Russia: “Risponderemo allo schieramento di missili americani”

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Il vice ministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ha dichiarato che “nessuno in Occidente dovrebbe avere dubbi sulla determinazione” della Russia a rispondere al possibile schieramento in Europa di missili americani a raggio intermedio: lo scrive la Tass riprendendo un’intervista di Ryabkov alla tv di Stato russa. La Russia ha tutta l’intenzione di rispondere ad eventuali schieramenti in Europa di missili americani.

occhio.com

Verona, indagine sull’estrema destra: emesse 7 misure cautelari

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Dalle prime ore, la Polizia di Stato di Verona sta dando esecuzione a 7 misure cautelari emesse nell’ambito di una ampia attività di indagine che vede coinvolte, per diversi episodi di violenza, 29 persone indagate e gravitanti nell’estrema destra scaligera.

Si tratta, spiega il Procuratore di Verona Raffaele Tito, di sette provvedimenti di arresto domiciliare emessi dal gip Carola Musio per altrettanti giovani veronesi di età compresa tra i 20 e i 27 anni. Si sarebbero resi protagonisti di alcuni episodi di violenza e intimidazione a sfondo politico, razziale ed etnica.

Agli indagati sono contestati a vario titolo i reati di lesioni, violenza privata, minacce, danneggiamento pluriaggravati e porto di oggetti atti ad offendere. 

Gli arrestati si sono resi protagonisti di “azioni di violenza e prevaricazione aggravate dall’odio etnico e rese ancora più odiose dalla vigliacca modalità del branco”. Così il questore di Verona Roberto Massucci commenta l’indagine che ha portato all’arresto di diversi estremisti, sottolineando che “le attività di monitoraggio ed intelligence proseguono e proseguiranno in quegli ambiti caratterizzati da estremismi di qualsiasi natura e da dinamiche da stadio che riguardano contesti ultras dell’intera provincia veronese”.

È un’operazione “importante”, aggiunge, anche nell’ottica dell’inizio della stagione calcistica. “Ci accingiamo ad affrontare una stagione straordinariamente importante per il numero di squadre impegnate in campionati professionistici – sottolinea – con dinamiche di ordine pubblico che affronteremo con il massimo impegno al fine di garantire il pieno rispetto della legalità”

Tra gli episodi più significativi di cui si sono resi protagonisti, secondo l’accusa, i sette giovani di estrema destra finiti ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Verona l’aggressione in via Mazzini, in pieno centro città, contro gli appartenenti a una presunta baby gang, le violenze commesse ai danni di alcuni tifosi marocchini in Corso Porta Nuova nelle fasi finali del campionato di calcio in Qatar e l’agguato messo in atto nel corso della Festa in Rosso a Quinzano del luglio 2023.

Per alcune di queste azioni violente, come nell’episodio contro i tifosi marocchini, il giudice ha riconosciuto anche la connotazione di odio razziale, etnico e religioso delle condotte incriminate. In quella circostanza rimasero coinvolti diversi giovani nordafricani che avevano subito lesioni e danneggiamenti alle vetture sulle quali erano a bordo.

I fatti contestati riguardano poi ancora quanto accaduto nel luglio 2023 a margine dell’annuale “Festa in Rosso” di Quinzano dove, oltre all’esplosione di un rudimentale ordigno, sono state messe in atto violenze nei confronti dei partecipanti anche con l’uso di bastoni e bottiglie di vetro. Due degli arrestati, più recentemente, sono stati identificati tra i 67 tifosi italiani che lo scorso 15 giugno a Dortmund – prima della partita Italia-Albania del Campionato europeo “Euro 2024” – erano stati intercettati dalle autorità tedesche poco prima di aggredire un gruppo di supporter albanesi. La partenza dei tifosi veronesi era stata segnalata alle autorità tedesche

Gli arrestati sono militanti di estrema destra e alcuni di loro gravitano anche nel gruppo Ultras “North Side” del Chievo Verona. Nella misura cautelare, il GIP sottolinea il “totale sprezzo delle guardie” avuto da come molti degli indagati e rileva anche la pericolosità sociale “di apprezzabile gravità tale da poter fondatamente ritenere la possibile reiterazione di ulteriori reati della stessa specie”.

