Cavriana, 23enne muore incastrato in un macchinario

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Un 23enne è morto oggi pomeriggio mentre lavorava nei campi a Cavriana, nel Mantovano.

Secondo le prime informazioni sarebbe rimasto incastrato in un macchinario agricolo. Inutili i soccorsi del 118 con ambulanza, automedica e l’elisoccorso. Sul luogo dell’incidente sul lavoro sono intervenuti i tecnici del servizio di prevenzione sicurezza negli ambienti di lavoro di Ats Val Padana, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri.

occhio.com

Reggio Calabria, cinque arresti per frode sportiva nelle serie minori di calcio

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Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

Il blitz è scattato all’alba quando i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e i finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica.
L’inchiesta riguarda il mondo del calcio e, in particolare, le serie minori.
I particolari dell’operazione saranno resi noti dal procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli e dagli investigatori nel corso di una conferenza stampa in programma alla 11 in Procura.

occhio.com

San Severo, arrestate dodici persone per spaccio di stupefacenti

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Dodici persone, tra i 21 e i 46 anni, residenti nell’area di San Severo (Foggia) sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della procura per spaccio di sostanze stupefacenti.

Solo uno di loro è accusato anche di porto abusivo di arma da fuoco.

Per sette persone è stato disposto il carcere, per altre 4 gli arresti domiciliari e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di uno soltanto degli indagati. L’indagine, avviata nel novembre 2023 dai carabinieri e conclusa a marzo 2024, è partita dal sequestro di una modica quantità di sostanza stupefacente per uso personale operata a carico di un acquirente del posto.
I carabinieri sono riusciti ad individuare un box prefabbricato destinato al deposito e alla cessione di cocaina, hashish e marijuana, dotato di un impianto di videosorveglianza che permetteva di avere contezza di cosa accadesse all’esterno, compreso l’arrivo dei clienti e delle forze di polizia. Le cessioni, solitamente concordate telefonicamente con gli acquirenti, sarebbero state effettuate dagli indagati in modo da coprire l’intero arco della giornata.
Secondo le indagini, un sanseverese, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe curato l’approvvigionamento dello stupefacente, ceduto poi di volta in volta a prezzi prestabiliti, previsti in un listino affisso all’interno dell’immobile (con dosi pre- confezionate da 50 euro per la cocaina e da 5 o 10 euro per la marijuana e l’hashish). I riscontri effettuati e le attività tecniche hanno permesso di documentare, anche con filmati e audio, numerosissimi episodi di spaccio, sia in orario diurno sia notturno e per tutta la durata delle indagini e il porto abusivo e la successiva introduzione nel box, da parte di uno degli indagati, di una pistola calibro 7,65.

occhio.com

E’ morto il musicista James Senese

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È morto all’età di 80 anni James Senese, sassofonista fondatore degli Showmen e dei Napoli Centrale, storico componente della band di Pino Daniele.

Era stato ricoverato a fine settemvre all’ospedale Cardarelli di Napoli per una grave infezione polmonare. Ad annunciare la scomparsa sui suoi profili social, Enzo Avitabile, amico di una vita: “Non bastano parole per un dolore così grande ma solo un grazie! Grazie per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca. Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico. Per sempre”.

La storia di Senese, nato a Napoli il 6 gennaio 1945 da madre italiana e padre afroamericano, inizia nel 1961, quando fonda a Terzigno il gruppo “Gigi e i suoi Aster” insieme all’amico Mario Musella. Pochi anni dopo, i due danno vita con Vito Russo alla band Vito Russo e i 4 Conny, incidendo per l’etichetta King di Aurelio Fierro. Nel 1965 nasce il progetto Showmen, che porta in Italia le sonorità soul e rhythm & blues di Otis Redding, James Brown e Marvin Gaye. Il gruppo conquista il successo con il brano “Un’ora sola ti vorrei”, vincendo il Cantagiro 1968. Dopo lo scioglimento della band, Senese e il batterista Franco Del Prete danno vita nel 1972 agli Showmen 2. Nel 1974 arriva la svolta con la nascita dei Napoli Centrale. Tra i membri della band anche un giovane Pino Daniele, che agli esordi viene chiamato come bassista. Proprio con Pino Daniele, Senese formerà un supergruppo che segnerà un’epoca: con Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Joe Amoruso ed Ernesto Vitolo, accompagnerà il cantautore napoletano nei suoi primi successi e tornerà a suonare con lui nell’album “Ricomincio da 30”. Nel 1983, lo scioglimento dei Napoli Centrale segna l’inizio della carriera solista di Senese. Tra i suoi lavori più significativi, “Hey James”, dedicato al padre americano, e “Zitte! Sta arrivanne ‘o mammone”, con ospiti come Lucio Dalla, Enzo Gragnaniello e Raiz. Nel 2011 riceve il Premio Armando Gill alla carriera. L’anno successivo pubblica “È fernuto ‘o tiempo”. I Napoli Centrale tornano attivi negli anni ’90 e, con una nuova formazione, nel 2016 pubblicano l’album “‘O Sanghe”, scritto insieme a Del Prete e vincitore della Targa Tenco come miglior disco in dialetto. Nel 2018 celebra i 50 anni di carriera con un doppio live registrato a Sorrento. Nello stesso anno rielabora i suoi brani in chiave vocale con il gruppo Soul Six. Infine, nel 2021 presenta all’Auditorium Parco della Musica di Roma il suo ventunesimo album: “James is back”.

