Bruxelles, lancio di petardi degli agricoltori nel parco di Laeken

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“No a Ursula von der Leyen e no al Green Deal”.

E’ il messaggio lanciato dall’associazione agricola olandese Farmers Defence Force sul palco della maxi-protesta dei trattori contro l’Europa in corso nell’altopiano dell’Heysel, a Bruxelles a pochi giorni dal voto del 6-9 giugno.

In questi minuti è iniziato un fitto lancio di petardi da parte degli agricoltori radunati nel parco di Laeken.
La manifestazione è entrata nel vivo a mezzogiorno con gli interventi sul palco degli ultranazionalisti fiamminghi del Vlaams Belang, del Forum per la democrazia, dei polacchi di PiS e Konfederacja, e degli spagnoli di Plataforma 6F vicini a Vox.
   

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Rosignano, tre morti in un incidente stradale

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Tre persone sono morte in un incidente stradale avvenuto ieri al casello autostradale dell’A12 a Rosignano, in provincia di Livorno: sei i feriti, tra loro anche due fratellini di 3 e 6 anni.

Tre le vetture coinvolte. Gravi danni alla struttura del casello. 

Secondo una prima ricostruzione dei soccorritori arrivati sul posto al casello autostradale della A12 di Rosignano, sarebbero deceduti i due occupanti dell’auto che si è schiantata ad alta velocità su due mezzi in coda ribaltandosi e danneggiando la struttura del casello e uno degli occupanti delle auto tamponate.

Tra le ipotesi fatte è che chi era alla guida dell’auto che è piombata addosso, a forte velocità, alle due ferme al casello possa aver avuto un malore. In seguito all’incidente l’A12 è stata chiusa, informa Aspi, tra Rosignano marittimo e barriera di Rosignano

Da quanto si apprende dai sanitari, i feriti stanno tutti bene. Delle tre vittime due sono di nazionalità tedesca, che erano sulla stessa vettura, una italiana. Confermato che sono tre i veicoli coinvolti. Sulla dinamica è stata appunto ricostruito che un’auto che proveniva da nord è andata a schiantarsi sulle due vetture che erano in coda al casello per uscire dall’A12 ed entrare nella statale Aurelia. Nell’urto coinvolta anche la struttura della barriera autostradale: la cabina del casellante è stata sollevata da terra. All’interno secondo quanto appreso c’era un addetto che è rimasto illeso. L’incidente si è verificato intorno alle 13.

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Wafa: “12 vittime a Khan Yunis e Rafah in un raid israeliano”

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L’agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 12 persone tra cui donne e bambini sono morte e diverse altri sono rimaste ferite in una serie di bombardamenti israeliani che stamattina hanno colpito le zone di Khan Yunis e Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

Tra ieri sera è stanotte almeno altre dieci persone avevano già perso la vita in raid sui campi profughi di Nuseirat e Bureij, sempre secondo la Wafa.

Il bilancio delle vittime nell’enclave palestinese dal 7 ottobre è di almeno 36.439 morti e 82.627 feriti, stando agli ultimi dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

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Egitto: “Hamas ha accolto la proposta di cessate il fuoco”

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“Hamas ha accolto positivamente la proposta di cessate il fuoco a Gaza e ora aspettiamo la risposta di Israele”.

Lo ha detto il ministro egiziano degli Esteri Sameh Shoukry, oggi in visita a Madrid.


“La proposta di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e di scambio di prigionieri e detenuti deve essere accettata. Le prime dichiarazioni di Hamas indicano che ha accolto positivamente la proposta di accordo e ora aspettiamo la risposta israeliana”, ha detto Shoukry durante una conferenza stampa con il collega spagnolo. “La guerra nella Striscia di Gaza espone la regione al caos e le pratiche di Israele violano il diritto internazionale”.
Il ministro egiziano ha apprezzato “la posizione della Spagna a favore della causa palestinese, soprattutto dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina”. “Dobbiamo rispettare le regole del diritto internazionale, rispettare le decisioni della Corte internazionale di giustizia e preservare il sistema di azione multilaterale internazionale”, ha aggiunto, nella consapevolezza che “la guerra nella Striscia di Gaza ha avuto ripercussioni catastrofiche sul popolo palestinese” fino a rendere il territorio “invivibile”. “Speriamo di risolvere la causa palestinese sulla base della soluzione dei due Stati e della creazione di uno Stato palestinese ai confini del 1967 con Gerusalemme-Est come capitale”.
“La posizione egiziana è chiara nel respingere la presenza israeliana sul lato palestinese del valico di Rafah”, ha proseguito, precisando che “il trattato di pace con Israele è importante e va rispettato” e che “è difficile ripristinare il valico di Rafah senza un’amministrazione palestinese dall’altra parte”. 

