Città del Messico, è grave una studentessa italiana caduta dal balcone

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Precipita da un’altezza di 10 metri in Messico riportando numerose fratture: studentessa italiana originaria di Montemiletto, in provincia di Avellino, è stata operata d’urgenza. Le sue condizioni rimangono gravi, ma sembrerebbero stazionarie.

Il suo nome è Anastasia Sarro. La ragazza, di 23 anni, si era trasferita a Città del Messico per partecipare ad un programma formativo organizzato dalla sua università, il Politecnico di Torino. Secondo una prima ricostruzione delle autorità messicane, domenica scorsa la studentessa sarebbe precipitata accidentalmente dal secondo piano di una residenza nella capitale messicana.

I genitori di Anastasia sono partiti per il Messico lunedì mattina, ma la ragazza è in prognosi riservata. Proseguono le indagini della polizia messicana.

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Bimbo friulano di 9 anni muore in Egitto

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Tragedia a Marsa Alam, in Egitto: un bimbo italiano di 9 anni è morto in vacanza mentre era lì con la sua famiglia. Probabilmente un malore, in seguito ad un’emorragia cerebrale, ha trasformato in un incubo il soggiorno in Africa di una famiglia di Tricesimo, in provincia di Udine.

Non sono ancora certe le cause della morte del bambino, ma sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta delle autorità locali. Intanto, la famiglia friulana ha chiesto di accertare una diagnosi per il figlio, vittima, probabilmente, di possibili ritardi nei soccorsi.

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Terremoto in Tibet, il bilancio è di almeno 95 morti

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Un violento terremoto ha fatto tremare il Tibet questa notte: il bilancio è di almeno 95 morti. Un sisma di magnitudo 6.8, con epicentro a Louche e ad una profondità di 10 chilometri, che ha fatto crollare diversi edifici in alcune regioni del Paese.

Le municipalità più colpite sono state quelle di Changsuo, Quluo e Cuoguo, ma il terremoto è stato così violento da essere avvertito anche in Nepal.

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Caso Paganelli, sul corpo non c’è il Dna del sospettato Louis Dassilva

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Il Dna di Louis Dassilva, unico indagato e in carcere da luglio per l’omicidio della 78enne Pierina Paganelli, non è presente sul corpo della vittima e sulla scena del crimine.

Lo ha stabilito la perizia genetica affidata al professor Emiliano Giardina a cui il Gip del tribunale di Rimini Vinicio Cantarini aveva chiesto di determinare se le tracce biologiche fossero riconducibili al 35enne senegalese.
“Un risultato determinante – dice al Corriere di Romagna l’avvocato Riario Fabbri che insieme al collega Andrea Guidi assiste Dassilva – che esclude il nostro assistito dalla scena del crimine oltre ogni ragionevole dubbio”. “Se anche l’incidente probatorio sul filmato della cam3 (la telecamera della farmacia di via del Ciclamino che la sera dell’omicidio ha ripreso un soggetto che per gli investigatori è Dassilva, ndr) darà un esito ugualmente favorevole per Dassilva, provvederemo a presentare istanza di scarcerazione”, aggiunge il legale al Resto del Carlino.
 Il perito ha analizzato oltre 30 reperti, tra tracce, indumenti e oggetti sequestrati a casa di Dassilva. Il Dna del 35enne è stato trovato solo su un coltello da cucina e un pantalone presi nella sua abitazione. A parte la vittima e l’indagato (per i due oggetti) nessun altro profilo è stato isolato. A pregiudicare gli esiti anche la cattiva conservazione, a causa della composizione di muffe che hanno deteriorato alcune tracce. 

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Cisgiordania, spari contro un bus: 3 morti e 7 feriti

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Almeno tre persone sono state uccise e altre sette ferite in Cisgiordania, dove un autobus e alcuni veicoli civili sono stati bersagliati da colpi d’arma da fuoco: lo fanno sapere fonti mediche israeliane.

Non è ancora chiaro chi siano gli autori, chi le vittime, o la dinamica dell’attacco.
“Personale paramedico ha confermato la morte di tre persone, due donne e un uomo”, ha rivelato un portavoce del Magen David Adom Hospital israeliano.

Le due donne, è stato detto, avevano circa 60 anni, l’uomo una quarantina. “Si è trattato di un grave attacco che si è sviluppato in più punti, dove veicoli e un autobus sono stati colpiti da colpi di arma da fuoco”, ha dichiarato il paramedico Avichai Ben Zruya. “Durante le nostre ricerche iniziali di vittime, abbiamo trovato due donne di circa 60 anni in un veicolo, incoscienti, senza polso e che non respiravano, con ferite da arma da fuoco”, ha detto. “Dopo le valutazioni mediche, purtroppo, abbiamo dovuto dichiararle morte”.
Da parte sua, l’esercito israeliano (Idf) scrive su Telegram che “le forze di sicurezza israeliane stanno inseguendo i terroristi, istituendo posti di blocco e circondando diverse città dell’area” nel villaggio di Al Funduq (Cisgiordania), dove è avvenuto l’attacco. Nel comunicato l’Idf parla solo di “diversi civili… feriti in varia misura”.

