Pistoia, 87enne muore travolta da un’auto

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Una donna di 87 anni è morta sul colpo nel tardo pomeriggio di oggi dopo essere stata travolta da un’auto in via Fiorentina, a Pistoia.

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, l’anziana stava attraversando la carreggiata quando è stata colpita violentemente da una vettura in transito.
L’impatto è stato fatale e i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili.

Sul luogo del sinistro sono intervenuti d’urgenza i sanitari della Misericordia di Agliana e della Croce Verde di Chiazzano, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della donna.
Stando ai primi rilievi, il conducente del veicolo si sarebbe subito fermato a prestare soccorso e sarebbe risultato negativo all’alcoltest eseguito nell’immediato. La dinamica esatta dell’incidente resta comunque al vaglio della polizia locale e dei carabinieri, impegnati nei rilievi per stabilire eventuali responsabilità e ricostruire la traiettoria del mezzo. Il tratto di strada interessato ha subito rallentamenti per permettere le operazioni di soccorso.

occhio.com

Capodanno, sequestrate oltre due tonnellate di botti nel Milanese

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno sequestrato in questi giorni di fine anno oltre 2 tonnellate di fuochi d’artificio illegali, durante le attività di contrasto al fenomeno della fabbricazione e vendita di materiali pirotecnici irregolari disposta in vista delle festività di Capodanno Le attività delle Fiamme Gialle si sono sviluppate su tutto il territorio provinciale e hanno individuato varie irregolarità: in alcuni esercizi commerciali gli articoli pirotecnici sono risultati conservati con modalità del tutto inadeguate, confusi con prodotti di altro genere e a volte ammassati in contenitori non integri e in ambienti non idonei, senza osservare le prescritte cautele in tema di sicurezza e prevenzione incendi.

In altri casi, è stato trovato materiale in misura eccedente i limiti quantitativi di categoria per i quali è prevista la libera vendita, che veniva commercializzato in assenza di qualsiasi necessaria autorizzazione.
In altri casi ancora, sono stati trovati botti artigianali, tra cui un vero e proprio cilindro lanciarazzi realizzato senza rispettare norme di sicurezza e altamente pericoloso per gli utilizzatori.

occhio.com

Napoli, cadono calcinacci da un edificio: due turiste ferite

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Due giovani turiste provenienti dalla provincia di Roma, di 22 e 25 anni, sono rimaste ferite in modo lieve da calcinacci staccatisi all’improvviso da un cornicione in via Toledo, nel cuore di Napoli, affollatissima di visitatori e cittadini nel giorno di Santo Stefano.

Le due sono state subito condotte nel vicino ospedale dei Pellegrini: la 22enne ha riportato una ferita lacero contusa al cuoio capelluto, ed è stata sottoposta a scopo precauzionale ad una Tac; la 25enne è stata raggiunta da alcune schegge. Nessuna delle due è in condizioni preoccupanti: dopo gli accertamenti sono state entrambe dimesse.
L’episodio ha suscitato paura tra i passanti che durante il pomeriggio percorrevano la strada. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che stanno mettendo in sicurezza il cornicione, con la Polizia di Stato e la Polizia municipale.
“Siamo di fronte a una tragedia sfiorata – commenta il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli – e purtroppo via Toledo non è nuova a episodi simili, quando nel 2014 il giovane Salvatore Giordano perse la vita a causa del distacco di un cornicione dalla Galleria Umberto. È indispensabile provvedere immediatamente alla messa in sicurezza dei palazzi. Questa strada è già diventata un vero e proprio campo minato a causa della pavimentazione rotta e sconnessa, che provoca continue cadute, e già in passato ci sono stati distacchi di cornicioni con conseguenze ben più gravi. Chi non provvede alla manutenzione e mette a rischio l’incolumità delle persone non può restare impunito”.