Senese ha anche arricchito il suo percorso con esperienze cinematografiche. Tra queste, “No grazie il caffè di rende nervoso” con Massimo Troisi, “Passione” di John Turturro, “Una festa esagerata” con Vincenzo Salemme.
   

occhio.com

Trapani, fermate cinque persone per droga

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La polizia e la guardia di finanza di Trapani hanno eseguito un fermo, emesso dalla Dda di Palermo, nei confronti di 5 tunisini indiziati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga.
Il 20 ottobre scorso, nell’ambito di controlli contro il l’immigrazione irregolare sul litorale della provincia trapanese, anche attraverso il monitoraggio delle imbarcazioni che dalla costa raggiungono acque internazionali, personale della squadra mobile di Trapani e di Palermo, coordinato dal Servizio centrale operativo, ha rilevato la presenza di un gommone con un potente motore fuori bordo, davanti Marsala (TP).Raggiunte le acque internazionali, l’imbarcazione è stata poi intercettata dai radar dal reparto operativo aeronavale delle Fiamme gialle di Palermo.
I finanzieri hanno potuto documentare l’incontro tra il natante e un peschereccio battente bandiera tunisina e assistito al trasbordo, dal peschereccio al gommone, di alcuni colli di grosse dimensioni.
Cessato il trasbordo, il gommone ha fatto rientro verso le coste marsalesi, ignaro del costante monitoraggio delle Fiamme gialle aeronavali; giunto in acque territoriali, è stato bloccato, dopo un concitato inseguimento ad alta velocità.Durante la fuga, il conducente è stato osservato mentre tentava di disfarsi di alcuni dei pacchi gettandoli in mare; i colli sono stati prontamente recuperati dai finanzieri, che ne hanno accertato il contenuto: panetti di hashish per un peso di oltre 160 chili.
Le fiamme gialle hanno poi proceduto a bloccare, in acque internazionali, il peschereccio che ha tentato una spericolata fuga, durante la quale ha abbandonato, gettandoli a mare, 11 colli con oltre 600 chili di hashish; la fuga è terminata a poche miglia dal limite esterno delle acque tunisine, quando i finanzieri hanno abbordato l’imbarcazione prendendone il controllo.
In tutto sono stati sequestrati 670 chili di hashish.
Il provvedimento restrittivo è stato convalidato dal gip del Tribunale di Trapani, che ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per quattro dei cinque tunisini; il quinto, membro dell’equipaggio del peschereccio, è stato scarcerato e portato al centro di permanenza e rimpatri di Milo (TP).

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Libano, drone israeliano sull’Unifil

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Sale la tensione in Libano, ma per fortuna nessun ferito o tantomeno danni materiali all’Unifil, la Forza delle Nazioni Unite in Libano, dopo che una granata è stata lanciata da un drone israeliano vicino ad una pattuglia in azione delle stesse forze Onu nei pressi di Kfar Kila.

A riferire il nuovo episodio contro i caschi blu sono state le stesse forze di peacekeeping, precisando che poco dopo il lancio della granata un carro armato israeliano ha sparato contro le forze Unifil.

Nella stessa località in precedenza “un drone israeliano aveva sorvolato la pattuglia Unifil in modo aggressivo – si legge nel comunicato diffuso dai caschi blu – Le forze di peacekeeping hanno applicato le necessarie contromisure difensive per neutralizzare il drone”.

L’Unifil ha poi sottolineato che queste azioni delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) “violano la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e la sovranità del Libano, e dimostrano disprezzo per la sicurezza delle forze di peacekeeping impegnate nelle missioni affidate dal Consiglio di Sicurezza nel Libano meridionale”.

Nessun commento è giunto nell’immediato dall’esercito dello Stato ebraico. All’inizio di questo mese, l’Unifil aveva accusato due volte l’Idf di aver lanciato granate vicino ai suoi osservatori, compreso un episodio in cui un osservatore era rimasto leggermente ferito. In entrambi gli incidenti, le forze armate israeliane avevano detto di aver tentato di disperdere l’attività di Hezbollah, senza alcuna intenzione di danneggiare gli osservatori Unifil. Israele sostiene da tempo che la forza di osservazione avrebbe fallito la sua missione, facendo ben poco per impedire a Hezbollah di rafforzarsi vicino al confine israeliano nel corso di decenni.

