Massa Marittima, operatore di una casa di riposo arrestato per maltrattamenti

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Maltrattamenti agli anziani non autosufficienti in una casa di riposo a Massa Marittima (Grosseto), in Maremma.

Con questo accusa un operatore socio sanitario impiegato presso la struttura è stato arrestato, e posto ai domiciliari, dai carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Grosseto.
L’indagine dei militari è partita da una segnalazione riguardante il comportamento anomalo di una persona che lavorava nella struttura con compiti di assistenza agli anziani lì ricoverati.
Le indagini, durate alcuni mesi, hanno fatto emergere diversi elementi a carico dell’uomo a cui è stato contestato il reato di maltrattamenti in famiglia.

Il contesto della struttura, infatti, è quello assimilabile ad un ambito familiare, in cui terze persone, in questo caso non familiari in senso stretto ma operatori professionali del settore socio assistenziale, si occupano di anziani non autosufficienti. L’operatore avrebbe tenuto condotte vessatorie verso i pazienti a lui affidati, come ingiurie, atti denigratori, e in alcune occasioni anche aggressioni fisiche.

occhio.com

Latina, invasione di blatte all’ospedale Santa Maria Goretti

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Apartire da sabato pomeriggio e fino alle 7 di domenica mattina i locali spogliatoio dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina sono stati improvvisamente chiusi al personale per procedere ad una disinfestazione da blatte, con gli insetti che hanno invaso le stanze del nosocomio pontino dove medici ed infermieri spogliano gli abiti civili per indossare quelli da lavoro (o viceversa).
Una disinfestazione urgente e improvvisa disposta dalla direzione sanitaria e che ha creato diversi disagi al personale, impossibilitato ad utilizzare i locali spogliatoio e ad accedere ai propri effetti personali.

Di conseguenza, alcuni medici e infermieri sono stati costretti a cambiarsi direttamente nei reparti, mentre altri che dovevano staccare dal proprio turno hanno continuato a lavorare per tutta la notte.

occhio.com

Vicenza, 13 arresti per riciclaggio

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Tredici ordinanze di custodia cautelare, di cui otto in carcere e cinque ai domiciliari e un sequestro preventivo di 1,5 milioni di euro sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza di Vicenza, in un’operazione contro il riciclaggio di denaro dall’estero verso l’Italia per circa 110 milioni provenienti da frodi fiscali realizzate da società dedite al commercio di materiali ferrosi.

I finanzieri hanno ricostruito operazioni effettuate attraverso almeno 556 “viaggi” all’estero poi restituiti a clienti italiani, con commissioni all’1,5% delle somme, attraverso l’utilizzo di uno sportello bancario abusivo della “China underground bank”.

occhio.com

Bagnara Calabra, due giovani arrestati per truffa agli anziani

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Due ventenni sono stati arrestati in provincia di Reggio Calabria per tentata truffa a diversi anziani.

È avvenuto a Bagnara Calabra dove i due soggetti sono stati fermati in flagranza di reato dai carabinieri della locale stazione.
Lo stratagemma, collaudato, era sempre lo stesso: prima la telefonata all’anziana vittima a cui, fingendosi carabinieri o avvocati, raccontavano di aver ricevuto da parte di un suo familiare la richiesta di chiamare per ottenere dei soldi.
Denaro che avrebbe ritirato un secondo complice e che sarebbe servito al finto familiare, arrestato dopo un incidente con feriti, per coprire le spese legali e la cauzione.
La tecnica, però, non ha ingannato una donna anziana di Bagnara che, appena ricevuta la solita telefonata dai malfattori, ha chiamato i carabinieri.

Scattate le ricerche dei due giovani, di origini campane, nel centro della cittadina tirrenica, questi sono stati sopresi e bloccati dai militari dell’Arma mentre erano già pronti a prelevare il denaro presso l’abitazione di una seconda vittima, un’altra anziana alla quale avevano richiesto la somma di 12mila euro. Uno dei due, infatti, stava per presentarsi all’abitazione della malcapitata, mentre l’altro lo attendeva in una strada limitrofa a bordo di un’autovettura con cui si sarebbero allontanati dopo la truffa.
   
   

occhio.com

Catania, 41 indagati per droga

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La droga messa in un cesto legato a una corda, poi salita fino a casa del capo di una banda di spacciatori.

