Catania, operaio 65enne muore in un cantiere colpito da un profilato in ferro

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Un operaio edile di 65 anni e padre di due figli è morto in un cantiere della strada Adrano-Bronte in contrada Passo Zingaro, nel catanese.

L’uomo, secondo una prima ricostruzione, è stato colpito alla testa da un profilato in ferro, precipitato da un camion per motivi ancora in corso di accertamento. Sul posto personale del 118. Per le indagini del caso sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Paternò.

“Siamo vicini ai familiari del lavoratore morto sul lavoro, ci uniamo alla loro rabbia e al loro dolore chiedendo verità e giustizia su quanto accaduto oggi”, affermano i segretari di Uil e Feneal-Uil Catania, Enza Meli e Nino Potenza. Per il sindacato si è recato in cantiere Angelo Bua, componente della segreteria territoriale Feneal.

occhio.com

Olbia, proseguono le ricerche dei fratelli dispersi

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Nessuna ipotesi è stata esclusa dalle autorità che stanno in questi giorni operando per la ricerca a mare dei due giovani diportisti di Olbia, Giuseppe e Lorenzo Deiana di 20 e 24 anni, scomparsi nelle acque a largo delle coste di Capo Figari a Golfo Aranci, la vigilia di Pasqua a bordo della loro piccola imbarcazione in vetroresina utilizzata per una battuta di pesca sportiva.

Per gli uomini della procura di Tempio impegnati da quattro giorni nelle indagini e la direzione della Capitaneria di Porto di Olbia, potrebbe esserci anche la possibilità che i due pescatori, in seguito al possibile affondamento della loro imbarcazione, abbiano raggiunto a nuoto la costa di Capo Figari e cercato rifugio nell’entroterra.

Le ricerche che in queste tre giornate hanno visto coinvolto un numero ingente di mezzi sia navali che a terra della Capitaneria, dei vigili del fuoco e di tanti volontari, proseguiranno anche nella giornata odierna con lo stesso impegno, coinvolgendo numerose squadre operative in anche in volo.
“Nonostante l’ampio raggio delle operazioni, gli investigatori della Guardia Costiera hanno concentrato le ricerche principalmente nell’area di Capo Figari, zona abituale di pesca dei due giovani, dove sono stati rinvenuti diversi oggetti personali, successivamente riconosciuti dai familiari”, ricorda una nota della Capitaneria di Porto di Olbia che “invita chiunque sia in possesso di informazioni utili alle ricerche a mettersi in contatto con l’ufficio. Allo stesso modo, chiunque desideri offrire supporto nelle operazioni di ricerca, sia via mare che via terra, è pregato di rivolgersi alla Capitaneria di Porto di Olbia per coordinare efficacemente l’impiego delle risorse e evitare sovrapposizioni”.

occhio.com

Caserta, arrestato 80enne per una sparatoria nel parcheggio di un supermercato

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I carabinieri hanno arrestato l’80enne Vincenzo Di Matteo, che ieri mattina ad Alife (Caserta), all’esterno di un centro commerciale, ha ferito a colpi di pistola il 50enne Raffaele Visone e suo cugino Antonio, titolari della struttura.

Di Matteo era rimasto ferito per aver sbattuto la testa a terra dopo la reazione di Antonio Visone, che aveva provato a disarmarlo; l’80enne era quindi finito all’ospedale di Piedimonte Matese, e dopo essere stato medicato, è stato arrestato dai carabinieri per tentato duplice omicidio.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, non hanno ancora fatto luce sul movente del delitto, anche se si ipotizzano dissidi economici tra Di Matteo e i Visone relativi ad controversie su una proprietà immobiliare.

Si attende ora la convalida dell’arresto da parte del giudice per le indagini preliminari di Santa Maria Capua Vetere, che dovrebbe avvenire domani.
   

occhio.com

Piazza San Pietro, 100mila persone verso la basilica

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Continua a riempirsi di minuto in minuto piazza San Pietro con l’afflusso di fedeli da Via della Conciliazione e dalle altre vie limitrofe diretti in basilica per l’ultimo omaggio a papa Francesco.

Secondo stime informali del servizio d’ordine in piazza ci sono al momento non più di 100mila persone.

occhio.com

Martina Franca, 46 enne investito da un treno in transito

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Un uomo di 46 anni è stato investito all’alba da un treno in transito sulla tratta che collega Martina Franca (Taranto) a Cisternino (Brindisi), non lontano da un passaggio a livello.

L’uomo è sopravvissuto all’impatto ma ha riportato ferite gravissime.

