Il cadavere di una donna di 92 anni, di cui non sono state rese note le generalità, è stato trovato nella sua abitazione in via Galileo Galilei, strada periferica di Ruvo di Puglia, nel Barese.
Il ritrovamento è avvenuto dopo una chiamata al 112. Al momento nessuna ipotesi è esclusa, compresa quella di una morte violenta. Saranno le indagini dei carabinieri a chiarire le cause del decesso. Sul posto sono al lavoro i carabinieri della Sis, la Sezione investigazioni scientifiche. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Trani.
E’ stata respinta la richiesta di patteggiamento a 4 anni, che aveva avuto l’ok del pm, per Bogdan Pasca, 33 anni, imputato per omicidio stradale per aver travolto, ubriaco e senza patente valida, a bordo di un furgone il 17 luglio scorso, a Garbagnate Milanese, una bici con due 15enni, uno dei quali, Valentino Colia, morì, mentre la ragazza rimase gravemente ferita.
Lo ha deciso il gip Luca Milani ritenendo incongrua la pena proposta.
Al patteggiamento si sono opposti i familiari della vittima, col legale Carlo Fontana. Familiari che erano in Tribunale con amici e compagni del 15enne, che indossavano magliette col suo volto.
Una mattinata intensa, quella di ieri, nell’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino per presentare un progetto che si concretizza attraverso l’impegno e la lungimiranza di un’associazione sportiva, l’ASD Emmevi che da anni opera sul territorio per promulgare i valori eterni dello sport.
Lo stadio Albricci di via Generale Pignatelli a Napoli e il Centro Sportivo di via Matilde Serao a Cercola diventano così Spazio Civico di Comunità con attività gratuite rivolte ai giovani dai 14 ai 34 anni per valorizzare le loro risorse e rafforzare in loro i valori dello sport, della lealtà e del rispetto reciproco. Al progetto è stata data denominazione Ubuntu, parola della cultura sub-sahariana che evidenzia la necessità dell’altro nel proprio percorso di vita. E creare umanità si può offrendo ai giovani l’opportunità di uno sviluppo equilibrato attraverso lo sport in tutte le sue accezione, non solo quella agonistica. L’ASD Emmevi si è aggiudicata il finanziamento concesso da Sport e Salute SpA grazie al bando promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale. A quanti si iscriveranno verranno offerte attività sportive come ciclismo e triathlon e attività extra sportive come coaching alimentare, percorsi di cittadinanza attiva, laboratori di comunicazione e artistico-culturali. Integrazione sociale e inclusione sono parte sostanziale del progetto con il coinvolgimento di operatori di sostegno alla disabilità allo scopo di accompagnare i giovani a divenire essi stessi protagonisti della gestione dello Spazio Civico.
«Il progetto “Ubuntu” –ha affermato l’assessore allo Sport del Comune di Napoli, Emanuela Ferrante – realizza a pieno il valore educativo e sociale che quest’Amministrazione riconosce allo sport quale fattore di promozione della cultura dell’inclusione e di corretti stili di vita. L’iniziativa mette al centro i giovani del nostro territorio, dedicando loro uno spazio civico dove potranno, attraverso lo sport, sperimentare sé stessi e i propri talenti e vivere nuove esperienze di cittadinanza attiva“.
Per l’assessore alle Politiche giovanili Chiara Marciani “rimettere al centro gli spazi civici come luoghi di aggregazione, coniugandoli all’inclusione e alla coesione sociale rappresenta una sfida che si integra perfettamente con la strategia delle politiche a favore dei giovani che stiamo portando avanti dall’insediamento di questa Amministrazione, che valorizza le loro risorse e li sostiene nel loro percorso di crescita“.
“Coniugare sport e attività sociali fa parte del DNA della nostra associazione, poterlo fare in maniera strutturata ed organica grazie a Sport e Salute SpA ci rende orgogliosi ma anche consapevoli delle responsabilità che abbiamo – ha sottolineato Mario Fontana, direttore sportivo dell’Asd Emmevi, capofila del progetto –. Lo sport è un mezzo di eccellenza di inclusione e di cittadinanza attiva. Il nome del nostro progetto “Ubuntu”, espressione mutuata dalla lingua Bantu che indica benevolenza verso il prossimo, sottolinea il valore della comunità e l’importanza dei diritti ma anche dei doveri che abbiamo tutti noi“.