Alessia Pinzarrone

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Gioia Tauro, maxi sequestro di cocaina

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Un maxi sequestro di cocaina – 285 chili – è stato effettuato dai carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, supportati da militari dello Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”, in un’azienda a Candidoni.
Durante le operazioni, all’interno e nelle vicinanze di un capannone, sono stati trovati, nascosti in sacchi contenenti combustibile pellet, 266 panetti di cocaina.

Un uomo di 40 anni è stato arrestato.

Agli investigatori non ha dato spiegazioni sulla provenienza dello stupefacente.
Tenuto conto del quantitativo, i carabinieri ritengono che le analisi che saranno condotte confermeranno l’elevata purezza della cocaina. Gli investigatori, al riguardo, spiegano che considerando un prezzo medio al dettaglio che arriva a circa 80 euro al grammo, per lo stupefacente sequestrato si stima un importo complessivo pari a quasi 23 milioni di euro, il tutto senza considerare che la droga sicuramente sarebbe stata “tagliata” con altre sostanze prima di essere venderla.
L’arrestato è stato portato nella casa circondariale di Palmi e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Il sequestro, si colloca tra quelli più importanti operati dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro negli ultimi anni.

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Brasile, il fiume Gaiba è tornato a salire

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Il fiume Guaíba, che attraversa Porto Alegre, capoluogo dello Stato brasiliano di Rio Grande do Sul, è tornato a salire raggiungendo i 3,77 metri alle 3:30 locali (le 8:30 italiane).

La crescita al di sopra del livello di piena è dovuta al forte vento da sud che sta colpendo la regione, ad oltre un mese di distanza dall’inizio delle inondazioni. Il disastro meteorologico ha provocato 172 morti, 41 dispersi, 806 feriti e oltre 580mila sloggiati dalle proprie case. I comuni colpiti sono 475 su un totale di 497, secondo la Protezione civile.
Le autorità segnalano nuovi allagamenti in alcuni quartieri di Porto Alegre, dove l’aeroporto internazionale Salgado Filho rimane bloccato e non è prevista la riapertura. Lo scalo dovrebbe essere oggetto di un’ispezione da parte del ministro della Segreteria straordinaria per la ricostruzione del Rio Grande do Sul, Paulo Pimenta.

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Zelensky: “In una settimana mille attacchi russi”

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“Il totale disprezzo per la vita umana e il terrore costante è ciò che la Russia sta cercando di diffondere. Solo in questa settimana, le truppe russe hanno lanciato quasi 1.000 attacchi contro l’Ucraina, con missili di vario tipo, lanciatori antiaerei e droni”. Lo ha scritto sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Proteggere la vita in Ucraina con i sistemi di difesa aerea, fornire ai nostri soldati le armi necessarie con la gittata richiesta, fare pressione sullo Stato terrorista è il modo per avvicinare la pace. Il terrore russo deve perdere. Il mondo è in grado di garantirlo”.
   

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Germania, allarme alluvioni nell’alta Baviera

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E’ allarme acqua alta nel sud della Germania, dove da ieri la pioggia ininterrotta sta provocando gravi incidenti e fortissimi danni, con la rottura di più dighe. E c’è già una vittima: un vigile del fuoco è morto a Pfaffenhofen ad der Ilm, nell’alta Baviera, mentre era in servizio per i soccorsi.

La tensione nel Land di Monaco è altissima, e diversi comuni hanno già decretato lo stato di emergenza a causa di calamità naturale. Nel Baden-Wuerttenberg, un treno ha subito il deragliamento di due vagoni nella serata di ieri, ma stando alle notizie riportate dai media locali nessuno dei 185 passeggeri a bordo sarebbe rimasto ferito.

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Milano, manager licenziata dopo aver subito uno stupro

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Ha vissuto una serata da incubo in un locale dei Navigli di Milano subendo uno stupro di gruppo compiuto da tre amici che, secondo il giudice, hanno avuto un “atteggiamento di subdola sopraffazione”.

Poi, dopo che l’azienda che aveva espresso sostegno e solidarietà per la violenza subita, è arrivata la doccia fredda: è stata licenziata. La società di Assago (Milano) con sede legale in Olanda in cui era occupata ha ritenuto “non fosse più efficiente” e le ha offerto 5 mila euro di buonuscita. Provvedimento impugnato di fronte alla magistratura del lavoro. E’ la dura storia di cui è protagonista suo malgrado una manager torinese di 32 anni, raccontata da La Stampa.