A più riprese il Palazzo di Vetro ha condannato tali raid contro i suoi peacekeeping. La tensione rimane alta nel Paese dei cedri malgrado il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah entrato in vigore alla fine di novembre dello scorso anno, dopo una guerra aperta. Il movimento è uscito notevolmente indebolito da questo conflitto. Nelle stesse ore le autorità libanesi avevano annunciato che tre persone erano state uccise in attacchi israeliani, mentre l’Idf aveva reso noto di aver ucciso due membri di Hezbollah nell’est e nel sud del Paese. Da giovedì, 11 persone sono morte in attacchi aerei israeliani.

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Condofuri, 17enne muore in un incidente fra auto e scooter

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Un ragazzo di 17 anni è morto in un incidente stradale avvenuto in contrada “Santa Lucia” di Condofuri, nel reggino.
Il giovane era alla guida di uno scooter che, per cause in corso d’accertamento, si é scontrato frontalmente con un’automobile.
Il diciassettenne é deceduto sul colpo ed inutile si é rivelato l’intervento dei sanitari del 118.
I rilievi sul luogo dell’incidente sono stati effettuati dai carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruirne la dinamica.

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Sciacca, viveva con 25 cani in casa: interviene il comune

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Aveva 25 cani in casa a Sciacca (Agrigento): per questo il sindaco ha ordinato il prelievo degli animali e il trasferimento in apposite strutture.

La situazione andava avanti da diverso tempo e più volte era stata oggetto di proteste e lamentele da parte dei vicini di casa della proprietaria dell’appartamento.

Gli animali erano in precarie condizioni igienico sanitarie.  L’intervento di sgombero è stato effettuato dagli accalappiacani del comune assistiti dagli agenti dalla polizia municipale e in collaborazione con i carabinieri della compagnia di Sciacca. Altre volte in passato, quando le autorità avevano provato ad intervenire, la padrona dei cani aveva opposto resistenza. La stessa cosa ha tentato di fare anche oggi, ma stavolta l’operazione è stata portata regolarmente a termine. I cani sono stati trasferiti nei canili con i quali il comune di Sciacca è convenzionato, dove saranno sottoposti a controlli clinici e veterinari.  “Si è posto fine ad una condizione di assoluta invivibilità, incompatibile con qualsiasi principio di rispetto degli animali d’affezione”, ha detto l’assessore al Randagismo Agnese Sinagra.
“Situazioni così precarie – ha concluso – degenerano in veri e propri maltrattamenti, e il comune scongiurerà il ripetersi di situazioni simili”. 

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Reatino, due morti in uno scontro frontale fra due auto

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Due persone sono morte in un incidente stradale avvenuto sulla Salaria a Rieti che ha coinvolto due veicoli.

A causa dello scontro la strada statale è temporaneamente chiusa, in entrambe le direzioni, al km 70.

Lo rende noto l’Anas le cui squadre sono intervenute sul posto con le forze dell’ordine per consentire il ripristino della normale viabilità “nel più breve tempo possibile”.
Il traffico è ora deviato sulla via Turanense: per chi proviene da Roma al km 68,500, per chi arriva da Ascoli al km 73,000. I mezzi pesanti sono invece deviati sulla strada statale 578 “Salto Cicolana”.
E’ un tenente colonnello dei carabinieri , Matteo Branchinelli di 52 anni , una delle due vittime dell’ incidente stradale avvenuto alle 5,30 di oggi, lungo la Ss4 Salaria, per Roma, all’altezza di San Giovanni Reatino, nel comune di Rieti, tra due auto che si sono scontrate frontalmente. L’ufficiale dell’Arma, originario di Terni, aveva da poco lasciato la guida del Reparto operativo del Comando provinciale di Rieti per assumere un nuovo incarico al Comando Generale dell’Arma. Nel Reatino era arrivato nel 2021, proveniente dal Ros.
L’altra vittima è un agricoltore di 36 anni, Mauro Stocchi, di Pendenza a Cittaducale (Rieti), anche lui molto conosciuto a Rieti.
   

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Friuli, ciclista investito e ucciso sul Ponte della Delizia

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Un ciclista è stato investito e ucciso mentre stava transitando lungo il ponte della Delizia, che collega Casarsa (Pordenone) con Codroipo (Udine).
Sul posto hanno operato, inviati dalla centrale operativa Sores Fvg, l’ambulanza e il personale specializzato dell’elisoccorso.

Non è ancora nota al momento la dinamica dell’accaduto: la vittima indossava un giubbino ad alta visibilità ed è stata travolta da un veicolo – pare un furgone – che non è sul posto.
Indagini da parte dei carabinieri per capire se all’origine della tragedia ci sia l’azione di un pirata della strada.
   

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