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Recco, identificati i resti umani trovati nel bosco

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Hanno un nome i resti rinvenuti ieri in un bosco vicino a via Cotulo in comune di Recco.Si tratta di Mauro Caratti di 67 anni farmacista di Acqui Terme che da dicembre 2023 non aveva più fatto rientro a casa.
Le ultime immagini lo avevano ripreso in stazione ad Acqui mentre saliva su un treno diretto in Liguria.

Gli abiti e le scarpe rinvenuti sui resti hanno consentito ai carabinieri di Recco di arrivare all’identificazione del farmacista che non aveva con sé i documenti né il cellulare.

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Piersanti Mattarella, 45 anni fa il suo omicidio

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Il 6 gennaio 1980 veniva ucciso a Palermo Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia.

Oggi il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ricorda “l’esempio di impegno e dedizione al bene comune. La sua figura continua a ispirare chi, ogni giorno, si batte contro la criminalità organizzata e si adopera per difendere i valori di giustizia e legalità”.  “La dignità delle persone. La libertà dalle mafie. La lotta alle ingiustizie. L’integrità delle istituzioni. La buona politica. Nell’anniversario del suo spietato assassinio ricordiamo i principi che hanno ispirato Piersanti Mattarella, pilastri di una democrazia solida”. Lo scrive su X Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera. 

 “45 anni fa, Piersanti Mattarella veniva vigliaccamente e barbaramente ucciso, per spezzare la sua ansia di rinnovamento, di pulizia, di visione per una Sicilia e un’Italia diversa e più giusta, più umana, più’ libera”. Lo scrive su X Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva al Senato.
“Dopo tutti questi anni, emergono novità sul versante delle indagini che non fanno che confermare la limpidezza del suo operato, e l’atrocità della sua uccisione. Resta come esempio per tutti, e in particolare per le giovani generazioni della sua terra e di tutto il Paese”, conclude. “Gli ultimi sviluppi di una indagine lunga e complessa forse ci consegneranno finalmente verità e giustizia su uno dei delitti politici più drammatici della nostra storia recente. Verità e giustizia, per non dimenticare”. Lo scrive su X Piero Fassino, deputato del Partito democratico, ricordando l’omicidio di Piersanti Mattarella, ucciso a Palermo il 6 gennaio 1980 da “un commando mafioso”. 

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Gualdo Tadino, uccide la moglie e poi si suicida

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Come prassi i rilievi degli inquirenti sono ancora in corso ma non ci sono praticamente dubbi che sia l’ennesimo femminicidio-suicidio, il primo del 2025, quello avvenuto in una palazzina bifamiliare alle porte di Gualdo Tadino.

Vittima è stata Elisa Stefania Feru, ventinovenne cittadina italiana ma originaria della Romania, operatrice socio sanitaria all’istituto Serafico di Assisi dove si occupava dell’assistenza a bambine e bambine disabili con particolare cura, ha subito sottolineato chi ha lavorato con lei. Uccisa con un solo colpo di pistola nel salotto di casa.
Dalle indagini condotte dai carabinieri è emerso che a spararle è stato il marito, Daniele Bordicchia, 38 anni, guardia giurata del posto, impiegato con una ditta di vigilanza che opera sul territorio umbro. Un solo colpo esploso con Glock 17 calibro 9, l’arma di servizio regolarmente detenuta. Che poi ha rivolto verso sé stesso suicidandosi.
I motivi alla base della tragedia sono ancora al vaglio degli investigatori. I carabinieri, in un comunicato ufficiale, hanno comunque parlato di “probabile movente” nell’ambito di “dissidi coniugali”.
La coppia era sposata dal maggio scorso e non aveva figli. I vicini nella piccola comunità di Gaifana hanno spiegato di non avere sentito litigi, ma a quanto pare, i rapporti tra marito e moglie erano piuttosto tesi negli ultimi tempi.


