Riva dovrà essere operato al cuore

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Gigi Riva durante la presentazione della maglia Kappa-Kombat nel 2002. L'attuale team manager della nazionale azzurra, e' divenuto il primo dei vice commissari che la Giunta esecutiva del Coni ha affiancato a Luca Pancalli. ANSA/ONORATI

Dovrà subire un intervento al cuore, ma non particolarmente complicato, Gigi Riva, il grande campione del Cagliari e della Nazionale azzurra ricoverato da ieri all’ospedale Brotzu di Cagliari. Il malore risale alla giornata di domenica, poi la corsa al Pronto soccorso di via Peretti con i medici che hanno disposto la degenza nel reparto di Cardiologia.

Tra familiari e amici stretti di Rombo di Tuono trapela un certo ottimismo: il problema dovrebbe superato grazie a un piccolo intervento.

Intanto sui social i tifosi preoccupati scrivono tutti “Forza Gigi” sulle loro bacheche.

occhio.com

Catanzaro, padre di un giocatore colpisce avversario durante una partita di basket

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Due giocatori avversari vengono alle mani, si accende un parapiglia e dalle tribune scende in campo il padre di uno dei due atleti che colpisce con uno schiaffo l’avversario.

E’ accaduto ieri sera a Catanzaro nel corso della partita di basket valida per il campionato di serie C tra Basket Academy Catanzaro e Basket Giarre.
L’episodio è avvenuto all’ottavo minuto del primo quarto quando, secondo la ricostruzione fatta dalla stessa società catanzarese sul proprio profilo Facebook, il giocatore di casa Agosto e l’ospite Saccone “si sono scambiati dei colpi, pur essendo finiti a terra e con palla lontana”. Entrambi espulsi, ma nel frattempo “il grave della vicenda è stata la conseguente invasione di campo da parte di membri dei rispettivi staff, dei quali due, uno per parte, espulsi anche loro”. E infine l’invasione di uno spettatore, padre del giocatore catanzarese, che ha colpito con uno schiaffo l’atleta ospite.
“La prontezza e l’autorevolezza della coppia arbitrale ha immediatamente posto fine alla deprecabile vicenda” rileva la Basket Academy Catanzaro che segnala anche “come ‘buone pratiche’ la composta opera di pacificazione dei rispettivi staff, peraltro protrattasi per tutte le fasi della partita, fino al dopo gara. Un po’ a bilanciare una vicenda inqualificabile, ma a sancire che entrambi i team sono ambienti sani ed autentici campioni di sportività e lealtà. Adesso la parola passerà al giudice sportivo”.

occhio.com

Palermo, sei giovani accerchiati e picchiati

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Sei giovani sono stati accerchiati e picchiati da un branco di bulli a pochi passi dal Teatro Massino a Palermo.

I giovani che erano appena usciti da un locale e stavano passeggiando sono stati insultati con frasi omofobe.

Poi i 12 aggressori li hanno picchiati. Due delle vittime sono riuscite a scappare nel tentativo di chiedere aiuto a qualche pattuglia di polizia prima di sporgere denuncia in questura. Il gruppo di amici è stato colpito con calci e pugni e altri insulti. Nessuno sarebbe intervenuto per cercare di proteggere le vittime. Quando è arrivata la polizia il branco era fuggito via verso via Cerda. Le vittime, giovani di 24 e 29 anni sono stati anche minacciati di morte se si fossero rivolti alle forze dell’ordine. Alcuni tra gli aggrediti sono finiti in ospedale per farsi refertate. Sono in corso indagini per individuare gli aggressori.

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Cina, otto vittime per una frana a Tangfang

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Sono otto i morti accertati per la frana che questa mattina si è abbattuta in Cina sul villaggio di Liangshui, nella città di Tangfang (contea di Zhenxiong), parte della provincia di sudovest dello Yunnan.

E’ l’ultimo bollettino fornito dai media statali, secondo cui i dispersi restano sempre diverse decine.
Il network statale Cctv ha stimato in 47 le persone sepolte dall’enorme quantità di detriti, parte di 18 nuclei familiari, mentre sono più di 200 persone che sono state evacuate dal villaggio.