occhio.com

Palermo, 33enne ferita a colpi di fucile

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Una donna di 33 anni è stata ferita da colpi di fucile alla spalla esplosi la notte scorsa in piazza Nascè, a Palermo. La vittima è stata portata in ospedale e non sarebbe in pericolo di vita. E’ accaduto intorno alle due e mezza di notte. Secondo una prima ricostruzione, la donna non sarebbe stata l’obiettivo dell’azione armata. L’uomo che ha sparato è poi fuggito a bordo di un’auto e ha investito due pedoni all’altezza di via Mazzini, proseguendo la fuga in direzione piazza don Bosco. Intorno alle 3, l’intera area all’altezza di piazzetta Nascè è stata chiusa al traffico e transennata dalla polizia e dai carabinieri con il nastro rosso e bianco. Gli agenti hanno avviato i rilievi. Si indaga per chiarire la dinamica e individuare i responsabili. Tra le piste battute dagli investigatori ci sarebbe anche un regolamento di conti tra bande. 
“Mia figlia stava tornando a casa quanto è stata raggiunta da un proiettile. E’ ricoverata e i medici attorno alle 15.30 dovranno fare una prima valutazione delle sue condizioni. E’ stato nostro figlio a chiamarci stanotte e a dirci quanto era successo. Mi è crollato il mondo addosso”. Lo dice Francesca Palma, la madre di Valentina Peonio, la donna di 33 anni ferita a Palermo, in piazza Nascé, a colpi di fucile. Palma attende notizie davanti al reparto del Trauma Center di Villa Sofia. Accanto a lei il marito Paolo e alcuni parenti. La famiglia ha un negozio di protesi acustiche. La 33enne è stata ferita da un colpo di fucile di caccia e investita da numerosi pallini. Nessuno avrebbe leso organi vitali. La madre è riuscita a scambiare alcune parole con la donna che nelle prossime ore dovrebbe essere sentita dagli agenti della squadra mobile. L’amica che era accanto a lei è stata già ascoltata dai poliziotti che hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza e sarebbero già sulle tracce dell’aggressore, poi fuggito a bordo di una Smart. Secondo i primi accertamenti la vittima sarebbe stata ferita per errore dal balordo che ha sparato tra la folla.

occhio.com

Cava De’Tirreni, uccide la moglie e poi si suicida

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Un nome in più si aggiunge al lungo, terribile, elenco di donne ammazzate da uomini che dicono di amarle.

Questa volta la vittima è una 40enne: è stata colpita almeno 6 volte con un coltello da cucina.

E’ morta così Anna Tagliaferri, una imprenditrice originaria di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, vittima di femminicidio da parte del compagno, il coetaneo Diego Di Domenico. Il 40enne, dopo averla ferita a morte, è salito sul tetto della stessa abitazione in via Ragone e si è letteralmente lanciato nel vuoto, finendo in un cortile adiacente e morendo sul colpo. La tragedia si è consumata questo pomeriggio, nella casa di lei, dove i due convivevano, davanti agli occhi della madre della donna, di 75 anni che ha cercato di frapporsi alla furia omicida dell’uomo, rimanendo a sua volta ferita ma non in pericolo di vita. Per i carabinieri del Reperto Territoriale di Nocera Inferiore, agli ordini del comandante Gianfranco Albanese, giunti immediatamente sul posto, la dinamica è apparsa subito chiara. Molto probabilmente il pm di turno disporrà per entrambi l’autopsia. Intanto la notizia si è diffusa nella comunità dove la donna, una imprenditrice, titolare della storica pasticceria Tirreno, era molto nota e stimata. Nessuno riesce ancora a credere a questa notizia. Non risulta alcuna denuncia o segnalazione che potesse far presagire questa morte. I militari, intanto, hanno rinvenuto e sequestrato il coltello da cucina utilizzato per uccidere la donna. Addolorato anche il sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, il quale giunto sul posto, come prima cosa, ha deciso di sospendere tutte le attività e iniziative natalizie in programmazione. “Sono sconvolta per il femminicidio-suicidio avvenuto oggi a Cava de’ Tirreni. Sgomento, dolore, ancora una volta. È una strage senza fine. Ogni femminicidio rappresenta un fallimento collettivo. Alla famiglia della vittima e, in particolare, alla madre, rimasta ferita anche lei, e alla comunità di Cava de’ Tirreni va la mia più sincera vicinanza”, ha commentato la senatrice del Movimento 5 Stelle, Anna Bilotti, componente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere. Ancora violenza, questa volta nel Varesotto e fortunatamente senza vittime. I protagonisti sono una donna di 50 anni e un uomo di 37. I due si erano conosciuti a maggio su una pagina social per amanti della moto e avevano partecipato a qualche escursione: lui aveva raccontato di essere divorziato. La storia nasce a Ferno. Dopo molti episodi di violenza, l’ultimo capitolo si è verificato lo scorso venerdì quando la vittima è riuscita a fare il segnale di pericolo mentre si trovava sulla macchina dell’uomo che con lei e la moglie aveva portato la figlia all’asilo. Da lì, è scattato l’allarme e lui è stato arrestato per stalking, violenza sessuale, violenza privata e rapina e non è escluso che a queste si aggiunga anche il sequestro di persona. Si è scoperto che l’uomo, non solo era sposato, ma che sono stati diverse le violenze. Una volta la picchiò tanto da farla finire al pronto soccorso, e poi ricominciò all’uscita dell’ospedale convinto che avesse avuto un rapporto con il medico. Ma non solo, a quanto ha raccontato la donna, la obbligò a denunciare per stupro un vecchio amico e dall’11 al 18 novembre la costrinse a stare in casa con lui, la moglie e la loro figlia per aspettare che i segni delle botte, troppo evidenti per passare inosservati, si attenuassero. In una occasione aveva anche portato la sua compagna a casa, dopo averla riempita di botte, e la consorte, alla vista dei lividi e del naso sanguinante, aveva detto: “Pensavo peggio”. Forse anche lei era soggiogata da quest’uomo sul quale ora pendono accuse pesantissime.

