Russia, arrestate due persone per l’omicidio del generale Kirillov

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Due persone sospettate dell’omicidio del generale russo Igor Kirillov e del suo assistente Ilya Polikarpov sono state arrestate: lo riporta il quotidiano Kommersant sul suo canale Telegram citando una fonte anonima.
Secondo la fonte, la polizia ha catturato i due visionando i filmati ripresi sul luogo del delitto dalle telecamere di sorveglianza, che “hanno registrato un paio di auto sospette”.

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Genova, operaio 52enne muore nel porto mentre controllava i sigilli di un container

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Infortunio mortale nel porto di Genova Prà.

Un operaio di 52 anni è stato travolto da una ralla mentre controllava i sigilli di un container. La vittima ha perso la vita sul colpo. Un altro operaio, che era alla guida del mezzo, è rimasto ferito dopo essere stato sbalzato fuori dalla cabina di guida. Sul posto sono intervenuti il personale del 118, la polizia stradale e gli ispettori della Asl.

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Caltanissetta, nove persone arrestate per delle violenze commesse in una casa di riposo

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I carabinieri di Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di nove persone – 6 in carcere e 3 agli arresti domiciliari – accusate di reati commessi nei confronti di anziani ospiti in una struttura socio-assistenziale.

“Nel corso dell’indagine sono emersi – dicono gli inquirenti – concreti elementi circa comportamenti vessatori da parte degli operatori socio-sanitari e dei gestori della struttura, che delineano le ipotesi di reato di maltrattamenti, sequestro di persona, abbandono di persone ed esercizio abusivo di pratiche sanitarie”.


Gli ospiti più fragili venivano immobilizzati a letto con mezzi di contenimento o legati con cinghie alle sedie a rotelle, impedendo loro qualunque tipo di movimento.
Con l’ordinanza è stato anche sequestrato l’immobile che ospitava la struttura che è stato affidato ad un amministratore giudiziario per consentire agli utenti più adeguate e migliori condizioni di assistenza all’interno della residenza.

Le attività investigative, coordinate dalla Procura di Caltanissetta, hanno consentito di accertare e porre fine a gravi fatti di maltrattamenti e sequestri di persona contro anziani indifesi, dicono i carabinieri. 
Secondo quanto emerso dalle indagini le due titolari delle società che gestivano la casa di riposo Santa Chiara, Venera Alaimo e Agata Giovanna Salamone, “consapevoli dello stato di abbandono in cui versavano gli ospiti della casa di riposo e della carente gestione dei servizi avrebbero omesso di adottare qualsivoglia provvedimento organizzativo e direttivo”. Gli altri, tutti operatori sociosanitari, sono accusati di aver maltrattato gli anziani utilizzando nei loro confronti un linguaggio offensivo, minaccioso, volgare, schernendoli per la loro incontinenza. Alcuni di loro avrebbero anche tenuto bloccati gli anziani sui letti per diverse ore con dei mezzi di contenimento. In carcere sono finiti Venera Alaimo, 63 anni, Pietro Castronovo, 44 anni, Gianluca Giuseppe Ciresi, 50 anni, Gaetano Marrocco, 51 anni, Agata Giovanna Salamone, 50 anni, Donatella Michela Salamone, 41 anni, ai domiciliari con braccialetto elettronico Katia Dibenedetto, 48 anni, Marco Iacono, 38 anni, Noemi Tomasella, 25 anni.

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Moncalieri, coniugi trovati morti nel garage della loro villetta

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Gli investigatori non hanno dubbi: ci sarebbe l’ennesimo femminicidio, seguito dal suicidio, nella tragica fine di una coppia di coniugi trovata la scorsa sera nel garage della loro villetta a Moncalieri, nel Torinese.

Anche se mancano ancora alcuni tasselli per ricostruire l’intera vicenda, i carabinieri della compagnia locale e quelli del nucleo investigativo stanno lavorando su quest’ipotesi, seppur nessun’altra pista viene ancora del tutto esclusa.

