Milano, incontro tra Salis e La Russa

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Incontro a Milano tra il Presidente del Senato, Ignazio La Russa e Roberto Salis, padre di Ilaria che lunedì vedrà anche i ministro Tajani e Nordio.

“E’ stato un incontro amichevole ed empatico – ha riferito Salis – Abbiamo piena convergenza sulla strategia da adottare e come famiglia siamo confindenti che la strada intrapresa sia quella giusta”. “Adesso – ha proseguito – per il bene di Ilaria e per la difesa della sua dignità e dei suoi diritti, la famiglia chiede a tutti di smorzare i toni della polemica politica e preghiamo di cessare qualsiasi tentativo di strumentalizzazione del caso”.

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Sgarbi: “Mi dimetto da sottosegretario”

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“Mi dimetto con effetto immediato da sottosegretario del governo e lo comunicherò nelle prossime ore alla Meloni”: è quanto ha detto Vittorio Sgarbi a margine di un evento a Milano.

“Mi dimetto e lo faccio per voi. Adesso sono solo Sgarbi, non sono più sottosegretario”, ha aggiunto. “L’Antitrust ha mandato una molto complessa e confusa lettera dicendo che aveva accolto due lettere anonime, che ha inviato all’Antitrust il ministro della Cultura, in cui c’era scritto che io non posso fare una conferenza da Porro”. Lo ha detto il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, a Milano.

“Non mi devo scusare con nessuno, ho espresso le mie imprecazioni come fa chiunque” ha detto il sottosegretario alla Cultura a margine dell’evento ‘La Ripartenza’ a Milano, interrogato sulla sua reazione alle inchieste dei giornalisti di Report e de Il Fatto Quotidiano. A chi gli chiedeva quale fosse, in seguito alla sue reazioni, l’immagine di lui che arriva all’estero, il sottosegretario risponde: “Dobbiamo chiederlo all’estero. Il sottosegretario non ha rilasciato nessuna intervista quindi quelle erano immagini rubate. E uno nel suo privato può dire quello che vuole”. Quanto agli auguri di morte rivolti ai giornalisti afferma: “Non rifarei l’intervista anche perché non l’ho fatta. E comunque il giornalista non morirà per questo”.
   

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Bruxelles, 1300 trattori in strada

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Salgono a circa 1300 i trattori nelle strade di Bruxelles.

Lo indica la polizia di Bruxelles-Capitale aggiornando il conteggio diffuso all’inizio della mattinata, quando circa mille mezzi avevano dato il via all’assedio nel quartiere europeo.
Altri trattori vengono segnalati in marcia sulla tangenziale della capitale belga, pronti a unirsi alla protesta.
Prosegue intanto nel nord del Paese il blocco al porto di Zeebrugge, iniziato nella serata di martedì.

La polizia non può ancora prevedere la durata dell’azione. “Dipenderà dalle discussioni al vertice europeo a Bruxelles e alla conferenza sul futuro dell’agricoltura a Gand”, riferiscono le stesse forze dell’ordine.

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Uccise la ex, condannato all’ergastolo

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E’ stato condannato all’ergastolo Safayou Sow, il cittadino della Guinea di 27 anni che nella notte tra il 5 e il 6 maggio 2023 uccise la ex compagna Danjela Neza a Savona con due colpi di pistola.

Oggi, nell’aula magna del tribunale savonese, la sentenza della Corte d’Assise presieduta dal giudice Fiorenza Giorgi.

Sow è stato anche condannato a risarcire 318 mila euro alla madre della vittima e 100 mila euro al fratello, e all’isolamento per un anno. La pena è superiore ai 30 anni richiesti dal pubblico ministero Luca Traversa.

Il pm aveva invocato tre circostanze aggravanti, la relazione affettiva, la premeditazione e i futili motivi, ma aveva chiesto l’ergastolo ricordando che Sow si consegnò spontaneamente alle forze dell’ordine chiamando il 112 e che in seguito ha collaborato con gli inquirenti fornendo loro la password del cellulare della vittima (che conteneva la registrazione audio degli ultimi istanti di vita della donna). Chi aveva chiesto l’ergastolo era stata invece Lucrezia Novaro, avvocato delle parti civili: “Questa pena è una risposta importante per la famiglia da parte dello Stato” il suo commento a caldo.

Sow, arrivato in Italia con un barcone, aveva trovato lavoro come lavapiatti nel ristorante in cui lavorava Neza. I due avevano intrapreso una relazione che in seguito la donna aveva troncato. A quel punto l’uomo aveva ripetutamente chiesto alla ragazza di lasciare il posto di lavoro per non vederla più, arrivando a ricattarla con delle immagini. Prima dell’omicidio, Sow aveva compiuto ricerche sul web su come usare una pistola e si era procurato una semiautomatica calibro 22 con la matricola abrasa. Poi aveva dato appuntamento alla donna nei giardini accanto alla stazione: una volta lì, aveva preso l’arma dall’automobile e fatto fuoco colpendola due volte alla testa.

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Mafia, condannato il fratello della vedova di Schifani

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E’ stato condannato a 12 anni di carcere per mafia Giuseppe Costa, fratello della vedova dell’agente di scorta Vito Schifani, morto nell’attentato al giudice Giovanni Falcone il 23 maggio del 1992.

Nello stesso processo hanno avuto 20 anni il boss Gaetano Scotto e 12 il fratello Francesco Paolo. Anche per loro l’accusa era di associazione mafiosa.