“Questa è un’opportunità importantissima che abbiamo inteso cogliere – ha affermato Carlo Esposito, sindaco di Pollena Trocchia – di concerto con un’amministrazione di tutt’altra dimensione come quella di Napoli. La partnership ci inorgoglisce e siamo convinti che lo sport possa divenire in questo caso anche strumento per riscoprire le bellezze del nostro territorio. Che ha storia, tradizioni e un gran desiderio di farsi conoscere”.
L’incontro è stato di fatto vidimato dalla presenza di Pino Cutolo e Angela Abrunzo, rispettivamente presidenti regionali di Federciclismo e Federazione Triathlon, che hanno espresso totale e incondizionata adesione al progetto. Francesca Merenda, coordinatore regionale di Sport e Salute ha concluso ribadendo le finalità del progetto che è “qualificante per il territorio ma anche per le professionalità di quanti oggi intendano incominciare a lavorare nel mondo dello sport”.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Maria Caniglia, presidente della IV Municipalità.
Capital Advisory, società di consulenza strategica, di investimenti e di consulenza finanziaria, annuncia l’apertura della propria sede a Napoli. Lo ha fatto giovedì organizzando, presso il Circolo Canottieri, un incontro per discutere dei principi ESG e di quanto le dimensioni legate all’ambiente, al sociale e alla governance siano sempre più centrali nel mondo delle imprese e della finanza.
Ad aprire i lavori sono stati il prof. Giancarlo Bracale ed Alessandro Picardi, presidente di Capital Advisory.
A seguire gli interventi dei professionisti Andrea Benedetto, Gian Paolo Montini, Massimo Sonego, Francesca Buttara, Tommaso Sammartino, Francesca Iadicicco e Giuseppe Greco, moderati da Roberto Allara, Head of Sales PMI – SACE.
I professionisti, ognuno dal proprio osservatorio, si sono confrontrati sulle politiche ESG e sugli strumenti per supportate efficacemente imprese profit e no profit perché sviluppino strategie orientate a cogliere sempre più le opportunità di accesso a finanziamenti agevolati, ad aumentare la propria reputazione, a sviluppare prestazioni più efficaci in tema di tutela dell’ambiente e delle risorse umane.
Oltre 15mila persone stanno partecipando alla manifestazione studentesca nel centro di Atene contro un disegno di legge che prevede l’istituzione di università private nel Paese, attualmente vietate dalla Costituzione.
Lo riporta Efsyn. La testa del corteo ha raggiunto piazza Syntagma, davanti alla sede del Parlamento greco. La protesta va avanti da cinque settimane e circa 150 facoltà universitarie sono state occupate dagli studenti per protestare contro il progetto di legge, voluto dal governo conservatore, che dovrebbe essere votato entro la fine del mese. Gli studenti scesi nelle strade denunciano il sottofinanziamento dell’istruzione da parte dello Stato e temono che l’istituzione di università private svaluterà i titoli di studi degli atenei statali e penalizzerà gli studenti meno abbienti. Si sono uniti alla protesta anche molti professori: questa settimana circa 200 accademici hanno firmato una petizione che condanna il tentativo del governo di ignorare le proteste e si sono rifiutati di partecipare agli esami online che si tengono nelle facoltà occupate.
Contatti tra manifestanti e polizia, cariche durante alcuni presidi, almeno quattro arresti e un agente delle forze dell’ordine ferito al volto in Spagna nella terza giornata consecutiva di proteste degli agricoltori in varie province del Paese, con le principali organizzazioni agricole (Asaja, Coag e Upa) impegnate in alcune regioni a fianco dei gruppi indipendenti già attivi da giorni. Gli episodi più concitati, riportano i media spagnoli, sono avvenuti nelle città del nord come Oviedo, Logroño, Vitoria e Pamplona.
L’uomo che si è barricato in casa a Napoli, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, avrebbe ucciso la moglie e, secondo l’ipotesi più probabile, si è poi suicidato.
