Latina, operaio muore in un incidente sul lavoro

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Un operaio di 38 anni è morto questa notte in un incidente sul lavoro verificatosi in una azienda di logistica in strada Macchia Grande, a borgo Santa Maria, nella periferia di Latina.

Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118, ma purtroppo i soccorsi si sono rivelati del tutto inutili. Insieme ai paramedici anche i carabinieri del comando provinciale e il personale Spresal, vale a dire i tecnici che si occupano della vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, al lavoro per ricostruire quanto accaduto.

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30 anni fa ci lasciava l’attore Massimo Troisi

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Trent’anni fa se ne andava Massimo Troisi, genio indiscusso della comicità napoletana e simbolo del cinema italiano degli anni ’80. Il 4 giugno 1994 i telegiornali italiani si aprivano con la notizia della morte di Massimo Troisi. Il comico di San Giorgio a Cremano (Napoli), precursore della nuova comicità napoletana con la sua capacità espressiva unica, seppe farsi strada nel mondo dello spettacolo italiano sia come attore che come sceneggiatore e registra. Se il teatro fu la sua casa, è nel cinema che Troisi trovò la sua vera dimensione portando sullo schermo un antieroe fragile ma pieno di sfaccettature simbolo della sua epoca. Da “Ricomincio da tre“, film del suo debutto cinematografico nel 1981, a “Non ci resta che piangere” e “Le vie del Signore sono infinite“, sono tanti i film da lui firmati o interpretati che sono entrati di diritto nella storia del cinema nostrano. Massimo Troisi è sempre stato consapevole di avere una spada di Damocle sulla testa a causa dei problemi cardiaci avuti sin dalla nascita. Aveva già esorcizzato la morte nel 1982 scrivendo, dirigendo e interpretando il film “Morto Troisi, viva Troisi!”, una sorta di reportage sul suo decesso con l’elogio ironico di chi aveva lavorato al suo fianco. E’ morto il 4 giugno 1994 il giorno dopo aver terminato le riprese del film “il Postino”.

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Roma, 28 misure cautelari per spaccio di droga

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Maxi operazione dei carabinieri contro un gruppo criminale con base logistica nella Capitale.

Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma stanno eseguendo 28 misure cautelari (11 in carcere, 16 ai domiciliari e un obbligo di firma). Per gli investigatori, a capo c’era uno dei promotori storici della Banda della Magliana, Marcello Colafigli, che nonostante in regime di semilibertà, sarebbe riuscito a pianificare cessioni e acquisti di ingenti quantitativi di droga dall’estero mantenendo rapporti con esponenti della ‘ndrangheta, camorra e della mafia foggiana.
   

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Firenze, incidente in largo Gennarelli: muore un centauro

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AMBULANZA AD ANCONA PRONTO SOCCORSO, GENERICA

Un motociclista ha perso la vita ieri sera a Firenze in un incidente stradale avvenuto intorno alle 22 in largo Gennarelli all’incrocio con via Campo d’Arrigo.
Da quanto spiegato dal Comune la vittima si è scontrata con una minicar guidata da un minorenne. La dinamica è al vaglio della Polizia municipale.

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Natisone, indagini sui soccorsi

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Per il quarto giorno consecutivo, sono riprese le ricerche per trovare Cristian, il giovane di 25 anni ancora disperso nelle acque del Natisone. I soccorritori si sono messi al lavoro nonostante le difficoltà causate dal peggioramento delle condizioni meteorologiche che ha fatto di nuovo alzare il livello delle acque del Natisone, per questo diventate ancora torbide.

Intanto, si apre una discussione sui soccorsi, dopo la richiesta del ministro con delega alla Protezione civile, Nello Musumeci (anticipata due giorni fa sul suo profilo Facebook e protocollata oggi), di una relazione dettagliata sulla vicenda.

Si discute, tra l’altro, sull’opportunità di essere intervenuti con l’elicottero decollato dall’aeroporto Marco Polo di Venezia.

La Procura di Udine si sta concentrando sulla verifica dei tabulati della gestione dell’Sos e sulla opportunità, appunto, di aver scelto di impiegare nell’immediatezza dei fatti un velivolo distante centinaia di chilometri dal luogo della tragedia. Un’attività informativa che giunge all’indomani delle prime sollecitazioni fatte anche dai parenti delle vittime, che chiedono di conoscere la verità sui terribili minuti dei primi soccorsi.

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Bologna, 23 misure cautelari nei confronti degli antagonisti

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La Polizia sta eseguendo 23 misure cautelari disposte dal gip di Bologna nei confronti di attivisti a seguito degli sgomberi di alcuni immobili occupati effettuati lo scorso 6 dicembre in cui si registrarono scontri e il ferimento di un dirigente della Digos.In particolare sono stati disposti 13 divieti di dimora nella Città Metropolitana di Bologna e 9 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria oltre a un divieto di partecipazione alle manifestazioni pubbliche emesso nei confronti di un minore dal gip del Tribunale per i Minorenni. 

Disponendo i provvedimenti cautelari il gip ha accolto la richieste avanzate dal pubblico ministero e dalla Direzione distrettuale antimafia ed antiterrorismo della procura della Repubblica di Bologna riguardo i fatti contestati agli attivisti dei collettivi – di età compresa tra 20 e 25 anni molti dei quali studenti – quando vi furono scontri durante gli sgomberi dei due stabili occupati.

Secondo le indagini condotte dai poliziotti della Digos, nel corso delle attività di sgombero delle strutture, avvenuto lo scorso 6 dicembre, alcuni attivisti dei collettivi ‘Plat’ e ‘Cua’ avrebbero colpito gli agenti presenti sul posto con calci, pugni e lanciato contro di loro diversi oggetti.