Inoltre gli indagati sono stati ritenuti “incapaci di contenere i propri impulsi e veicolare le proprie idee in modo pacifico”, traendo dal gruppo di appartenenza incitamento e approvazione e mostrando di considerare il ricorso alla violenza una modalità di affermazione delle proprie idee e di sopraffazione sull’avversario.

Nicola Meneghetti

occhio.com

Catanzaro, confiscati beni per un milione di euro a trafficanti di cocaina

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Il Comando provinciale di Catanzaro della Guardia di finanza ha eseguito un provvedimento di confisca di beni mobili ed immobili per un valore di oltre un milione di euro nei confronti di nove persone condannate in via definitiva per traffico di sostanze stupefacenti.

A darne notizia, con un comunicato, é il Procuratore generale presso la Corte d’appello di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio.
Le persone alle quali sono stati confiscati i beni, coinvolte nel 2017 nell’operazione “Stammer” condotta dal Gico della Guardia di finanza, sono state condannate dalla Corte d’appello di Catanzaro a pene varianti tra 17 anni e 4 mesi e 4 anni e 8 mesi di reclusione.

Condanna confermata dalla Corte di cassazione.
I destinatari del provvedimento vengono indicati come appartenenti o contigui alle cosche di ‘ndrangheta “Pititto-Prostamo-Iannello” di Mileto e “Fiarè-Gasparro-Razionale” di San Gregorio d’Ippona.Dalle indagini della Guardia di finanza é emerso che i trafficanti di droga coinvolti nell’operazione “Stammer” avevano organizzato, tra l’altro, l’importazione dalla Colombia di 8 tonnellate di cocaina, che sono state sequestrate nel corso delle indagini nel porto di partenza grazie alla collaborazione con le autorità locali di polizia, e di ingenti quantitativi di marijuana dall’Albania.
I beni confiscati consistono, in particolare, in 4 terreni, 3 società, un’impresa individuale, 7 autoveicoli, un motociclo e disponibilità finanziarie per un totale di ottantamila euro.

occhio.com

Haaretz: “4 operatori umanitari uccisi a Gaza”

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Fonti palestinesi, citate da Haaretz, hanno riferito che “4 operatori umanitari internazionali sono stati uccisi in un raid israeliano a Mawasi nel sud della Striscia”.

Secondo queste fonti il raid è stato effettuato su “un magazzino contenente aiuti umanitari”.
L’esercito israeliano non ha ancora commentato la notizia.

occhio.com

Cagliari, operaio muore colpito dalla pala di un escavatore

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È stato colpito dalla pala di un escavatore che movimentava rifiuti.

Un operaio di 42 anni di Iglesias, Simone Furia Calledda, è morto questa mattina nella zona industriale di Macchiareddu, nella Città Metropolitana di Cagliari. La dinamica dell’incidente sul lavoro è ancora poco chiara. Da quanto si apprende l’operaio stava lavorando all’interno di una ditta che si occupa del riciclaggio di rifiuti come vetro e alluminio.
Forse mentre veniva spostato il materiale è stato urtato dalla pala di un escavatore. Immediata la richiesta di soccorsi e l’arrivo del 118, ma per l’operaio non c’è stato nulla da fare.
Sul posto sono anche le forze dell’ordine.

occhio.com

Ragazzino veneto morso da una foca in Sudafrica

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Morso da una foca durante una vacanza in Sudafrica, un ragazzino residente nella provincia di Padova, una volta rientrato in Italia, è stato sottoposto a profilassi antirabbica dall’Ufficio igiene e sanità pubblica dell’Ulss 6 Euganea.
L’Azienda socio-sanitaria locale, allertata dal Ministero della Salute e dalla Regione del Veneto, sta monitorando il caso, molto raro in letteratura.