La sentenza è stata emessa dai giudici della quinta sezione del tribunale di Palermo. L’accusa era rappresentata dalla pm Amelia Luise. Giuseppe Costa, detto “Pinuzzu u chieccu (balbuziente ndr)”, fratello di Rosaria Costa, moglie del poliziotto Vito Schifani, avrebbe fatto parte della famiglia mafiosa palermitana di Vergine Maria “svolgendo – secondo gli inquirenti – le funzioni di esattore delle richieste estorsive destinandole ai carcerati”.

Costa finì in carcere nel 2020 insieme a 7 affiliati alla cosca dell’Arenella. La sorella, appresa la notizia, dichiarò di non aver più rapporti col familiare da anni. “Inginocchiati tu, Pino, mio Caino, fratello traditore”, commentò. A inchiodare Giuseppe Costa furono le intercettazioni ascoltate in diretta” dagli investigatori della Dia.

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Usa, mette un video su You Tube dove mostra la testa decapitata del padre

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Un uomo di 32 anni è stato arrestato in Pennsylvania dopo aver mostrato la testa del padre decapitata in un video su YouTube.

Lo riportano i media statunitensi.

Justin Mohn, accusato dell’omicidio del genitore, nelle immagini mostra il raccapricciante trofeo e parla del padre, impiegato federale per 20 anni, come di un traditore e invocando la morte di tutti i funzionari, oltre che attaccare l’amministrazione del presidente Joe Biden, il movimento Black Lives Matter, la comunità LGBTQ e gli attivisti antifa.

A Mohn il tribunale ha negato la libertà su cauzione. Nel video, intitolato ‘Mohn’s Militia – Call To Arms For American Patriots’ e citato nella denuncia della polizia, si vede Mohn indossare guanti e tenere la testa del padre in un sacchetto di plastica, poi messa in una pentola da cucina. YouTube ha rimosso il video, della durata di oltre 14 minuti, poche ore dopo la sua pubblicazione. 

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Roma, imbrattata la Fontana dei Leoni

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La Fontana dei Leoni a piazza del Popolo a Roma è stata imbrattata con vernice gialla e rossa.

Il blitz è stato compiuto da due animalisti che hanno esposto anche una scritta ‘Basta animali nei circhi’.

I due attivisti sono stati portati dai carabinieri nella caserma di San Lorenzo in Lucina. Saranno denunciati dai carabinieri per danneggiamento della fontana. Si tratta di un uomo e una donna. “Diamo il lancio alla nuova campagna Kimba, Ruggiti di libertà” si legge in alcuni post sui social.

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Lamezia Terme, auto impatta sullo spartitraffico: un morto e tre feriti

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Una persona è morta ed altre tre sono rimaste ferite in modo grave in un incidente stradale avvenuto a Lamezia Terme allo svincolo per Salerno dell’autostrada A2 del Mediterraneo.
Un’auto, una Citroen Pallas, sulla quale viaggiavano quattro persone di uno stesso nucleo familiare, per cause in corso di accertamento, è andata ad impattare violentemente contro lo spartitraffico.

Il conducente è morto mentre le altre tre persone sono state estratte dalle lamiere dai vigili del fuoco di Catanzaro e del distaccamento di Lamezia Terme. Feriti in modo grave sono stati portati in ospedale con l’elisoccorso e con ambulanze.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale per gli adempimenti di competenza e personale Anas per il ripristino delle normali condizioni di sicurezza della sede stradale.
Lo svincolo dell’A2 in direzione Salerno è stato chiuso al transito sino al termine delle operazioni di soccorso.

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Perugia, operazione antidroga in corso

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La Polizia di Stato di Perugia, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, sta dando esecuzione dalle prime ore della mattina a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cittadini tunisini indagati per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

E’ quanto riferisce la questura di Perugia in un comunicato.

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Sassari, assalto a tre portavalori della Vigilpol

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Quattro milioni di euro. È il valore del bottino dell’assalto di ieri mattina a tre portavalori della Vigilpol, compiuto da un commando armato di almeno 10 persone lungo la strada statale 131, in provincia di Sassari.

Secondo i primi riscontri della società di vigilanza e degli inquirenti, i banditi sono riusciti a portare via il denaro in contanti da due dei tre blindati bloccati sulla statale. Stamattina all’alba gli agenti della Squadra mobile di Sassari, coadiuvati dalle sezioni di altre questure dell’Isola, hanno eseguito perquisizioni in diverse case riconducibili a persone sospettate di essere legate al commando.

Altre perquisizioni sono state fatte ieri a tarda sera e sull’esito c’è per ora il massimo riserbo degli investigatori. La rapina è stata compiuta poco dopo le ore 8 di ieri mattina, lungo la strada statale 131, all’altezza del bivio per Siligo. Il commando, formato da almeno 10 persone, ha fermato i veicoli in transito sulla 4 corsie minacciando con i kalashnikov gli automobilisti, hanno anche steso delle catene e cosparso chiodi sull’asfalto.
A circa due chilometri dai blocchi i rapinatori hanno aspettato il passaggio della colonna di tre blindati della Vigilpol, e li hanno fermati con un camion dei rifiuti messo di traverso sulla carreggiata. I banditi, armati di kalashnikov, hanno quindi aperto il fuoco sui mezzi colpendo alle gambe una delle guardie giurate.
Un altro vigilante, che era alla guida del primo blindato, è rimasto gravemente ferito in seguito allo scontro con l’autocompattatore e al tamponamento degli altri furgoni. Altre due guardie giurate sono rimaste contuse alla testa e al torace, sempre a causa del tamponamento.
I rapinatori hanno aperto due blindati e le casseforti con seghe circolari e sono scappati con l’ingente bottino, dopo aver incendiato diversi mezzi per coprirsi la fuga. 

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