   Comportamenti che avrebbero determinato la segnalazione di 33 attivisti con le accuse, a vario titolo, di manifestazione non preavvisata al questore di Bologna, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni aggravate in danno del personale della della digos di Bologna e dei reparti mobili, lancio di oggetti pericolosi, violenza privata in danno di privati cittadini, interruzione di pubblico servizio, danneggiamenti aggravati, anche a seguito di incendio, travisamento e istigazione a delinquere

Al termine degli sgomberi, 11 uomini delle forze dell’ordine – personale della Digos tra cui un dirigente e operatori del reparto mobile – avevano fatto ricorso a cure mediche.

Alcuni degli attivisti dei collettivi segnalati all’autorità giudiziaria, infine sarebbero anche tra i presenti ad altri episodi come, da ultimo, l’occupazione dei binari della stazione di Bologna, durante una manifestazione pro-Palestina con il temporaneo blocco della circolazione ferroviaria. 

Nicola Meneghetti

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Precipita un tir sulla Sassari-Alghero, muore il conducente

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E’ morto a causa delle gravi ferite riportate il conducente del tir precipitato da un cavalcavia sulla quattro corsie della Sassari-Alghero, all’altezza del bivio per Bancali.

La vittima è Sandro Ascione, 65 anni di Porto Torres.
I vigili del fuoco sono riusciti a raggiungere l’abitacolo e hanno estratto l’uomo rimasto incastrato sul mezzo pesante.
Inizialmente sembrava cosciente, poi le sue condizioni si sono aggravate.

La statale 291 Var è chiusa al traffico in direzione Olmedo, all’altezza del km 9,800.

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Brindisi, cinque feriti in uno scontro tra un autocarro e un’ambulanza

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Sono cinque le persone ferite, tra cui un medico ed un infermiere, nell’incidente stradale tra un autocarro e un’ambulanza che si è verificato nel Brindisino lungo la provinciale Cisternino-Ceglie Messapica.

I due sanitari sono stati trasferiti in codice rosso all’ospedale Perrino di Brindisi.
Sul posto stanno operando i vigili del fuoco.

Il tratto interessato dall’incidente è stato interdetto al traffico. Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dalla polizia locale. L’ambulanza al momento dell’impatto non trasportava pazienti, ed era diretta a Ceglie Messapica per un intervento d’urgenza.

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Kiev: “Nelle ultime 24 ore, 2200 attacchi russi”

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“Nelle ultime 24 ore le forze russe hanno attaccato 2.200 volte contro posizioni, città e villaggi ucraini” ha dichiarato Andriy Kovaliov, portavoce dello stato maggiore ucraino, citato da Ukrinform.

“Gli occupanti russi hanno lanciato tre attacchi missilistici contro le posizioni delle truppe ucraine e le aree popolate utilizzando 8 missili, 62 attacchi aerei, tra cui 56 bombe aeree guidate, hanno effettuato 2.200 attacchi, di cui 128 con l’uso di sistemi missilistici”, ha affermato, aggiungendo che l’esercito del Cremlino ha perso nell’ultimo giorno 1.290 soldati, portando le perdite totali a circa 512.420.

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Brescia, morta la bambina di un anno e mezzo investita da un’auto

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Il filo sottilissimo della speranza si è rotto poco dopo l’arrivo in Pronto soccorso all’ospedale di Brescia.

Non c’è stato il tanto sperato miracolo in grado di salvare Sofia, la bambina di un anno e mezzo investita a Brescia mentre era con la nonna fuori dall’asilo nido.

È stata una questione di una frazione di secondo. Una manovra a velocità molto ridotta all’interno di un parcheggio. Forse a causa del sole, forse per il cambio automatico della vettura coinvolta. Così attorno alle 16 si è consumata la tragedia nel parcheggio privato della Little England, il plesso scolastico privato nel capoluogo lombardo che ospita nido, materna, elementari e medie. Ad investire la piccola è stata un’altra nonna di un bambino di prima elementare che si stava spostando da un posto auto ad un altro. La piccola è caduta a terra picchiando la testa.
Immediati i soccorsi con i medici intervenuti che hanno rianimato sul posto la bimba andata in arresto cardiaco. Poi il trasporto al Pronto soccorso pediatrico degli Spedali civili.

Dove però la piccola Sofia non è sopravvissuta. Sotto choc e con alcune sospette fratture la nonna, ricoverata anche lei in ospedale. L’investimento è avvenuto nell’orario di punta di uscita da scuola dei bambini, alcuni dei quali spettatori della tragedia alla quale hanno assistito da molto vicino.
“È una tragedia assurda” commentano i responsabili della scuola mentre la polizia locale effettua i rilievi. “Mia moglie gridava, era sotto choc. Sono arrivato e ho visto la bambina a terra” racconta il marito della donna che ha investito la bimba.

“È un dramma enorme. Non so nulla sulla dinamica, vedremo le telecamere e leggeremo i verbali delle forze dell’ordine ma quello che conta è quanto accaduto. Ed è una tragedia” aggiunge l’uomo. La notizia è circolata in brevissimo tempo tra le aule della scuola. Incredulità e dolore hanno preso il sopravvento.
Le maestre hanno cercato in ogni modo di proteggere i piccoli alunni, così come genitori, nonni e baby sitter che erano nello stesso parcheggio teatro della tragedia.

La morte della bambina arriva dopo un fine settimana tragico sulle strade bresciane. Venerdì era infatti deceduto un motociclista che avrebbe compiuto il giorno successivo 26 anni, mentre sabato a perdere la vita era stato una diciassettenne anche lui in moto finito contro un muro mentre trasportava un amico quindicenne è rimasto illeso. Entrambi gli incidenti sono avvenuti in Vallecamonica. 

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