La donna, infatti, è stata trovata senza vita dalle forze dell’ordine che hanno fatto irruzione nell’appartamento. Accanto a lei il cadavere del marito, che probabilmente si è suicidato.
Prima di barricarsi in casa ha sparato dal balcone della sua abitazione e poi si è rinchiuso.
Secondo quanto hanno riferito alcuni vicini, l’uomo in passatolavorava come guardia giurata ma poi aveva perso il posto forse in seguito al tentativo di furto della sua pistola durante il quale era stato anche ferito.
Secondo quanto si apprende, ha tre figli, due dei quali si trovavano stamattina a scuola, il terzo in gita con la classe. Non è ancora chiaro se all’interno dell’abitazione vi sia o meno la moglie dell’uomo.
E’ morto in ospedale a Termoli (Campobasso), dove era arrivato in gravissime condizioni nella notte, un 37enne trovato dai Carabinieri in un terreno agricolo al confine tra Molise e Puglia.
Arrivati sul posto a seguito di una segnalazione, i militari hanno individuato l’uomo, chiaramente vittima di una brutale aggressione: aveva serie lesioni alla testa e aveva perso molto sangue.
Trasportato all’ospedale ‘San Timoteo’, il trentasettenne, che lavorava in un’azienda agricola di Santa Croce di Magliano (Campobasso), è morto poco dopo. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di Larino (Campobasso) Marianna Meo, che ha disposto l’autopsia, e condotte dai Carabinieri di Larino che stanno raccogliendo le testimonianze di conoscenti.
Antonio Ciavarello, 50 anni, genero del defunto boss mafioso Totò Riina, è stato arrestato all’alba di stamani dalla polizia maltese che ha eseguito un mandato di cattura europeo emesso dal Tribunale di Brindisi il 24 gennaio del 2022. L’uomo si era rifugiato a Malta nel tentativo di sfuggire una pena detentiva definitiva.
Dopo settimane di indagini, la polizia ha circondato la residenza di Ciavarello nella popolosa località di Mosta, al centro dell’isola, prima di effettuare l’arresto.
Comparendo in tribunale – aggiungono media locali – l’uomo ha confermato la sua identità e ha espresso il consenso a rientrare in Italia.
Anche a Napoli sbarca il Marketing Americano basato sulla condivisione aziendale. Lo abbiamo già visto fare, e celebrare, in Italia, principalmente al nord. Eppure c’è una piccola eccellenza tutta partenopea che, partendo dalla convinzione che vada innanzitutto applicato nei confronti del proprio team fa riferimento ai valori della condivisione, lealtà, inclusività, coerenza e rispetto, nella gestione della propria squadra, secondo un proprio modello ormai consolidato, pianificato ogni anno tra Svizzera e Stati Uniti. Stiamo parlando di Antonio Cataldo, napoletano classe 67’ e Amministratore della società “Alla Violetta Beauty”, gestita insieme alla moglie Susy, che opera da quasi 25 anni nel campo dell’estetica clinica, nel cuore del Vomero, a Via Bernini. Si tratta di una società che ha un numero di dipendenti che stagionalmente varia tra le 40 e le 50 unità, composto dalla maggior parte da donne, di età che varia tra i 18 e i 65 anni e di diverse nazionalità, che opera in un settore che viene considerato poco più che operaio, dove le tutele e diritti non sono sempre la regola. La filosofia aziendale in questo caso invece è legata alla realizzazione non solo professionale, ma anche e soprattutto personale, di ciascuno: non solo una adeguata contrattualistica e di premi di produzione. Infatti si va oltre: si cerca in ogni modo possibile di costruire una squadra, o meglio una comunità, dove non ci si consideri solo colleghi ma soprattutto persone su cui si possa reciprocamente contare ed in cui vedere il proprio futuro a medio/lungo termine. Una finalità realizzata attraverso molteplici attività (almeno quattro eventi di team building ogni anno), dove si favorisce l’inclusione di tutti e la relazione tra i diversi reparti; oppure almeno due viaggi all’anno, uno per premiare le migliori performances professionali, l’altro riservato a tutte/i indistintamente, avente lo scopo di promuovere soprattutto il senso di appartenenza. In queste prospettive, sono da inquadrarsi