Assalto alla Mondialpol di Sassari, il bottino è di 12 milioni di euro

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È 12 milioni di euro il bottino dell’assalto armato del 28 giugno alla Mondialpol Vedetta 2 di Sassari.

Il conteggio esatto delle banconote portate via dal commando composto da una ventina di persone è stato ultimato, al termine di tutte le verifiche e tracciamenti effettuati dai responsabili dell’istituto di vigilanza e dagli investigatori.

Si tratta di una cifra record per gli assalti a caveau o furgoni portavalori in Sardegna. Le indagini, coordinate dalla Dda di Cagliari in collaborazione con la Procura di Sassari e la Procura generale di Cagliari, sono condotte dalla Squadra mobile di Sassari in tutta la regione.

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Viterbo, detenuto muore in carcere durante una protesta

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Una protesta è esplosa nel carcere di Viterbo dopo il ritrovamento stamani di un detenuto morto forse per cause naturali.

La rivolta interessa una sezione che ospita circa 50 detenuti: sono stati incendiati suppellettili e materassi.
Fuori dall’Istituto di pena le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e un’ambulanza. La polizia penitenziaria sta cercando di circoscrivere la protesta e si è in attesa dell’arrivo del gruppo di Intervento Rapido da Roma.
   

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El Salvador, 261 persone morte in carcere durante il regime di emergenza

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Durante il regime di emergenza a El Salvador, in vigore dal marzo 2022 con l’obiettivo di combattere le bande criminali, sono morte in carcere 261 persone, tra cui quattro minori: lo sostiene l’ong Cristosal nel suo rapporto intitolato ‘Il silenzio non è un’opzione’.
Approfondite ricerche sul campo e l’analisi delle informazioni raccolte hanno permesso di dimostrare che “261 adulti e adolescenti, oltre a quattro bambini e bambine, sono morti sotto la custodia dello Stato”, durante il periodo tra il 27 marzo 2022 e il 15 aprile 2024, sottolinea l’ong.
Il documento si basa sulle 3.642 denunce che Cristosal ha ricevuto dall’entrata in vigore del regime di emergenza per possibili abusi di potere e detenzioni arbitrarie, conducendo uno studio accurato su 1.178 reclusi.
Dopo un’analisi medico legale, l’ong ha inoltre stabilito che “88 morti potrebbero essere state il risultato di un atto criminale, 87 il risultato di una patologia e 14 sono possibili morti violente”.

Non ci sono informazioni sufficienti per determinare le cause di morte delle restanti 72 persone, afferma il rapporto.

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Il trapper Shiva condannato a 6 anni e mezzo per la sparatoria dell’11 luglio 2023

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Il trapper Shiva, all’anagrafe Andrea Arrigoni, è stato condannato oggi a 6 anni e mezzo per la sparatoria dell’11 luglio 2023, davanti al suo studio di registrazione a Settimo Milanese, nella quale erano rimasti feriti due rivali della crew del rapper Rondo Da Sosa.

Lo hanno deciso i giudici dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano al termine del processo con rito abbreviato.

A Shiva è stata riconosciuta l’attenuante del risarcimento del danno alle presunte vittime, mentre sono state escluse quella della provocazione e le generiche. I difensori Daniele Barelli e Marco Campora, che avevano chiesto l’assoluzione, sostenendo che l’artista “non avrebbe fatto altro che difendersi” dalle aggressioni dei rivali, hanno già annunciato che presenteranno ricorso. “Rispettiamo, come sempre, la sentenza – ha detto Barelli -, ma siamo convinti di tutto quello che abbiamo sostenuto fin dall’inizio e ci aspettiamo risposte”. Shiva è accusato di tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione della pistola, mai trovata. “Abbiamo sempre sostenuto che non sussiste affatto il delitto di tentato omicidio – ha aggiunto il legale Campora -, abbiamo dimostrato con una consulenza balistica che tutti i colpi sono stati sparati verso il basso. Impugneremo, consapevoli che giudici di grado superiore potranno avere una visione diversa e derubricare il reato”. Il pm Daniela Bartolucci, che ha coordinato le indagini, aveva chiesto la condanna a 7 anni. Arrestato lo scorso ottobre, il trapper si trova agli arresti domiciliari dopo essere stato scarcerato a fine febbraio. I suoi avvocati hanno anche fatto sapere che presenteranno un’istanza di revoca della misura cautelare.
   

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Mafia, condannata a 14 anni la sorella di Messina Denaro

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Il gup di Palermo Clelia Maltese ha condannato a 14 anni di carcere la sorella di Matteo Messina Denaro, Rosalia, accusata di associazione mafiosa aggravata e ricettazione.

Il processo si è svolto con il rito abbreviato. La donna è in carcere da marzo del 2022.

Secondo l’accusa, rappresentata in aula dal pm Gianluca De Leo, avrebbe aiutato per anni il fratello a sottrarsi alla cattura e avrebbe gestito per suo conto la “cassa” della “famiglia” mafiosa e la rete di trasmissione dei ‘pizzini’, consentendo così al capomafia di mantenere i rapporti con i suoi uomini durante la sua lunga latitanza. 

