessate il fuoco, quanti bambini dovranno ancora morire per arrivare a questo?”, ha affermato Erdogan. “Parlano di diritti umani ma stanno ignorando i diritti della popolazione di Gaza da 19 giorni”, ha aggiunto il presidente turco.

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