le giornate come “Paintball alla Violetta” o il Christmas Party “Lustrini & Paillettes”, così come l’Atlantis the Palm e il Burj Al Arab a Dubai, avvenute tutte del 2023; o ancora lo Sharm Camp al domina Coral Bay di Sharm el-Sheikh e l’accensione dell’albero di Natale al Rockefeller center di New York City nel 2024. Tutte le testimonianze sono presenti sul sito www.allavioletta.it Entusiaste del ambiente lavorativo sono tutte le persone impegnate nella azienda. «Faccio parte da circa vent’anni di questa azienda. – racconta Imma Franco , Chief Beauty Concierge di “Alla Violetta Beauty” – Il team è formato per la maggior parte da donne; nessuna di noi ha mai dovuto rinunciare a crearsi una famiglia o ha vissuto difficoltà perché in gravidanza. Anche sotto questi punti di vista siamo sempre state supportate, in tutti i desideri e progetti di vita , come ad esempio, appunto, il crearsi una famiglia, comprare casa e altro. Progetti che abbiamo potuto realizzare proprio perché avevamo alle spalle un’azienda solida e soprattutto attivamente di supporto in ogni nostra esigenza. Nella mia esperienza personale, tale supporto I’ho ricevuto anche aldilà del contesto lavorativo; entrare in questa azienda ha significato infatti non sentirsi mai soli anche di fronte alle difficoltà della vita privata. “Alla Violetta Beauty” mi ha permesso di costruire la mia identità, coerente con i valori che sono alla base della filosofia dell’azienda, il mio desiderio di crescita, sia professionale che personale, è sempre stato incoraggiato e supportato dalla Società, permettendomi di partecipare sistematicamente alle migliori formazioni, anche di profile internazionale». Le fa eco Maria Spanò Beauty Specialist di “Alla Violetta Beauty”: «Il mio percorso è iniziato nel 2016, quando mi sono iscritta alla scuola di formazione Alla Violetta. Sono rimasta subito colpita dalla grandissima serietà: una scuola che ti insegna veramente a diventare una professionista. Come in tutte le aziende centrate sulle persone e sulla loro crescita, ho avuto la possibilità di evolvermi che, unita alla mia voglia di realizzazione, mi ha dato alla fine l’opportunità di entrare a far parte del team di “Alla Violetta Beauty”. Da semplice estetista, con solo competenze di estetica di base, mi hanno accompagnato sotto tutti gli aspetti nel mio percorso di crescita. Ho avuto l’opportunità di formarmi di continuo e, di conseguenza, di migliorarmi sotto tutti i punti di vista . Grazie a tutto ciò, oggi sono un’ autorevole professionista. Oggi sono qui a progettare la mia vita a programmare il mio matrimonio, con la consapevolezza di avere alle spalle una società solida che punta anzitutto alla realizzazione personale del proprio team». L’ultima testimonianza arriva da Giovanna Marella, beauty specialist di“Alla Violetta”, venuta appositamente in città per l’ambiente lavorativo : «Nel 2019 ho scommesso su me stessa ed ho lasciato la Sardegna, dove sono nata e mi sono trasferita a Napoli, per far parte del team di Alla Violetta beauty. Ad oggi ritengo che sia stata la scelta più giusta che potessi fare!. Sono lontana dalla mia famiglia, ma, grazie ai valori su cui si fonda quest’azienda, mi sento sempre a casa. Sono diventata, grazie alla formazione continua che ci viene resa disponibile, una professionista nel mio settore con prospettive di crescita esponenziali; contemporaneamente, mi sento sempre sostenuta a livello personale, come fossi in famiglia». L’approccio innovativo di Antonio Cataldo e della società “Alla Violetta Beauty” rappresenta un esempio tangibile di come il marketing americano basato sulla condivisione aziendale stia radicando le sue fondamenta anche nel contesto partenopeo. Attraverso una filosofia aziendale improntata, basata sulle donne, Cataldo ha costruito non solo un team, ma una autentica comunità in cui ognuno si sente parte di qualcosa di più grande. L’impegno nei confronti dei dipendenti va oltre il contratto e i premi di produzione, estendendosi a eventi di team building, viaggi premianti e attività che promuovono il senso di appartenenza.