Catania, 40enne arrestato per abusi sessuali nei confronti della figlia della convivente

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Avrebbe abusato sessualmente della figlia piccola della convivente obbligando la donna ad assistere alle violenze.

E’ l’accusa contestata dalla Procura di Catania a un 40enne che è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale aggravata ai danni di una minorenne che aveva meno di 14 anni e per maltrattamenti ai danni della piccola e di altri suoi familiari: la mamma e due fratelli anche loro minorenni.
Nei confronti dell’uomo la squadra mobile della Questura, che ha indagato sul caso, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le investigazioni sono state avviate dopo la segnalazione di presunti abusi sessuali su una minorenne da parte della responsabile di un istituto religioso specializzato nell’accoglienza di soggetti vulnerabili.

La squadra mobile ha ascoltato l’operatrice della struttura che aveva sentito e confidenze raccontate a un’ospite della comunità. Le dichiarazioni hanno trovato riscontro nell’audizione protetta della vittima e in altre testimonianze.
Dalle indagini è emerso che il 40enne per obbligare la bambina ad assecondare le sue richieste a sfondo sessuale la minacciava e la picchiava, oppure la lusingava con regali che le venivano tolti in caso di un rifiuto. Grazie agli accertamenti, contesta la Procura di Catania, è stato ricostruito un quadro di maltrattamenti subiti da tutti i componenti del nucleo familiare costretti a sopportare condotte prevaricatrici e umilianti, anche in presenza di altri due figli minorenni, nei confronti della convivente costretta a dormire per terra e ad assistere passivamente agli abusi sessuali sulla figlia. Nell’inchiesta sono confluiti messaggi audio inviati dall’uomo, durante le indagini, con minacce di imminenti e gravi ritorsioni all’incolumità fisica dei suoi interlocutori.
 Il 40enne è stato arrestato nel comune di Biancavilla, dove personale della squadra mobile della Questura ha eseguito un decreto di perquisizione informatica emesso dalla Procura distrettuale di Catania e sequestrato il cellulare dell’indagato.
   

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Russia: “Intercettati e distrutti 13 droni ucraini”

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La scorsa notte, i sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto e intercettato 21 droni ucraini sulle regioni di Belgorod, Bryansk, Voronezh e Kursk.

Lo ha riferito il Ministero della Difesa russo.
“Tredici droni sono stati intercettati sul territorio della regione di Belgorod: sei – si legge nella nota – sul territorio della regione di Bryansk, uno sul territorio della regione di Voronezh e uno sul territorio della regione di Kursk”.

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Ripalta, due morti e un ferito in un incidente stradale

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È di due morti e un ferito il bilancio di un incidente stradale avvenuto all’alba sulla statale 16 tra Foggia e San Severo, al bivio di Ripalta.

A quanto si è appreso, le vittime viaggiavano insieme ad una terza persona (che era probabilmente alla guida) a bordo di un autocarro che, a quanto si apprende, è uscito fuori strada impattando con il guard rail.
Il ferito è stato trasportato in ospedale dal 118.

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Salbertrand, arrestati due autisti sull’A32 per trasporto di cocaina

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Un ingente quantitativo di cocaina, per un valore di diversi milioni di euro, è stato sequestrato dalla polizia stradale di Torino durante un controllo alla barriera autostradale di Salbertrand, sull’A32 Torino-Bardonecchia.

Il carico di droga, suddiviso in 70 confezioni per un peso complessivo di 77 chilogrammi, era nascosto tra i bancali di carne e altri prodotti di macellazione provenienti dall’Olanda, su di un camion. A destare i sospetti degli agenti della sottosezione di Susa è stato l’atteggiamento particolarmente agitato dei due conducenti dell’autoarticolato, in viaggio dalla Francia verso Torino. Decisivo anche il fiuto del cane dell’unità cinofila, che ha ripetutamente segnalato la presenza di sostanze sospette nel semirimorchio.
La perquisizione del mezzo ha portato alla scoperta della cocaina, celata tra le mezzene di carne appese. I due autisti, cittadini rumeni residenti in Italia rispettivamente di 43 e 37 anni, sono stati tratti in arresto con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti e tradotti nel carcere torinese Lorusso e Cutugno. L’operazione si inserisce nell’ambito dei controlli quotidiani sui trasporti internazionali effettuati dalla polizia sulle principali arterie autostradali.