Nell’arco dell’ultimo mese altri due residenti in provincia di Padova sono stati sottoposti a vaccinazione antirabbica dopo essere stati morsi da due cani randagi in zone estere endemiche (a Bali e in Bolivia).
Il minore era stato morso dalla foca durante un’escursione effettuata circa tre settimane fa in un parco faunistico; poichè nello stesso periodo sulla costa sudafricana era stata rinvenuta una foca morta risultata positiva ai test per il virus della rabbia, in via precauzionale la vicenda è stata seguita con molto scrupolo.

Il ragazzino attualmente è asintomatico.
   

occhio.com

Wimbledon, Paolini è in finale

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Jasmine Paolini è in finale al torneo di Wimbledon.

La giocatrice toscana ha battuto la croata Donna Vekic col punteggio di 2-6, 6-4, 7-6 (10-8).

Jasmine Paolini è la prima azzurra ad accedere alla finale del singolare torneo di Wimbledon, un risultato storico ottenuto con la vittoria sulla croata Donna Vekic (n.37 Wta) e la seconda in assoluto per l’Italia dopo Matteo Berrettini, che giocò per il titolo nel 2021. Nel 2014, arrivarono alla finale del doppio e la vinsero Sara Errani e Roberta Vinci. Il match, concluso 10-8 al tie break del terzo set, è stato il più lungo di una semifinale femminile ai Championships. La toscana è alla seconda finale consecutiva di uno slam dopo quella del Roland Garros, dove è stata sconfitta dalla n.1 al mondo, Iga Swiatek. .

occhio.com

Erdogan: “Israele non può collaborare con la Nato”

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“Non è possibile per l’amministrazione israeliana, che ha calpestato i valori fondamentali della nostra alleanza, continuare il suo rapporto di cooperazione con la Nato”. Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, come riferisce la tv di Stato Trt, in una conferenza stampa durante il vertice dell’Alleanza atlantica a Washington.

“Fino a che non sarà raggiunta una pace completa e sostenibile in Palestina, i tentativi di cooperazione con Israele all’interno della Nato non verranno approvati dalla Turchia”, ha aggiunto Erdogan.

occhio.com

Parma, 2 feriti in un incidente fra treni

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Un incidente ha coinvolto un treno merci e un regionale nei pressi di Parma.

L’ultima carrozza del merci, di una compagnia straniera, è sviata dai binari, intorno alle 16.30 e alcuni sassi della massicciata ferroviaria si sono alzati da terra e hanno colpito un treno regionale.

Dalle prime informazioni non ci sono feriti, se non molto lievi. La circolazione è stata sospesa tra Reggio Emilia e Parma sulla linea convenzionale con ripercussioni anche sull’Alta velocità. La Polfer è sul posto per gli accertamenti, insieme ai carabinieri.

Il regionale sarebbe ripartito. 

Circolazione ferroviaria ancora sospesa sulla linea convenzionale fra Fidenza e Reggio Emilia, a seguito dello svio di due carri vuoti di un treno merci in prossimità della stazione di Parma. I treni regionali sono limitati nelle stazioni di Fidenza e Reggio Emilia e il servizio fra le due località viene svolto con autobus. Il Comune di Parma informa poi che è stata disposta la totale chiusura al traffico di tutto il tratto di via Toscana che va da via Strobel alla intersezione con la rotonda di via Mantova, la zona adiacente alla ferrovia. I residenti di via Toscana potranno accedere alle loro abitazioni soltanto a piedi, parcheggiando i propri veicoli nelle vie limitrofe.

Kateryna Fruttaldo

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Giacomo Bozzoli arrestato a Soiano del Garda

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Né in Spagna, né altrove: Giacomo Bozzoli, latitante dopo la condanna definitiva all’ergastolo per l’omicidio dello zio, era a casa.