Antonella Tarabra, 61 anni, sarebbe stata uccisa dal marito, Emanuele Tuninetti, di 69, con un colpo violento alla nuca. Poi l’uomo si è impiccato. Spetterà agli esami dell’autopsia, che verrà condotta nei prossimi giorni, fornire maggiori risposte. I carabinieri, coordinati dal pm Valerio Longi della procura di Torino, sono tornati questa mattina nella villetta immersa nella campagna in strada Chisola, nella frazione di Tetti Rolle, quasi al confine con Vinovo.

Gli investigatori stanno cercando l’arma – un oggetto probabilmente simile a una spranga di ferro – che Tuninetti avrebbe usato per uccidere la moglie. Sul corpo della donna sono state riscontrate anche delle ferite che, da un primo esame, sarebbero state provocate da un’arma da taglio.

Nell’ appartamento non sono state trovate tracce che possano fare pensare a un duplice omicidio, non c’era alcun segno di effrazione. Resta da capire il movente. Secondo i primi riscontri e dopo aver sentito parenti, amici e vicini della coppia, tra Emanuele e Antonella non ci sarebbero stati dissidi. Non risulterebbero neanche problemi economici o di salute di uno dei due. Inoltre, al momento non sono stati ritrovati biglietti che spieghino il gesto. Marito e moglie non avevano figli e hanno passato la vita dedicandosi al lavoro agricolo. I

prodotti dei loro campi venivano venduti, fino a qualche anno fa, ai mercati generali. I vicini hanno raccontato agli investigatori che si trattava di una coppia affiatata, serena, gente per bene e grandi lavoratori. Hanno affermato di non aver mai sentito grida provenire dalla villetta, che è praticamente attaccata ad altre abitazioni, tutte simili tra di loro. Anche secondo quanto riferito dai parenti, i due non avevano mai mostrato di avere problemi.

A scoprire i corpi è stato il fratello di Antonella. La coppia, infatti, ieri doveva andare a cena dalla mamma di lei. Ma non si è presentata. Così il fratello ha telefonato più volte, senza ricevere risposta. Quando è andato a casa dei coniugi, ha trovato i corpi nel garage, con la serranda abbassata e le luci spente. Gli inquirenti nelle prossime ore continueranno a scavare nella vita di Antonella ed Emanuele, sentendo ancora chi conosceva i due, per cercare quel dettaglio che possa far luce su questo giallo.

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La speleologa Ottavia Piana è viva ed è stata estratta dalla grotta

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Èstata portata fuori dalla grotta alle 3.15 di questa notte, la speleologa Ottavia Piana, bloccata in seguito ad una caduta nell’Abisso Bueno Fonteno, nella Bergamasca, da sabato pomeriggio.

Lo ha annunciato il Soccorso alpino.

Nell’ultimo tratto i soccorritori hanno potuto accelerare il passo, anche su suggerimento dei sanitari che dovranno ora valutare con attenzione le sue condizioni di salute. La donna di 32 anni avrebbe riportato traumi alle vertebre e alle costole, fratture alle ossa facciali e a un ginocchio. È stata immediatamente trasferita in elicottero all’ospedale di Bergamo. È stata la stessa Ottavia Piana a incoraggiare i suoi soccorritori, fino a quando, alle 3,15, è stata portata fuori dalla grotta ‘Abisso Bueno Fonteno’, dov’era rimasta bloccata da sabato pomeriggio, per un totale di 80 ore. “Nell’ultimo tratto ci dava lei la carica”, ha detto Corrado Camerini, delegato lombardo. Per il suo soccorso sono stati impegnate in tutto 159 persone, tra Soccorso alpino e vigili del fuoco. Le condizioni della speleologa trentaduenne sono stabili. L’ultimo tratto è stato percorso più velocemente del previsto, grazie ai tratti disostruiti in precedenza e per la valutazione dei sanitari di evitare soste prolungate. La donna è stata portata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo con l’elicottero decollato nella notte da Sondrio. A Fonteno sono arrivati anche i familiari di Ottavia. “Il nostro scopo è fare il nostro mestiere con risultato: la risposta dal Soccorso alpino è quella che ci aspettavamo. Il nostro Soccorso alpino è tra i più efficaci a livello europeo e anche questo l’ha dimostrato”, ha detto ancora Camerini.