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Roma, rapina con sparatoria in un centro commerciale

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L’assalto in una gioielleria con la pistola in pugno, gli spari tra i clienti e la fuga.

Momenti di terrore stamattina al centro commerciale Roma Est, alla periferia della capitale, dove una rapina è terminata con un conflitto a fuoco tra i ladri e una guardia giurata. Nessuno è rimasto ferito, ma la paura è stata tanta tra dipendenti e clienti che passeggiavano nella galleria di negozi, approfittando dei saldi per fare acquisti.

L’allarme è scattato poco dopo le 10.30 quando sono stati sentiti dei colpi d’arma da fuoco ed è stato allertato il numero di emergenza 112. Sul posto è arrivata la polizia che con diverse volanti ha circondato gli accessi del centro commerciale.

Alcuni commessi, spaventati, hanno abbassato le serrande e si sono chiusi all’interno dei negozi. “Abbiamo sentito gli spari e poi le urla. Gridavano che c’era un uomo con la pistola – ha raccontato una commessa di un negozio di cosmetici che si trova sullo stesso piano della gioielleria rapinata – . Allora ho abbassato le serrande. In quel momento c’era anche una cliente. Assieme a lei ci siamo nascoste nel retro del negozio”. Altri clienti sono usciti frettolosamente in strada con le buste in mano. Poi, nella tarda mattinata, la situazione è tornata alla normalità. In base a quanto ricostruito dalla polizia i due rapinatori, a volto coperto, sono entrati nella gioielleria al secondo piano brandendo una pistola, forse un revolver.

Hanno minacciato il personale e rubato i gioielli che si trovavano negli espositori. Poi nella fuga avrebbero esploso dei colpi di pistola e una guardia giurata, addetta alla vigilanza, ha risposto al fuoco. Un proiettile ha mandato in frantumi una vetrina. A quel punto i due uomini sono scappati a bordo di un’auto, una Fiat Punto grigia, dove forse ad attenderli c’era un complice. La macchina è stata ritrovata qualche ora dopo abbandonata in via Luigi Crocco, nella zona di Ponte di Nona, poco distante dal centro commerciale. Ed è caccia ai rapinatori. Sono in corso accertamenti sul veicolo ritrovato.

Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro commerciale, che potrebbero aver immortalato dettagli utili per risalire ai responsabili del colpo e a eventuali complici ma anche a ricostruire con esattezza la dinamica. Nella gioielleria la polizia scientifica ha effettuato a lungo i rilievi a caccia di tracce. Sono stati trovati e sequestrati tre bossoli. Ascoltati dagli investigatori anche i dipendenti che stamattina erano in servizio. Ancora da quantificare il valore dei gioielli rubati.

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Bolzano, i carabinieri usano il taser e lui muore

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Un’inchiesta disposta dalla Procura di Bolzano accerterà le cause della morte di un uomo avvenuta la notte scorsa in Alto Adige, a seguito di un malore, dopo che i carabinieri hanno usato il taser per fermarlo.

La Procura di Bolzano ha disposto l’autopsia nell’ambito di un procedimento penale aperto a carico di ignoti.

L’uomo che viveva a Colle Isarco ha chiamato il 112 in evidente stato di agitazione, segnalando la presenza di persone fuori la sua stanza. I carabinieri sono subito intervenuti col personale sanitario e hanno tentato di entrare nell’appartamento ma l’uomo, in stato confusionale dovuto presumibilmente all’uso di alcol e stupefacenti, si è rifiutato di farli entrare, dando in escandescenza. Neanche un carabiniere che era con lui al telefono per tentare di rassicurarlo è riuscito a calmarlo: l’uomo si è lanciato dalla finestra da un’altezza di circa 2 metri e mezzo. Nonostante la violenta caduta si è rialzato e ha tentato di aggredire i carabinieri.

A quel punto i militari hanno usato il taser per fermarlo. Una volta immobilizzato sono intervenuti i sanitari per poter procedere alle cure. Dopo alcuni minuti però l’uomo ha accusato un malore: il medico ha effettuato le manovre di rianimazione ma l’uomo è stato colpito da un arresto cardiocircolatorio ed è morto dopo circa un’ora.

Nel corso della successiva perquisizione nella stanza dell’uomo i carabinieri hanno trovato alcune dosi di stupefacente, probabilmente cocaina, ed alcolici vari ritenuti, verosimilmente, la causa del grave stato di agitazione e di confusione dell’uomo. Il taser, chiamato anche pistola elettrica o storditore elettrico, è un dispositivo classificato come arma non letale che fa uso dell’elettricità per impedire il movimento del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli. L’arma è in dotazione delle forze dell’ordine dal 2022. Le pattuglie della Questura di Bolzano in servizio di controllo del territorio, per esempio, lo hanno in dotazione dal 4 luglio 2022.

Come spiega la Questura “gli agenti abilitati all’utilizzo dell’arma ad impulsi elettrici sono scelti e per l’abilitazione all’impiego hanno dovuto seguire uno specifico corso di formazione che prevede, oltre all’addestramento operativo, un approfondimento sui contesti che giuridicamente ne permettono l’utilizzo.