Da chiarire se si tratta di incidente o di un gesto volontario. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale sanitario del 118. Il 46enne, rimasto incastrato tra i binari, è stato estratto dai soccorritori e trasportato in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.
Il traffico ferroviario ha subito forti rallentamenti per consentire i rilievi e le operazioni di bonifica e messa in sicurezza. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Martina Franca.

Albina Celentano

occhio.com

Francofonte, c’è un fermo per l’omicidio di Lucifora

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I carabinieri del comando provinciale di Siracusa hanno fermato un 22enne ritenuto il presunto omicida di Nicolas Lucifora, il 17enne ucciso con una coltellata sabato sera, nella notte di Pasqua in una via del cuore della movida di Francofonte.

Le indagini, coordinate dalla procura arestusa, hanno fatto luce sulla dinamica del delitto attraverso l’analisi dei filmati di videosorveglianza, le testimonianze e il sopralluogo sul luogo dell’omicidio. I militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato il coltello a scatto con cui è stato ferito e ucciso il 17enne. Il movente alla base della lite è in corso di accertamento

occhio.com

Morte Papa, i funerali si svolgeranno sabato 26 aprile

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I funerali di Papa Francesco si terranno sabato 26 aprile, alle 10, sul sagrato della basilica di San Pietro.La liturgia sarà presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re. Lo comunica l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche.
Dopo i funerali, il feretro di Papa Francesco sarà portato nella Basilica di San Pietro e da lì nella Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione.

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Dazi Usa, Giappone valuta concessioni per importazioni auto

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Il governo giapponese valuta nuove concessioni per semplificare le procedure di ispezione delle auto statunitensi importate, per tentare di sottrarsi alle critiche dell’amministrazione Trump sulla presunta imposizione di barriere tariffarie.

La questione è stata sollevata durante i colloqui della scorsa settimana a Washington, guidati dal capo negoziatore nipponico, Ryosei Akazawa, su incarico del premier Shigeru Ishiba, e segue la decisione di Trump di imporre al Giappone dazi del 25% sulle importazioni di automobili a partire dal 3 aprile, e una tariffa base del 10% su quasi tutti gli altri articoli dal 5 aprile.

Ulteriori dazi reciproci sono stati sospesi per 90 giorni.
    Gli Stati Uniti si sono a lungo lamentati delle ispezioni in Giappone, sostenendo che i propri veicoli hanno già superato severi controlli sulle emissioni delle auto, insieme ad altri standard in patria. Un’opzione presa in considerazione dai funzionari governativi, rivela il giornale Asahi Shimbun, è l’attuale quadro normativo in vigore per le aziende automobilistiche europee, grazie all’applicazione di un processo semplificato che è il frutto di un sistema comune di procedure di sicurezza. L’amministrazione Trump ha citato anche altri settori in cui le barriere non tariffarie impediscono ai prodotti statunitensi di entrare nel mercato del Sol Levante, tra cui i prodotti agricoli come il riso e la carne bovina. Nel rapporto di marzo, l’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti, scrive la stampa nipponica, ha stilato una lunga lista di prodotti agricoli, come il comparto ortofrutticolo, le patate, e i frutti di mare, protetti in Giappone da barriere non competitive. Seppur ribadendo di non voler fare concessioni sulla sicurezza alimentare, in virtù di diversi parametri, il premier Ishiba ha riferito ai media di aver dato istruzioni ai ministri competenti di considerare misure utili a trovare un compromesso in tempi rapidi. Il prossimo round di negoziati tra Giappone e Stati Uniti è previsto per la fine del mese.
   

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Morte Papa Francesco, chi potrebbe essere il suo successore

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Sono 135, al momento attuale, i cardinali con diritto di voto e che potranno entrare nel Conclave per scegliere il nuovo Papa: in bilico c’è solo la posizione del cardinale spagnolo Carlos Osoro Sierra, che compirà gli 80 anni il prossimo 16 maggio.

E già da tempo circolano i nomi dei possibili ‘papabili’, dal segretario di Stato Pietro Parolin all’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, dal patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa all’ungherese Peter Erdo, dal francese Jean-Marc Aveline all’olandese Willem J.

Eijk, fino al filippino Luis Tagle per rappresentare la Chiesa asiatica o al congolese Fridolin Ambongo Besungu per impersonare l’eventualità africana, o ancora al brasiliano Leonardo Ulrich Steiner, arcivescovo di Manaus, per i latinoamericani.

Una quota, quella di 135 elettori, che supera ampiamente la soglia massima di 120 fissata dalla costituzione apostolica Romano Pontifici Eligendo di Paolo VI (1/o ottobre 1975), e confermata dalla Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II (22 febbraio 1996); tuttavia, sia lo stesso Wojtyla sia i suoi successori hanno spesso derogato alla norma.