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L’Ucraina rivendica l’attentato a Kirillov: «Era un criminale di guerra»

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I servizi di sicurezza ucraini hanno rivendicato l’attentato contro il generale russo Igor Kirillov, come riportato da una fonte dei servizi all’agenzia di stampa AFP.

«Kirillov era un criminale di guerra e un obiettivo legittimo poiché ha ordinato l’uso di armi chimiche proibite contro l’esercito ucraino. Una fine così ingloriosa attende tutti coloro che uccidono ucraini. La punizione per i crimini di guerra è inevitabile», ha dichiarato la fonte ucraina a Rbc.

Un tribunale ucraino aveva condannato Kirillov in contumacia per l’uso di armi chimiche vietate in Ucraina. Le forze dell’ordine ucraine hanno stabilito che, su ordine di Kirillov, dall’inizio della guerra sono stati documentati oltre 4.800 casi di utilizzo di armi chimiche da parte delle forze russe.

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Trenitalia, sistema di prenotazione e vendita ticket nel caos

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I sistemi di prenotazione e vendita di Trenitalia sono attualmente interrotti a causa di un disservizio tecnico in corso.

Trenitalia comunica che i tecnici sono impegnati per risolvere il problema nel minor tempo possibile.

Inoltre, sono state potenziate le informazioni per i passeggeri, sia nelle stazioni che sui treni, e autorizzata la vendita dei biglietti a bordo senza alcun sovrapprezzo.

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Motori, possibile fusione di Honda e Nissan

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Honda e Nissan stanno per avviare negoziati per una possibile fusione, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg che cita Nikkei.

Le due aziende automobilistiche stanno esaminando l’opportunità di unirsi sotto una holding e potrebbero presto firmare un memorandum of understanding.

Inoltre, Honda e Nissan intendono coinvolgere anche Mitsubishi Motors, di cui Nissan è il principale azionista.

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Roma, Patrizio Ranieri condannato quattro anni dopo lo stupro

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Il tribunale di Roma ha condannato l’ex calciatore 22enne, Patrizio Ranieri, a cinque anni e mezzo di reclusione, accusato di violenza sessuale nei confronti di una minorenne. La Procura aveva richiesto una pena di 12 anni e sei mesi.

I fatti risalgono al 31 dicembre 2020, durante una festa di Capodanno in una villetta nel quartiere Primavalle, quando la vittima aveva 16 anni. In relazione a questo episodio, sono sotto processo due minorenni, mentre per un altro adulto i pubblici ministeri di piazzale Clodio hanno chiesto il rinvio a giudizio. Dopo la sentenza, Ranieri ha dichiarato: «Sono innocente, non mi ammazza nulla».

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Invasione israeliana, segnali positivi per tregua con Hamas

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Hamas ha dichiarato che i colloqui sulla tregua in corso a Doha, in Qatar, sono “seri e positivi”. La dichiarazione è stata rilasciata un giorno dopo l’arrivo di una delegazione israeliana a Doha per incontrare i mediatori.

Secondo Hamas, le discussioni in corso sotto la mediazione dei rappresentanti del Qatar e dell’Egitto offrono la possibilità di raggiungere un accordo per un cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri, includendo sia gli ostaggi detenuti a Gaza che i prigionieri palestinesi nelle mani di Israele, a patto che Israele non imponga nuove condizioni.

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