occhio.com

Roma, è morto il 25enne accoltellato sabato a Roma

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E’ morto ieri mattina poco prima delle 11 nella terapia intensiva dell’ospedale San Camillo, Orahovac Demir, il 25enne accoltellato sabato mattina in viale Ventimiglia, alla periferia di Roma.
Si aggrava la posizione dei tre uomini arrestati dai carabinieri per l’aggressione.

Tra loro padre e figlio, di 48 e 25 anni, e un trentasettenne. I carabinieri hanno anche sequestrato il coltello utilizzato per l’accoltellamento, in un cassonetto dei rifiuti poco lontano.

occhio.com

Cassano allo Ionio, sequestrata una tonnellata di fuochi di artificio

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I finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno sequestrato una tonnellata di fuochi d’artificio detenuti illegalmente in due depositi privi delle autorizzazioni.

L’operazione delle Fiamme gialle è nata da un controllo su strada nel territorio di Cassano all’Ionio dove, all’interno di un furgone, sono stati trovati diversi pacchi con botti detenuti illegalmente dal conducente.
I militari hanno quindi avviato perquisizioni locali e domiciliari individuando i due depositi: uno al piano terra di una palazzina abitata e l’altro presso un’attività commerciale nel pieno centro cittadino.

Oltre 140mila gli articoli sequestrati. I fuochi d’artificio, alcuni di categorie utilizzabili solo da professionisti del settore e non detenibili in esercizi di vendita al dettaglio, erano ammucchiati senza alcuna cautela in locali non idonei. Il materiale pirotecnico è stato quindi sequestrato e messo in sicurezza.

occhio.com

Mosca, ucciso il generale Sarvarov

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“Un ordigno piazzato sotto il telaio di una automobile è stato fatto esplodere la mattina del 22 dicembre (…) a Mosca e il generale Fanil Sarvarov, capo del Dipartimemto di addestramento operativo dello Stato maggiore russo, è morto a causa delle ferite riportate”. Lo scrive l’agenzia russa Tass, che cita la portavoce del comitato investigativo russo, Svetlata Petrenko, aggiungendo che le autorità sospettano la mano dei servizi ucraini nell’attentato.
Poco prima si era saputo dell’esplosione di un’auto nel cortile di un palazzo nella zona sud di Mosca.