Le autorità locali e nazionali hanno lanciato una risposta di emergenza coinvolgendo più di 200 soccorritori, nonché numerose attrezzature. Il disastro è avvenuto in una zona rurale circondata da cime innevate con temperature sotto lo zero.
Nessuna spiegazione ufficiale, al momento, è stata fornita sulla frana, avvenuta in una zona dove le catene montuose si scontrano con l’altopiano himalayano, provocando spesso terremoti. A diverse migliaia di chilometri, nello Xinjiang, è stato registrato un sisma di magnitudo 4.8, secondo il China Earthquake Networks Center: ha colpito Aksu, prefettura di 2,7 milioni di abitanti, ma allo stato non sono state fornite informazioni su danni a persone o cose.

Francesca Tufano

occhio.com

Arrestate in Ecuador 2154 persone, di cui 185 sospettate di terrorismo

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Continuano a pieno ritmo in Ecuador le operazioni nell’ambito del Piano Fenix di contrasto alla criminalità, attivato dopo l’introduzione dello stato di emergenza e la dichiarazione di conflitto armato interno, in un’attività che ha portato finora all’arresto fi 2.174 persone, di cui 185 sospettate di terrorismo.
Le forze militari e quelle della polizia, ha riferito il portale di notizie Primicias, si sono concentrate sulla localizzazione soprattutto dei membri dei 22 gruppi che il governo del presidente Daniel Noboa considera ‘terroristici’.
Inoltre reparti di soldati e agenti, nei dieci giorni fra il 9 gennaio e ieri dopo l’introduzione delle misure speciali, hanno perquisito numerosi centri di reclusione alla ricerca di armi, esplosivi e materiali illegalmente detenuti.
A questo fine, ha assicurato il portale sulla base di statistiche ufficiali pubblicate ieri, si sono svolte in media 2.620 operazioni di sicurezza giornaliere, durante le quali “cinque sospetti terroristi sono stati uccisi”,.

occhio.com

Esplosione in Nigeria: almeno 3 morti e 77 feriti

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Ha fatto tremare più di 20 edifici e causato almeno tre morti e 77 feriti l’enorme esplosione che ha travolto la notte scorsa un intero quartiere della città nigeriana di Ibadan.

Lo riporta la Bbc e i media locali, precisando che sono in corso le operazioni di salvataggio e recupero in sette sobborghi della terza città più popolosa della Nigeria.

La causa dell’esplosione non è ancora chiara, ma le autorità sospettano che possa essere stata innescata da esplosivi che si trovavano in un’abitazione per essere probabilmente utilizzati in operazioni minerarie illegali. Le foto della deflagrazione mostrano edifici ridotti quasi a macerie e veicoli distrutti.
   

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Agliana, uomo picchiato e bruciato: fermato il cognato

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Omicidio aggravato dall’aver agito con crudeltà.

Questa l’accusa contestata a Daniele Maiorino, l’uomo di 58 anni fermato per la morte del cognato Alessio Cini, 57 anni, deceduto l’8 gennaio scorso: il suo corpo semicarbonizzato fu trovato davanti alla villetta trifamiliare nella campagna di Agliana (Pistoia), dove viveva. In un primo momento per la sua morte era stato ipotizzato il suicidio ma l’autopsia aveva poi svelato che l’uomo era stato brutalmente aggredito prima che fosse dato dalle fiamme, quando, riferisce la procura secondo i rilievi eseguiti nel corso dell’autopsia sarebbe stato ancora vivo per quanto incosciente o semincosciente.

Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Pistoia, in base ai filmati delle telecamere della zona, hanno consentito anche di indicare con precisione, spiega la procura, l’ora del “fatto delittuoso”, collocato tra le 5:52 e le 5:59 “con la registrazione delle immagini dei bagliori” provocati dalle fiamme. Cini fu aggredito con una spranga in testa, colpito più volte al torace. Poi gli sarebbe stato dato fuoco quando ancora era in vita. Le intercettazioni ambientali nell’auto dell’indagato, riferisce la procura in una nota, “hanno registrato varie conversazioni” che l’indagato “teneva con sé stesso a voce alta, nel corso delle quali ricostruiva i momenti dell’aggressione alla vittima, le modalità della stessa, la causa mortale prodotta da tale aggressione, l’immagine del sangue, l’abbruciamento”.

Sempre la procura spiega che le indagini patrimoniali “hanno consentito di individuare il probabile movente al gesto delittuoso, rinvenibile in una situazione reddituale difficile per l’indagato, ed in una aspettativa ereditaria che dalla morte di Alessio Cini sarebbe derivata e di cui avrebbe potuto indirettamente beneficiare”.