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Pontedera, trovata morta la donna scomparsa il 12 ottobre

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Era Era a pochi chilometri da casa Flavia Mello Agonigi, la donna di 54 anni, di origine brasiliana ma cittadina italiana, residente a Pontedera (Pisa), scomparsa dallo scorso 12 ottobre dopo avere trascorso una serata con le amiche in un locale in provincia di Pistoia, il Don Carlos di Chiesina Uzzanese.

Il suo corpo privo di vita è stato trovato nel pomeriggio dentro alla cisterna della cantina di un’abitazione di Sant’Ermo, frazione del comune di Casciana Terme Lari, nelle colline della Valdera.

Flavia è stata uccisa a coltellate, probabilmente la stessa notte della scomparsa, e dell’omicidio è sospettato un italiano di 34 anni, Emanuele Nannetti, residente nello stesso comune dove è stato trovato il cadavere. L’uomo, sottoposto a fermo e portato in questura, avrebbe fatto alcune ammissioni. Le indagini condotte dalla polizia di Stato hanno permesso di localizzare oggi l’auto della donna, l’Opel Mokka, sparita con lei dal 12 ottobre. L’auto era regolarmente parcheggiata e chiusa. In breve gli investigatori hanno individuato anche l’abitazione all’interno della quale c’era il corpo della donna, che, stando a quanto si è appreso, è stata uccisa a coltellate.

Ancora non è chiaro il movente, ma sembra certo che l’uomo sottoposto a fermo e sospettato dell’omicidio sarebbe stato l’individuo con il quale Flavia aveva un appuntamento la notte della sua scomparsa. Non è escluso che la svolta nell’inchiesta sia arrivata grazie all’acquisizione del computer portatile che la squadra mobile ha recuperato lo scorso 21 ottobre nella casa dove Flavia abitava insieme al marito subito dopo la decisione della procura di aprire un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di omicidio.

L’analisi dei supporti informatici potrebbe avere infatti aiutato gli inquirenti a indirizzare le indagini verso le frequentazioni della donna incrociandole con le testimonianze dirette acquisite dalle amiche nell’immediatezza della scomparsa e che già avevano riferito che Flavia si era allontanata dalla discoteca dicendo che aveva “un appuntamento”.

Stando a quanto si è appreso nell’abitazione dove è stato recuperato il cadavere di Flavia Mello Agonigi sono ancora al lavoro gli agenti della polizia scientifica, insieme ai colleghi della mobile e del commissariato di Pontedera, proprio per cercare l’arma del delitto. Sul posto anche i vigili del fuoco.

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Onu: “Crimini atroci nel nord di Gaza”

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Il nord di Gaza sta affrontando il “momento più buio” dall’inizio della guerra.

E’ l’avvertimento lanciato dall’alto commissario Onu per i diritti umani Volker Turk.

“In modo inimmaginabile la situazione sta peggiorando di giorno in giorno. Le politiche e le pratiche del governo israeliano nel nord di Gaza rischiano di svuotare l’area di tutti i palestinesi. Stiamo affrontando ciò che potrebbe equivalere a crimini atroci, potenzialmente estendendosi a crimini contro l’umanità”, ha affermato Volker Turk in una nota.

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Caso Cecchettin, Turetta per la prima volta in aula

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Filippo Turetta nell’aula della Corte d’Assise di Venezia è stato interrogato come imputato nel processo per l’omicidio dell’ex fidanzata, Giulia Cecchettin.

In aula, davanti a lui, tra le parti civili, era presente anche il papà della ragazza, Gino Cecchettin.

E’ stata questa la prima volta che Turetta è uscito dal carcere – è rinchiuso da un anno a Verona – dopo l’arresto avvenuto in Germania il 19 novembre 2023. Turetta, scortato dalla polizia penitenziaria, era vestito con pantaloni neri ed una felpa grigia con cappuccio, in mano una cartellina con alcuni documenti. Prima di sedersi accanto al legali di fiducia, Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, ha girato un paio di volte il capo guardandosi attorno, incrociando lo sguardo con il collegio presieduto da Stefano Manduzio, e apparentemente non notando la presenza di Gino Cecchettin.