E’ una tecnica di rifornimento scoperta dalla Polizia con l’operazione Locu che vede 300 agenti impegati a Catania a eseguire un’ordinanza cautelare del Gip su richiesta della Dda per 41 indagati.

I reati ipotizzati a vario titolo e con differenti profili penali sono associazione mafiosa (clan Cappello-Bonaccorsi), traffico di stupefacenti, porto di armi da fuoco, spaccio di cocaina, crack, marijuana e hashish.
Documentata la gestione di una grossa piazza di spaccio. Una conferenza stampa si terrà alle 11 in Questura.
   

occhio.com

Mattarella: “Tutelare sempre la dignità umana”

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“Di fronte alle principali sfide del nostro tempo – non soltanto le guerre, ma anche le crescenti disparità economiche e sociali, i rischi ambientali e le ricadute etiche dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale – credenti e non credenti sono chiamati a confrontarsi per individuare risposte coerenti con la tutela della dignità umana e con la promozione, in ogni ambito e circostanza, del bene comune”.

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio a Papa Francesco in occasione dell’undicesimo anniversario dell’inizio del pontificato.

Pasquale D’Ascoli

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Bisenti, catena tra due alberi: muore 25enne mentre faceva motocross

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Una gita di domenica insieme agli amici, con la moto da cross, una delle sue grandi passioni, si trasforma in tragedia per Damiano Bufo, 25enne originario di Castiglione Messer Raimondo e residente a Pineto, in provincia di Teramo, morto ieri a causa di un incidente stradale: Bufo è finito contro una catena che delimitava una proprietà privata, mentre faceva motocross nelle campagne di Bisenti, sempre nel Teramano.

Il fatto è avvenuto poco dopo le 16, quando il giovane si trovava in località San Nicola di Bisenti al confine con Castiglione.

Stando ad una prima ricostruzione, il 25enne, mentre era in sella alla sua moto con il casco regolarmente indossato, su una strada sterrata, senza rendersene ha urtato con il collo la catena, fissata tra due alberi a sbarrare il sentiero. Immediato l’intervento del 118, arrivato sul posto sia con l’ambulanza di Bisenti sia con l’elisoccorso decollato da Pescara, ma per il ragazzo non c’è stato niente da fare. Troppo gravi le lesioni riportate.
Intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Giulianova (Teramo), che si sono occupati dei primi accertamenti e hanno posto sotto sequestro la moto e la catena. Delle successive indagini si stanno occupando i militari del Nucleo investigativo di Teramo, che seguono, al momento, fronti distinti: individuare chi sia l’effettivo proprietario del terreno, chi abbia apposto la catena sulla strada privata e se ci siano condotte non lecite.
Il giovane sarebbe entrato nel terreno privato da un ingresso laterale e non dalla strada principale. A posizionare la catena per delimitare l’area, dopo ripetuti sconfinamenti e intrusioni, era stato l’anziano proprietario del terreno, morto alcuni mesi fa. I parenti dell’uomo, suoi eredi, si dicono colpiti nel profondo, ma non rilasciano dichiarazioni perché sull’accaduto sono in corso indagini. La procura di Teramo ha aperto un fascicolo, titolare la pm Monia Di Marco; al momento non ci sono indagati e si opera nell’ambito dell’incidente stradale.
Sotto shock la comunità di Bisenti e, ancora di più, quella di Castiglione Messer Raimondo, dove il ragazzo aveva vissuto fino a pochi anni fa, prima di trasferirsi con la famiglia a Pineto. Molto conosciuto in paese, il 25enne era profondamente legato a quei territori e ogni volta che poteva vi faceva ritorno, come ieri. Il sindaco di Castiglione, Vincenzo D’Ercole, in attesa di conoscere la data dei funerali, annuncia che verrà proclamato il lutto cittadino.

Fabiana Pugliese

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Sassari, inchiesta della Procura per accertare le responsabilità dell’incidente sulla statale 291

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Sarà un’inchiesta della Procura di Sassari a stabilire con esattezza la dinamica e le responsabilità dell’incidente stradale che ieri sera, lungo la statale 291 Sassari-Alghero, nei pressi della frazione di Tottubella, ha causato tre morti e tre feriti.

Le vittime sono due fidanzati di Sassari, Chiara Urgias, di 17 anni, e Christian Foddai, di 20, che viaggiavano a bordo di una Fiat Seicento, e Antonio Luigi Murineddu, 41 anni, anche lui sassarese, che era alla giuda di un Suv Mercedes.