L’utilizzo del dispositivo, che non provoca danni fisici, deve sempre essere preceduto da ripetuti avvertimenti verbali e visivi, tra cui la visualizzazione di un arco voltaico, attivabile dall’operatore, in funzione dissuasiva”.

Già in precedenza si segnalano morti avvenute dopo l’uso del taser da parte delle forze dell’ordine. L’ultima ad agosto dell’anno scorso: un 35enne in forte stato di agitazione era stato fermato a San Giovanni Teatino in provincia di Chieti con un taser. Morì poco dopo.

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Barletta, nove arresti per reati contro la pubblica amministrazione

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Nove persone sono state arrestate e un’altra è stata raggiunta da un obbligo di dimora nell’ambito di una inchiesta condotta dai militari della Guardia di finanza del comando provinciale di Barletta e relativa al contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica.Degli arrestati, quattro sono in carcere e cinque agli arresti domiciliari. I reati contestati sono corruzione e turbata libertà degli incanti.
Secondo quanto accertato dai finanzieri, coordinati dalla procura di Trani, gli indagati sono pubblici ufficiali, professionisti e imprenditori residenti nelle province di Barletta-Andria-Trani, Bari e Salerno, alcuni dei quali sono stati raggiunti da misure interdittive. Beni per oltre un milione di euro, tra cui un’azienda, sono stati sequestrati.
Maggiori dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa, che si terrà questa mattina alle 10.30 in Procura a Trani. 

Ci sono anche due dirigenti di altrettanti Comuni capoluogo del nord Barese, oltre che della Provincia Barletta-Andria-Trani, tra le persone arrestate questa mattina dai finanzieri del comando provinciale di Barletta. Secondo quanto si apprende, si tratta di figure apicali degli enti locali coinvolti. Tra gli arrestati anche un ingegnere. 

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Londra, catturato il killer di tre donne

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Un giovane di 26 anni, Kyle Clifford, ha brutalmente seviziato e ucciso con una balestra una madre e le sue due figlie in una cittadina della Gran Bretagna, prima di essere fermato in un sobborgo di Londra.

L’uomo è stato individuato come l’ex fidanzato di una delle vittime più giovani e catturato dopo una maxi caccia all’uomo della polizia. Le vittime sono Carol Hunt, 61 anni, moglie di un radiocronista e commentatore di corse ippiche della Bbc, John Hunt, e due delle loro figlie, Hannah e Louise, di 28 e 25 anni.
Secondo le indiscrezioni dei media, Clifford era stato fino a qualche tempo fa il fidanzato di Louise e avrebbe dunque compiuto la strage familiare animato da deliranti sentimenti di vendetta, dopo essere penetrato nel tardo pomeriggio di ieri nella residenza degli Hunt, nella cittadina di Bushey.

Il tutto in uno scenario da spedizione punitiva. Le forze dell’ ordine hanno precisato di non avere usato armi per fermarlo. Clifford era ferito ed è stato portato in ospedale.

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Monte San Giusto, 53enne minaccia i condomini con roncola e motosega

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Una lite condominiale, sorta per motivi banali, iniziata con gli schiamazzi di persone di origine straniera, due fratelli ed un loro connazionale, poteva finire in tragedia.

La vicenda sarebbe iniziata con gli schiamazzi dei tre che hanno scatenato la rabbia di un quarto condomino il quale, prima ha chiesto di abbassare la voce poi, inascoltato, ha imbracciato una motosega e si è presentato alla porta della loro abitazione minacciandoli e brandendo l’arma.

Una reazione che al 53enne di Monte San Giusto è costata una denuncia in stato di libertà, con l’accusa di minacce aggravate e lesioni personali aggravate.
Ad indagare e venire a capo della vicenda i carabinieri della Stazione di Monte San Giusto (Macerata), che insieme ai militari della sezione Radiomobile della Compagnia di Macerata e alla Stazione di Corridonia, hanno individuato il responsabile il quale avrebbe fornito una diversa versione della vicenda ai militari sostenendo di aver agito a causa di alcune molestie rivolte alla moglie da parte dei tre stranieri.
I fatti sono accaduti il 6 giugno scorso. Dopo le minacce con la motosega i tre si sono poi rifugiati in una abitazione vicina di uno di loro, ma anche lì sono stati raggiunti dall’aggressore qualche ora dopo. Quest’ultimo, con la scusa di risolvere il diverbio, ha attirato fuori uno dei presunti responsabili e ha iniziato a minacciarlo con una roncola da giardino di circa 60 centimetri.
Quando la situazione è poi degenerata, l’aggressore è passato alle alle vie di fatto e ha tentato di sferrare un colpo diretto al corpo del romeno, che fortunatamente non è andato a segno, perché l’uomo frapponendo la sua mano sinistra. A quel punto, l’aggressore è fuggito e la vittima è stata soccorsa dai sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Macerata, che lo hanno dimesso con una prognosi di 10 giorni per la ferita da taglio. Nelle ore immediatamente successive, l’attività dei carabinieri ha permesso di individuare e rintracciare l’aggressore che nel frattempo si è disfatto della roncola ma non della motosega, che è stata sequestrata.
   

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