Tajani: “Putin vuole influenzare le Europee”

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“Putin sta conducendo una guerra ibrida e cerca di influenzare le elezioni europee, cercando di dividere l’occidente. Ma siamo tutti uniti a difesa dell’Ucraina. Detto questo, noi vogliamo la pace” e siamo per l’uso delle “armi italiane solo per la difesa all’interno del territorio ucraino”, “non è in ballo l’unità della Nato”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e leader azzurro Antonio Tajani al forum ANSA.

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Beirut, gruppo armato spara all’ambasciata americana

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Un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco vicino all’ambasciata americana a Beirut, in Libano.

Lo riferisce il Jerusalem Post citando i media arabi. 

In un post su X l’ambasciata americana a Beirut ha reso noto: “Alle 8,34 ora locale, sono stati segnalati colpi di arma da fuoco di piccolo calibro in prossimità dell’ingresso dell’ambasciata statunitense. Grazie alla rapida reazione delle Laf, dell’Isf e della squadra di sicurezza dell’ambasciata, la nostra struttura e il nostro team sono al sicuro. Le indagini sono in corso e siamo in stretto contatto con le forze dell’ordine del Paese ospitante”.

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Mattarella: “Ora più che mai serve fedeltà all’Arma”

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“Il momento storico che l’Italia e l’Europa stanno vivendo sollecita più che mai i valori di fedeltà alla Repubblica e di abnegazione di cui l’Arma ha saputo essere interprete”.

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Teo Luzi in occasione del 210′ anniversario della fondazione dell’Arma.

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Parabiago, novantenne entra con la sua auto in un supermercato

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Un novantenne ha perso il controllo della sua auto ed è entrato a forte velocità in un supermercato a Parabiago (Milano) sfasciando vetrine, casse e bancali. Il supermercato era abbastanza affollato ma, fortunatamente, non è stato investito nessuno tra dipendenti e acquirenti. L’anziano è  rimasto intrappolato sotto choc nella sua Mercedes ed è stato portato in ospedale ma non è grave. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli operatori del 118.

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Roma, 28 misure cautelari per droga

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Maxi operazione dei carabinieri contro un gruppo criminale con base logistica nella Capitale.

Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma stanno eseguendo 28 misure cautelari (11 in carcere, 16 ai domiciliari e un obbligo di firma). Per gli investigatori, a capo c’era uno dei promotori storici della Banda della Magliana, Marcello Colafigli, che nonostante in regime di semilibertà, sarebbe riuscito a pianificare cessioni e acquisti di ingenti quantitativi di droga dall’estero mantenendo rapporti con esponenti della ‘ndrangheta, camorra e della mafia foggiana.

Fabiana Pugliese

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Sudafrica, dodici morti per le inondazioni

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E’ salito a dodici morti il bilancio delle inondazioni causate dalle forti piogge che hanno colpito in Sudafrica le province della costa orientale affacciate sull’Oceano Indiano.

Lo rendono noto le autorità locali.
In particolare, nella provincia del Capo Orientale “il bilancio delle vittime è attualmente pari a sette” morti, ha detto il portavoce del comune di Nelson Mandela Bay. Più di 2.000 persone sono state evacuate, comprese famiglie che vivevano in capanne di fortuna nelle baraccopoli. Vicino a Durban, nella vicina regione del KwaZulu-Natal, “cinque persone hanno perso la vita e decine sono attualmente ricoverate per ferite”, ha detto il governo provinciale in un comunicato stampa.
Albina Celentano

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Kiev, black out di 4 ore

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Un deficit significativo è stato registrato oggi nel sistema energetico ucraino in seguito ai bombardamenti russi, le interruzioni di corrente nel Paese possono durare più di 4 ore di seguito: lo ha detto il capo dell’azienda elettrica ucraina Ukrenergo, Volodymyr Kudrytsky, citato da Rbc-Ukraine.

Ukrenergo ha ricordato che le misure restrittive sono le conseguenze dei sei attacchi missilistici della Russia contro le centrali elettriche ucraine dei giorni scorsi che attualmente non sono in grado di produrre la quantità di elettricità necessaria. Aiuti urgenti vengono forniti dall’Europa.
   

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Roma, uccise la moglie nel 2022: condannato all’ergastolo

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La Corte d’Assise di Roma ha condannato all’ergastolo Piero Bergantino, il 78enne che uccise la moglie il 19 giugno del 2022 con due colpi di arma da fuoco nel loro appartamento di via Pietro Mascagni, nella zona nord della Capitale.   Il marito, un assicuratore in pensione, dopo l’omicidio si recò dal suo avvocato che contattò le forze dell’ordine per confessare il delitto.

La vittima aveva 72 anni.

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Grosseto, due vittime in uno scontro frontale tra due auto

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Nuovo tragico incidente stradale nel territorio di Grosseto: due militari dell’Aeronautica sono morti in uno scontro frontale tra due auto della forza armata avvenuto intorno alle 8:40 lungo la strada del Pollino, che dal capoluogo maremmano porta a Marina di Grosseto.