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Varapodio, individuati gli aggressori del parroco

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Sono due cugini i presunti autori dell’aggressione ai danni di don Giovanni Rigoli, parroco di Varapodio, in provincia di Reggio Calabria, avvenuta la sera del 15 gennaio scorso.

Ad individuare i due – per i quali è scattata una denuncia per lesioni, violenza privata e turbamento di funzioni religiose – sono stati i carabinieri della Compagnia di Taurianova. I militari, a distanza di qualche giorno, sono riusciti a ricostruire quanto accaduto all’interno della chiesa di Santo Stefano di Varapodio, quando il sacerdote, al termine di una messa di suffragio per una emigrante da poco deceduta in Australia, è stato aggredito da alcuni parenti della defunta restii a sottostare ad alcune disposizioni parrocchiali legate alla liturgia.

Per dare un volto ed un nome ai responsabili del gesto delittuoso, i militari, oltre alla denuncia del parroco, hanno acquisito e analizzato le videoregistrazioni delle telecamere di zona e le testimonianze delle persone presenti al momento del fatto. Così facendo hanno stretto il cerchio attorno a due cugini, uno di Varapodio e l’altro di Taurianova, ritenuti gli autori dell’aggressione. A chiarire i motivi alla base della reazione violenta dei due, uno dei quali segnalato in passato per oltraggio a pubblico ufficiale, è stato lo sacerdote che ha raccontato di essere intervenuto, al termine della funzione, per evitare che si creasse un assembramento di persone. Disposizioni non recepite dai familiari della defunta. A quel punto il prete ha chiesto nuovamente il rispetto delle norme ma è stato raggiunto da uno dei due cugini che, secondo quanto riferito, lo ha afferrato per i polsi e strattonato intimandogli di lasciare immediatamente la chiesa. L’altro presunto aggressore, approfittando del fatto che il prete fosse immobilizzato, si è posto alle sue spalle e gli ha assestato una testata nell’incavo della nuca.

    Gli accertamenti dei carabinieri proseguono adesso per chiarire anche ciò che è avvenuto all’esterno della chiesa di Santo Stefano a seguito dell’aggressione. 

occhio.com

Ravenna, arrestato bidello trovato con 2,5 grammi di cocaina

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Un bidello di 32 anni nato a Torino ma residente a Mezzano, frazione alle porte di Ravenna, è stato arrestato mercoledì mattina dalla squadra Mobile della polizia all’uscita della scuola delle campagne ravennati dove lavora – un plesso con elementari e medie – perché trovato con 2,5 grammi di cocaina nel marsupio oltre a un bilancino di precisione e 5,5 grammi di sostanza da taglio (bicarbonato). Nel suo armadietto a scuola – come riportato dai due quotidiani locali – non è stato trovato nulla mentre a casa sua sono stati trovati altri 35 grammi circa di hashish e due proiettili Winchester calibro 30-30.

Inoltre nell’auto aveva un tirapugni in grado di dare scariche elettriche.
L’uomo, difeso dall’avvocato Enrico Ferri, in Tribunale ha sostenuto di non avere mai spacciato, specialmente agli studenti, ma che la droga fosse per uso personale e che il bicarbonato gli servisse come base per fumare la cocaina. Mentre sui due proiettili, ha detto che ne voleva fare portachiavi.
Dopo la convalida dell’arresto eseguito dalla Narcotici, è tornato libero con obbligo di firma quotidiano in attesa del processo.

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Messico, arrestato uno dei leader del Cartello del Golfo

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Le autorità messicane hanno confermato l’arresto giovedì a Nuevo León di José Alberto García Vilano, alias “La Kena”, considerato uno dei leader del Cartello del Golfo, gruppo criminale che contende il dominio del traffico di droga nella regione al Cartello Jalisco Nueva Generacion (Cjng).
La cattura di “La Kena” è avvenuta in un noto centro commerciale del comune di Monterrey, nello stato di Nuevo Leon.
Garcia Vilano è considerato “uno dei principali artefici della violenza che affligge il nel nord-est del paese”, e tra le altre cose è accusato anche del rapimento di cinque cittadini statunitensi a Matamoros nel 2023.
L’arresto del boss del Cartello del Golfo, riferiscono le autorità, è avvenuto senza che venisse opposta resistenza e il momento è stato captato e pubblicato sui social da diversi testimoni.

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