In particolare, con l’ultimo suo Concistoro del 7 dicembre scorso, il decimo del pontificato, in cui ha creato 20 nuovi ‘elettori’, è come se il già quasi 88/enne papa Francesco avesse voluto costituire una ‘riserva’ stabile, una sorta di soglia di tranquillità nel caso si presentasse appunto la necessità di eleggere un nuovo Pontefice.

Francesco superava così anche i Concistori indetti da Giovanni Paolo II, che ne tenne nove. Papa Bergoglio in tutto ha creato 163 cardinali. Ad oggi gli elettori da lui nominati sono 108: un numero che costituisce la stragrande maggioranza dei 135 abilitati a entrare in Conclave (22 quelli creati da Benedetto XVI, ormai solo cinque quelli nominati da papa Woytila), anche se non si può dire che si tratti di un gruppo omogeneo, men che meno monolitico dal punto di vista della visione sulle questioni che riguardano la vita e il governo della Chiesa.

Basti dire che tra chi ha ricevuto la porpora da Francesco c’è un suo fiero oppositore come il tedesco Gerhard Ludwig Mueller, prefetto della Dottrina della fede con papa Ratzinger (che però non lo fece mai cardinale), e che a Bergoglio non ha fatto mai mancare aspre critiche su vari temi. Lo stesso dicasi anche per diversi cardinali africani, che sui temi etici, o ad esempio sull’approccio verso l’omosessualità, non sono certo in linea con quanto si professa in Europa, e tanto meno con la benedizione delle coppie gay legittimata nel documento Fiducia supplicans.
Quello che sicuramente ha realizzato papa Francesco con il complesso delle sue nomine cardinalizie, comprese le ultime, sono una Chiesa e un Sacro Collegio sempre meno eurocentrici, sempre meno a trazione italiana e occidentale, con uno sguardo attento e puntiglioso alle periferie e alle Chiese ‘di frontiera’ in tutto il pianeta.

Guardando ancora al Conclave, 59 saranno i cardinali provenienti dall’Europa (19 dall’Italia), 37 dalle Americhe (16 dall’America del Nord, quattro da quella centrale, 17 dall’America del Sud), 20 i cardinali dall’Asia, 16 dall’Africa, tre dall’Oceania. E sicuramente le istanze che saranno portate prima nelle congregazioni generali e poi nel voto in Conclave sono rappresentative di una Chiesa meno arroccata sulla difesa di vecchi privilegi e rendite di posizione, più aperta alla cura delle ferite dell’umanità in tutti gli angoli del globo, alla difesa del creato, alle povertà e disuguaglianze in tutte le loro dimensioni, alle periferie, come le definiva Bergoglio, “sia fisiche che esistenziali”.

Un enorme punto interrogativo, non solo in rapporto ai conflitti armati che oggi insanguinano il pianeta, con la “terza guerra mondiale a pezzi” coniata anch’essa da papa Francesco, è il rapporto con la politica, in un mondo che da questo punto di vista conosce una fase di rapidi cambiamenti ed evoluzioni.

Una curiosità? Quanti saranno i rappresentanti degli ordini religiosi presenti in Conclave. In tutto 34: cinque Salesiani, 4 Gesuiti (l’ordine di Bergoglio), un Frate cappuccino, quattro Francescani, tre Francescani conventuali, due Domenicani, due Vincenziani, due Redentoristi, due Verbiti, e poi gli altri, fino al Missionario della Consolata Giorgio Marengo. Il più giovane del Conclave sarà l’ucraino Mykola Byčok, 45 anni compiuti il 13 febbraio. Il più anziano, appunto, lo spagnolo Carlos Osoro Sierra, seguito di solo un mese dal guineano Robert Sarah. 

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Il Papa è morto, ora inizia la fase di transizione

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Papa Francesco è morto dopo 12 anni di pomntificato ed ora inizia la fase di transizione, regolata da precise norme e tradizioni, stabilite dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e aggiornate da Benedetto XVI. A constatare il decesso del Papa, alla presenza del Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie dei Prelati Chierici e del Segretario e Cancelliere della stessa Camera Apostolica, è il Camerlengo che compila anche il documento o atto autentico di morte.

Il Camerlengo si occupa anche delle procedure relative all’appartamento papale che viene sigillato. In questo caso, è quello di Casa Santa Marta dove ha vissuto Papa Francesco.

Inoltre è compito del Camerlengo, in periodo di Sede Vacante, curare e amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede, con l’aiuto dei tre Cardinali Assistenti, premesso, una volta per le questioni meno importanti, e tutte le volte per quelle più gravi, il voto del Collegio dei Cardinali.

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