Le salme sono state messe a disposizione dell’autorità giudiziaria, una è stata trasferita oggi all’istituto di Medicina legale di Sassari, le altre restano per il momento all’ospedale di Alghero. Il pm di turno, Angelo Beccu, ha disposto le autopsie e nelle prossime ore affiderà l’incarico al medico legale. Sotto sequestro quanto resta delle auto distrutte nell’impatto.

Dai rilievi svolti ieri sera dai carabinieri della Compagnia di Alghero e dalle testimonianze degli automobilisti che hanno assistito all’incidente, la dinamica dello scontro lascia pochi dubbi: la Mercedes, in scia a un’altra auto, avrebbe superato ad alta velocità la fila di macchine incolonnate in direzione Sassari che procedevano a passo lento. In prossimità di un dosso la prima vettura è riuscita a rientrare nella sua corsia, mentre l’auto guidata da Murineddu ha continuato il sorpasso andando a schiantarsi contro la Seicento che proveniva in senso opposto.

Sulle due auto è quindi piombato un terzo veicolo, una Fiat 500 con a bordo una famiglia del cagliaritano, padre, madre e figlia di 10 anni, che sono rimasti feriti e sono stati trasportati dal 118 all’ospedale Santissima Annunziata, a Sassari, dove si trovano tuttora ricoverati. Le loro condizioni di salute non sono gravi. Le vittime sono morte sul colpo e i Vigili del fuoco di Sassari hanno dovuto operare a lungo per estrarre i loro corpi dalle lamiere. La strada statale, nel tratto compreso fra l’innesto alla quattro corsie e il bivio per Olmedo, è rimasta chiusa al traffico fino a mezzanotte.

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Onu: “Possibli carestie a Gaza nel mese di maggio”

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha lanciato l’allarme per il rapido peggioramento della crisi alimentare nella Striscia di Gaza, dove si prevede una situazione di carestia entro il prossimo maggio nei governatorati settentrionali: è quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato dall’iniziativa globale Integrated food security phase classification (Ipc).

Lo rende noto la Fao in un comunicato. Anche il resto della Striscia corre il rischio di una futura carestia, nel peggiore dei casi, se le ostilità non cessassero e l’assistenza umanitaria non raggiungesse le persone più bisognose.
Secondo il rapporto dell’Ipc, metà della popolazione della Striscia – ovvero circa 1,11 milioni di persone – “sperimenta un’insicurezza alimentare catastrofica” (Fase 5).

Rispetto alla precedente analisi dell’Ipc, pubblicata nel dicembre 2023, l’insicurezza alimentare acuta nella Striscia di Gaza si è approfondita e ampliata, con il 79% e il 92% in più di persone che scivolano verso livelli catastrofici di fame rispettivamente nell’attuale periodo (metà febbraio-metà marzo) e nel periodo previsto (metà marzo – luglio).
Questo “conferma ciò che tutti temevamo: un deterioramento sempre più profondo e rapido della situazione della sicurezza alimentare a Gaza. Metà della popolazione si trova ad affrontare livelli catastrofici di insicurezza alimentare”, ha affermato il vice direttore generale della Fao, Beth Bechdol. “Questo raggiunge il livello più alto mai registrato, diverso da qualsiasi cosa che abbiamo mai visto prima – ha aggiunto – A dicembre, il precedente rapporto dell’Ipc segnalava che la carestia era probabile. Se non verranno presi provvedimenti per cessare le ostilità e garantire un maggiore accesso umanitario, la carestia è imminente. Potrebbe già verificarsi. È necessario un accesso immediato per facilitare la fornitura di assistenza urgente e critica su larga scala”.

Marco Gaudini

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Brasile, nuova ondata di caldo soffocante

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Rio de Janeiro ha segnato ieri mattina – alle 9:55 locali, le 13:55 italiane – un nuovo record di sensazione termica, a 62,3 gradi, il livello più alto mai registrato nella metropoli brasiliana dal 2014, quando sono iniziate le misurazioni da parte di Alerta Rio.

La rilevazione è stata fatta nel quartiere di Guaratiba.
Il Brasile sta attraversando una nuova ondata di caldo soffocante e i meteorologi prevedono che il solleone continuerà almeno fino a mercoledì, giorno in cui inizia l’autunno nell’emisfero australe.

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