Il pm Andrea Petroni ha cercato di formulare le domande in modo semplice e diretto, incalzando Turetta che, nonostante le memorie messe agli atti, balbettava, tentennava, rispondeva con dei “non ricordo” anche di fronte all’evidenza di immagini e oggetti, ogni tanto con voce strozzata.
Il difensore di Turetta, Giovanni Caruso, fissava costantemente negli occhi Filippo, seguendo lo sconnesso filo di parole che pronunciava nel tentativo di rispondere al pm che, ripercorrendo i giorni prima, durante e dopo l’omicidio, poteva contare non solo sugli interrogatori ma anche sulle ammissioni dell’imputato nelle lettere e memorie. 

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Nigeria, allarme per malnutrizione infantile

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La Croce Rossa (Icrc) ha lanciato l’allarme sul rapido aumento della grave malnutrizione infantile nel nord-est della Nigeria.

Quest’anno il numero di bambini malnutriti è cresciuto del 24 per cento, ha aggiunto.
Il gruppo jihadista Boko Haram che opera nell’area da 15 anni con altre formazioni islamiste ha ucciso oltre 40 mila persone, sfollandone circa due milioni. I combattimenti hanno compromesso anche i mezzi di sussistenza e impedito l’accesso ai terreni agricoli e ai mercati. In un anno, il numero di bambini finiti nelle cliniche della Croce Rossa per grave malnutrizione nel nord-est nigeriano è passato da 6.842 a 8.470, come ha precisato l’Icrc. “L’aumento del numero dei bambini con grave malnutrizione è straziante.
Purtroppo, questa è solo una frazione di coloro in stato di bisogno nella regione”, ha detto Yann Bonzon, responsabile della delegazione di Icrc in Nigeria.
Le organizzazioni non governative ricordano come anche il cambiamento climatico e le recenti inondazioni stiano creando una crisi nella crisi e colpiscano i Paesi che sorgono nell’area del lago Ciad tra cui il Camerun, il Ciad e il Niger. Lo scorso mese le alluvioni hanno ucciso almeno 31 persone sfollandone centinaia di migliaia nella città nord-orientale nigeriana di Maiduguri, in una delle peggiori inondazioni registrate dal Paese più popoloso dell’Africa.
   

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Colombia, catturato il latitante Luigi Belvedere

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Nel corso della notte, a Medellin (Colombia), è stato catturato Luigi Belvedere, ricercato da dicembre 2020 ed inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi del Ministero dell’Interno, condannato in via definitiva per traffico internazionale di stupefacenti e che avrebbe agito come intermediario tra i cartelli colombiani ed alcuni clan del “cartello camorristico” dei Casalesi.
Deve espirare la pena di 18 anni, 9 mesi e 20 giorni di reclusione, nonché una ulteriore misura cautelare sempre per traffico internazionale di stupefacenti.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale di Napoli e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, dalla Sisco di Napoli e dallo Sco, avvalendosi di una diretta collaborazione con organismi investigativi colombiani e del sostegno operativo di Europol, della Dcsa e del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, ha consentito di documentare l’operatività di Belvedere, broker casertano specializzato nell’illecita importazione di cocaina, che agiva come intermediario tra i cartelli colombiani ed alcuni clan del “cartello camorristico” dei Casalesi.

Di lui gli investigatori hanno anche una foto che lo riprende in visita alla tomba del noto narcotrafficante Pablo Escobar In particolare, la cattura di Belvedere- che ha visto la partecipazione diretta di investigatori della Polizia di Stato in missione in territorio colombiano – è maturata nell’ambito di articolate indagini che, avvalendosi anche delle informazioni estrapolate da un noto sistema di messaggistica in collaborazione con Europol, hanno consentito di accertarne la presenza in Colombia ove era attivo nell’organizzazione delle spedizioni di droga dal Sud America verso l’Europa.

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Ankara, arrestati 176 membri del PKK

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Il ministro dell’Interno turco, Ali Yerlikaya, ha annunciato su X che 176 membri del Pkk sono stati arrestati con operazioni in 31 province turche, tra cui Istanbul.

I sospetti sono accusati di avere diffuso “propaganda” a favore del Pkk e partecipato a “manifestazioni illegali con blocchi stradali, dando fuoco a pneumatici e lanciando molotov”, mentre nelle operazioni sono state anche sequestrate armi non dichiarate.

Gli arresti arrivano a meno di 48 ore dall’attentato contro la sede dell’Industria Aerospaziale turca da parte di 2 assalitori identificati come membri Pkk che ha provocato la morte di 5 persone e 22 feriti.
   

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