Gli inquirenti russi, scrive la Tass, stanno valutando diverse teorie sull’omicidio, secondo una delle quali “l’attentato sarebbe stato organizzato dai servizi speciali ucraini”. Sul luogo dell’esplosione sono in corso indagini. “I testimoni oculari vengono interrogati e si stanno esaminando le riprese delle telecamere a circuito chiuso”, ha dichiarato la portavoce del comitato investigativo, Petrenko.
Il militare ucciso, Fanil Sarvarov, 56 anni, direttore del dipartimento di addestramento operativo dello Stato maggiore dell’esercito, nel maggio 2024 aveva ricevuto il grado di generale luogotenente dallo stesso presidente, Vladimir Putin, ricorda la Tass. 

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Prato, sequestrati 90mila articoli dannosi per la salute

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Prato sequestrati articoli dannosi
Sequestro articoli dannosi Prato

Sequestrati dalla guardia di finanza di Prato circa 90.000 articoli – giocattoli e cartoleria – non conformi e potenzialmente dannosi per la salute, i quali avrebbero fruttato un illecito profitto stimabile in oltre 300.000 euro.

I finanzieri hanno agito in un esercizio commerciale nel quartiere di Prato ormai definito da anni Chinatown.
Le verifiche, condotte dalle fiamme gialle pratesi, hanno portato al sequestro di decorazioni, addobbi e oggettistica natalizia di vario genere. Nonché di giocattoli destinati ai bambini e ai ragazzi in età scolastica.
Tutti gli articoli sottoposti a sequestro, spiegano le Fiamme gialle, erano senza le indicazioni in lingua italiana e dell’etichettatura riportante le informazioni minime riguardanti la composizione merceologica. Come il prodotto, il produttore, il Paese di origine nonché l’eventuale presenza di materiali o sostanze pericolose, i materiali impiegati e le istruzioni per l’uso.
Invece il Codice del Consumo prevede l’obbligo di riportare le indicazioni e le specifiche di dettaglio per tracciare l’intera filiera di produzione. E garantire un adeguato standard qualitativo della merce. In modo da escludere che nella fabbricazione siano utilizzati materiali e sostanze potenzialmente nocive per la salute.

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Trieste, arrestato un uomo perchè filmava di nascosto le figlie della convivente

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Filmava le figlie della convivente, anche minorenni, durante momenti di vita quotidiana, e acquisiva filmati dalle videocamere di case altrui che lui stesso aveva installato.

Per queste ragioni un elettricista e installatore di sistemi di sicurezza è stato arrestato in flagranza. Il reato che gli è stato contestato è di interferenze illecite nella vita privata.

A notificarglielo sono stati i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando di Trieste che hanno compiuto indagini sul caso. Non è il solo reato imputatogli: tra i suoi archivi e dispositivi informatici, è stato trovato materiale pedopornografico. L’autorità giudiziaria ha disposto dunque per l’uomo l’allontanamento da casa. Questi aveva installato in vari punti della casa alcune microtelecamere, anche in bagno. L’inchiesta avviata dai carabinieri di Trieste nasce dalla denuncia presentata in Settembre da una donna della provincia di Udine. La donna si era rivolta ai Carabinieri denunciando di aver trovato, sul telefono cellulare del convivente, foto che ritraevano le sue figlie senza abiti.

La segnalazione avvia un’attività investigativa dei militari della Sezione “Cyber” del Nucleo Investigativo di Trieste. Quando l’uomo si è reso conto che i Carabinieri stavano chiudendo il cerchio sui fatti, ha frantumato il proprio telefono cellulare per evitare che si potessero individuare tracce di quanto commesso. Gli specialisti dell’Arma, però, sono riusciti a rimettere insieme i pezzi ed a recuperare il contenuto del dispositivo. Con il cellulare erano stati sequestrati anche un hard disk e altri supporti informatici nel corso di una perquisizione in casa. Le analisi forensi hanno rinvenuto numerose fotografie, archiviate e catalogate con accuratezza, che ritraevano, appunto, le figlie della convivente, minorenni.

Le foto erano classificate per anno e corredate da un nominativo. L’elettricista e installatore di sistemi di videosorveglianza non si era limitato a spiare le ragazze ma aveva anche scaricato sullo smartphone diverse applicazioni che gli permettevano di accedere da remoto – e senza consenso – ai sistemi di videosorveglianza che aveva installato nelle abitazioni dei clienti, visualizzando e scaricando immagini in tempo reale. Le vittime sono state informate immediatamente e hanno presentato denuncia. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre vittime.

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