L’aggressione è avvenuta nel marzo del 2023. Dopo una festa la donna “venne stuprata per una notte intera da tre ragazzi che considerava suoi amici. Tutti, lei compresa, avevano esagerato con l’alcol”. I responsabili della violenza furono identificati e arrestati dai carabinieri. La vittima fu curata in ospedale. “I colleghi e i dirigenti dell’azienda per cui lavorava da tre anni, specializzata nel commercio di brand di lusso, si strinsero intorno a lei: ‘Hai tutto il nostro sostegno, non mollare’.

Dopo sei mesi di mutua scandita da ricoveri in ospedale – si legge nell’articolo -, da interminabili sedute da psicologi e psichiatri, con i famigliari che temevano si suicidasse, la ragazza provò a tornare al lavoro a settembre. Non ce la faceva, aveva ancora bisogno di cure. Alternava momenti di ottimismo ad altri di profonda tristezza”. Lo scorso 11 marzo, però, la società le ha consegnato la lettera di licenziamento “per giustificato motivo” . “In un’ottica di maggior efficienza – vi si legge – abbiamo deciso di riorganizzare le nostre attività, sopprimendo la posizione di ‘Service Merchandiser’ da lei attualmente ricoperta e ridistribuendo le sue attuali mansioni tra altri dipendenti attualmente impiegati presso di noi”.

Il 16 gennaio scorso con una condanna a 3 anni e 7 mesi di reclusione con rito abbreviato e due rinvii a giudizio si è chiusa l’udienza, davanti al gup di Milano, a carico dei tre giovani, tra i 23 e i 27 anni, imputati per violenza sessuale di gruppo. E’ vero che “nel corso della serata” la lavoratrice “è parsa disponibile ad avere rapporti sessuali con alcuni degli imputati”, ma “quello che è certo è che, qualche ora più tardi”, lei non era “assolutamente in grado di esprimere un valido consenso”, perché “stava molto male a causa dell’alcol ingerito”, era in condizioni tali “da non comprendere quello che stava facendo” e l’imputato, invece, era “pienamente consapevole di tale circostanza”. Questo il principio espresso nelle motivazioni della sentenza con cui il gup di Milano Sofia Fioretta, ha condannato il 23enne

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Cagliari, ex carabiniere ucciso con una coltellata al petto

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Non si era quasi accorto della profonda ferita al petto, ha iniziato barcollare e si è accasciato sul pavimento, mentre gli altri chiamavano i soccorsi e bloccavano chi lo aveva appena accoltellato.

E’ la scena alla quale hanno assistito i clienti del Donegal, un pub in via Caprera a Cagliari, in pieno centro storico teatro dell’omicidio di Fabio Piga, 36 anni, ex carabiniere, ucciso con una coltellata al petto. Arrestato quale presunto autore del delitto Yari Fa, 19 anni, personaggio già noto alle forze dell’ordine, residente nel quartiere San Michele di Cagliari. Il giovane è accusato di omicidio volontario. Il 19enne, secondo quanto riferito dall’avvocata Sara Battolu che lo rappresenta, ha rilasciato dichiarazioni spontanee al pm Marco Cocco che coordina le indagini della squadra mobile e poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli investigatori della polizia hanno lavorato tutto il giorno per cercare di fare piena luce su quanto accaduto nel locale. La lite è avvenuta poco prima delle 3,30.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, Fabio Piga e Yari Fa hanno avuto una discussione all’interno dei bagni. Da quanto riferito da alcuni clienti, Piga qualche volta si occupava nel locale di sicurezza e forse in questo contesto sarebbe partita la discussione poi degenerata. Tra i due è scoppiata una colluttazione e Yari Fa avrebbe impugnato un coltello dello stesso locale che si trovava nel bagno tentando ripetutamente di colpire il 36enne. Una serie di fendenti che non avrebbero centrato il bersaglio, poi la coltellata al petto. Il 36enne si sarebbe spostato dall’area del bagno mentre gli altri addetti alla sicurezza bloccavano il 19enne e chiamavano il 113 e i soccorsi. Sul posto sono arrivati gli agenti della squadra volante della Questura di Cagliari insieme ai colleghi del Commissariato di Quartu Sant’Elena e un’ambulanza del 118. I poliziotti hanno bloccato immediatamente il 19enne, mentre i medici del 118 tentavano di salvare la vita a Fabio Piga, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono poi arrivati gli investigatori della squadra mobile e poco dopo il pm Marco Cocco che coordina le indagini e il medico legale Roberto Demontis. Yari Fa è stato portato in Questura e sentito a lungo: solo negli uffici della squadra mobile al momento della contestazione delle accuse, avrebbe scoperto della morte del 36enne. L’arma del delitto è stata recuperata. Domani il pm affiderà l’incarico per l’autopsia e sarà fissata l’udienza di convalida.

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