A dare l’allarme stamani sono stati i genitori di Bordicchia che abitano poco lontano. Hanno raggiunto l’abitazione della coppia per portare a spasso i loro cani come facevano normalmente, e hanno scoperto la tragedia. Che tuttavia potrebbe essere avvenuta nella notte se non addirittura nella serata precedente. Particolare che dovrà chiarire il medico legale.
Presso l’abitazione di via degli Ulivi è subito intervenuto il personale sanitario del 118 e i carabinieri della stazione di Gualdo Tadino. Quindi sono arrivati i militari della sezione rilievi del Nucleo investigativo di Perugia e quello della compagnia di Gubbio. Con loro il medico legale e il magistrato di turno alla Procura della Repubblica di Perugia.
Gli accertamenti hanno escluso la responsabilità di altre persone nella morte dei due coniugi. Confermando quella che era stata la prima ipotesi, cioè il femminicidio-suicidio.
Stefania Feru nella mattinata di domenica era attesa al lavoro al Serafico dove però non è mai arrivata. Da poco era stata assunta stabilmente dalla struttura di Assisi. “Lavorava con i bambini ed era brava. Siamo sconvolti”, ha detto all’ANSA Francesca Di Maolo, presidente del Serafico.
Sul profilo Facebook della donna ci sono in evidenza le immagini felici del matrimonio. Lei e il marito che si baciano alle spalle della torta nuziale. La stessa immagine che compare sul profilo del marito.
“Un ragazzo dolce ma forse troppo fragile”, ha definito Bordicchia una vicina. “Daniele ha sbagliato e non c’è più.
Spero che Dio lo possa perdonare”, ha aggiunto.

A Gaifana è arrivato anche il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti. “E’ una tragedia che colpisce l’intera comunità”, ha detto. “Due ragazzi giovani – ha aggiunto – tra l’altro con un lavoro entrambi. Niente lasciava presagire un epilogo di questa natura. E’ un momento di grande sgomento”.
Quella umbra è l’ennesima tragedia che colpisce una donna.
Nel 2024 in Italia sono stati infatti registrati oltre 90 femminicidi. Settantasette sono state uccise in ambito familiare o affettivo e di queste 48 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner. 

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Angela Achilli strabilia a Napoli per l’arrivo del 2025

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Capodanno straordinario a Napoli: Piazza del Plebiscito ha accolto l’arrivo del 2025 con un evento spettacolare che ha visto protagonista per il quarto anno consecutivo Angela Achilli. 

Angela era vestita con abiti firmati Vanitas oltre alle pellicce della Maison della Pelliccia di Giuseppe Raia; l’hairstylist è Di Benedetto Parrucchiere mentre il make up porta la firma di Antonio Riccardo e Nicola Acella. 

La conduttrice Rai, nota per la sua recente partecipazione a “Camper” su Raiuno e per la sua rubrica su “Bellama’” in onda su Raidue, ha dato il via alla serata presentando con grande energia il Contest dedicato ai giovani talenti emergenti.

Sul palco si sono esibiti tredici cantanti emergenti che hanno catturato l’attenzione del pubblico, in un crescendo di emozioni e musica. La serata, che ha visto la partecipazione record di 100.000 persone, è stata arricchita dalle performance di artisti di grande calibro come Gigi e Ross, Loredana Bertè, James Senese, I Ditelo Voi, Gabriele Esposito, Mavi, Veronica Simioli e il gran finale con Sal Da Vinci che ha letteralmente incantato il pubblico con un concerto memorabile.

L’organizzazione dell’evento è stata affidata alla produzione di Pino Oliva e la supervisione dell’Avvocato Ferdinando Tozzi Delegato per la musica del Comune di Napoli mentre la direzione artistica è stata curata dal noto speaker radiofonico Gianni Simioli, che ha saputo creare un mix perfetto di musica e spettacolo.

Angela Achilli, con la sua presenza elegante e il suo talento indiscutibile, ha reso speciale una serata già di per sé straordinaria, confermandosi come uno dei volti più amati del panorama televisivo italiano.

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Primo morto sul lavoro del 2025, è un operaio di 38 anni

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Un operaio calabrese di 38 anni è il primo morto sul lavoro del 2025 in Italia. Francesco Stella, di Lamezia Terme, è deceduto dopo essere precipitato dall’altezza di sei metri mentre stava lavorando su un’impalcatura all’interno di un’azienda per la produzione di profilati nell’area industriale di San Pietro Lametino. Secondo quanto é emerso dai primi accertamenti, Stella é deceduto a causa dei traumi riportati nell’urto col terreno e a nulla è servito l’intervento dei sanitari del 118. La Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità, affidando il fascicolo al sostituto procuratore di turno, Giuseppe Falcone, in coordinamento col Procuratore, Salvatore Curcio. Il magistrato ha disposto il sequestro dell’area di pertinenza dove è avvenuto l’incidente e l’autopsia sul corpo della vittima. Le indagini sono state delegate al Commissariato della polizia di Stato e al personale dello Spisal.

Lo scopo dell’inchiesta aperta dalla Procura é di verificare se nel cantiere fossero state poste in essere tutte le misure per la prevenzione antinfortunistica. Appena pochi giorni addietro in occasione del suo messaggio per il Capodanno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: “non possono più bastare – ha detto il Capo dello Stato – parole di sdegno: occorre agire, con responsabilità e severità. Gli incidenti mortali, tutti, si possono e si devono prevenire”. Un monito chiaro che, purtroppo, deve fare i conti con la realtà. Ed anche oggi un altro operaio è morto nel Barese schiacciato dall’automezzo dal quale era sceso poco prima per aprire un cancello. 

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