Quattro i feriti, di cui tre gravi, tutti militari, trasferiti uno in ambulanza all’ospedale di Grosseto, gli altri con l’elisoccorso all’ospedale di Siena dove sono stati ricoverati in codice 3.
Con i sanitari intervenuta la Polizia municipale e i Vigili del fuoco. Domenica scorsa, nel Grossetano, erano morti due motociclisti di 18 e 38 anni: si erano scontrati lungo la provinciale 159, nel comune di Scansano.
Cordoglio per le due vittime, appartenenti al 36° Stormo Caccia dell’Aeronautica Militare con base a Gioia del Colle, è stato espresso dal ministro della Difesa Guido Crosetto. “A nome mio e di tutta la famiglia della Difesa – ha detto Crosetto -, esprimo con il cuore spezzato il più sentito cordoglio ai familiari del tenente Riccardo Latino e del 1° maresciallo Francesco Antonio Guglielmucci tragicamente scomparsi oggi in un incidente stradale”

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Strage Borsellino, tre poliziotti assolti perchè le accuse sono andate in prescrizione

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A voler leggere tra le righe del dispositivo un passo in più è stato fatto, ma la verità giudiziaria sulla strage di Via D’Amelio resta lontana, sepolta dalla prescrizione che, a distanza di 32 anni dai fatti, impedisce ancora una volta di avere un verdetto di colpevolezza su quello che i giudici definirono “il più grave depistaggio della storia repubblicana”.

La corte d’appello di Caltanissetta, come fece il tribunale, ha dichiarato prescritte le accuse di calunnia aggravata dall’aver favorito la mafia contestate al funzionario di polizia Mario Bo e all’ispettore Fabrizio Mattei, investigatori del pool che condusse le indagini sulle stragi mafiose del ’92.

Stessa decisione è stata presa per il terzo imputato, l’agente Michele Ribaudo che, invece, in primo grado era stato assolto per mancanza di dolo.

In attesa delle motivazioni della sentenza è certo che il collegio, optando per la prescrizione, non ha ritenuto di poter assolvere i tre imputati nel merito. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sotto la guida dell’allora capo della Mobile Arnaldo La Barbera, poi deceduto, i tre investigatori avrebbero costruito a tavolino una falsa verità sull’attentato, costringendo personaggi come Vincenzo Scarantino, piccolo contrabbandiere del quartiere Guadagna assurto al rango di superteste, a incolpare dell’eccidio mafiosi che con l’autobomba di Via D’Amelio non c’entravano nulla.

Da qui l’accusa di concorso in calunnia contestata ai tre imputati, aggravata, secondo l’accusa, dall’aver favorito la mafia. “E’ stata esclusa l’aggravante mafiosa per tutti gli imputati ma, a differenza del primo grado, è stata riconosciuta la responsabilità dell’imputato Michele Ribaudo la cui posizione è stata dichiarata prescritta perché è passato troppo tempo dal momento dei fatti. Quindi è un mezzo accoglimento di quelli che sono stati i motivi di appello della procura generale e un totale rigetto di quelli delle altre parti”, ha commentato il procuratore generale di Caltanissetta Fabio D’Anna, pubblica accusa insieme al sostituto Gaetano Bono e al pm Maurizio Bonaccorso, applicato dalla Procura. “Tre soggetti – ha continuato D’Anna – li abbiamo sicuramente individuati, e sono gli odierni imputati, gli altri concorrenti sono deceduti o comunque nei loro confronti non si è proceduto”.

“A nome della famiglia Borsellino, che io rappresento, considerata l’assoluta serietà del collegio e rinviando ogni valutazione più approfondita alla lettura delle motivazioni, credo che oggi sia stato fatto un passo importante in relazione a quello che è stato opportunamente definito il più grave depistaggio della storia giudiziaria italiana”, ha detto l’avvocato Fabio Trizzino, legale della famiglia del giudice Paolo Borsellino.

“E’ una sentenza importante – ha spiegato – perché, benché abbia escluso l’aggravante agevolativa, amplia lo spettro della responsabilità sia di Mattei che di Ribaudo, e anche di Bo. Probabilmente la Corte riuscirà a spiegare bene i motivi per cui nonostante le nostre prospettazioni l’aggravante sia stata ritenuta insussistente”. “Io sono soddisfatto – ha concluso – perché viene sancito, con fermezza, che tre appartenenti alla polizia di stato hanno concorso a depistare le indagini sulla strage di via D’Amelio e io ritengo che questo sia un fatto estremamente grave. Per certi diversi dispiace che a pagare siano solo loro perché questo processo presenta numerosi convitati di pietra che avrebbero dovuto essere sul banco degli imputati, ma purtroppo quando lo Stato esercita la propria potestà punitiva a 30 anni di distanza dagli eventi questo è il rischio che si corre”. 

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