I carabinieri lo hanno trovato nel cassettone del letto matrimoniale, nella sua villa di Soiano del Garda, nel Bresciano. Finisce così, dopo undici giorni, la caccia all’uomo cominciata il primo luglio scorso e partita da quella stessa villa in cui i carabinieri si erano presentati per notificargli la sentenza della Cassazione e arrestarlo. Senza trovarlo.

A chiarire in una conferenza stampa i dettagli dell’arresto, avvenuto intorno alle 17.45 di oggi, è stato il procuratore di Brescia Francesco Prete. “Abbiamo capito – ha detto il magistrato – che era nella villa di Soiano e lo abbiamo trovato nascosto in un cassettone del letto matrimoniale. In un borsello aveva 50mila euro. Sappiamo che si è recato con compagna e figlio in Spagna, poi ha fatto rientro in Italia con mezzi di fortuna”.

“Riteniamo – ha aggiunto Prete – che non avesse intenzione di costituirsi. Lo dimostra il ritrovamento nel cassettone del letto matrimoniale. Sì è proclamato innocente e ha detto che vorrà dimostrarlo”. Quando è stato arrestato, Giacomo Bozzoli indossava una t-shirt, aveva capelli spettinati, barba e baffi. Probabilmente non immaginava che la villa fosse costantemente monitorata. E invece, quando i militari hanno visto dei movimenti sospetti, sono entrati nell’abitazione, tra l’altro imbottita di cimici, lo hanno cercato e alla fine arrestato.

“La magistratura requirente e la polizia giudiziaria daranno la caccia” a Giacomo Bozzoli “senza allentamenti di tensione”, aveva promesso attraverso un’intervista il procuratore generale Guido Rispoli, parlando della fuga del 39enne. “Non avrà vita facile – aveva aggiunto il pg di Brescia – Se gli interessa veramente il bene del figlio dovrebbe costituirsi. Solo così la vicenda non sarà più una notizia e la sua famiglia potrà ritrovare un po’ di tranquillità”. Proprio con il figlio di 9 anni e la compagna Antonella Colossi era stato video ripreso dalle telecamere di un hotel a Marbella prima di svanire di nuovo nel nulla.

La donna e il bambino erano rientrati in Italia il 5 luglio scorso, e si pensava che potesse essere vicina una svolta ma anche dai loro interrogatori, pieni di ‘non ricordo’, non erano emersi dettagli significativi. Giacomo Bozzoli e la sua Maserati Levante sembravano letteralmente scomparsi.
Una fuga durata probabilmente troppo per non godere di qualche appoggio. E infatti proprio oggi si è saputo che la procura di Brescia ha aperto un’inchiesta contro ignoti “per procurata inosservanza della pena” in merito alla latitanza dell’uomo. L’obiettivo degli inquirenti è trovare eventuali complici che possono aver aiutato Bozzoli a progettare e realizzare la fuga. E a tornare a casa sua nel Bresciano. La Cassazione aveva confermato, il primo luglio scorso, la condanna all’ergastolo per Giacomo Bozzoli, ritenuto l’omicida dello zio Mario, l’imprenditore di Marcheno svanito nel nulla l’8 ottobre 2015. La Corte aveva in pratica confermato la doppia condanna che il 39enne aveva già incassato in primo grado e in appello a Brescia. Per i giudici l’uomo gettò lo zio, il cui corpo non è mai stato ritrovato, nel forno della fonderia di famiglia. Giacomo Bozzoli, che in questi nove anni è sempre rimasto in libertà, non aveva seguito l’udienza a Roma, dove invece era presente il padre Adelio. Si pensava fosse a casa ad attendere il verdetto, invece era già partito per tentare una fuga disperata. Finita oggi, nella sua villa sul lago.

Fabiana Pugliese

occhio.com
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